Ultima fermata


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Scusate il ritardo ma dopo la finale di Coppa Italia ho avuto una crisi di rigetto e non sono più riuscito ad appassionarmi a nessuna situazione calcistica.
I campionati li ho seguiti ma senza quel trasporto che di solito mi era naturale.
Tutto è tornato nella normalità quando sono entrati in campo Barcellona e Atletico Madrid per disputarsi la Liga nella partita finale.
Mentre vedevo l’entrata dei giocatori sul Camp Nou e veniva inquadrato il pubblico dello stadio mi sono chiesto “Ma i nostri Dirigenti del Calcio Nazionale la staranno guardando? Possibile che non apprezzino questo spettacolo? E se così fosse, come possono non muoversi con i mezzi che esistono, se nelle altre Nazioni Europee accade normalmente, perché tutto ciò avvenga anche da noi?.
Non posso credere che non ci siano nè la capacità o, peggio, la volontà di diventare NORMALI.
La cosa peggiore che ho sentito è stato un genitore che ha detto ”non porterò più mio figlio allo stadio”.
Mi fermo qui perché la grande passione e l’amore per il calcio potrebbero farmi dire cose poco piacevoli.
Parlando di calcio giocato.. L’ordine, la compattezza, la condizione psico-fisica hanno vinto contro la grande qualità di un Barcellona senza anima.
Gli apprezzamenti verso Simeone adesso si sprecano senza andare a vedere e valutare il lavoro fatto da lui e dal suo staff negli ultimi due anni.
L’analisi dei media è stata esclusivamente sul risultato attuale e la bravura, scoperta solo oggi perché tutti davano vincenti Real o Barcellona, dell’allenatore nel gestire sia le gare di Coppa che del Campionato.
Nessuno ha cercato di capire o informarsi sul “come” ci sia arrivato a quel risultato.
Facile dirlo per me che ho vinto e conosco allenatori vincenti con cui ho rapporto.
Facile dire che se “programmi, scegli e sostieni staff in cui credi, non accetti imposizioni esterne e hai una società strutturata e organizzata” è probabile che nell’arco di 2-3 anni vinci.
Ma quello che in Italia non si può fare è sapere aspettare e quindi sarà sempre più difficile ottenere risultati importanti.
Cito una situazione che conosco bene ed è quella dell’Entella di Chiavari.
Cittadina di poco più di 20000 abitanti che l’anno prossimo farà la B grazie a un Presidente che ha saputo strutturare una società in modo aziendale e che in 3 anni si è conquistato una categoria che nessuno avrebbe mai pensato potesse conquistare.
Voglio vedere se ci saranno dirigenti che andranno a chiedere come ha fatto e, magari, a prendere spunto per imitare.
E’ l’unica strada percorribile per salvare il nostro calcio dal disfacimento.
Sono abbastanza esperto per avere sensazioni poco piacevoli.
Lo dico a chi comanda il calcio in Italia “occhio che non abbiamo toccato ancora il fondo ma ci siamo vicini, frenate perché altrimenti picchiamo duro”.

Gigi Cagni

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18 Responses to Ultima fermata

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    Italia vs Costa Rica 0 1
    Gol di Ruiz evitabile anzi no evitabilissimo se non fosse stato commesso il solito errore tattico difensivo di non marcare a uomo per osservare i noti dettami della zona, che questa volta è toccato a Chiellini compierlo; a proposito degli azzurri che sono andati 12 volte in fuorigioco, anche ingenuamente, con una linea più o meno alta della difesa della Costa Rica niente di eccezionale, la domanda da porsi è: in questa fattispecie va lasciato tutto alla libera, individuale interpretazione del singolo giocatore su come stare e muoversi oppure l’allenatore di club e anche il commissario tecnico della nazionale nel loro lavoro sul campo hanno il compito di inserire nella preparazione, negli incontri settimanali anche delle esercitazioni che allenino mente e corpo ad imparare, capire come si elude efficacemente il fuorigioco? A me non risulta che esercitazioni del genere siano previste nelle sedute di allenamento in generale e che neanche Prandelli le abbia almeno provate durante il ritiro della nazionale.

  3. giorgio pivotti ha detto:

    A me l’Italia contro l’Inghilterra è piaciuta, ha dimostrato personalità, condizione di forma, gioco con palla fatta girare non piano senza aspettarla ma restando in movimento, ad invito di chi doveva riceverla; buona l’organizzazione nei vari reparti con elementi nuovi inseriti di sicuro affidamento e con qualche esperimento, come Chiellini sulla fascia sinistra a fare il terzino svariando tra le due trequarti, per me positivo da provare anche nella Juventus; venendo ai gol, il mio pallino, e alle loro cause tecnico tattiche essi sono venuti, il primo di Marchisio con tanta fortuna perché il suo tiro dalla distanza passa tra una selva di gambe chiuse ed allargate senza che nessuno dei difensori riesca ad intercettare la palla in arrivo a dimostrazione che anche gli inglesi non sanno fare opposizione fisica frontale ma soprattutto attiva; il secondo ed il terzo rispettivamente di Balotelli e di Sturridge sono uno la fotocopia dell’altro quanto ad errore di reparto commesso dai rispettivi difensori che al posto di chiudere e coprire su di loro ovvero marcarli, hanno preferito guardare fisso ed attaccare la palla in arrivo andando fuori misura nello spazio e nel tempo per averli tenuti alle loro spalle; due gol evitabili causati dalla zona e sue rischiose applicazioni tattiche, non si può subire gol del genere per mancanza di marcatura a uomo moderna, elastica ed intelligente, anche se la pressione e la marcatura a uomo stanno prendendo piede in questo mondiale come fatto vedere dall’Olanda.

  4. Ale ha detto:

    Buongiorno, leggendo i suoi post vedo che anche lei crede molto nel fatto che un allenatore debba avere una società a protezione. Cosa ne pensa della lazio che sta cercando già di fare campagna acquisti senza avere chiaro chi sarà il prossimo allenatore?

  5. robi ha detto:

    Nell’Italia che ha perso Montolivo non c’è spazio per Rossi. Ma la scelta non convince. Pur essendo in ritardo di condizione nell amichevole di Londra non è stato posto nelle condizioni di esprimersi dove s’ ‘e trovato isolato in una squadra priva di Balotelli Pirlo e per un tempo di Cassano e De Rossi. Invece Prandelli ha imboccato una strada diversa forse non del tutto conscio dell impopolarita’ di una simile decisione. ..Fuori anche Destro e anche qui ci sono perplessità perché l’Italia dispone di una sola punta centrale, Balotelli, che poi del tutto non lo è. La vera novità è la promozione di Verratti. Quindi nell’ Italia vera quelli che contano sono Buffon De Rossi Pirlo e Balotelli oltre all’escluso Rossi…il resto è contorno per quanto ricco….

    • gigi ha detto:

      complimenti per avere espresso opinioni non concordanti con le scelte di Prandelli con pacatezza e con argomentazioni tecniche che hanno una logica.

      • Cristian ha detto:

        Nella prima partita ha avuto ragione Prandelli. Secondo me non abbiamo giocato male tenendo in considerazione tutto. Rispetto al passato ho visto più palla a terra, cercare di “giocarla”…forse perchè a me piace vedere una traccia precisa e semplice nel gioco, mi è parso di vedere alcune volte un po di confusione e mancanza di sveltezza oltre agli errori difensivi sulla sinistra. L’Inghilterra mi è sembrata una buona squadra, con ottimi giovani e con una “traccia” di gioco chiara, delineata e semplice, cercare di allargare il gioco e andare al cross…Italia-Inghilterra è stata una partita utile per testare i valori di entrambe le squadre. E’ presto per fare pronostici, ma gli inglesi li vedo bene anche se hanno perso. Noi possiamo giocare con 2-3 schieramenti diversi, ma l’importante è che non ci mettiamo dietro a lanciare lungo e basta come ad esempio nel 2010.

        Mister Lei che dice?

        • gigi ha detto:

          Aspetto sempre a dare giudizi all’inizio perché ci sono molti fattori che, secondo me, influiscono nelle prime gare di un torneo così importante(vedi l’esordio del Brasile). Se devo giudicare a istinto la partita dell’Italia, calcolando il caldo e l’umidità, mi sono piaciuti per personalità e ricerca del possesso di palla proprio per risparmiare energie. Le verticalizzazioni improvvise le vedremo spesso perché la maggior parte delle squadre giocano con i 4 in linea. Aspetto anche perché l’Inghilterra mi è sembrata poca cosa.

  6. robi ha detto:

    Tutto vero e giusto. Però volevo fare delle riflessioni. Intanto è ora difinirla col dire non portero’ mai più mio figlio allo stadio. .perché non è niente vero. Negli anni 70 o 80 era forse migliore la situazione negli stadi? Si andava ad imparare educazione civica? Non mi sembra…e dopo mi scusi mister, ma se lei adesso avesse una squadra direbbe le stesse cose sul calcio italiano? Dubito…e soprattutto smettiamola di essere cosi disfattisti!

    • gigi ha detto:

      Mi fa piacere tu sia positivo e che abbia una visione del futuro ottimistica. Quello che penso lo scrivevo già l’anno scorso quando allenavo lo Spezia e l’ ho fatto e lo sto facendo solo perché l’esperienza insegna. Ricordati quando Berlusconi diceva che i ristoranti erano pieni e tutto funzionava e dovevamo essere positivi. Negli anni 70-80 al massimo c’erano delle scazzottate, deprecabili naturalmente, ma non mi ricordo pistole. Comunque non smetterò mai di lottare per migliorare le cose e penso che la verità sia il mezzo migliore. Certo è che io non sono il depositario delle verità ma, però, mi sembra che la nostra classe dirigente non sia delle migliori, purtroppo i numeri ci condannano.

      • robi ha detto:

        Cosa centri Berlusconi adesso propio non lo capisco…ma cosa hanno o avete fatto voi addetti ai lavori in questi anni per migliorare il nostro calcio.

        • gigi ha detto:

          Berlusconi era un esempio per il fatto che la comunicazione, nella maggior parte dei casi, non è veritiera. Comunque vedo che sei critico quindi ti posso dire che le responsabilità le abbiamo tutti e che ognuno dovrebbe fare il proprio per risolvere le cose. Nel mio piccolo lo faccio rimanendo professionale nel mio lavoro portando la mia esperienza con valori importanti. Gli altri spero facciano la stessa cosa.

          • Cristian ha detto:

            Mister concordo con lei che le differenze sono abissali con gli altri paesi in tutto. Rimanendo in tema cultura sportiva, concordo che il sistema va cambiato completamente e che ci sono le capacità per farlo, a questo punto serve la volontà, allo stadio devono entrare solo quelli che ci vanno per vedere la partita, per godere di uno spettacolo sportivo, gli altri fuori, basta usare il calcio per altri scopi.

            Volevo cogliere poi l’occasione per raccontare di una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta. In questi giorni, avendo del tempo non lavorando, ho deciso di spenderlo a Berlino, trascorrendo dei giorni con mia Sorella. Ho seguito per tutta la settimana gli allenamenti delle U15, U16, U17, U18 e U19 di una società dilettantistica berlinese. Non sto qui a dire come si sono allenati, dico solo che hanno sempre utilizzato il pallone, e fatto tre allenamenti. La cosa che mi ha stupito è stata ieri, durante la giornata “Respect GayMes”, al centro sportivo hanno tenuto un Workshop sulla tolleranza e il rispetto delle differenze anche ai giovani della società di calcio….impensabile in Italia! Soprattutto se pensiamo alla affermazioni di Cassano di qualche tempo fa…credo che in Italia dobbiamo smettere di fare le cose prima accusando gli altri (magari perchè mancano i contenuti) e poi magari agire per una minima parte, dovremmo agire, studiare gli altri per migliorare, senza criticare in negativo e senza credere di essere sempre i migliori.

  7. Salve Mister,
    purtroppo non ho visto Barcellona-Atletico ho sentito però che è stata una bella partita, dova alla fine i tifosi del Barcellona hanno applaudito l’Atletico. Sicuramente un’altra lezione per il calcio italiano. Questo tipo di esempi si sprecano e noi le sprechiamo per egoismo, per guardare ognuno il nostro orticello. Quindi se è diffcile per lei capire cosa sta succedendo al nostro calcio, si figuri noi. O per meno io faticoa a capire perchè non possiamo andare avanti, progredire verso un sistema “più moderno”. COsa dobbiamo pensare noi, o io, se anche le parole di un grande allenatore come Capello vengono tranquillamente ignorate? Anzi si cerca di far passare lui per quello che non capisce le cose (vedasi anche discorso Ultras,… e qui anche lei potrebbe insegnare molto).
    Dopo questa premessa vorrei chiedere un suo parere circa la finale di Champion di sabato. In Ateltico Barcellona c’erano due allenatori che volevano creare gioco o che comunque se la sono giocata. Secondo lei il fatto che ci sia Ancelotti al Real produrrà una partita altrettanto spettacolare? Io credo che Mister Ancelotti sia un grande allenatore, in grado di preparare questo tipo di partite al meglio, ma il fatto che abbia una cultura calcistica di base diversa, o che comuque proviene da una calcio diverso, influirà negativamente sullo spettacolo?
    Certo che poi conta sempre vincere e quella di sabato sarà una partita unica nel suo genere: un derby, tra le due squadre di Madrid, con una squadra che punta ad un traguardo storico da anni: la decima,…

    • gigi ha detto:

      Ancelotti e Simeone hanno scuola italiana ma allenano in Spagna dove la cultura calcistica è totalmente diversa. Dove, come hai detto, i tifosi del Barcellona hanno applaudito quelli dell’Atletico e , in una finale così importante c’erano 80000 persone che sono entrate e uscite da uno stadio senza problemi. Sabato, secondo me, comunque ,sarà uno spettacolo perché assisteremo ad un evento, magari tecnicamente non eccezionale, ma godibile perché si svolgerà in un ambiente che susciterà emozioni, anche se visto dalla tv.

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