Conferenza stampa del 15 giugno 2015

15 giugno 2015

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Ultima fermata

21 maggio 2014

liga-atl

Scusate il ritardo ma dopo la finale di Coppa Italia ho avuto una crisi di rigetto e non sono più riuscito ad appassionarmi a nessuna situazione calcistica.
I campionati li ho seguiti ma senza quel trasporto che di solito mi era naturale.
Tutto è tornato nella normalità quando sono entrati in campo Barcellona e Atletico Madrid per disputarsi la Liga nella partita finale.
Mentre vedevo l’entrata dei giocatori sul Camp Nou e veniva inquadrato il pubblico dello stadio mi sono chiesto “Ma i nostri Dirigenti del Calcio Nazionale la staranno guardando? Possibile che non apprezzino questo spettacolo? E se così fosse, come possono non muoversi con i mezzi che esistono, se nelle altre Nazioni Europee accade normalmente, perché tutto ciò avvenga anche da noi?.
Non posso credere che non ci siano nè la capacità o, peggio, la volontà di diventare NORMALI.
La cosa peggiore che ho sentito è stato un genitore che ha detto ”non porterò più mio figlio allo stadio”.
Mi fermo qui perché la grande passione e l’amore per il calcio potrebbero farmi dire cose poco piacevoli.
Parlando di calcio giocato.. L’ordine, la compattezza, la condizione psico-fisica hanno vinto contro la grande qualità di un Barcellona senza anima.
Gli apprezzamenti verso Simeone adesso si sprecano senza andare a vedere e valutare il lavoro fatto da lui e dal suo staff negli ultimi due anni.
L’analisi dei media è stata esclusivamente sul risultato attuale e la bravura, scoperta solo oggi perché tutti davano vincenti Real o Barcellona, dell’allenatore nel gestire sia le gare di Coppa che del Campionato.
Nessuno ha cercato di capire o informarsi sul “come” ci sia arrivato a quel risultato.
Facile dirlo per me che ho vinto e conosco allenatori vincenti con cui ho rapporto.
Facile dire che se “programmi, scegli e sostieni staff in cui credi, non accetti imposizioni esterne e hai una società strutturata e organizzata” è probabile che nell’arco di 2-3 anni vinci.
Ma quello che in Italia non si può fare è sapere aspettare e quindi sarà sempre più difficile ottenere risultati importanti.
Cito una situazione che conosco bene ed è quella dell’Entella di Chiavari.
Cittadina di poco più di 20000 abitanti che l’anno prossimo farà la B grazie a un Presidente che ha saputo strutturare una società in modo aziendale e che in 3 anni si è conquistato una categoria che nessuno avrebbe mai pensato potesse conquistare.
Voglio vedere se ci saranno dirigenti che andranno a chiedere come ha fatto e, magari, a prendere spunto per imitare.
E’ l’unica strada percorribile per salvare il nostro calcio dal disfacimento.
Sono abbastanza esperto per avere sensazioni poco piacevoli.
Lo dico a chi comanda il calcio in Italia “occhio che non abbiamo toccato ancora il fondo ma ci siamo vicini, frenate perché altrimenti picchiamo duro”.

Gigi Cagni


Prestazione e alimentazione

14 novembre 2013

alimentazione
L’Aiaccio ha esonerato Ravanelli, e fino a qui niente di nuovo, se non che un suo giocatore ha, poi, fatto delle dichiarazioni che mi sono sembrate un po’ pesanti.
Ha dichiarato che lo staff dell’allenatore proponeva integratori, leciti naturalmente, e che lui non ha mai voluto prenderli.
Non voglio entrare nella polemica fra i due professionisti anche perché sono certo che Ravanelli voleva che prendessero integratori permessi dalla Federazione Medico Sportiva.
Voglio solo entrare in questo argomento che mi sta a cuore da sempre.
Mi sono sempre appassionato allo studio dei mezzi più idonei per una prestazione psico-fisica di alto livello nel calcio.
In tanti anni di professione, prima da calciatore(20 anni) poi da allenatore(23 anni), mi sono convinto che il cibo e il recupero, con un adeguato allenamento naturalmente, sono determinanti per le prestazioni fisiche.
Se queste due componenti sono fatte al meglio non c’è bisogno di altro.
Poi 13 anni fa ho conosciuto il Dott. Romano Aronne che aveva introdotto in Italia il sistema alimentare denominato “Zona”.
Nei primi insegnamenti c’è un concetto base che ti accompagna per sempre e cioè che “il cibo è una medicina” che non sono necessari aiuti per ottenere prestazioni adatte alle proprie esigenze.
Questa educazione deve partire, come sempre, dal basso anche se non può essere recepita al meglio se dall’alto i messaggi sono diversi e si pubblicizzano aiuti anche se leciti.
Anni fa mi impressionò un sondaggio che fece il Corriere della Sera.
In una scuola superiore chiesero quanti sarebbero stati disposti a “drogarsi” per avere successo in pratiche sportive.
Il 70% disse che era disposta a farlo, avrebbe dovuto fare riflettere chi ha delle responsabilità ma non se ne sentì più parlare da nessuna istituzione e la cosa finì così.
In tutte le squadre che ho allenato ho cercato, sempre, di fare capire che se un atleta ha un’educazione alimentare adeguata, impara a recuperare lo sforzo fisico (allenamento o gara) e beve 2-3 litri di acqua al giorno, non ha bisogno di altro.
Sono pronto a confrontarmi con chiunque sostenga che se si fa uno sforzo fisico di alto livello, si debbano assumere aiuti energetici.
Gli interessi commerciali possono andare di pari passo con la salute basta puntare sull’educazione alimentare più naturale e corretta iniziando dai giovani sportivi.

Gigi Cagni


Non perdiamo l’occasione

30 settembre 2013

serie-a-anteprima-600x398-933370Condizione psico-fisica, qualità tecniche e sistema di gioco adatto alle caratteristiche dei giocatori.
Non c’è nessun segreto in quello che sta accadendo ai vertici della classifica di serie A.
Guarda caso tutte le prime 4 hanno “la fase difensiva” migliore.
Certo, la fase difensiva, perché i tecnici hanno fatto capire agli attaccanti che devono essere i primi difensori per aggredire l’avversario più alto e rimanere più corti e compatti.
Poi anche le qualità dei singoli difensori (sicuramente anche allenati nello specifico) hanno avuto la loro parte.
Guarda caso 3 fanno il 3-5-2 o il 4-3-3 e la quarta, il Napoli, cambia spesso modulo da c.c. in sù mantenendo sempre i 4 dietro anche se, sono curioso, voglio vedere cosa farà Benitez contro le grandi.
Ma tutte e 4 hanno attaccanti che rientrano, si sacrificano e coprono tutta la linea d’attacco.
Adesso si parlerà di trasformazione del calcio e si discuterà dell’importanza della fase difensiva.
Basta con le mode in riferimento all’andamento dei campionati.
Parliamo di calcio in modo serio, diamo la dimensione giusta agli avvenimenti.
Guarda caso in tutti i paesi Europei il modulo è quasi sempre lo stesso e gli stadi sono pieni e il pubblico si diverte.
Siamo solo noi che diamo i numeri pensando di far crescere l’interesse e, invece, creiamo solo confusione non soltanto negli spettatori ma anche negli allenatori giovani.
L’anno scorso, allo Spezia, ho cambiato la posizione in campo ad un giocatore (perché l’allenatore avversario, che stava perdendo, aveva messo un giocatore fra le linee), così un suo compagno si è avvicinato alla panchina e mi ha chiesto: “che modulo giochiamo?” Ho risposto: “ secondo te è determinante visto che ho cambiato solo la posizione di uno di voi?”
Secondo me quello che sta accadendo è solo la conseguenza di avere allenatori esperti che sanno cosa vuol dire equilibrio e sacrificio, oltre ad avere la serenità della conoscenza di saper mettere i giocatori nella loro posizione naturale senza invenzioni.
I moduli essenziali sono tre, che possono avere qualche variazione, ma sono sempre tre.
Non fatevi fuorviare dai numeri mediatici e modaioli, creeranno confusione in voi ma, soprattutto, nei vostri giocatori.
Spero che le squadre in vetta non snaturino i loro principi anche in caso di situazioni negative, abbiamo bisogno di razionalità e semplicità e, forse, torneremo a divertirci e a crescere anche senza una marea di top players.

Gigi Cagni


l’allenatore moderno

25 settembre 2013

Italy trainingLo spunto me lo ha dato la Gazzetta dello Sport del 24/9 in cui, a pag.6 – dove si parla delle Sorelle Scudetto -c’è una riga del sottotitolo che dice: “..E gli allenatori tornano a fare la differenza”.
Io aggiungo: Gli allenatori faranno sempre di più la differenza.
Ma perché questo accada bisogna che gli Allenatori abbiano la possibilità di poter lavorare, per dimostrare le proprie capacità, in un ambiente che gli permetta di metterle in evidenza.
Questo non può accadere se le squadre le fanno i Presidenti con 30 giocatori buttati lì senza un progetto e una logica tecnico-tattica, pensando già che, se dovesse andare male, si cambia allenatore.
C’è stato un cambiamento epocale, senza che nessuno se ne accorgesse, quando si è allungato il mercato rendendolo quasi permanente, la cui diretta conseguenza è stata il dover accettare i ricatti dei giocatori sui prolungamenti dei contratti.
Nessuno ha pensato che se le società non fossero state forti nel difendere il proprio allenatore, questo avrebbe avuto grossi problemi nella gestione dello spogliatoio.
Spogliatoio sempre più difficile da gestire nel momento in cui verranno a mancare i “vecchi leaders”, gli esempi da seguire (e quel tempo non è lontano).
Inevitabilmente il leader diventerà l’allenatore a cui spetterà, non soltanto la gestione tecnico-tattica, ma anche quella di collegamento e di unione delle personalità dello spogliatoio, compresa la comunicazione esterna.
Quindi, e qui mi rivolgo ai miei colleghi giovani, non abbiate fretta di arrivare alle categorie alte.
Non pensiate che, perché avete fatto i calciatori , sia tutto semplice quando si passa dall’altra parte.
Cercate esperienze di difficoltà graduali, bruciarsi è facile in un ambiente con pressioni così alte come quelle del calcio italiano.
Ripeto il concetto: cari Presidenti “la figura dell’allenatore deve essere rivalutata” e non può esserlo se alla fine dei campionati se ne cambiano più di 45, ciò va a discapito dello spettacolo.
Mai, come questo inizio di campionato, si sono viste partite così brutte sotto il profilo tecnico poiché si nota già, da parte degli allenatori, la ricerca del risultato a tutti i costi con il minimo rischio.
Il caso Giampaolo dimostra quanto sia difficile reggere a degli stress che non hanno niente a che fare con il campo, anche se il suo comportamento non è certamente da prendere da esempio perché, comunque, devi avere rispetto per chi ti ha ingaggiato.

Gigi Cagni


Evoluzione o involuzione

28 agosto 2013

involuzioneE’ iniziato il campionato e già ci sono delle novità importanti.
La prima è che, per essere moderni e innovativi, devi avere due persone che analizzano con te la gara e, insieme, si cerca di comprenderne meglio sia lo svolgimento che i provvedimenti da prendere.
E’ chiaro che devi usare un mezzo tecnico per riuscire a fare questo sapendo che uno dei collaboratori è in tribuna.
Magari con un auricolare e non con il telefono sarebbe stato più “consono” ma va bene comunque.
Un mare di appunti dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro.
Mi sono chiesto “ma come fa a vivere la partita in modo empatico?”.
Mi piace analizzare e cercare di comprendere tutte le novità che avvengono nell’ambito del mio lavoro.
Lungi da me ironizzare su quello che ho visto domenica da parte dell’allenatore della Roma.
Ogni modo di interpretare il nostro lavoro va rispettato.
Ma è da anni che cerco di capire come la tecnologia abbia avuto il sopravvento sulle emozioni e l’istinto, arricchito naturalmente dalla conoscenza del proprio lavoro e dalla esperienza.
Questo sto cercando di capirlo anche in riferimento alla tecnologia in generale (internet, facebook, twitter ecc..), non certamente riguardo all’uso di questi mezzi, ma all’ABUSO.
Ecco perché ho provato tutte queste modernità e sono giunto alla conclusione che, come sempre, la verità sta nel mezzo.
La cosa peggiore è che se non usi tutti questi mezzi sei retrogrado, se non parli un certo linguaggio sei all’antica e se accenni solamente a delle regole di equilibrio in campo sei difensivista.
Non mi sembra che negli ultimi anni si siano fatti passi avanti, anzi.
Non mi sembra che il nostro calcio sia quello più visto e ammirato nel mondo, anzi.
Ma perché invece di scopiazzare e cercare modelli esterofili non iniziamo a essere noi stessi e a mettere in campo tutte le nostre qualità di fantasia e di competenza.
Informarsi, confrontarsi e cercare di progredire è indispensabile ma lo è anche essere consapevoli che non ci si deve snaturare.
Abbiamo sempre avuto i portieri e i difensori più forti al mondo, come mai adesso non ne abbiamo più e spendiamo cifre enormi per prenderne di stranieri?
Siamo in una situazione economica diciamo “non brillante” e i soldi li spendiamo all’estero a discapito del mercato interno.
Lo vogliamo capire che bisogna iniziare a fare crescere i nostri giovani con pazienza, calmierandone i prezzi naturalmente.
E qui entro in merito alla diatriba fra Federazione e AIC sull’età media nei campionati di Lega Pro.
Dico solo una cosa che secondo me è determinante, non solo nel calcio ma in riferimento a tutto il mondo del lavoro, DEVE ESSERE PREMIATO CHI LO MERITA.

Gigi Cagni


Preparazione Precampionato (2a PARTE)

17 luglio 2013

preparazione precampionato
Proseguendo nell’esposizione simulerò l’inizio della preparazione con una squadra nuova, molto stimolante e adrenalinico.
Come detto in precedenza è determinante essere il più possibile credibili e se stessi perché, il primo giorno in cui parli alla squadra, sai che ci sono 25-30 persone che ti giudicano e analizzano.
Il primo approccio lo voglio con tutte le componenti che lavoreranno con me tutto l’anno, compresi i magazzinieri.
L’esposizione delle regole, dei valori e il rispetto dei ruoli, sono le basi su cui costruisco tutto il resto.
Senza queste componenti, secondo me, non potrai avere un successo tecnico.
Entrando nello specifico cerco di fare comprendere quanto sia importante, soprattutto in questo periodo, l’alimentazione e il lavoro psico-fisico.
Per ottenere risultati soddisfacenti bisogna avere la mente e il corpo al meglio, quindi, devi immettere la benzina migliore per fare rendere il motore ed è per questo che, nella prima fase, faccio fare il sistema alimentare chiamato “ZONA” con l’aiuto del mio amico alimentarista Aronne Romano (la prima mattina visita medica e spiegazione del sistema tramite visione di slide e spiegazione da parte del medico).
Ho fatto sei preparazioni con questo tipo di alimentazione e il risultato più eclatante è stato che nel periodo di 40 gg non ho avuto infortuni muscolari.
Poi, il preparatore, prospetta tutto il lavoro fisico spiegando il motivo per cui useremo certi mezzi in riferimento al tipo di sistema energetico che vorremo allenare.
Per finire il mio intervento sarà rivolto alle mie intenzioni tecnico-tattiche, per il momento teoriche, usando la lavagna per prospettare, in linea di massima, quelli che sono i miei dettami tattici disegnando i moduli di partenza che secondo il mio punto di vista potranno avere sviluppi diversi dopo avere conosciuto al meglio l’organico ( 4-3-3, 4-4-2 e 3-5-2 ).
Quindi utilizzerò i primi 3g sia per l’adattamento muscolare che per l’insegnamento di tutto il lavoro che verrà svolto nel luogo del ritiro, questo per non avere tempi morti e per adattarli al mio concetto di gara basato su “attenzione e concentrazione continua”.
Dimenticavo i media.
Prima di partire, ma anche durante le vacanze, devi rispondere alle domande che riguardano sia il mercato che il progetto e l’obiettivo (in accordo con la società naturalmente).
Nel primo approccio io cerco di essere il più sincero possibile perché, alla lunga, la sincerità paga e costruire un rapporto professionale e corretto con loro ti permetterà di lavorare meglio.
Mi soffermo un attimo su questo argomento perché, in Italia, la stampa ha un ruolo importante.
Se voi chiedete a un giocatore se guarda i voti o i giudizi su di lui, vi risponderà che non gli interessa niente.
Bugia clamorosa.
Leggono e ascoltano tutto e giudicano le tue interviste, se non lo fanno loro lo fanno i loro procuratori.
E’ utile, alla presentazione della squadra, farsi dire dall’addetto stampa chi sono i giornalisti locali e coloro che scrivono sui giornali nazionali, alle volte sono la stessa persona.
Non per discriminare ma perché al lettore locale, che ti conosce meglio, parli in modo diverso (come è diverso quando fai l’intervista alla stampa o alla televisione).
Sapere come sono organizzati i club dei tifosi e conoscerne il modo di giudicare la partita ha un valore assoluto.
Quando si parla dei singoli giocatori, devi stare attento a non toccare la suscettibilità di ognuno di loro finché non li avrai conosciuti meglio(in una squadra nuova sapere chi sono i giocatori più rappresentativi e di maggiore personalità è indispensabile).
Partenza per il luogo stabilito il mattino.
Pranzo e il pomeriggio primo approccio sul campo (naturalmente bello e con le misure giuste), dopo il riscaldamento fatto dal preparatore, due tempi da 20’ a tocchi liberi con il campo ridotto (circa 70m) senza dettami tattici, diciamo riadattamento-divertimento.
1°g) Sveglia 7 e 45 colazione entro le 8 e 15, alle 9 pronti, devo fare una precisazione riguardo al peso e cioè, viene misurato una volta sola alla visita iniziale e poi dopo 15 g, secondo me non ha una logica controllare il peso tutti i giorni.
Riscaldamento su un percorso con sali scendi naturali per poi fare 6 km in Fartlek (costituendo i gruppi in base ai test iniziali) con tempo indicativo di 4’e 30” al km, seguito da un circuito di adattamento in palestra. Pranzo alle 13 e a letto entro le 14 e 30.
Sveglia alle 16 (spuntino), alle 17 pronti.
Fase difensiva, squadre sul campo e allenamento tattico ombra con il 4-3-3 e il 4-4-2, principi fondamentali secondo il mio modo di difendere.
Porta a metà campo, 11/11, 7’ con le mani gol valido di testa o al volo, stretch e mobilizzazione, 2’-3’ sempre con le mani sovrapposizione obbligatoria dopo il passaggio, 3’ a 3 tocchi, poi in uno spazio ristretto 10’ 3t,10’ 2t e 10’ 1t senza portieri con delle porticine di 1m e 30, di seguito 3’ possesso palla a 3t in una metà campo togliendo l’area e infine 7-8’ partitella libera in una metà campo. Cena alle 20 entro le 22 e 30 a letto (gli orari grosso modo saranno sempre gli stessi).
2°g)Stretch con le corde, riscaldamento con esercizi di agilità, ( skip vari), 1x circuito di forza resistente + 5x 30m.
pomeriggio- Fase offensiva con schemi 11/11 ombra. Metà campo 7’ mani, stretch e mob, sovrapp e aggiunta di triangolo a schema off. sempre con le mani. Sempre nella metà campo 3t-2t-1t, poi cross con gli esterni sulle fasce che fanno un triangolo con c.c., punte e dif centrali che vanno alla conclusione. 10’ partitella finale libera. Sempre 1h e 10’ in tutto.
3°g) Fartlek diviso in due parti, prima 4 km e poi 2, rimanendo sempre nei 4’ e 30” al km + palestra .
pomeriggio-tattica fase dif per il 4-4-2, metà campo 7’mani con sovrap. e triangolo, 3t-1t (40’ in tutto), 1x 3’possesso palla 3t, metà campo partita a tema (squadre schierate, una fa possesso palla e l’altra ombra, al mio fischio chi non ha la palla deve aggredire per conquistarla e finché non rifischio devono continuare tutte e due sia per la conclusione che per la riconquista) per 3 rip. 10’ partitella finale libera. 1h e 10’
4°g) Forza esplosiva-elastica in circuito (eserc. con bilancieri, cinture e altri attrezzi).
Pomeriggio-Riscaldamento in una metà campo senza area con corsa e giochi con palline da tennis (variare il riscaldamento in questo periodo è utile soprattutto per la mente), 3t-2t-1t, sempre in un campo ridotto, cross con triangolo come il 2°g con l’aggiunta, finita l’azione, di un breve sprint di rientro. Partita finale con porta al semicerchio di 10’ con la regola di 3t e il gol valido solo se su cross,1-2 o tiro da fuori.
5°g) Fartlek spezzato in 2+2+2 km con tempi entro i 4’al km.+ palestra.
Pomeriggio-metà campo 6’ con pallone da rugby, gol di testa o al volo, stretch e mob. Sempre con le mani regole del rugby e poi con i piedi, sempre con il pallone da rugby, poi 3t-1t con il pallone,il tutto per circa 40’. 2×3’ possesso palla a 3t e 20’ tutto libero.
6°g) 2x circuito-forza-resistente in agilità.
Pomeriggio-Schemi off e dif per il 4-3-3. Metà campo senza area mettendo 4 porticine, senza portieri, di traverso al campo, gol davanti e dietro 7’ mani, stretch e mob, sovrap. e triangolo con le mani, 3t-1t , campo ridotto 3t-2t-1t e 15’ con porta al semicerchio tocchi liberi.
7°g) Amichevole contro la squadra locale (il mattino tattica per la gara e palle inattive).
In preparazione voglio la prima amichevole dopo 7 g e poi ogni 3gg crescendo gradatamente di categoria. In questo periodo faccio giocare ogni giocatore, almeno una volta dall’inizio, per dare soddisfazione a tutti anche ai giovani. Ci sarà tempo in seguito per iniziare a fare delle scelte più precise per iniziare la costruzione di squadra e gioco.
8°g) Mattino disamina della partita e allenamento defatigante.
Pomeriggio-Correzione degli errori dif e off in campo con squadre schierate. Metà campo partitella 3t-1t e solito 3-2-1 in campo ridotto, 20’ partitella finale metà campo.(50’)
9°g) Forza esplosiva(bilancieri+ salite)
pomeriggio-metà campo 7’ mani, stretch e mob, 5’a 3t, 7’ partita di testa dentro l’area (solo di testa, quando la palla è bassa si prende con le mani e si rimanda alzandola e colpendola di testa, il gol è valido solo di testa), 20’metà campo a 1t, poi attaccanti e c.c. vanno a fare dei tiri in porta con il mio secondo e io prendo i dif per un lavoro singolo per l’1/1 e di reparto, infine solita partitella libera di 20’ metà campo.1h e 30’
10°g) Mattino tattica dif e off+ palle inattive in preparazione dell’amichevole del pomeriggio.
11°g) Riposo completo.
12°g) 2x C.C.V.V sul percorso del fartlek facendo i 1500 m.
pomeriggio-Disamina della gara sul campo correggendo gli errori (dalla successiva amichevole verranno fatte le riprese televisive e così vedremo dal video tutti i movimenti delle due fasi esaminandoli e discutendoli per ottimizzare il lavoro per la costruzione tattica), 4 porticine, 7’ con le mani e poi 3t-1t, 1×3’ possesso palla 3t, poi porta al semicerchio 6x (3xsquadra) schemi off per il cross, avversari inattivi fino al cross e poi tutti attivi fino al mio fischio.15’partitella finale.
13°g) 2xCircuito di forza-elastica-reattiva
pomeriggio-giorno successivo amichevole impegnativa quindi allenamento di recupero. 10’ torello, 3-2-1 campo ridotto,12rx6hsb in vari modi e 10’ 3t gol valido 1-2,cros o tiro da fuori. 1h e 20’
14°g) tattica dif e off e palle inattive per la gara del pomeriggio.
Amichevole con professionisti.
15°g) Mattino allenamento atletico di recupero.
Pomeriggio-torneo di calcio tennis.
16°g) 2XC.C.V.V +1 variato.
Pomeriggio-di solito, dopo questo periodo, ho scelto il sistema di gioco più adatto e quindi ogni allenamento avrà quello come base. Porta al semicerchio 7’ mani, stretch e mob, sovrap e triangolo, 3t-1t, 7 porticine a 3t, 1×3’ possesso palla 3t, 4xpossesso ombra e al fischio aggredire, 20’ partita libera.
17°g) 2xCircuito-forza-esplosiva-elastica+5 salite.
Pomeriggio-10’ torello, 3-2-1 campo ridotto, 8sx3rx6hsb, cross con triangolo articolato,10’ partitina finale con porta al semicerchio.
18°g) Prima gara importante e, quindi, preparazione come fosse gara ufficiale di campionato.
Il lavoro seguente è sulla falsariga di questo entrando nel concetto che andremo verso la qualità, in tutte le sue componenti, diminuendo le quantità.
Durante tutto il primo periodo, e anche in seguito, fermo il gioco frequentemente per spiegare e correggere gli errori, usando anche il contributo televisivo.
In tutti questi primi giorni ho ribadito le regole e i comportamenti che io desidererei venissero rispettati, abbiamo scritto e controfirmato tutti un regolamento interno, ho parlato a tutti singolarmente e ho ribadito, quasi giornalmente, l’importanza che l’io non paga e che se non si sarà un gruppo compatto difficilmente otterremo risultati importanti.
Spero di essere riuscito, almeno in parte, a esaudire le vostre curiosità anche se l’esposizione non è di facile attuazione essendo un argomento complicato.
Buon divertimento.

Gigi Cagni