Preparazione Precampionato (2a PARTE)

17 luglio 2013

preparazione precampionato
Proseguendo nell’esposizione simulerò l’inizio della preparazione con una squadra nuova, molto stimolante e adrenalinico.
Come detto in precedenza è determinante essere il più possibile credibili e se stessi perché, il primo giorno in cui parli alla squadra, sai che ci sono 25-30 persone che ti giudicano e analizzano.
Il primo approccio lo voglio con tutte le componenti che lavoreranno con me tutto l’anno, compresi i magazzinieri.
L’esposizione delle regole, dei valori e il rispetto dei ruoli, sono le basi su cui costruisco tutto il resto.
Senza queste componenti, secondo me, non potrai avere un successo tecnico.
Entrando nello specifico cerco di fare comprendere quanto sia importante, soprattutto in questo periodo, l’alimentazione e il lavoro psico-fisico.
Per ottenere risultati soddisfacenti bisogna avere la mente e il corpo al meglio, quindi, devi immettere la benzina migliore per fare rendere il motore ed è per questo che, nella prima fase, faccio fare il sistema alimentare chiamato “ZONA” con l’aiuto del mio amico alimentarista Aronne Romano (la prima mattina visita medica e spiegazione del sistema tramite visione di slide e spiegazione da parte del medico).
Ho fatto sei preparazioni con questo tipo di alimentazione e il risultato più eclatante è stato che nel periodo di 40 gg non ho avuto infortuni muscolari.
Poi, il preparatore, prospetta tutto il lavoro fisico spiegando il motivo per cui useremo certi mezzi in riferimento al tipo di sistema energetico che vorremo allenare.
Per finire il mio intervento sarà rivolto alle mie intenzioni tecnico-tattiche, per il momento teoriche, usando la lavagna per prospettare, in linea di massima, quelli che sono i miei dettami tattici disegnando i moduli di partenza che secondo il mio punto di vista potranno avere sviluppi diversi dopo avere conosciuto al meglio l’organico ( 4-3-3, 4-4-2 e 3-5-2 ).
Quindi utilizzerò i primi 3g sia per l’adattamento muscolare che per l’insegnamento di tutto il lavoro che verrà svolto nel luogo del ritiro, questo per non avere tempi morti e per adattarli al mio concetto di gara basato su “attenzione e concentrazione continua”.
Dimenticavo i media.
Prima di partire, ma anche durante le vacanze, devi rispondere alle domande che riguardano sia il mercato che il progetto e l’obiettivo (in accordo con la società naturalmente).
Nel primo approccio io cerco di essere il più sincero possibile perché, alla lunga, la sincerità paga e costruire un rapporto professionale e corretto con loro ti permetterà di lavorare meglio.
Mi soffermo un attimo su questo argomento perché, in Italia, la stampa ha un ruolo importante.
Se voi chiedete a un giocatore se guarda i voti o i giudizi su di lui, vi risponderà che non gli interessa niente.
Bugia clamorosa.
Leggono e ascoltano tutto e giudicano le tue interviste, se non lo fanno loro lo fanno i loro procuratori.
E’ utile, alla presentazione della squadra, farsi dire dall’addetto stampa chi sono i giornalisti locali e coloro che scrivono sui giornali nazionali, alle volte sono la stessa persona.
Non per discriminare ma perché al lettore locale, che ti conosce meglio, parli in modo diverso (come è diverso quando fai l’intervista alla stampa o alla televisione).
Sapere come sono organizzati i club dei tifosi e conoscerne il modo di giudicare la partita ha un valore assoluto.
Quando si parla dei singoli giocatori, devi stare attento a non toccare la suscettibilità di ognuno di loro finché non li avrai conosciuti meglio(in una squadra nuova sapere chi sono i giocatori più rappresentativi e di maggiore personalità è indispensabile).
Partenza per il luogo stabilito il mattino.
Pranzo e il pomeriggio primo approccio sul campo (naturalmente bello e con le misure giuste), dopo il riscaldamento fatto dal preparatore, due tempi da 20’ a tocchi liberi con il campo ridotto (circa 70m) senza dettami tattici, diciamo riadattamento-divertimento.
1°g) Sveglia 7 e 45 colazione entro le 8 e 15, alle 9 pronti, devo fare una precisazione riguardo al peso e cioè, viene misurato una volta sola alla visita iniziale e poi dopo 15 g, secondo me non ha una logica controllare il peso tutti i giorni.
Riscaldamento su un percorso con sali scendi naturali per poi fare 6 km in Fartlek (costituendo i gruppi in base ai test iniziali) con tempo indicativo di 4’e 30” al km, seguito da un circuito di adattamento in palestra. Pranzo alle 13 e a letto entro le 14 e 30.
Sveglia alle 16 (spuntino), alle 17 pronti.
Fase difensiva, squadre sul campo e allenamento tattico ombra con il 4-3-3 e il 4-4-2, principi fondamentali secondo il mio modo di difendere.
Porta a metà campo, 11/11, 7’ con le mani gol valido di testa o al volo, stretch e mobilizzazione, 2’-3’ sempre con le mani sovrapposizione obbligatoria dopo il passaggio, 3’ a 3 tocchi, poi in uno spazio ristretto 10’ 3t,10’ 2t e 10’ 1t senza portieri con delle porticine di 1m e 30, di seguito 3’ possesso palla a 3t in una metà campo togliendo l’area e infine 7-8’ partitella libera in una metà campo. Cena alle 20 entro le 22 e 30 a letto (gli orari grosso modo saranno sempre gli stessi).
2°g)Stretch con le corde, riscaldamento con esercizi di agilità, ( skip vari), 1x circuito di forza resistente + 5x 30m.
pomeriggio- Fase offensiva con schemi 11/11 ombra. Metà campo 7’ mani, stretch e mob, sovrapp e aggiunta di triangolo a schema off. sempre con le mani. Sempre nella metà campo 3t-2t-1t, poi cross con gli esterni sulle fasce che fanno un triangolo con c.c., punte e dif centrali che vanno alla conclusione. 10’ partitella finale libera. Sempre 1h e 10’ in tutto.
3°g) Fartlek diviso in due parti, prima 4 km e poi 2, rimanendo sempre nei 4’ e 30” al km + palestra .
pomeriggio-tattica fase dif per il 4-4-2, metà campo 7’mani con sovrap. e triangolo, 3t-1t (40’ in tutto), 1x 3’possesso palla 3t, metà campo partita a tema (squadre schierate, una fa possesso palla e l’altra ombra, al mio fischio chi non ha la palla deve aggredire per conquistarla e finché non rifischio devono continuare tutte e due sia per la conclusione che per la riconquista) per 3 rip. 10’ partitella finale libera. 1h e 10’
4°g) Forza esplosiva-elastica in circuito (eserc. con bilancieri, cinture e altri attrezzi).
Pomeriggio-Riscaldamento in una metà campo senza area con corsa e giochi con palline da tennis (variare il riscaldamento in questo periodo è utile soprattutto per la mente), 3t-2t-1t, sempre in un campo ridotto, cross con triangolo come il 2°g con l’aggiunta, finita l’azione, di un breve sprint di rientro. Partita finale con porta al semicerchio di 10’ con la regola di 3t e il gol valido solo se su cross,1-2 o tiro da fuori.
5°g) Fartlek spezzato in 2+2+2 km con tempi entro i 4’al km.+ palestra.
Pomeriggio-metà campo 6’ con pallone da rugby, gol di testa o al volo, stretch e mob. Sempre con le mani regole del rugby e poi con i piedi, sempre con il pallone da rugby, poi 3t-1t con il pallone,il tutto per circa 40’. 2×3’ possesso palla a 3t e 20’ tutto libero.
6°g) 2x circuito-forza-resistente in agilità.
Pomeriggio-Schemi off e dif per il 4-3-3. Metà campo senza area mettendo 4 porticine, senza portieri, di traverso al campo, gol davanti e dietro 7’ mani, stretch e mob, sovrap. e triangolo con le mani, 3t-1t , campo ridotto 3t-2t-1t e 15’ con porta al semicerchio tocchi liberi.
7°g) Amichevole contro la squadra locale (il mattino tattica per la gara e palle inattive).
In preparazione voglio la prima amichevole dopo 7 g e poi ogni 3gg crescendo gradatamente di categoria. In questo periodo faccio giocare ogni giocatore, almeno una volta dall’inizio, per dare soddisfazione a tutti anche ai giovani. Ci sarà tempo in seguito per iniziare a fare delle scelte più precise per iniziare la costruzione di squadra e gioco.
8°g) Mattino disamina della partita e allenamento defatigante.
Pomeriggio-Correzione degli errori dif e off in campo con squadre schierate. Metà campo partitella 3t-1t e solito 3-2-1 in campo ridotto, 20’ partitella finale metà campo.(50’)
9°g) Forza esplosiva(bilancieri+ salite)
pomeriggio-metà campo 7’ mani, stretch e mob, 5’a 3t, 7’ partita di testa dentro l’area (solo di testa, quando la palla è bassa si prende con le mani e si rimanda alzandola e colpendola di testa, il gol è valido solo di testa), 20’metà campo a 1t, poi attaccanti e c.c. vanno a fare dei tiri in porta con il mio secondo e io prendo i dif per un lavoro singolo per l’1/1 e di reparto, infine solita partitella libera di 20’ metà campo.1h e 30’
10°g) Mattino tattica dif e off+ palle inattive in preparazione dell’amichevole del pomeriggio.
11°g) Riposo completo.
12°g) 2x C.C.V.V sul percorso del fartlek facendo i 1500 m.
pomeriggio-Disamina della gara sul campo correggendo gli errori (dalla successiva amichevole verranno fatte le riprese televisive e così vedremo dal video tutti i movimenti delle due fasi esaminandoli e discutendoli per ottimizzare il lavoro per la costruzione tattica), 4 porticine, 7’ con le mani e poi 3t-1t, 1×3’ possesso palla 3t, poi porta al semicerchio 6x (3xsquadra) schemi off per il cross, avversari inattivi fino al cross e poi tutti attivi fino al mio fischio.15’partitella finale.
13°g) 2xCircuito di forza-elastica-reattiva
pomeriggio-giorno successivo amichevole impegnativa quindi allenamento di recupero. 10’ torello, 3-2-1 campo ridotto,12rx6hsb in vari modi e 10’ 3t gol valido 1-2,cros o tiro da fuori. 1h e 20’
14°g) tattica dif e off e palle inattive per la gara del pomeriggio.
Amichevole con professionisti.
15°g) Mattino allenamento atletico di recupero.
Pomeriggio-torneo di calcio tennis.
16°g) 2XC.C.V.V +1 variato.
Pomeriggio-di solito, dopo questo periodo, ho scelto il sistema di gioco più adatto e quindi ogni allenamento avrà quello come base. Porta al semicerchio 7’ mani, stretch e mob, sovrap e triangolo, 3t-1t, 7 porticine a 3t, 1×3’ possesso palla 3t, 4xpossesso ombra e al fischio aggredire, 20’ partita libera.
17°g) 2xCircuito-forza-esplosiva-elastica+5 salite.
Pomeriggio-10’ torello, 3-2-1 campo ridotto, 8sx3rx6hsb, cross con triangolo articolato,10’ partitina finale con porta al semicerchio.
18°g) Prima gara importante e, quindi, preparazione come fosse gara ufficiale di campionato.
Il lavoro seguente è sulla falsariga di questo entrando nel concetto che andremo verso la qualità, in tutte le sue componenti, diminuendo le quantità.
Durante tutto il primo periodo, e anche in seguito, fermo il gioco frequentemente per spiegare e correggere gli errori, usando anche il contributo televisivo.
In tutti questi primi giorni ho ribadito le regole e i comportamenti che io desidererei venissero rispettati, abbiamo scritto e controfirmato tutti un regolamento interno, ho parlato a tutti singolarmente e ho ribadito, quasi giornalmente, l’importanza che l’io non paga e che se non si sarà un gruppo compatto difficilmente otterremo risultati importanti.
Spero di essere riuscito, almeno in parte, a esaudire le vostre curiosità anche se l’esposizione non è di facile attuazione essendo un argomento complicato.
Buon divertimento.

Gigi Cagni

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Fuori Gioco

16 giugno 2010

Ho la netta sensazione che anche quest’anno non troverò la squadra per l’inizio del campionato.
La cosa mi disturba molto perché non riesco a capire dove ho sbagliato e perché tutti i buoni risultati fatti in passato non mi permettono di trovare lavoro. Capisco che ci sono nuove generazioni di allenatori molto bravi e preparati ma, come in tutti i campi, penso che l’esperienza abbia ancora un suo valore.
Sicuramente l’errore che ho fatto in passato è stato di non essere molto diplomatico e poco incline alle pubbliche relazioni. Errori gravissimi per il sistema moderno, non solo calcistico. La conoscenza e i rapporti con le persone giuste aiutano senza dubbio.
L’essere intransigenti e magari un po’ troppo integralisti sull’etica, la professionalità e l’onestà intellettuale sono presi come difetti. Tutto questo fa parte della sfera non tecnica e quindi la mia è stata solo una disamina di quello che mi sembra di vedere in questo sistema ma, a dire la verità, non mi tocca più di tanto.
La  personalità e il carattere, che mi hanno aiutato a ottenere ottimi risultati, non si possono cambiare a 60 anni anche se è giusto modificarli per smussare quei difetti caratteriali che oggi non si possono più avere con una generazione totalmente diversa.
Ma la cosa che mi fa imbestialire è che si pensa che siamo vecchi tatticamente e nell’interpretazione del calcio moderno.
Chi mi conosce sa benissimo che se ho un pregio è quello di essere corretto e obiettivo nei giudizi.
Vedo calcio da 40 anni, ho allenato a tutte le latitudini e in tutte le situazioni ambientali, ho usato tutti i moduli esistenti (anche se con nomi diversi dagli attuali), ho sperimentato, con il mio preparatore, sistemi di allenamento all’avanguardia (15 anni fa mi dicevano che ero un pazzo perché allenavo più la forza della potenza aerobica ).
Nel 2000 alla Samp ho introdotto la Zona come sistema alimentare, ho vinto 3 campionati e sono andato in UEFA con l’Empoli. Nella mia carriera ventennale di tecnico  ho fatto esordire decine e decine di giovani promesse e devo sentirmi dire che sono vecchio calcisticamente e che non sono adatto al calcio moderno a differenza dei giovani allenatori che hanno una mentalità vincente e sono propensi allo spettacolo. Non posso accettare questa classificazione. Posso accettare di non allenare perché ci sono allenatori giovani che hanno dimostrato le loro capacità con risultati importanti facendo giocare le squadre in modo efficace e anche spettacolare, ma non posso sentirmi dire che non sono all’altezza di esprimere il gioco MODERNO perché ho idee antiche.
Forse chi giudica dovrebbe conoscere meglio il modo di allenare di noi vecchi allenatori.
Il possesso palla, le partitine a tema, l’insegnare la tecnica individuale e di gruppo, le tattiche,  sia difensive che offensive e l’importanza determinante della parte psico-fisica, la gestione dei giocatori e del campionato fanno parte del nostro bagaglio costruito in tanti anni di GAVETTA.
La domanda che mi frulla di più nella testa è:”Perché se non siamo adatti ora, nel momento in cui ci sono problemi grossi chiamano noi? Come mai siamo adatti a risolvere situazioni difficili e non siamo capaci ad iniziarne più facili?” Siamo il paese delle contraddizioni,su questo non ci sono dubbi.
Comunque l’età una cosa importante te la da, è la pazienza e la capacità di sapere riflettere e accettare i cambiamenti sapendo che, alla fine, la tua esperienza servirà.

Gigi Cagni


Il Ruolo del Portiere

8 gennaio 2010

di Fabrizio Lorieri

Sin da quando ero bambino, appena terminata la giornata di scuola, il mio desiderio, come quello di quasi tutti i miei amici, era quello di ritrovarsi a giocare a pallone ovunque ci fosse uno spazio a disposizione (per strada, nei giardini, nei campi etc.), per fare una “partitina”. Partitina che poi sarebbe durata, il più delle volte, fino a sera inoltrata.
A differenza di tutti gli altri amici, però, che si accaparravano subito il pallone per fare scorribande con la sfera ai piedi, io ero quello che, per prima cosa, pensava a “costruire” la porta, con qualunque cosa fosse in quel momento disponibile: due pietre, due giubbotti, due rami d’albero, due scarpe, insomma qualunque oggetto che fosse a portata di mano. Successivamente, senza neanche discuterne, ero io quello che si piazzava in mezzo, diventando per tutti il PORTIERE.
Mi è sempre piaciuto tuffarmi di qua e di là  per abbrancare il pallone e sentirmi importanti per una parata. Mi inorgogliva il fatto che tutti mi cercavano, anche se forse lo facevano perché ero l’unico che voleva stare in porta.
Io non sono diventato portiere, come spesso accade, perché ero scarso a giocare negli altri ruoli, il ruolo di estremo difensore non è stata una soluzione di “ripiego”; io ho voluto stare in porta ed ho avuto la fortuna di riuscire a fare quello che ho sempre sognato, sin da bambino: il portiere in una squadra di serie A. Dopo 23 anni di professionismo come calciatore e le esperienze da tecnico, come collaboratore di un Mister bravo e preparato come Luigi Cagni, non posso esimermi dal parlare di questo ruolo così affascinante, in questo spazio a me dedicato.

La figura del portiere è resa così affascinante perché è quella di un individuo che, essendo l’ultimo baluardo difensivo, evoca l’eroe incurante del pericolo, che mette a repentaglio la propria incolumità ergendosi a difesa della propria squadra.
Il portiere si caratterizza subito rispetto ai suoi compagni come un qualche cosa di diverso, di speciale; innanzi tutto è l’unico giocatore che può toccare la palla con le mani, e questo lo rende completamente diverso dai suoi compagni di squadra. Proprio il fatto di poter usare le mani dà al portiere quell’unicità che invece non possono avere i suoi compagni; perfino nelle regole del gioco è scritto che ogni squadra deve scendere in campo con un portiere, mentre non si fa nessuna menzione riguardo ai compiti degli altri giocatori.
Da un punto di vista tecnico quindi le differenze tra il portiere ed il resto dei calciatori sono enormi, ma esistono anche sostanziali distinzioni su altri piani riguardanti il mondo del pallone.
Il numero 1, infatti, rispetto ai suoi compagni sviluppa abilità completamente differenti che richiedono allenamenti differenti e, quasi obbligatoriamente, un allenatore specializzato dedicato alla sua prestazione.
Questo suo isolamento, durante la settimana di allenamento, potrebbe far pensare al ruolo del portiere quasi ad una piccola disciplina interna in seno allo sport del calcio, ma la particolarità del ruolo è tale che questa condizione viene meno perché, durante la gara, pur essendo i suoi compiti e i suoi interventi completamente diversi dai compagni di squadra, le tempistiche e le modalità di tali interventi si devono sempre interfacciare con le esigenze di squadra, le situazioni particolari di gioco ed i movimenti di compagni ed avversari.
Il portiere si fa subito notare per il suo abbigliamento, diverso da tutti gli altri giocatori, perfino dagli stessi compagni di squadra, per la posizione che assume in campo, per le responsabilità ed i compiti enormemente differenti dai suoi compagni di squadra.
I suoi interventi devono essere eseguiti in tempi brevissimi, con una rapidità decisionale immediata e compiuti con la massima sicurezza. Il portiere, per riuscire ad essere un protagonista positivo, oltre a possedere una necessaria base tecnica ed una attitudine fisica al ruolo,  deve avere doti di rapidità analizzative e decisionali fuori dal comune deve quindi, per riuscire in questo intento, avere delle enormi capacità… MENTALI.
…alla prossima puntata…

LORIERI FABRIZIO