Ultima fermata

21 maggio 2014

liga-atl

Scusate il ritardo ma dopo la finale di Coppa Italia ho avuto una crisi di rigetto e non sono più riuscito ad appassionarmi a nessuna situazione calcistica.
I campionati li ho seguiti ma senza quel trasporto che di solito mi era naturale.
Tutto è tornato nella normalità quando sono entrati in campo Barcellona e Atletico Madrid per disputarsi la Liga nella partita finale.
Mentre vedevo l’entrata dei giocatori sul Camp Nou e veniva inquadrato il pubblico dello stadio mi sono chiesto “Ma i nostri Dirigenti del Calcio Nazionale la staranno guardando? Possibile che non apprezzino questo spettacolo? E se così fosse, come possono non muoversi con i mezzi che esistono, se nelle altre Nazioni Europee accade normalmente, perché tutto ciò avvenga anche da noi?.
Non posso credere che non ci siano nè la capacità o, peggio, la volontà di diventare NORMALI.
La cosa peggiore che ho sentito è stato un genitore che ha detto ”non porterò più mio figlio allo stadio”.
Mi fermo qui perché la grande passione e l’amore per il calcio potrebbero farmi dire cose poco piacevoli.
Parlando di calcio giocato.. L’ordine, la compattezza, la condizione psico-fisica hanno vinto contro la grande qualità di un Barcellona senza anima.
Gli apprezzamenti verso Simeone adesso si sprecano senza andare a vedere e valutare il lavoro fatto da lui e dal suo staff negli ultimi due anni.
L’analisi dei media è stata esclusivamente sul risultato attuale e la bravura, scoperta solo oggi perché tutti davano vincenti Real o Barcellona, dell’allenatore nel gestire sia le gare di Coppa che del Campionato.
Nessuno ha cercato di capire o informarsi sul “come” ci sia arrivato a quel risultato.
Facile dirlo per me che ho vinto e conosco allenatori vincenti con cui ho rapporto.
Facile dire che se “programmi, scegli e sostieni staff in cui credi, non accetti imposizioni esterne e hai una società strutturata e organizzata” è probabile che nell’arco di 2-3 anni vinci.
Ma quello che in Italia non si può fare è sapere aspettare e quindi sarà sempre più difficile ottenere risultati importanti.
Cito una situazione che conosco bene ed è quella dell’Entella di Chiavari.
Cittadina di poco più di 20000 abitanti che l’anno prossimo farà la B grazie a un Presidente che ha saputo strutturare una società in modo aziendale e che in 3 anni si è conquistato una categoria che nessuno avrebbe mai pensato potesse conquistare.
Voglio vedere se ci saranno dirigenti che andranno a chiedere come ha fatto e, magari, a prendere spunto per imitare.
E’ l’unica strada percorribile per salvare il nostro calcio dal disfacimento.
Sono abbastanza esperto per avere sensazioni poco piacevoli.
Lo dico a chi comanda il calcio in Italia “occhio che non abbiamo toccato ancora il fondo ma ci siamo vicini, frenate perché altrimenti picchiamo duro”.

Gigi Cagni


Quella Passione che ti riempie il petto

26 ottobre 2011


Ragazzi sono tornato. Come potete immaginare ho avuto un po’ da fare!!! Quelli che mi hanno seguito dall’inizio della mia avventura di “blogger” sanno quanto io possa essere felice di questa mia nuova avventura. Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto l’in bocca al lupo (crepi sempre) e tutte le migliaia di persone che hanno interloquito con me in questi due anni di assenza dai campi. Per merito di tutti non mi sono mai sentito fuori dal mio mondo. Parlare di calcio per me è la vita. Le persone che mi sono vicine si sono accorte che, con l’adrenalina tornata in circolo, sono tornato un ragazzino. Lo dico sempre, e tante volte l’ho detto a chi di voi mi ha chiesto suggerimenti non solo tattici, LA PASSIONE è determinante per qualsiasi attività e se ”ti riempie il petto“ ti permette di superare qualsiasi ostacolo.

Sono tornato ad INSEGNARE calcio e ho la presunzione di dire che ne conosco diverse sfaccettature. Conoscerlo completamente è impossibile perché, fortunatamente, le varianti sono così infinite che non puoi avere la certezza di niente. Se ne hai la volontà ogni partita ti può insegnare qualche cosa di nuovo. Nella mia carriera ho giocato 600 partite ufficiali e fatto migliaia di allenamenti, vi posso assicurare che non c’è mai stato una volta che non mi sia stupito di qualche cosa  di nuovo, e non mi riferisco solo alla tattica. Questo è il motivo principale per cui mi sento ancora “principiante” con la bellissima sensazione di scoprire e apprendere giorno dopo giorno qualche cosa che mi stupisce o fa riflettere. Lo ripeto con grande gioia, voi mi avete aiutato a sentirmi sempre partecipe di questo mondo così variegato ma colmo di episodi che scatenano la voglia di mettersi sempre in discussione e alla prova. Adesso che ho ripreso il contatto con voi vi chiedo di portare pazienza ancora per 10 giorni. Dopo il trittico AlbinoLeffe, Juve Stabia e Gubbio riprenderò a rispondere alle vostre domande con il piacere di riuscire, in qualche caso, a risolvere i vostri interrogativi. A presto.

Gigi Cagni


Prime impressioni

2 ottobre 2010

Ai lettori del mio blog avevo promesso di parlare di tattica dopo un numero sufficiente di partite disputate sia di A che di B e di fare delle considerazioni generali sugli avvenimenti.
Dopo queste prime gare, sia dei campionati che delle Coppe, il dato che più è venuto in risalto è che NESSUNA grande squadra è in forma psico-fisica perché ha troppi giocatori fuori condizione, la maggior parte dei quali giunti dal POSTMONDIALE.
Quindi parlare di tattica diventa difficile perché se non sei al massimo della condizione fisica, non puoi rendere al meglio in quella tecnico-tattica.
Lo dimostra il fatto che in A ci siano, sia le neo promosse che le provinciali, con classifica insperata.
In B, come sempre, i pronostici sono disattesi, infatti, tolto il Siena, le
altre stanno facendo un po’ fatica perché il DOVERE VINCERE è diverso dal
vincere.
Anche di questo, nella costruzione della squadra, si dovrebbe tenere
conto. Più giocatori che HANNO VINTO hai in squadra, e più sarà probabile che tu ci riesca. Tenendo presente anche che, con 42 partite a disposizione e con un livello tecnico generale abbastanza livellato, il campionato inizia nel girone di ritorno e determinanti saranno sia la condizione psico-fisica che l’ equilibrio tattico, cosa che ti permette di avere la continuità di risultati(determinante in B).
Siamo all’inizio e già due panchine sono saltate, una in A,al Bologna, e una in B, al Grosseto.
Nessuno ci fa più caso, anzi diventa motivo di argomentazione post-gare il toto allenatore, e a questo bisogna adeguarsi. Un dato tattico comunque c’è, il rombo sta diventando una moda.
Ho sempre pensato che la ½ punta è un attaccante non completo o un c.c. di difficile collocazione e quindi, chi ha queste caratteristiche, o lo metti esterno per creare la superiorità numerica, oppure dietro la punta o le due punte.
Ho detto MODA,perché mi sembra che ci sia una tendenza esagerata di giocare con il rombo da parte di molte squadre anche se, secondo me, non hanno tutte le componenti tecnico-tattiche per farlo.
Questa è una mia opinione ISTINTIVA, in questo campo mi lascio frequentemente trasportare dall’istinto perché 40 anni di calcio me
lo permettono, perciò potrà essere smentita dai fatti, e ne sarei felice perché è un sistema di gioco che diverte e fa spettacolo.
L’assestamento dei campionati si vedrà fra 2 mesi quando tutto si sarà riequilibrato. Quello che non credo cambierà, è vedere squilibri difensivi ed errori di madornale entità, in questa fase, sia da parte dei singoli che della squadra.
Se si parla di squadra ci può essere la scusante della non perfetta condizione ma se entriamo in merito all’errore del singolo devo constatare che, la maggior parte dei difensori e dei c.c., non conoscono i principi basilari della marcatura e del contrasto.
Lo sto ripetendo alla noia, nei settori giovanili mettete dei MAESTRI
di tecnica e comportamento per fare crescere al meglio difensori di qualità. La tattica e il SAPERE COSTRUIRE IL GIOCO vengono dopo, il difensore per prima cosa DEVE SAPERE DIFENDERE. Capisco che per il giocatore o per il GENITORE può sembrare riduttivo, ma è la strada giusta per riuscire ad emergere e fare una carriera brillante e di soddisfazione.
Penso di avere messo in evidenza le poche cose che mi hanno colpito in questo momento, ma siamo solo all’inizio..

Gigi Cagni


Le vostre domande di ” Marzo “

6 marzo 2010

Abbiamo pensato, almeno una volta al mese, di pubblicare alcune vostre domande “private”, in modo che tutti possano leggere le risposte del Mister. Quindi invito tutti quelli che vogliono inviare domande,curiosità, di utilizzare la sezione Contatti del Blog.

Quale è la regola del calcio che cambierebbe/toglierebbe/metterebbe?

La prima che toglierei è l’espulsione dopo un fallo o da ultimo uomo o del portiere (a meno che non siano falli cattivi), introdurrei un tie break per tempo per ogni allenatore,20 giocatori nella lista e se un giocatore rimane a terra più di qualche secondo, fuori per 2 minuti. Il fuorigioco va bene così solo che bisognerebbe istruire sia il pubblico che i giocatori sulla sua applicazione.

Adotterebbe i cambi come nel basket?

Sarebbe poco realizzabile perché in inverno si romperebbero tutti,non si gioca al coperto e al caldo.

Cosa ne pensa della moviola in campo?

Non si va d’accordo dopo averla vista 20 volte, immaginati doverlo fare in pochi secondi,bisogna accettare l’errore umano.

E’ importante che in campo tutti i giocatori parlino la stessa lingua?

L’importante è che parlino!!!.

Perché a volte le squadre giocano meglio con un uomo in meno?

Quando si rimane in 10 aumenta la concentrazione e la carica agonistica; tatticamente e psicologicamente sei in una situazione di “VANTAGGIO” perché non hai più responsabilità ,se perdi non hai colpe,ma il problema vero è che chi è in 11, di solito, non sa cosa fare .Vorrei sempre giocare in 11 contro 10.

Meglio far giocare il campione  giù di forma o la promessa in forma?

Dipende dalle situazioni di classifica, dal tipo di gara, dal momento del campionato ecc…è una situazione che va valutata con tante componenti. In linea generale in una situazione di massima tranquillità in tutti i sensi si devono fare giocare i giocatori più in forma. Comunque resterà sempre un problema irrisolvibile finchè avremo il RISULTATO come obbiettivo primario

Negli ultimi anni anche nel mondo del pallone le raccomandazioni stanno prendendo piede rispetto alla meritocrazia. Lei cosa pensa al riguardo?

Per quanto riguarda i giocatori non è possibile perché il campo è giudice unico e quindi se non sei capace non duri. Per quanto riguarda gli allenatori si può nascondere di più ed essere più fattibile ma anche li poi il tempo e il campo sono gli unici giudici.

A volte si vedono in televisione giocatori che mandano a quel paese il proprio allenatore. In questi casi cosa è meglio fare?

Multa salata da parte di societa e federazione. Ai giocatori devi toccare i soldi altrimenti non capiscono cosa sia il rispetto dei ruoli.

La passione che trasmette non ha eguali….quanti anni la vedremo ancora su una panchina?

Hai detto giusto allenerò finche LA PASSIONE reggerà (e anche il fisico naturalmente).

Secondo lei con tutte le voci che si sono sentite in questo anno “particolare” per gli allenatori, perché alla fine nessuno la poi presa veramente?

E’ una domanda a cui non so rispondere, per adesso. Con pazienza lo scoprirò, anche se devo dire che ho rifiutato situazioni in B per aspettare una chiamata in A, forse, con il senno di poi ho sbagliato.

E’ più facile allenare una squadra in serie A che deve salvarsi oppure in serie B che deve salire?

Se tutte e due hanno l’organico, secondo me naturalmente e non secondo i presidenti o i direttori sportivi, adatto per l’obbiettivo è più facile salvarsi in A.

La fascia di capitano decide lei a chi darla? Anche se la sua decisone va contro a delle scelte precedenti di qualcun altro?

Dico solo che secondo me il capitano dovrebbe essere una figura importantissima e dovrebbe essere l’allenatore in campo con tutti i diritti e i doveri ,ma trovarne uno è difficile. Appena smetteranno i vecchietti di oggi ne vedremo delle belle.

Se due dei suoi giocatori litigano per tirare un rigore lei cosa fa?

La cosa la devi definire senza discussioni prima di entrare in campo,difatti io do le disposizioni di barriera, marcature sulle palle inattive a sfavore e favore e alla fine i 3 rigoristi in ordine di preferenza.
Se c’è un cambiamento lo posso fare solo io.

Al giorno d’oggi la cosa più difficile è tenere alto l’interesse del gruppo per l’obiettivo prefissato. C’è qualche segreto al riguardo?

Anche qui va valutato il periodo. Di solito serve quando sei nel girone d’andata perché in quello di ritorno quando l’obbiettivo si avvicina, qualsiasi esso sia, se uno non ha la concentrazione e la cattiveria agonistica adatta, è meglio che cambi mestiere.
Diventa determinante l’allenatore, sempre, quando hai un gruppo senza grande personalità e non hai nessuno nella squadra con un minimo di personalità.

Meglio avere (a livello di spogliatoio) in squadra giovani bravi da far crescere insegnando loro i veri principi oppure giocatori affermati ma di personalità particolari (con questi non si corre il rischio che i giovani vengano distratti?)

L’ideale è la miscela giusta di vecchi e giovani, ma anche qui bisogna vedere l’obbiettivo che hai. Comunque sia per vincere  e far crescere meglio i giovani ,devi avere un gruppo di vecchi di qualità nei ruoli strategici.


90° Minuto Serie B

13 gennaio 2010

Comunichiamo che da Sabato 16 Gennaio 2010 Il Mister Gigi Cagni collaborerà come opinionista alla trasmissione televisiva 90° Minuto di Serie B in onda su Rai 3 alle ore 18.10.
Per i residenti all’estero ricordo che il canale Rai 3 è visibile puntando la parabola a 13° Est (Hot Bird 9) alla frequenza 11766 V.