MOMENTI INDIMENTICABILI


Prendo lo spunto da quello che mi ha scritto Christian sul blog per raccontare una delle mie più belle giornate da allenatore.
Ero stato ingaggiato dal Piacenza in serie C1 nel 1990, dopo avere fatto un anno in C2 nella Centese. Avrei avuto la possibilità di andare in B sia con il Monza che con il Como ma, NON AVENDO IL PATENTINO DI PRIMA CATEGORIA, mi sembrò giusto e corretto andare nella categoria giusta per la mia qualifica. L’altra cosa importantissima fu che venni contattato dal direttore sportivo Giampiero Marchetti, ex giocatore di Atalanta e Juve, bresciano come me, con cui ebbi immediatamente la sensazione che si parlasse lo stesso linguaggio calcistico. La cosa venne avvalorata quando, in seguito, conobbi sia il vice presidente Rag. Quartini che il presidente ing.Garilli. Uomini di una generazione fatta di lavoro e onestà intellettuale, con dei principi basilari per permettere all’allenatore di dare l meglio di sé. Era chiaro che volevano VINCERE, ma sapevano anche che perché accadesse dovevano darmi tutti gli strumenti per farlo. Carta bianca, prima di tutto, ma anche la responsabilità del dovere raggiungere l’obiettivo con i mezzi da me scelti e il tempo GIUSTO per poterlo raggiungere. Quindi iniziai dalla C1 con un organico molto forte (Occhipinti, Braghin, Cappellini, Cornacchini, Piovani ecc… alcuni dei più forti ma gli altri erano allo stesso livello).

Le promozioni erano solo due e il campionato era molto difficile. Puntai, per prima cosa, sull’aspetto fisico, sempre per il principio che, per me, se un giocatore è nella migliore condizione psico-fisica, rende al massimo in quella tecnico tattica.
Quindi CULO MOSTRUOSO in ritiro. 4 settimane in Val Seriana, erano distrutti, ma io soddisfatto perché avevo capito di avere un gruppo che sapeva sopportare grossi sacrifici (alla terza settimana, sentiti gli umori, dissi che chi voleva poteva andare a casa per 2 giorni o fare venire le mogli o le fidanzate a trovarli in ritiro. Dopo una breve riunione venne il capitano e mi informò che TUTTI volevano rimanere perché credevano a quello che gli avevo detto e cioè che da quel sacrificio si potevano costruire le vittorie. Da lì capii di avere un gruppo vincente).
Impostai il campionato sulla fase difensiva perché c’è un principio che vale tuttora, e varrà sempre, e cioè se devi vincere a tutti i costi e hai appena iniziato la tua avventura in quel club, devi dare delle certezze di RISULTATO per far accrescere ai giocatori la fiducia nei propri mezzi, ed è statistico che vince chi subisce meno gol. Oltretutto avevo visto di possedere una squadra con delle qualità offensive che mi davano la serenità e che prima o dopo il gol noi lo avremmo fatto. Così fu e quindi, l’anno dopo in B, iniziai la mia costruzione non soltanto del risultato, anche se era determinante la salvezza mai raggiunta dal Piacenza negli anni precedenti, ma anche di dare il gioco che, secondo me, poteva dare risultato e piacere per noi e per chi ci seguiva. Non fu facile, ci salvammo alla fine per le qualità della squadra sia tecniche che professionali e morali (non è mai l’allenatore che vince ma i giocatori, l’allenatore deve essere bravo a farli rendere al massimo).
E da qui iniziò il GODIMENTO. Quasi la stessa squadra per il terzo anno, integrandola con elementi di sicuro affidamento sia tecnico che psico-fisico per le mie esigenze, per il mio AMATO 4-3-3. Ero ossessivo in ogni allenamento, pretendevo sempre il massimo sotto tutti gli aspetti, ero passionale perché LORO mi accendevano questa passione. Gli schemi che vi ho illustrato nel blog erano la base del nostro gioco sia difensivo che offensivo (ho sempre avuto il capo cannoniere del campionato, anche se mi avevano messo l’etichetta di difensivista) e si realizzava sempre meglio perché, con il loro aiuto, veniva modificato in ogni allenamento o partita.
Nelle gare ufficiali ero sempre in piedi e non sempre avevo espressioni da Lord Inglese, ma mi conoscevano e sopportavano perché sapevano che qualsiasi cosa dicessi era per il bene della squadra. Ero ossessivo per il gioco offensivo, li avevo convinti, con i fatti naturalmente, che quegli schemi erano efficaci sempre e contro chiunque. In tutti gli allenamenti c’erano sempre partitine a 1 tocco o tre tocchi massimo.

Volevo la pressione costante sull’avversario e cross, cross e ancora cross, costruiti sulla base dei nostri schemi (dico nostri perché le varianti si erano aggiunte volta per volta con il loro apporto, e poi provate e riprovate finchè non eravamo certi che fossero producenti ).
Credevano in me e io in loro.
Veniamo ora al fatto di cui ho accennato all’inizio e che mi ha dato lo spunto per raccontarvi un po’ delle mie esperienze all’inizio della mia avventura calcistica.
Cesena – Piacenza, campo splendido, clima giusto, squadra avversaria forte ma che prediligeva il gioco. Iniziata la partita ho capito subito che sarebbe stata la giornata ideale. Lo avevo già intuito nello spogliatoio (questa è una sensazione che sento molte volte e che spiego con una frase significativa ”SENTO I MUSCOLI” è proprio una sensazione fisica di TONICITA’ che avverto nello spogliatoio quando rientrano dal riscaldamento pregara )
Non ho parlato per tutta la partita, giocavano a memoria, gli schemi venivano come se fossimo in allenamento senza avversario. Nelle due fasi erano perfetti sia tatticamente che tecnicamente, corti e uniti sempre, mai una sbavatura e gli errori non si vedevano perché c’era immediatamente un compagno che sopperiva e non li rendeva evidenti.

Unico problema fu che De Vitis (uno dei più forti centravanti che abbia allenato) non inquadrava la porta. Vi posso dire che la cosa non mi interessava, giocavano troppo bene e il risultato era relativo in quel momento, GODEVO TROPPO, seconde me anche se non avessimo vinto sapevo che quella sarebbe stata la partita che mi avrebbe dato ancora più certezze per quello che era il mio credo calcistico. Per la cronaca vincemmo 1 a 0 con gol di Papais, con un tiro da 25m a pochi minuti dalla fine. Vi posso assicurare che una gara di quel tipo ti può sollevare da ogni delusione che questo lavoro ti può dare.

Ancora oggi, quando rivedo qualche giocatore di quei tempi, lo ringrazio per avermi permesso di esprimere le mie convinzioni al meglio. Non si può non amare questo mestiere.

Gigi Cagni

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18 Responses to MOMENTI INDIMENTICABILI

  1. Cristian ha detto:

    Buonasera Mister…..rileggendo l’articolo, mi sono accorto che ha fatto riferimento alle varianti degli schemi del suo 4-3-3 apportate con la collaborazione dei suoi giocatori……quale la più efficace?

    • gigi ha detto:

      Non saprei perchè le varianti dipendevano dalle qualità dei due c.c. e,sopratutto,dei due esterni.Ti faccio l’esempio con l’Empoli Tavano a sx prediligeva dribling all’interno e tiro o cros con il dx per il taglio di Buscè dall’altra parte.Piovani preferiva il taglio con palla al c.c..Marchisio il sostegno al centravanti per il tiro ecc…Sono efficaci quelle cose,nel contesto del sistema e del mio modo di interpretarlo,che fanno rendere al meglio le qualità dei singoli.

  2. daniele ha detto:

    grande gigi cagni!!! peerv far rinascere il piacenza ci vorresti tu… con un presidente che ti garantisca un progetto ricominceresti dalla c con noi?

  3. Davide ha detto:

    Mister la aspettimao il 26 Marzo per la Notte Biancorossa per rivivere ancora alcune di queste indimenticabili emozioni!!

  4. marco ha detto:

    caro capitano,
    raccontami la tua esperienza alla sambenedettese,il ballarin e il mitico derby con l’ascoli

  5. giorgio pivotti ha detto:

    Cristian, niente di strano che l’abbiano fatto, è una forma di rispetto verso la squadra che, anche se non è vincolante, in circostanze come questa qualcuno, chi di dovere, comitato strategico compreso, trova giusto osservare affinché il gradimento dei giocatori verso il nuovo allenatore sia preventivamente sentito. Il riferimento al racconto del Mister era un motivo per inquadrare il discorso nell’ottica di sapere anche come opera, un aspetto dei tanti, l’allenatore che è stato in pole position per sostituire Di Carlo.
    Apprendo che sei doriano e non posso non accogliere questo tua ammissione da tifoso per dirti che seguo la Sampdoria dai tempi di Mazzarri con dei commenti settimanali sul Secolo XIX, giorgio1943, Castelfranco Veneto, incentrati soprattutto sui gol evitabili tanti e decisivi subiti dalla tua squadra del cuore. Non so se ti è mai capitato di leggerli. Questo per dire che con l’arrivo di Cavasin le cose in prospettiva non saranno facili e uno dei problemi per rimanere in serie A a mio avviso è proprio quello dei gol evitabili segnati per mancato rispetto della posizione frontale attiva sui tiri contro, sulle palle in arrivo dirette in porta e del controllo visivo attivo nella marcatura individuale con la Difesa Elastica o, altra faccia della stessa medaglia, per errori tattici conseguenti all’applicazione della difesa a Zona, linea, fuorigioco, attacco alla palla, posizione come quella di Traorè che resta fermo a sinistra per guardarsi la scena finale del gol di Gattuso invece di seguirlo e di marcarlo nel suo movimento di accentramento.
    Di questi gol evitabili con Gigi Cagni ne abbiamo parlato, ci siamo scambiati le nostre valutazioni e quindi posso affermare con sufficiente convincimento che il Mister conosce bene tale problematica quando dice “andiamo sempre peggio,e non mi riferisco alla Samp,ma ai gol che si vedono sui campi italiani.Non sò più che dire perchè nascono tutti dalla non conoscenza di come si marca in area” nonché il modo di risolverla, mentre non conoscendo Cavasin non posso dire altrettanto di lui, se sappia dei gol evitabili come affrontarli, prevenirli, e pertanto nutro delle riserve al riguardo che potranno rendere la vita più difficile alla Sampdoria speriamo senza dover scendere in B.

    • Cristian ha detto:

      Speriamo che Cavasin conosca questi aspetti…..mi dispiace ma non ho mai avuto il piacere di leggere i tuoi articoli Giorgio…ti do del tu ormai siamo frequentatori assidui del blog…..sono doriano ma non vivo in Liguria….

  6. Rudi ha detto:

    Mister penso che quello che hai descritto , scusami del tu , sia il calcio e lo sport ! Tutto il resto ha poca storia e vita breve purtroppo oggi viviamo in un mondo dove le raccomandazioni hanno un importanza maggiore del merito ma bisogna battersi, questo blog può diventare un mezzo per farlo, perchè si cambi.

  7. luca ha detto:

    Salve,
    sinceramente speravo – ed anzi ritenevo probabile – tornasse Lei a sedersi sulla panchina della Samp.
    Non so come mia non sia avvenuto ma sappia che ci avevo sperato.
    Auguri.
    Luca.

  8. roberto ha detto:

    Mister io c’ero…! Ci ha fatto vivere un sogno.. Emozioni uniche forti e purtroppo irripetibili. Che gioco….Grazie ancora di cuore. Roberto

  9. maurizio ha detto:

    Ciao mister, sono sampdoriano e molto amareggiato per il periodo che attraversa la mia squadra. Ho sentito che sei tra i papabili per sostituire di carlo.Beh spero sia vero, ti considero uno tra gli allenatori più seri e preparati del giro. Spero di vederti presto a Bogliasco, abbiamo bisogno della tua scossa per salvarci e ripartire un altr’anno con te al timone ed un gruppo rinnovato con tatnti giovani. A presto …. spero

  10. Cristian ha detto:

    Grazie Mister per avermi citato….come sa sto cercando di costruire un team affiatato…passando anche attraverso svarioni e dubbi….speriamo bene!

    Bellissimo racconto! Ha ragione Nuario…con l’immaginazione si era a fianco del Mister..

  11. Nuario ha detto:

    Caro Mister,
    attraverso il suo racconto appassionato e denso di entusiano, mi ha fatto vivere quel momento come se fossi stato presente.. Per un attimo mi sono sentito al suo fianco, lì in panchina, ad ammirare una creatura generata con sudore, sacrificio e dedizione.. A chi non è mai capitato di vivere la partita perfetta? Cosa ha detto a fine partita ai suoi giocatori? Si sono stupiti della sua insolita silenziosità?

    • gigi ha detto:

      Ho detto quelle che erano le mie impressioni già alla fine del primo tempo,era facile perchè si era instaurato un rapporto,sempre nel rispetto dei ruoli,di una famiglia allargata.Con loro parlavo di qualsiasi argomento anche non calcistico.Comunque mi ha fatto piacere di riuscire trasmettervi quelle che sono state le mie emozioni.

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