Settimana tipo


Cristian mi ha chiesto di esporre una mia settimana tipo così ho deciso di aprire, a voi che seguite il mio blog, delle pagine dei miei diari.
Credo di averlo già detto, da quando ho iniziato a fare l’allenatore, ho preso l’abitudine di scrivere giornalmente sia il lavoro atletico che quello tecnico tattico comprese le mie impressioni e le valutazioni in riferimento al periodo della programmazione.
Ho scelto due settimane di situazioni completamente diverse ma con un denominatore comune e cioè il mio modo di interpretare la costruzione di una gara.
Dal primo giorno che ho iniziato questo lavoro ho pensato che era importantissimo che il giocatore avesse una condizione psico-fisica ottimale per rendere al meglio.
Così ho iniziato da subito a sperimentare sistemi di allenamento atletico, secondo me, più adatti per il raggiungimento dell’obiettivo (la mia convinzione primaria è stata che erano tutti i tipi di forza a dover essere sviluppati al meglio in un periodo, fine anni 80, in cui tutti credevano fosse necessario allenare più la potenza aerobica).
Questo per quanto riguardava la parte atletica ma, da subito, ho cercato di abbinare anche la parte tecnico-tattica per costruire una combinazione quali-quantitativa adatta a disputare i 95’della gara.
Così dalla Primavera del Brescia ad oggi mi sono costruito, con l’aiuto del mio preparatore Prof. Ambrosio, una programmazione di allenamenti mirati in riferimento a periodi e situazioni di campionato.
Ho così scelto di mostrarvi due settimane uguali come periodo temporale ma diverse come tipo di campionato e situazione.
Nelle prime tre pagine c’è una settimana del campionato 92-93 del Piacenza terminato con la PRIMA Promozione in A.
Nelle seconde due, la settimana del campionato 2005-2006 a Empoli, in cui subentrai con la squadra in zona retrocessione riuscendo nell’impresa della salvezza.
Spero riusciate a leggere la mia scrittura ma ho fatto questa scelta perché ho ritenuto fosse più veritiero e significativo il risultato finale.
Come potrete constatare i metodi di lavoro sono molto simili negli anni anche se il comune denominatore è il medesimo e non si scosta molto da quello che ho fatto quest’anno.
Spero soddisfi le vostre curiosità.

Gigi Cagni

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52 Responses to Settimana tipo

  1. www.superkredo.eu ha detto:

    Thanks for finally talking about >Settimana tipo | Gigi Cagni : Il mio Blog <Loved it!

  2. Marcello ha detto:

    Salve Mister,
    il campionato è finito a Maggio e da quel momento, o forse anche prima, è comiciato il calciomercato o il calciomercato dei giornalisti, che però non credo scrivano solo grazie alla loro fantasia. Vediamo da diversi anni a questa parte che i “colpi” di mercato avvengono nell’ultima settimana, dieci giorni. Le squadre iniziano la preparazione agli inizi di Luglio. Credo che questo aspetto sia di fondamentale importanza nella costruzione di un gioco, nell’amalgama di una squadra, nella formazione di uno spogliatoio. Ecco io mi chiedo e le chiedo come sia possibile conciliare queste cose. Come può un allenatore iniziare la preparazione senza avere l’ossatura della squadra già ben definita.
    Da Milanista le vorrei chiedere poi un parere su Allegri come tecnico. La sua parabola al Milan mi ricorda molto quella di Zaccheroni: uno scudetto vinto al primo anno, un po’ a sorpresa, un secondo anno con un piazzamento e poi l’esonero… Io credo che questo sia per lui davvero l’anno zero. però per come ha cominciato mi pare che come forma di gioco stiamo a zero. E’ vero che il mIlan ha venduto due giocatori fondamentali ma in difesa ha preso Acerbi e Zapata, in particolare dicendoci che il primo è un centrale di assoluto valore. Allegri cosa fa nella prima partita? Schiera Bonera e Yepes… A centrocampo si affida a Flamini che era in procinto di andarsene ma, forse la mancanza di offerte, a fatto restare… Io credo che sia confuso e infelice e non abbia e non sia in grado di dare un’identità di gioco a questa squadra, pur con tutti i limiti che possono avere i giocatori rimasti rispetto a quelli andati.
    Lei come la pensa?

    • gigi ha detto:

      E’da diversi anni che noi allenatori chiediamo più rispetto del nostro lavoro ma gli interessi economici prevalgono su tutto,e si vedono i risultati. Per quanto riguarda Allegri cambia molto non avere Thiago Motta e Ibra ma anche Seedorf,Inzaghi e Nesta. Quindi è normale che abbia delle difficolta oggi. I tifosimilanisti dovranno avere pazienza come l’hanno avuta gli juventini 3 anni fa.

  3. nicola ha detto:

    Buongiorno signor Cagni le scrivo per chiederle un consiglio,io quest’anno alleno una squadra categoria “giovanissimi 99” confrontandomi con diverse persone ho deciso di evitare una preparazione fisica vera e propria preferendo lavorare sopratutto nelle prime settimane di allenamento su partitine ad alta intensità 2vs2,3vs3,4vs4 su campi ridotti e su percorsi coordinativi con l’aiuto di ostacoli bassi,cerchi e paletti mantenendo un ritmo alto per tutta la durata dell’allenamento,volevo sapere cosa ne pensava lei in merito,grazie!

  4. marco ha detto:

    Nella speranza di fare cosa gradita a tutti:
    ho scoperto questo “manuale operativo” per imparare ad osservare nel dettaglio una partita di calcio e catalogarne i vari aspetti, credo sia indispensabile per tutti gli allenatori, Ds, Osservatori, Procuratori e tutti quelli che lavorano nel mondo del calcio con una visione interessata dell’aspetto “miglioramento personale e di squadra”.
    Contiene anche le schede calciatori per crearsi un vero e proprio archivio completo sulle caratteristiche degli atleti osservati. Credo sia un ottimo compagno di lavoro che possa dettare le linee guida anche all’interno di uno staff.
    se andate su http://www.soccerpower.it si può effettuare il download immediato.
    saluti.

  5. Matteo Cocco ha detto:

    Mister, volevo porgerle la seguente domanda: come allena, nello specifico, una linea difensiva a 4?

  6. Domenico ha detto:

    Volevo aprire un dibattito sulla preparazione, tanto discussa e pubblicizzata in questi giorni, di Zeman . Volevo chiedere in particolare a Lei mister Cagni in che cosa consiste questa preparazione di Zeman al di là delle solite cose che si leggono sui giornali.

    • gigi ha detto:

      Il principio,secondo me,è quello giusto e cioè predilige il lavoro sulla forza con dei mezzi un pò inusuali. L’effetto è micidiale specialmente all’inizio e con giocatori molto giovani. Sembra,quest’anno con il Pescara,sia riuscito ad avere continuità senza grandi cali nell’arco dell’anno. Vedremo.

      • Cristian ha detto:

        Mister, premesso che le, Zeman, Galeone, Mazzone, Ulivieri ecc ecc appartenete secondo me alla categoria degli allenatori maestri e non solo gestori di gruppi come Mourinho o Capello, Lippi ecc; questo è un mio parere personale……per lavori inusuali a cosa si riferisce nello specifico?

  7. giorgio pivotti ha detto:

    Rosario, chiudendo il discorso, … ma deve essere l’allenatore a dirglielo, anche a spronarlo, altrimenti come dici giustamente continueranno ad essere veramente in pochi quelli che si servono del dribbling in area di rigore per andare a rete in prima o seconda battuta. In sostanza dipende dall’allenatore capire, incentivare e sfruttare questa opportunità che se non viene sperimentata, a mio avviso è per mancanza di avvedutezza o più ancora di conoscenza da parte sua.

    • Rosario Ligato ha detto:

      Ok, ma bisogna anche avere le qualità per fare il dribbling, io sono il primo a dire ai miei giocatori andate in porta saltando tutti se solo avessero queste qualità.

      • Cristian ha detto:

        Se ho capito bene si parla di dribbling dentro l’area di rigore…quindi credo che siamo a un punto dove un eventuale schema di gioco è già stato eseguito….

  8. simone ha detto:

    Buonasera mister, le volevo chiedere, per una programmazione annuale per settore giovanile,a livello tattico, che progressione didattica consiglia a livello difensivo e offensivo (tattica e tecnica individuale e collettiva)??
    Un saluto

    simone

    • gigi ha detto:

      Caro Simone è molto difficile rispondere a questa domanda anche perchè non ho l’esperienza in questo settore. Comunque nemmeno io faccio una programmazione ANNUALE tecnico-tattica. Di solito,in ritiro,inizio dalla tecnica individuale per poi fare quella tattica di reparto e poi quella di squadra. Poi sviluppo le singole conforme a quello che sono le esigenze periodo per periodo,in riferimento agli obbiettivi e alle situazioni.

    • Rosario Ligato ha detto:

      Tecnica individuale sempre, poi tattica individuale per poi arrivare alla tattica collettiva. Attacco e difesa vanno di pari passo con l’individuale e il collettivo.
      Cmq senza la tattica individuale non si può fare la tattica collettiva, è come voler fare il secondo piano ad una casa che non ha nemmeno il primo.

  9. Cristian ha detto:

    Buona Pasqua!

  10. giorgio pivotti ha detto:

    Cristian, un conto è dire “se hanno qualità ben venga…” valutazione che fa pensare non ci sia la mano dell’allenatore a proporre e consigliare personalmente questo tipo di esercitazione lasciando al dribblatore di agire liberamente, di esibirsi in area, iniziativa non sempre è ben vista e caldeggiata per la frequente perdita del pallone dai tecnici i quali preferiscono giocate o schemi diversi; altro aspetto invece è considerare questa tipologia di esercizio come modo corrente e abitudinario di un tecnico facendola rientrare nella scaletta dei lavori previsti durante una normale seduta di allenamento cosa che non mi è mai capitato né di leggere né di vedere; non so se a te sì.

    • Cristian ha detto:

      Nel settore giovanile allenamenti 1<1, 2<1, 3<2 per la conclusione si facciano…in prima squadra non credo, penso che in area di rigore conti molto l'iniziativa del giocatore, se è consapevole delle proprie qualità proverà se ne ha l'occasione il dribbling per la conclusione…..e credo che se non serva un compagno meglio piazzato con l'allenatore ne parleranno….Cruijff affermava che se un giocatore decide di fare da solo, se l'azione si conclude con il gol non posso nulla.

      • giorgio pivotti ha detto:

        Ma a te che segui da vicino il calcio giovanile e professionistico risulta o no che questo tipo di esercitazione venga proposta ed allenata dai tecnici ai loro attaccanti particolarmente dotati di possesso palla e dribbling vincente? Questo m’interesse sapere precisando a chiusura del nostro discorso che lo scopo primario del dribbling insistito e sistematico in area di rigore è quello di segnare ottenendo un regolare, non simulato calcio di rigore e poi a seguire numericamente la conclusione diretta o indiretta.
        Buona Pasqua a tutti.

        • Cristian ha detto:

          Nel settore giovanile si allena questa qualità che fa parte di un percorso preciso….nelle prime squadre non credo…il calcio che seguo da vicino non è quello professionistico…purtroppo..mi piacerebbe!! Ma non è così! Anzi si lotta ogni giorno per cercare di fare sempre meglio, e spesso proprio per questo non si è apprezzati!! Le stranezze del calcio!! Meno male che c’è la passione!

        • Rosario Ligato ha detto:

          E’ praticamente il contrario, si allenano gli schemi offensivi come 6 contro 4, 3 contro 2, la fantasia e il dribbling del giocatore è subordinato allo schema. Come dice Kruif, se il giocatore va in porta da solo come fa Messi è tutto di guadagnato ma in Serie A o nelle categorie maggiori non troverai tanti Messi.
          Allena lo schema offensivo come processo principale.

          • giorgio pivotti ha detto:

            Non occorre essere necessariamente Messi o i pochi a suo livello, per attuare la tattica del dribbling insistito e finalizzato ai tre scopi come sopra precisati; è SUFFICIENTE essere dei dribblatori di medio livello dotati di tecnica nel possesso, nel tocco della palla e capaci di saltare l’avversario o di metterlo in difficoltà, di sbilanciarlo con finte e contromosse del corpo.
            Suggerire, caldeggiare ad un dribblatore quando viene a trovarsi in area con palla al piede, di tentare di ottenere gli scopi prefissati insistendo con l’azione personale non è una derivazione necessaria di uno schema, dipendente da schemi; questo genere di dribbling è una tattica individuale mirata, inquadrata dall’allenatore come possibilità di sfruttare in maniera conveniente le qualità del dribblatore che meglio, più efficacemente si esaltano dentro l’area di rigore non fosse altro per la paura dei difensori di commettere un fallo che gli costerebbe un calcio di rigore, oltre ad un eventuale cartellino.
            Ma se gli allenatori non prospettano apertamente questa scelta di gioco nei programmi di allenamento è evidente che solo chi ha padronanza assoluta nei dribbling come Messi si sente libero e autorizzato, divertendosi, di metterli in pratica mentre questa opportunità tattica dentro l’area di rigore dovrebbe essere concessa e ampliata anche agli altri dribblatori come soluzione finale di gioco, allenatori permettendo ovvero facendosi parte attiva di queste scelte tattiche se rientrano nel loro bagaglio culturale.

            • Rosario Ligato ha detto:

              Sono davvero in pochi ad andare in porta utilizzando il dribbling, la tattica da usare è quella collettiva, poi se hai un fenomeno o un giocatore molto dotato tecnicamente che riesce a superare il suo diretto marcatore ben venga.

  11. Cristian ha detto:

    Mister volevo chiedere un altra cosa, in questo esempi di allenamenti non ho notato lavori sugli schemi….perchè ci aveva già lavorato in un periodo precedente oppure non li utilizza? Come si comporta su questo aspetto?

    • gigi ha detto:

      Dopo averli fatti precedentemente,con il Piacenza eravamo al terzo anno e a Empoli nelle prime settimane del mio arrivo,poi facendo sempre partitine 11-11 se serve fermo il gioco per dare insegnamenmti. Comunque il giorno prima della gara faccio sempre tattica offensiva e difensiva.

  12. Piero ha detto:

    Salve mister, vedo che ripete spesso negli allenamenti la combinazione 3t 1-2 cross tiri d.f. (?); potrebbe spiegare meglio in quali modi fa effettuare il tutto, se separatamente o tutto insieme in partitine a tema. Grazie per l’eventuale risposta e in bocca al lupo per la prossima avventura.. A proposito, ma Stramaccioni all’Inter?

    • gigi ha detto:

      Concludo sempre l’allenamento con tre tocchi,o libero,ma il gol vale solo se su cros,1-2,o tiro da fuori perchè,secondo me i gol si fanno in questo modo.Chiaramente le palle inattive le faccio a parte. Quando faccio partitine tutto libero per farli divertire,fanno meno gol.Stramaccioni fa parte di questo calcio in fibrillazione.Solo noi abbiamo cambiato 17 allenatori in A,lui scoprirà più avanti cosa vuol dire fare questo lavoro e non ne sarà troppo contento.

      • Cristian ha detto:

        Mister se si cambiano così tanti allenatori secondo me è un segnale che la dirigenza è molto scarsa….incapacità di programmare…..che a quei livelli è un po una vergogna…

        • gigi ha detto:

          E’il calcio italiano che andrà sempre più in crisi perchè l’allenatore non è un capitale i giocatori,invece,si. Il problema sono i debiti che le società anno per il numero elevato di giocatori nelle rose.

      • giorgio pivotti ha detto:

        A questi tre modi indicati da mister Cagni perché siano validi i gol segnati terminando l’allenamento ne aggiungerei un altro che ritengo altrettanto importante ma non usato normalmente, rispecchiante la realtà del calcio giocato, quello del dribbling appositamente cercato ed insistito dentro l’area di rigore finalizzato a raggiungere questi scopi: saltare uno o due avversari per concludere direttamente a rete o in alternativa per appoggiare al compagno smarcato meglio in superiorità numerica, procurarsi un regolare calcio di rigore per fallo subito.

        • gigi ha detto:

          Faccio fare queste esercitazioni perchè la percentuale di gol realizzati è in questi modi.E’difficile vedere un gol in Italia in cui un giocatore ne dribbla tre e fa gol.

          • giorgio pivotti ha detto:

            A parte Messi che fa eccezione, fino a due avversari è possibile dribblare dentro l’area anche da noi per ottenere i risultati con le finalità già precisate; non si fa questo tipo di esercitazione non tanto per i pochi gol che dal dribbling prolungato e voluto in area di rigore possono derivare quanto piuttosto per il semplice motivo che tale forma particolare di allenamento non è conosciuta e quindi non adottata comunemente per la sua singolarità di esecuzione che allo spettacolo del dribbling unisce la convenienza del gol segnato direttamente o dal compagno come pure su calcio di rigore.

            • Cristian ha detto:

              Io ho sempre visto molto valido, utile e che ha portato a segnare molti gol i dribbling dell’ala per liberarsi al cross….indimenticabili giocatori come Donadoni, Overmars, Giggs ecc ecc….cross in area….si poi ci sono anche i dribbiling degli attaccanti che entrano in area, ma basta lasciargli qualche minuto anche di partita libera e se ne hanno le qualità ben venga.

  13. Nuario ha detto:

    Mi hanno insegnato che in una seduta di allenamento dovrebbe curarsi prima la velocità, poi la forza e, in ultimo, la resistenza. Cosa mi dice a tale proposito?

    • gigi ha detto:

      E’quello che io faccio e cioè un giorno la forza-veloce e un’altro la resistenza.Penso si capisca dalle due settimane.

      • Cristian ha detto:

        Io avendo due sedute a disposizione, faccio al martedì un lavoro generale attraverso partite a tema, quando serve richiamare la potenza aerobica inserisco gare a campo ridotto 4<4 o 5<5 o al termine della seduta percorsi con corsa in progressione del tipo 15 mt lenti, 60mt progressivi, 20 lenti, 60mt progressivi, 15 lenti e 10 in camminata, 25'' di recupero e via di nuovo per un totale di 6 ripetizioni oppure 4 x due serie dopo un recupero di 4' e poi doccia, questo lavoro è preceduto da un buon riscaldamento e da una partita inserendo un tema semplice come la linea a metà da raggiungere per il gol oppure tocchi vincolati, ma prediligo di più le partite 4<4 o 5<5 con o senza portieri ….lavori di forza, resistenza alla velocità, rapidità e velocità li faccio al giovedì….spesso capita di avere giocatori che al martedì ancora non hanno recuperato in pieno dalla gara domenicale e non voglio rischiare infortuni proponendo lavori di forza o lattacidi completi.

        • gigi ha detto:

          Caro Cristian come potrai capire ho difficolta a darti suggerimenti. A occhio mi sembra che,visto il poco tempo,tu faccia le cose giuste. Devo però dirti che io non amo le distanze lunghe e al posto di quelle preferisco serie di 3’di possesso palla a 3t. Chiaramente se tutti corrono e si impegnano,altrimenti sono giuste le distanze lunghe.

          • Cristian ha detto:

            Grazie Mister….quando vedo che c’è il “piglio” giusto, continuo con la palla…in caso contrario faccio un mix….stasera ad esempio c’era un buon “clima” e abbiamo fatto tutto con la palla.

  14. Cristian ha detto:

    Una domanda, al venerdì dove indica 1-2 per tiri o cross al primo e secondo palo, indicando la sequenza di numeri 3-2-1 si riferisce a una partitina?

    • gigi ha detto:

      Sono due cose diverse. La prima si tira o si crossa con uno scambio. La seconda è una partitina in campo ridotto con 10’3t-10’2t-10’1t con porticine piccole senza portieri.

      • Cristian ha detto:

        Queste partitine 3-2-1 le faceva a campo ridotto, ma con tutti giocatori oppure faceva dei gruppi ridotti ad esempio 6<6 0 7<7?

        • gigi ha detto:

          Sempre tutti i giocatori a disposizione(quindi se 20,10 contro 10 sempre senza portieri)perchè già entravo nella preparazione tattica della domenica in riferimento alla fase offensiva. Nella partitina a 1t sei obbligato a fare gli schemi altrimenti non vai avanti.

  15. Cristian ha detto:

    Grazie Mister!! Non c’è stato bisogno di ricordarglielo 🙂

    Ovviamente molto interessante!!

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