INCONTRI RAVVICINATI


ANTONIO CONTE

ANTONIO CONTE

Annosa discussione riguardo al fatto che, in certi momenti del campionato, si accavallano gare che non ti permettono di recuperare le energie, soprattutto nervose.
Lo si sa sin dall’inizio: è il prezzo che devi pagare per tutto il denaro che le televisioni sborsano per il calcio.
Riuscire a giocare tre gare in una settimana senza subire un calo di prestazione è sicuramente la cosa più difficile da programmare, soprattutto se credi che il miglior sistema energetico da sviluppare è “la forza” in tutte le sue espressioni.
Lo so per esperienza perché è sempre stata la mia ricerca sin dall’inizio della mia carriera da professionista.
Avendo provato da giocatore, con Sonetti, quanto fosse redditizio sviluppare questo sistema come primario sia in preparazione che durante il campionato, quando ho iniziato a fare l’allenatore ho scelto questa strada per impostare tutta la programmazione atletica.
Nel 1990, a Coverciano, ero forse l’unico che adottava questo tipo di metodo perché tutti, o quasi, credevano fosse determinante, o primaria, la “potenza aerobica”.
Ci sono voluti 5 anni di sperimentazioni per trovare il mix giusto.
Anch’io nei primi anni, dopo il sostegno invernale, avevo una crisi di prestazioni fisiche negative, e di conseguenza di risultati. Superato questo periodo era tutto in discesa (i campionati si vincono o si perdono nelle ultime 10 gare).
Credo che il calcio moderno non ha solo come base dei risultati, la parte tattica ma, essenziale, è anche riuscire ad esprimerla a ritmi elevati.
Chi riesce a trovare l’equilibrio giusto nello sviluppo dei sistemi energetici, in riferimento agli impegni del calendario, ha il vantaggio di avere continuità nelle prestazioni.
Tutti sanno che la continuità è la base dei buoni risultati di classifica, ma è anche la più difficile da raggiungere.
Quello che sta accadendo alla Juve, in misura ridotta naturalmente, l’ho provata all’inizio della mia carriera.
Però mi ha permesso di vincere 3 campionati in 6 anni (poi anche salvezze insperate), ma mi ha fatto soffrire e avere periodi di insicurezze enormi.
Il vantaggio è stato, oltre ad avere un preparatore di qualità, quello di aver provato personalmente il vantaggio di questi sistemi.
Mi permetto quindi di dire a Conte che deve avere l’umiltà di usare queste esperienze negative per la sua crescita futura senza accanirsi, forse giustamente, contro i calendari “televisivi” (che ti permettono, comunque, di costruire organici competitivi).
Il suo prossimo obiettivo non deve essere solo lo sviluppo delle conoscenze tattiche ma, parallelamente, il metodo giusto di supporto atletico in questi periodi particolari.
E’ raggiungibile se si rimane sereni e vogliosi di nuove sperimentazioni, sopportandone i periodi negativi.
Finisco con un riferimento che è strettamente legato all’argomento, se non determinante.
Tutto può avere una risposta soddisfacente solo se i giocatori hanno una cultura di comportamenti adatti a sopportare questi sforzi ravvicinati.
Mi chiedo” Come mai Barzagli non sbaglia una partita a livello fisico?”… Chiedetevelo anche voi, compagni di squadra!!!!!!

Gigi Cagni

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10 Responses to INCONTRI RAVVICINATI

  1. unlock iphone ha detto:

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  2. Cristian ha detto:

    Barzagli è stato all’estero….secondo me negli altri paesi sono avanti anni luce per cultura sportiva in tutti i sensi…..ma Conte la passata stagione quando altri si lamentavano della coppe non aveva detto “datele a me se non le volete fare”……a parte la natura umana aumentata dalla percentuale tipicamente italiana del lamentarsi, occorre che ognuno sviluppi al meglio il proprio modo di fare in riferimento alla propria realtà. Questo ultimo aspetto è importante, basta riflettere ad esempio che una grande differenza tra professionisti e dilettanti sta nell’allenamento della forza, per i primi può essere importante, per i secondi tranquillamente trascurabile non avendo la possibilità di una programmazione costante a causa del ridotto tempo a disposizione…ricordo all’esame del corso, discutendo con il Prof. Ferretti sugli svantaggi che potrebbero derivare dall’accoppiamento sbagliato dei vari mezzi di allenamento, mi disse “la forza a questo livello se non la fai non è un problema”.

  3. paolo ha detto:

    Sono sempre più convinto che il Barcellona se giocasse nel nostro campionato raramente vincerebbe di goleada come gli capita spesso nella liga. Ieri sera c’è stata la riprova che i blaugrana soffrono maledettamente le nostre difese, dimostrando la difficoltà a finalizzare. Infine Messi chi l’ha visto? Anche qui mi convinco sempre di più che nel nostro campionato troverebbe meno spazi e segnerebbe di meno. Il paragone con Maradona è ancora distante, secondo me Maradona resta ancora il più forte!!

    • giorgio pivotti ha detto:

      Per dire che Maradona è più forte di Messi bisognerebbe confrontarlo con un Messi che abbia giocato da noi tanto quanto lui.
      In fase difensiva da centrocampo in giù del Milan si è vista la zona con la linea e il fuorigioco o l’attacco alla palla? Lo escluderei perché la partita è stata impostata giustamente sul pressing, sull’attacco allo spazio di gioco dell’avversario portatore di palla, e di riflesso su una parziale marcatura a uomo moderna, elastica dentro l’area di rigore in quanto poche volte le punte blaugrana hanno trovato spazio dove inserirsi, venivano fermati prima con Messi che senza l’appoggio dei compagni risplende molto meno di luce propria.
      Al ritorno il Milan giocando allo stesso modo avrà buone probabilità di passare il turno, l’unico pericolo che potrà essere determinante per sovvertire il risultato dell’andata sono i cartellini gialli o rossi eventualmente mostrati ai giocatori rossoneri.
      Il Barcellona dovrebbe capire che senza lanci la sola ragnatela dei suoi passaggi più o meno corti per gestire il possesso palla non paga se si ha di fronte chi fa pressing e marcatura a uomo moderna; bisogna saper utilizzare con intelligenza anche l’arma dei lanci lunghi dalla traiettoria alta e RIMBALZO ALTO della palla cosa che ha messo in difficoltà più di una volta i difensori blaugrana apparsi incerti in questa fattispecie di gioco che non so se voluta o casuale certo efficace fatta vedere dal Milan.

      • paolo ha detto:

        Quando Messi vincerà un mondiale con l’Argentina come ha fatto Maradona, che praticamente lo vinse da solo, allora mi convincerò della supremazia di Messi. Ma finora con la sua nazionale ha stentato e non poco. In spagna, affrontano il Barcellona nella maniera che più predilige, e cioè a viso aperto, lasciando praterie tra i reparti. Un invito a nozze per i campioni di una squadra di questa caratura,ecco perchè Messi può segnare con questa facilità. E non solo lui. Il nostro campionato starà diventando povero sia tecnicamente che economicamente, ma resta sempre il più difficile, il più duro da giocarci a livello europeo.

  4. paolo ha detto:

    Conte invece di piangere, potrebbe anche fare un po di turnover. Sennò cosa servono le rose da 25 giocatori; e la Juve è una squadra che come panchina sta meglio di tutte, nel senso che ha più qualità! Mi ricordo l’ anno scorso quando la sua Juve era senza le coppe, dichiarò ai giornali: “Datele a me le coppe se non le volete” eccolo servito…

  5. Domenico ha detto:

    A proposito degli incontri ravvicinati, nelle sedute di allenamento tra un match e l’altro lavora ugualmente sulla forza?o propone un altro genere di sedute ?

    • gigi ha detto:

      Se la distanza di giorni è la settimana completa il lavoro non cambia. Se giochi ogni 3gg faccio un lavoro più sostenuto all’inizio e poi sostengo con lavori più leggeri i giorni seguenti.

  6. Domenico ha detto:

    In che modo è possibile lavorare principalmente sulla forza senza correre il rischio di avere giocatori lenti e/o appesantiti?Ci sono metodologie di forza specifiche o altro?

    • gigi ha detto:

      Lenti e appesantiti se usi solo la palestra e con carichi esagerati. Nella maggior parte dell’anno(la palestra la uso in inverno)faccio lavori sul campo con hs-balzi-traini-salite brevi ecc…trasformando con sprint e partitine.

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