LA CONVINZIONE NELLA SCELTA


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Penso di essere stato uno dei pochi che, pubblicamente, ha criticato all’inizio del campionato la scelta dell’Inter su Stramaccioni.
Una critica non certamente all’allenatore Stramaccioni, che sicuramente ha delle qualità, ma all’azzardo della società di
prendere una decisione che poteva sembrare coraggiosa ma, secondo me, poco razionale e fatta di “pancia”.
Ho detto anche che se si è convinti di una scelta bisogna, però, sostenerla sino alla fine.
E qui mi permetto di giudicare questo momento della squadra milanese con l’occhio dell’allenatore esperto.
Nei momenti di difficoltà, che comunque sono fisiologici in un campionato difficile come il nostro, i dirigenti con in primis il Presidente, DEVONO in modo inequivocabile, sostenere l’operato dell’allenatore senza tentennamenti, facendogli sentire il loro appoggio incondizionato.
Sempre che si abbia veramente fiducia perché i giocatori questo lo sentono.
Oltretutto in un ambiente mediatico come il nostro in cui è di moda fare il toto allenatore nei momenti di risultati negativi.
A questo proposito vi racconto un episodio accadutomi il primo anno di Empoli.
Avevo preso la squadra in A a gennaio, dopo Somma, con il destino già segnato: quasi retrocessione matematica.
Nelle prime due gare (Juve a Torino e Parma in casa) 0 punti, però la squadra dava segnali positivi.
Comunque già si ipotizzava il ritorno dell’allenatore precedente, che pare ci mettesse del suo con qualche telefonata non proprio senza interessi con alcuni giocatori legati a lui.
Avevamo la doppia trasferta Cagliari e Lecce.
Nella prima gara, sconfitta clamorosa.
Nella programmazione della doppia trasferta c’era il trasferimento immediato a Lecce per un mini ritiro.
Il giorno dopo il nostro arrivo, faccio una riunione tecnica in cui avevo programmato uno sfogo di quelli che o svegliano il gruppo o lo uccidono definitivamente.
Sto per iniziare, quando si apre la porta e entra il direttore sportivo, Pino Vitale, che mi chiede se può dire due parole lui prima di me.
Dopo avere acconsentito, si è messo di fronte a tutti, guardandoli negli occhi, e ha detto con voce decisa e sincera:”Giovanotti, questo signore starà con noi fino alla fine anche se retrocederemo perché noi ci fidiamo di lui”, ed è uscito.
Io ho detto tutto quello che pensavo ma con ancor più convinzione ed enfasi.
Abbiamo vinto a Lecce e da lì è iniziata la nostra scalata verso la salvezza ottenuta con una giornata di anticipo.
Quando, all’inizio del campionato, dissi che “forse”il salto dalla primavera alla prima squadra (Inter e non una di fascia bassa) era un po’ azzardato, qualcuno mi ha detto che qualche dirigente si è offeso ed alcuni blogger mi hanno scritto che “forse”ero un po’ invidioso.
Amo tanto questo mestiere che tutto quello che faccio e dico vuole rappresentare, esclusivamente, un apporto alla sua crescita.
Mi hanno insegnato, fortunatamente, che i risultati si ottengono se l’ultima cosa a cui devi pensare è il tuo tornaconto, praticando uno sport di squadra.
E’ un principio che mi ha accompagnato per tutta la mia carriera professionale e che mi ha sempre dato grosse soddisfazioni.

Gigi Cagni

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24 Responses to LA CONVINZIONE NELLA SCELTA

  1. giorgio pivotti ha detto:

    Borussia Dortmund vs Bayern Monaco 1 2
    Ancora una volta la zona con le sue rischiose e inaffidabili componenti tattiche difensive ha lasciato il segno, a farne le spese perdendo la Coppa nella finale di Champions League è stato il Borussia subendo un gol evitabile, il primo; per capire gli errori di questo gol nell’azione conclusiva occorre prestare attenzione a Robben come scende palla al piede e come appoggia al centro per Mandzukic; prima allarga a sinistra e poi gira, lasciato libero completamente, dietro alle spalle di due difensori che con un terzo vanno ad attaccare la palla senza riuscire incredibilmente ad intercettarla; per me è inconcepibile difendere in questo modo ricorrendo alla zona ed applicando i suoi meccanismi tattiche che sono sotto gli occhi di tutti, con Robben che riceve palla tutto solo davanti alla porta per poi appoggiarla al centro e far segnare facilmente Mandzukic; con la marcatura a uomo moderna, elastica che esclude i dettami della zona questo gol si sarebbe sicuramente evitato.
    Il secondo ed il terzo gol sono da classificarsi imparabili rispettivamente per calcio di rigore e deviazione corta involontaria del difensore nel toccare la palla per Robben in penetrazione.

  2. giorgio pivotti ha detto:

    Roma Chievo 0 1
    Un gol evitabile pesante che ha dato al Chievo la matematica salvezza in A; la squadra ha retto con compostezza agli attacchi giallorossi, le cui conclusioni hanno avuto il difetto di essere state sempre centrali sul portiere, per poi infliggere il colpo finale; sul gol preso dalla Roma mi domando al solito se sia possibile dentro l’area di rigore e più ancora in quella di porta che un difensore, Castan n.5, trascuri del tutto Thereau alle sue spalle per guardare fisso solo il portatore di palla Dramè cercando di intercettare, vanamente, il suo tiro cross? Non è la palla che bisogna attaccare come insegna malamente la zona ma è il diretto avversario destinato a riceverla capace di trasformarla in gol se filtra o viene mancata come nel caso specifico.
    Colpa di Castan ma anche dell’allenatore che non applica la marcatura a uomo.

  3. giorgio pivotti ha detto:

    Barcellona vs Bayern Monaco 0 3
    Ammessa la parità per tutto il resto a fare la differenza per il Bayern Monaco è stata la fisicità unita alla marcatura a uomo a centrocampo (pressing) e in difesa (elastica); questo è il calcio moderno.

  4. giorgio pivotti ha detto:

    Torino vs Juventus 0 2
    Non si può non essere ripetitivi rispetto ai due gol evitabili con i quali la Juventus ha battuto il Torino anche perché dagli addetti ai lavori, dai media, siano essi commentatori, giornalisti o cronisti in diretta non è venuto o messo in evidenza alcun riferimento agli errori tecnico tattici che li hanno causati.
    Sono convinto che chi conosca il mio pensiero su questo tema calcistico tali errori individuali e di reparto li avrà notati ricorrendo con la mente ai miei interventi come mi è capitato di leggere altre volte da chi poi mi ha poi risposto.
    Si tratta di gol evitabili e non imparabili, derivanti dal fatto di girarsi sui tiri contro e di non marcare a uomo per effetto della zona e sue componenti tattiche.
    Vediamoli.
    Sul primo gol Vidal calcia in porta non forte tant’è che la palla rimbalza prima di entrare in rete; sul suo tiro va in opposizione fisica Glik che invece di stare in posizione frontale attiva si gira, perde di vista la palla che sfila commettendo un errore determinante per il vantaggio della Juventus.
    Sul secondo gol da seguire il movimento di Basha che si lascia andare libero alle spalle Marchisio ma anche di Bianchi che pur vedendo Marchisio non marcato, in zona pericolosa se ne disinteressa completamente attratto anche lui dalla palla, dalla sua traiettoria sul cross; da notare invece nella stessa azione come i due difensori centrali del Torino marchino stretto correttamente a uomo i rispettivi attaccanti.
    Anche se resto forse una voce isolata però in gol come questi non si può far finta di niente se si conosce e si presta un minimo di attenzione al calcio giocato.

  5. giorgio pivotti ha detto:

    Roby riprendo brevemente il nostro discorso per segnalarti alcuni gol evitabili e pesanti della 33° giornata;
    quello di Rocchi lasciato libero davanti alla porta con la difesa del Parma in linea a zona; quello di Aquilani anch’egli solo senza marcatura a uomo trascurato dai difensori del Torino; quello di Gilardino smarcato con i difensori della Sampdoria che guardano la palla stando in linea; quello di Di Natale quasi mandato via dalla linea difensiva per restare solo, poi fa il resto; quello di Del Grosso su cui tiro a rete Jankovic del Genoa si gira irresponsabilmente; quello di Ibarbo con Cannavaro del Napoli che commette lo stesso errore di girarsi.
    Quelli di Cerci, Cuadrado, Barrientos, Insigne invece sono imparabili.

  6. giorgio pivotti ha detto:

    Inter vs Roma 2 3 Coppa Italia: i gol evitabili ed imparabili.
    Ancora la zona con le sue rischiose componenti tattiche, ancora il mancato rispetto della posizione frontale attiva sui tiri contro a caratterizzare e condizionare l’esito dell’incontro.
    Vediamoli questi cinque gol nella loro classificazione analizzando ciascuna azione conclusiva.
    Sul primo gol di Jonathan c’è l’errore di De Rossi che va ad attaccare la palla nella triangolazione con Rocchi invece di portarsi in copertura direttamente su Jonathan dopo averlo tenuto d’occhio da subito girando la testa a sinistra in applicazione del controllo visivo attivo; gol evitabile.
    Sul secondo gol di Destro ancora errore della difesa nel voler attaccare la palla disinteressandosi della marcatura a uomo di Destro, una difesa peraltro lenta e impacciata per effetto dei principi della zona da osservare; gol evitabile.
    Sul terzo gol di Destro ancora un errore della difesa dovuto all’applicazione della zona con la linea, difesa ferma con Juan che sta a guardare la scena trascurando l’inserimento di Destro invece di marcarlo a uomo; gol evitabile.
    Sul quarto gol di Torosidis non centra né marcatura a uomo né zona conta solo il gran bel gesto tecnico da manuale prima con il pallonetto e poi con il tiro di collo pieno sul secondo palo; gol imparabile.
    Sul quinto gol di Alvarez errore dei difensori che sul corridoio della palla indirizzata a rete peraltro calciata non forte si sono schivati, non l’hanno aggredita rispettando la posizione frontale attiva.

    • roby ha detto:

      Gia il calcio italiano oggifd offre partite e prestazioni deludenti di una pochezza infinita, almeno quando c’è da divertirsi divertiamoci. Lei continua a ripetere le solite cose, gol evitabili e non…ma il calcio non è una scienza perfetta. Meglio un 2-3 che uno 0-0 tutta tattica senza errori come la vorrebbe lei. Il primo gol dell’Inter è stata un’azione a dir poco FANTASTICA, tutta di prima e con doppio scambio fatto di tacco, quindi con alto coefficente di difficoltà!! Più bello di così… io non andrei a sottolineare l’errore di De rossi, ammesso che ci sia.

      • giorgio pivotti ha detto:

        Roby, grazie dello spunto che mi dai per chiarire, esporre ulteriormente il mio pensiero sui gol e sulla loro classificazione; lo so di essere ripetitivo ma ciò non dipende da me, dipende dal fatto che vedo segnare senza soluzioni di continuità i gol evitabili con le loro cause dipendenti da errori individuali e di reparto che altri, gli addetti ai lavori soprattutto, di solito non rilevano convinto che se anche loro lo facessero a ragione veduta, la zona avrebbe i giorni contati per essere sostituita dalla marcatura a uomo, moderna ovvero dalla Difesa Elastica; non solo ma i difensori starebbe attenti dal girarsi sui tiri contro consapevoli che se insistono nel non opporsi fisicamente in maniera regolare, frontale e attiva ai tiri contro provocando gol verrebbero non solo richiamati, cosa che adesso non avviene minimamente perché non c’è coscienza del problema, ma forse resterebbero in panchina.
        Il calcio è una scienza perfetta fino a dove lo si può gestire, controllare, il resto è bravura, gesto tecnico da manuale, causalità e imponderabilità.
        Lo 0 a 0 e il discorso senza errori in partite che avrebbero questo punteggio me lo sono sentito fare altre volte e altre volte, come faccio ora, rispondo spiegando che le cose secondo me non stano in questi termini se si tiene conto della classificazione dei gol come l’ho formulata da tempo in due grandi categorie, EVITABILI ed IMPARABILI.
        I gol evitabili sono circa il 40% tra tutti quelli che vengono segnati, che si vedono cui campi di calcio e sono derivati, primo, dall’errore dei difensori che si girano sui tiri diretti in porta o più in generale sui passaggi terminali tra avversari, secondo, dalla mancanza di marcatura a uomo per effetto dell’applicazione della zona e delle sue rischiose, macchinose componenti tattiche.
        I gol imparabili, gli altri, sono circa il 60% quindi tanti, sono dovuti, causati da:
        dribbling, combinazione, triangolazione, contrasto, anticipo, appoggio smarcante, tiro di precisione, stacco di testa maggiore, velocità di corsa maggiore, gesto tecnico imprevedibile (girata, rovesciata, colpo di tacco o di ginocchio), calcio di rigore, calcio di punizione, calcio d’angolo, rimpallo favorevole, opposizione passiva alla palla, errore o svista della terna arbitrale, autogol, malinteso tra compagni, papera o deviazione involontaria o volontaria, respinta difettosa portiere, situazione d’inferiorità numerica, schema collaudato sui calci piazzati, contropiede, palla vagante, rimessa laterale, barriera posizionata male, condizioni del terreno di gioco, mancanza di fair play.
        Importante inoltre per comprendere bene tale classificazione, far notare che la differenza tra gol evitabili ed imparabili, oltre alla sostanza, sta che nei PRIMI gli errori individuali o di reparto sopra descritti hanno carattere sistematico e ripetitivo ovvero si manifestano partita dopo partita, per cui eliminando questi errori con i relativi correttivi e aggiustamenti proposti la loro quantità numerica si ridurrebbe di molto fino al minimo.
        Mentre nei SECONDI le corrispondenti cause sopra descritte sono di diversa origine, hanno aspetti e connotazioni occasionali, non continuativi nel senso che chi ha sbagliato, giocatore o arbitro, o ha compiuto un gesto tecnico da manuale o ha segnato grazie alle doti fisiche, atletiche non è detto che alla prossima partita faccia altrettanto oppure capiti nuovamente in particolare modo nelle situazioni, episodi casuali e imprevedibili.
        Spero di essere stato chiaro anche perché il tema in questione a quanto mi risulta non è trattato in letteratura; ha richiesto qualche riga in più e di questo mi scuso.

        • roby ha detto:

          Viva il 4-3 di Firenze o il 3-2 di Napoli…per fortuna si vedono ancora partite divertenti che ti incollano davanti alla tv!!! Alla faccia dei tatticismi sfrenati o di marcature a uomo o a zona…Come abbiamo potuto ammirare ieri sera in Juve-Milan dove lo spettacolo offerto in campo dalla prima e terza del campionato italiano è stato a dir poco deprimente di una noia infinita. E come succede spesso in queste partite, decise da un episodio. Se questo è il calcio “scientifico” perfetto, cioè nessuno sbaglia, tattica perfetta in campo da entrambe le squadre, e ieri sera se ne vista fin troppa, beh allora questo non fa si che rafforzare il mio pensiero. E cioè, se vado a vedere una partita di calcio, e qui sfido chiunque, mi auguro di vedere spettacolo e magari qualche GOL, visto che è l’essenza di questo sport.

          • giorgio pivotti ha detto:

            Sono perfettamente d’accordo con te, un gol e su calcio di rigore in Juventus vs Milan più il non spettacolo in campo è stato, uso i tuoi stessi termini, noioso e deprimente.
            La zona quanto a tatticismo è un componente del gioco che ha finito per esasperarlo a danno del divertimento che senza i gol non può esserci.

          • gigi ha detto:

            Caro Roby sarei daccordo se i presidenti,dopo una sconfitta o più,non ti esonerassero……

  7. Panunto Rosario ha detto:

    Buonasera Mister Cagni,ho appena scoperto il suo blog e i temi affrontati sono davvero interessanti quindi le faccio i miei complimenti per questo oltre che ovviamente per la sua carriera.Detto questo il discorso della fiducia anche secondo me è di fondamentale importanza soprattutto nei momenti di difficoltà delle squadre, durante i quali episodi di scollamento all’interno del gruppo sono più probabili e comprensibili.Soprattutto nel calcio moderno in cui il calcio viene raccontato 24 ore su 24 dai media senza tralasciare alcuna dichiarazione,sorriso o smorfia di dirigenti,presidenti e calciatori,la comunione di intenti e la fiducia dei dirigenti diventa fondamentale per non creare o alimentare un ambiente negativo intorno alla squadra. Nel caso specifico non sono in grado di dire se Stramaccioni sia all’altezza o meno per meritare la fiducia di una società come l’Inter,da quello che hanno dichiarato durante l’anno giocatori esperti sembrerebbe di si. Ma il problema secondo me è che fatta la scelta bisogna difenderla fino alla fine, soprattutto quando si dichiara che è parte di un progetto a lungo termine. Le parole e i tentennamenti di Moratti sicuramente non aiutano in questo. A questo punto della stagione direi che Stramaccioni non vada giudicato per gli obiettivi raggiunti ma sulle doti e sulle potenzialità dimostrate durante l’anno e se è vero che i limiti sono stati evidenti credo allo stesso tempo ci siano molti aspetti positivi. Se c’è davvero un progetto bisogna vedere se i risultati sono in linea con il progetto e non se si è vinto qualcosa, anche perché che io ricordi ad agosto non si parlava di obiettivi champions o altro ma solo di anno di transizione per costruire e da questo punto di vista si può essere ottimisti.
    A proposito di progetti e obiettivi vorrei sottolineare un aspetto che spesso viene sottovalutato. Molte squadre partono la stagione senza pretese e senza obiettivi precisi salvo poi farsi trasportare dall’entusiasmo per risultati positivi inattesi. Il problema è che in questi casi non si ha la lucidità per ridimensionarsi e per tenere i piedi per terra quindi quella che dovrebbe essere una stagione soddisfacente diventa deludente sulla base di obiettivi nati in corsa. E’ successo all’inter quest’anno dopo la partita a torino con la juventus, al Napoli l’anno scorso, all’Udinese in coppa etc..

    Mister mi scuso per essermi dilungato un po’, spero di aver dato qualche spunto interessante alla discussione.
    Un saluto.

  8. giorgio pivotti ha detto:

    Inter vs Bologna 0 1
    La zona ha colpito ancora in maniera pesante, a farne le spese è stata anche l’Inter; ma come si fa a lasciare senza marcatura a uomo Gilardino al limite dell’area con la difesa nerazzurra schierata in linea a guardare attratta, incantata solo la palla trascurando il controllo dell’attaccante tanto c’è poi il fuorigioco a fermarlo virtualmente? Stramaccioni penso conosca solo la zona in fase difensiva, la marcatura a uomo non rientra nei suoi schemi tattici di comportamento difensivo.

  9. giorgio pivotti ha detto:

    Tottenham vs Inter 3 0
    Tre gol evitabili racconta il cronista presentando la sintesi della partita in televisione ma senza precisare come, come al solito; non è difficile per chi ha giocato a calcio e ad un occhio attento trovare il denominatore comune causale di questi gol pesanti per l’Inter ovvero la mancanza di marcatura a uomo con la difesa in linea e l’attacco prioritario dei suoi componenti alla palla in arrivo, derivazione della zona e delle sue applicazioni tattiche. Possibile non rilevare tali errori tattici?
    Sul primo gol Bale segna di testa indisturbato con Ranocchia a vuoto sulla traiettoria della palla in arrivo e Cambiasso fuori posizione concedendo spazio;
    Sul secondo gol prima Defoe e poi Sigurdsson liberi da marcatura uno dietro l’altro ribattono a rete;
    Sul terzo gol Vertongen ancora di testa segna senza contrasto con Ranocchia che non lo marca preventivamente, gli va a stringere quando già la palla sta per entrare in rete.

  10. Angelo ha detto:

    Ricordo bene quell’episodio. Soprattutto ricordo bene quella miracolosa salvezza . Ciao mister ti aspetto sempre, Angelo B (Empoli).

  11. edivad ha detto:

    mister sei un grande! la storia che hai raccontato di empoli è fantastica e racchiude tutto quello che è il rapporto società- allenatore -squadra, sono uno stramaccioni dei dilettanti ( 1 categoria) e ho vissuto sulla mia pelle tutto questo, scelte della società fatte e non difese , ma rimandare tutto all’allenatore.

  12. Paolo ha detto:

    Stramaccioni sta pagando in questo momento l’assenza di due giocatori cardine per l’ Inter, che sono Samuel per il reparto difensivo ( praticamente lo fa da solo) e Milito per quanto riguarda l’attacco. Vedrete che dalle prossime partite al loro rientro la squadra comincerà a girare. Stramaccioni può raggiungere il terzo posto con l’Inter, il vero obbiettivo di quest’anno. Sul sistema della scelta dell’allenatore io dico questo; siamo sicuri che siano sempre le società a scegliersi gli allenatori o sono gli allenatori che si scelgono le squadre da allenare? Certe volte l’errore sulle scelte, cade su un ripiego da parte di una società , propio per il rifiuto dell’allenatore stesso!

    • giorgio pivotti ha detto:

      A proposito del tuo secondo paragrafo che non è certo esente dalla realtà calcistica se aggiungessi ad integrazione che forse l’allenatore contattato rifiuta di andarci perché prima di lui c’era un collega, quello esonerato, con il quale non andava d’accordo per motivi personali, comportamentali oltre che per diversità di vedute?
      Per questa considerazione, ripeto, come nuovo tema calcistico da disquisire sarebbe utile, interessante parlare anche della concorrenza di carattere professionale tra allenatori che sulla carta sembra non esistere ma spesso è ben celata, tale da portare al diniego di accettare la chiamata di un presidente, anche se la squadra da prendere non naviga proprio in cattive acque.

    • overg50 ha detto:

      Non è così per Stramaccioni. I titoli di giugno lo davano come il nuovo Mou,voci alimentate dalle dichiarazioni della società.

  13. giorgio pivotti ha detto:

    Mi sembra che l’entusiasmo misto ad aspettativa per la venuta di Stramaccioni all’Inter sia venuto scemando visti i risultati delle ultime partite nei giocatori e nello stesso allenatore quasi un po’ rassegnato a non poter far meglio. Che ciò possa dipendere dalla difficoltà obiettiva di gestire una squadra di così alto livello anche per poca esperienza, intesa nella sua accezione più ampia, penso sia ragionevole pensarlo dopo averlo detto anche qui a suo tempo a proposito degli allenatori giovani ultimamente tanto ricercati dai presidenti.
    Penso inoltre che come tema calcistico sarebbe utile parlare anche della rivalità o concorrenza di carattere professionale tra allenatori che sulla carta sembra non esistere o è ben celata.

  14. giovanni ha detto:

    grande Mister, a Milano sponda Inter spesso le cose non sono andate come lei auspica, io personalmente parlando in generale metterei la regola che si inizia e si finisce con lo stesso allenatore, certo che così facendo si blinderebbe un sistema che oggi da opportunità anche a chi inizialmente è rimasto senza contratto.

    • gigi ha detto:

      Le regole devono rimanere queste ,deve cambiare il sistema della scelta.

      • Luca ha detto:

        Buongiorno mister, quali sono i criteri della scelta secondo lei?

        • overg50 ha detto:

          Quando sono stato scelto dal Piacenza per vincere il campionato il direttore sportivo mi ha fatto seguire per quasi un’anno intero. Ha mandato a vedere gli allenamenti e le partite durante l’anno mandandomi a vedere,sopratutto,quando perdevo per giudicare come reagivo. Alla fine ha deciso di prendermi. Ho avuto anche io momenti difficili ma lui credeva in me e mi ha sempre difeso e sostenuto.

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