l’allenatore moderno


Italy trainingLo spunto me lo ha dato la Gazzetta dello Sport del 24/9 in cui, a pag.6 – dove si parla delle Sorelle Scudetto -c’è una riga del sottotitolo che dice: “..E gli allenatori tornano a fare la differenza”.
Io aggiungo: Gli allenatori faranno sempre di più la differenza.
Ma perché questo accada bisogna che gli Allenatori abbiano la possibilità di poter lavorare, per dimostrare le proprie capacità, in un ambiente che gli permetta di metterle in evidenza.
Questo non può accadere se le squadre le fanno i Presidenti con 30 giocatori buttati lì senza un progetto e una logica tecnico-tattica, pensando già che, se dovesse andare male, si cambia allenatore.
C’è stato un cambiamento epocale, senza che nessuno se ne accorgesse, quando si è allungato il mercato rendendolo quasi permanente, la cui diretta conseguenza è stata il dover accettare i ricatti dei giocatori sui prolungamenti dei contratti.
Nessuno ha pensato che se le società non fossero state forti nel difendere il proprio allenatore, questo avrebbe avuto grossi problemi nella gestione dello spogliatoio.
Spogliatoio sempre più difficile da gestire nel momento in cui verranno a mancare i “vecchi leaders”, gli esempi da seguire (e quel tempo non è lontano).
Inevitabilmente il leader diventerà l’allenatore a cui spetterà, non soltanto la gestione tecnico-tattica, ma anche quella di collegamento e di unione delle personalità dello spogliatoio, compresa la comunicazione esterna.
Quindi, e qui mi rivolgo ai miei colleghi giovani, non abbiate fretta di arrivare alle categorie alte.
Non pensiate che, perché avete fatto i calciatori , sia tutto semplice quando si passa dall’altra parte.
Cercate esperienze di difficoltà graduali, bruciarsi è facile in un ambiente con pressioni così alte come quelle del calcio italiano.
Ripeto il concetto: cari Presidenti “la figura dell’allenatore deve essere rivalutata” e non può esserlo se alla fine dei campionati se ne cambiano più di 45, ciò va a discapito dello spettacolo.
Mai, come questo inizio di campionato, si sono viste partite così brutte sotto il profilo tecnico poiché si nota già, da parte degli allenatori, la ricerca del risultato a tutti i costi con il minimo rischio.
Il caso Giampaolo dimostra quanto sia difficile reggere a degli stress che non hanno niente a che fare con il campo, anche se il suo comportamento non è certamente da prendere da esempio perché, comunque, devi avere rispetto per chi ti ha ingaggiato.

Gigi Cagni

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8 Responses to l’allenatore moderno

  1. Cristian ha detto:

    In Italia secondo me Mister, sia nel calcio che in altre situazioni e settori non abbiamo ancora toccato il fondo..il “bello” (il brutto ahimè ) deve ancora arrivare…

    Ritornando al calco, lei ha scritto che i presidenti fanno le squadre buttando la’ 30 giocatori senza una logica …..condivido pienamente! Infatti Preziosi e Zamparini sono così….e non sono oggi gli unici…poi bisogna vedere come a Palermo si è posto Gattuso….se è arrivato con un po’ di presunzione dovuta alla sua carriera di giocatore, ha trovato il presidente giusto per “segarlo”….

    • gigi ha detto:

      A Palermo come a Latina come a Padova hanno voluto dare squadre con obbiettivi importanti ad allenatori bravi ma inesperti. Non funziona così, un minimo di razionalità ci vuole.

      • Cristian ha detto:

        Diciamo che iniziare dalla serie C o dalla primavera farebbe bene a tutti….come ha fatto Stroppa.

        • gigi ha detto:

          Forse anche lui ha corso perché dalla primavera del Milan all’Alto Adige bene poi,però, ha esagerato con Pescara in A. Questo campionato lo vedrà protagonista per i play-off e vedremo le sua qualità vere.

  2. Ale ha detto:

    Buon giorno mister come sempre condivido in pieno le sue idee sul calcio di questi anni. Abbiamo avuto in questi giorni due esempi di mangia-allenatori come Preziosi e Zamparini che “dando fiducia” ad allenatori giovani li hanno mandati via alle prime difficoltà. Credo che la società se ha davvero fiducia nell’allenatore dovrebbe proteggerlo e tutelarlo proprio nelle difficoltà, al contrario di quello che succede. Per quanto riguarda ciò che è successo a Brescia non crede che gli ultras abbiano un po’ troppo potere? Loro sono SPETTATORI dello spettacolo chiamato calcio, hanno certamente tutto il diritto di fischiare la propria squadra ma non il diritto di incidere sulle scelte societarie (di fatti non hanno voluto a Brescia il secondo di Giampaolo per i suoi trascorsi all’Atalanta).

  3. Marcello ha detto:

    Carissimo Mister,
    eccolo qua un allenatore, anzi un Allenatore che dice le cose come stanno, che non ha paura di denunciare una situazione a dir poco allucinante! Stavo giusto commentando con dei miei amici che ormai piano piano stanno rovinando il calcio: partite dal lunedì alla domenica, stadi fatiscenti, gli episodi evidenziati mille e mille volte. Forse non si cambierà mai, però onore a Giampaolo

    http://www.giornaledibrescia.it/sport/chi-il-datore-di-lavoro-corioni-o-gli-ultr%C3%A0-1.1774101

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