Evoluzione o involuzione


involuzioneE’ iniziato il campionato e già ci sono delle novità importanti.
La prima è che, per essere moderni e innovativi, devi avere due persone che analizzano con te la gara e, insieme, si cerca di comprenderne meglio sia lo svolgimento che i provvedimenti da prendere.
E’ chiaro che devi usare un mezzo tecnico per riuscire a fare questo sapendo che uno dei collaboratori è in tribuna.
Magari con un auricolare e non con il telefono sarebbe stato più “consono” ma va bene comunque.
Un mare di appunti dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro.
Mi sono chiesto “ma come fa a vivere la partita in modo empatico?”.
Mi piace analizzare e cercare di comprendere tutte le novità che avvengono nell’ambito del mio lavoro.
Lungi da me ironizzare su quello che ho visto domenica da parte dell’allenatore della Roma.
Ogni modo di interpretare il nostro lavoro va rispettato.
Ma è da anni che cerco di capire come la tecnologia abbia avuto il sopravvento sulle emozioni e l’istinto, arricchito naturalmente dalla conoscenza del proprio lavoro e dalla esperienza.
Questo sto cercando di capirlo anche in riferimento alla tecnologia in generale (internet, facebook, twitter ecc..), non certamente riguardo all’uso di questi mezzi, ma all’ABUSO.
Ecco perché ho provato tutte queste modernità e sono giunto alla conclusione che, come sempre, la verità sta nel mezzo.
La cosa peggiore è che se non usi tutti questi mezzi sei retrogrado, se non parli un certo linguaggio sei all’antica e se accenni solamente a delle regole di equilibrio in campo sei difensivista.
Non mi sembra che negli ultimi anni si siano fatti passi avanti, anzi.
Non mi sembra che il nostro calcio sia quello più visto e ammirato nel mondo, anzi.
Ma perché invece di scopiazzare e cercare modelli esterofili non iniziamo a essere noi stessi e a mettere in campo tutte le nostre qualità di fantasia e di competenza.
Informarsi, confrontarsi e cercare di progredire è indispensabile ma lo è anche essere consapevoli che non ci si deve snaturare.
Abbiamo sempre avuto i portieri e i difensori più forti al mondo, come mai adesso non ne abbiamo più e spendiamo cifre enormi per prenderne di stranieri?
Siamo in una situazione economica diciamo “non brillante” e i soldi li spendiamo all’estero a discapito del mercato interno.
Lo vogliamo capire che bisogna iniziare a fare crescere i nostri giovani con pazienza, calmierandone i prezzi naturalmente.
E qui entro in merito alla diatriba fra Federazione e AIC sull’età media nei campionati di Lega Pro.
Dico solo una cosa che secondo me è determinante, non solo nel calcio ma in riferimento a tutto il mondo del lavoro, DEVE ESSERE PREMIATO CHI LO MERITA.

Gigi Cagni

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19 Responses to Evoluzione o involuzione

  1. ale ha detto:

    Mister un affettuosissimo buon giorno da uno spezzino suo ammiratore!
    Le scrivo per chiederle un commento sullo spezia attuale: per farlo mi ricollego al suo post riguardo alla modernità e aggiungo alla gioventù degli allenatori scommessa!
    Non le chiedo di criticare Stroppa ma di dirmi cosa pensa dello spezia di quest’anno e soprattutto se lei avrebbe ceduto Porcari e Lollo per poi trovarsi scoperto di interditori nel mezzo!
    La saluto e buon proseguimento!

    • gigi ha detto:

      Non credo sia il caso che io giudichi lo Spezia per le ultime cessioni perché sarebbe poco professionale.
      Riguardo all’organico penso sia di fascia alta anche se, quest’anno, ne vedremo delle belle perché ci saranno diverse sorprese.

  2. alessio ha detto:

    Già dire che ci vogliono allenatori pagati bene è un brutto esempio. Non ci sono più i soldi per le prime squadre figurarsi per i settori giovanili. Che esempi ricevono oggi i giovani dai nostri campioni: i tatuaggi, le creste, le fidanzate, le belle macchine o i vari stipendi scritti a nove colonne sui giornali!! Sapete qual’è un altro problema? Vogliamo parlare dei genitori, per fortuna non tutti, cosa inculcano ai loro figli propio di quello che dicevo prima?

    • Cristian ha detto:

      Mi permetto di rispondere prima del Mister…ma dopo molto tempo e tanti interventi mi perdonerà….allenatori nei settori giovanili pagati bene per me significa premiare chi lavora bene, chi si aggiorna, chi ci mette passione e competenza, non è sufficiente conseguire un diploma uefa c…conta saper insegnare e trasmettere ai giovani e chi dimostra di saperlo fare deve essere incentivato e premiato, perchè no prevedere che possa farlo come mestiere, come lavoro a tempo pieno. Meno soldi alle prime squadre e più soldi ai settori giovanili….i genitori come un po tutti gli addetti ai lavori devono migliorare la propria cultura sportiva……gli stipendi milionari? Beh sono esagerati servirebbe un intervento, io avrei una ricetta “tedesca” ovvero tetto agli stipendi (in tutti i settori non solo nel calcio)…..le creste? El Shaarawy ce l’ha, ma è un ragazzo che comunque può insegnare che cosa significhi essere generosi…basta che i giovani vengano invitati ad osservare i giusti comportamenti.

      • alessio ha detto:

        In Italia lo sappiamo è carente di meritocrazia, ormai lo sanno anche i sassi, ahimè . Dove purtroppo il più furbo è il più bravo. Ti assicuro che nei tanti settori giovanili della mia zona, quando c’è da scegliere i giocatori più forti per il passaggio da una categoria all’altra, non sempre viene premiato il giovane meritevole, ma quello che ha il ” paraculo” o la conoscenza giusta. E ti garantisco che non sono casi isolati ma che si ripetono da anni. Paga pure bene i tuoi allenatori.., ma questo è un altro tarlo della nostra cultura sportiva. Non sono d’accordo sul fatto che non sia sufficente un diploma uefa, anzi, perchè il calcio ha preso un direzione che non ammette incompetenza tecnica ed umana . O sei stato un giocatore di buon livello, quindi esperto, altrimenti lo studio è l’unica strada percorribile, ma che comunque serve a tutti.

        • Cristian ha detto:

          Non è detto che essere stato un giocatore di livello significhi essere un buon allenatore….soprattutto nei giovani….lo studio è sotto inteso….e bisogna sapere andare oltre il manuale…spesso è questione di cultura e idee….chi ha tirato calci alle caviglie, anche se è stato campione del mondo, secondo ha poco da insegnare.

          • alessio ha detto:

            Non ho ancora capito bene l’identikit ideale per allenare i giovani. Se servono cultura e idee, chi potrebbe rappresentarlo? Allenatori bravi, che siano da esempio che riescano stimolarli… Mi fate un nome o un esempio di un allenatore che raggruppi queste qualità ? Ci andrei pianino col dire che se uno nella sua carriera era un pò rude nel gioco ha poco da insegnare…campione del mondo tra l’altro. Neanche questa non mi sembra un equazione che fili tanto.

      • gigi ha detto:

        Per pagare bene intendevo prima competente e poi pagato bene.

  3. alessio ha detto:

    I giovani di oggi hanno meno passione e voglia di calcio e dello sport in generale. Siamo carenti un po dapertutto con il cambio generazionale. Questo è legato secondo me, propio alla troppa tecnologia che cita lei nel suo articolo. Stanno crescendo generazioni, io le definisco sedentarie, tutti davanti al pc o con il cellulare in mano già alla medie…quindi si trovano ad avere tutto fin da piccoli, togliendo altre passioni come lo sport. Ecco, secondo il mio punto di vista, è la passione che è venuta meno negli ultimi anni tra i giovani, preferendo magari una partita di calcio alla play station che una giocata su un prato vero. In tutto questo anche il calcio è cambiato e parlo dei milioni di euro che girano in questo ambiente, mentre la tv contribuisce a gonfiare il giocattolo con programmi che risultano poco efficaci per il calcio…

    • gigi ha detto:

      I giovani hanno bisogno di riferimenti e di esempi, questo è il problema più grosso. Amare lo sport è una questione di cultura e noi ne abbiamo persa un bel po’ in questi anni, Ecco perché mi auspico un cambiamento di tendenza nel essere noi stessi e non copiare da altri, noi abbiamo fatto la storia nel mondo.

      • Cristian ha detto:

        Sono d’accordo che i giovani hanno bisogno di esempi….i ragazzi alla fine sono sempre uguali con in più le cose del mondo moderno…serve saperli coinvolgere, stimolarli….se gli allenatori dei settori giovanili badano a loro stessi e “usano” i giovani per i loro interessi è normale che le cose non vanno bene e loro se ne accorgono se fai le cose per “te stesso” o per loro…e se presi nel modo giusto si riescono a far appassionare, che sia calcio, pallavolo o altro.

  4. Ale ha detto:

    Credo che abbia più che ragione riguardo all’articolo. Voglio però chiederle un parere riguardo al merito nel calcio. A livello giovanile ho provato direttamente “sulla mia pelle” che per fare il salto in una squadra professionistica non servono solo le qualità ma nella maggior parte dei casi serve sempre un procuratore, che naturalmente vuole essere pagato (e anche molto), dunque chi ha qualità e soldi allora riesce a fare il salto, chi ha qualità ma non ha i soldi allora incontra mille anzi diciamo duemila difficoltà spesso non riuscendo(sempre se non ti chiami Messi naturalmente). Cosa ne pensa lei del mondo dei procuratori a livello giovanile? P.s rimango sbalordito del fatto che anche quest’anno si trovi senza panchina

    • gigi ha detto:

      Voglio pensare che i soldi non abbiano niente a che fare con la qualità. Voglio pensare che se un giocatore, è veramente più forte, non venga sostituito da un altro più scarso per soldi. Ci potranno essere delle eccezioni ma nella maggior parte dei casi non credo. Ho conosciuto molti procuratori che pensavano veramente all’interesse del giocatore e altri al guadagno immediato. Bisogna saperli scegliere anche perché fanno parte del sistema mondiale e quindi necessari. Riguardo a me devo accettare che questo sistema malato prima o poi ritrovi la strada giusta e che il merito prevalga.

  5. giorgio pivotti ha detto:

    ABBIAMO SEMPRE AVUTO I PORTIERI E I DIFENSORI PIÙ FORTI AL MONDO, COME MAI ADESSO NON NE ABBIAMO PIÙ E SPENDIAMO CIFRE ENORMI PER PRENDERNE DI STRANIERI?
    Per me questo è il passaggio più interessante della nuova disamina di mister Cagni su Evoluzione o Involuzione tutto il resto è cornice, apparenza sulla quale ognuno ha la sua opinione; ho difeso sempre la categoria dei portieri e lo faccio anche adesso soprattutto nei confronti dei nostri che a mio avviso non sono inferiori ai loro colleghi stranieri oltre a ritenerli più preparati e formati; sostengo da sempre che un attaccante non può venire a trovarsi solo, libero, indisturbato, perso, dimenticato davanti alla porta avversaria per effetto, in applicazione della zona e sue componenti tattiche.
    Chi sono i più penalizzati da questa situazione di gioco provocata dalla zona? Proprio i portieri costretti a subire gol evitabili da distanza quasi sempre ravvicinata su palle attive o inattive con tutto lo specchio della porta da salvaguardare quando invece su tiri dalla media lunga distanza sono imperforabili; quindi non si tratta di essere inferiori agli stranieri ma molto più semplicemente giocare la fase difensiva con la zona che consente agli attaccanti di trovarsi soli davanti alla porta, a tu per tu con il portiere, con ciò tutto diventa estremamente difficile per tutti, portieri stranieri compresi; stesso discorso peraltro da me fatto molte volte, vale anche per i difensori che se non sono ancora i più forti del mondo, la causa di questo loro declassamento dipende sempre dalla zona che ha finito per condizionare in negativo le loro qualità fisico-atletiche-agonistiche; si esalterebbero maggiormente se giocassero con la marcatura a uomo moderna, elastica evitando così di prendere gol in serie per aver lasciato l’attaccante libero alle spalle o rimanendo fermi sull’inserimento del centrocampista da dietro; segnare poi diventa un gioco da ragazzi ma la colpa non è dei portieri.

  6. Alberto Pelò ha detto:

    Sono completamente d’accordo con Lei Mister Cagni. La Sua analisi è condivisibile al 100%. Per anni abbiamo sfornato i migliori portieri al mondo. Lei è stato alla Samb negli anni in cui si forgiavano grandi portieri. Perché c’era una scuola (Persico). Oggi non si investe più in nulla. Nemmeno c’è più il travaso dalla B alla A dei migliori talenti. I procuratori hanno devastato e saccheggiato la Serie A che negli Anni 70 e 80 era il miglior campionato del mondo. Oggi come dice Loris Boni (allenatore e mediano di buon valore nella Roma anni 70) su FB si guarda ai tattoos e ai capelli all’ultima moda. Zero valori. Fotografia di un paese in declino non solo calcisticamente.

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