Nuova figura necessaria nel calcio moderno

29 gennaio 2013

alexBene, visto che gli errori difensivi madornali continuano ad accadere nei nostri campionati, penso sia venuto il momento di proporre un pensiero che mi frulla per la testa da qualche anno.
Secondo me deve nascere una nuova figura negli staff delle squadre di qualsiasi livello.
Mi sembra intuibile, visti gli ultimi argomenti, che è quello dell’allenatore specifico sia dei difensori che della tattica difensiva di reparto.
Voi direte: “C’è già l’allenatore in seconda che dovrebbe fare questo”.
Certo che c’è in quasi tutte le squadre, ma non in tutte è un difensore di esperienza, anzi..
Quindi credo sia necessario che ci si adegui alle esigenze tecnico-tattiche che i campionati mettono in evidenza.
Da quando esistono i campionati in Italia è statistico che vince, a parte qualche caso sporadico, chi prende meno gol.
Lo posso dire per esperienza personale visto che ho vinto tre campionati e ottenuto salvezze importanti in serie A mettendo in atto questo principio.
Tutte le volte che sono subentrato a campionato in corso, per riuscire a cambiare la tendenza, sono intervenuto immediatamente nella fase difensiva da parte di tutta la squadra per dare le prime certezze e sicurezze.
Psicologicamente prendere gol è devastante, a meno che tu non riesca sempre a farne di più (la cosa è abbastanza difficile e, comunque, non può durare nel tempo).
Capendo che in un calcio così stressante in cui un allenatore deve gestire 30 giocatori, trovare il tempo per allenare i singoli e i reparti, singolarmente, con continuità, sia difficile.
Sono sempre più convinto che sia assolutamente necessario introdurre la figura di cui ho detto sopra.
Per non essere frainteso e tacciato per difensivista, aggiungo che avrebbe anche il compito di allenare la tecnica individuale per l’inizio della COSTRUZIONE del gioco.
Lo dimostra il fatto che quando prendo in mano una squadra e parlo di tattica le prime volte, per la fase difensiva inizio dagli ATTACCANTI (non che debbano fare i difensori ma che sappiano come comportarsi quando hanno la palla gli avversari sì) e quella OFFENSIVA dai difensori (smarcarsi per il possesso, il sostegno e il lancio deve far parte del loro bagaglio tecnico).

Gigi Cagni


PRINCIPI BASE

22 gennaio 2013

25161Sono appena tornato da un viaggio fuori Italia e ho letto tutti i vostri commenti sui moduli ma, soprattutto, sulla fase difensiva.
Mi sono chiesto se veramente avete letto tutto quello che ho scritto fino ad ora.
Dai vostri post mi sembra di no.
Parto ovviamente dal presupposto che ognuno è libero di leggere e interpretare, sia le gare che i singoli episodi, come ritiene giusto secondo la propria convinzione e cultura calcistica.
Mi sembra però, da quello che sto leggendo, che pochi abbiano la conoscenza dei principi fondamentali della tecnica e tattica difensiva sia singola che di reparto.
Lo vogliamo capire che a ZONA SI MARCA, nella propria zona, l’avversario con i principi della marcatura a uomo!!!!
Che nei 16 metri l’avversario deve stare fra il difensore e la porta e che la palla è L’ULTIMO riferimento!!!
E’ possibile che stiamo ancora discutendo di zona e uomo quando le due cose sono integrate e dovrebbero fare parte degli stessi principi!!!
Il tutto perché, negli anni 70, sembrava fosse un disonore marcare a uomo e quindi, come sempre in Italia, non si è approfondita la cosa e sono iniziate le ETICHETTE utili a mettere in luce le false verità che sono servite a quelli molto bravi a vendersi.
Torno a ripetere che oggi manca la scuola della tecnica specifica dei difensori, in tutti i ruoli.
Mancano le basi del sapere marcare l’uomo e questo non riguarda solo la linea difensiva ma anche la linea di c.c.

Quante volte si vedono centrocampisti che affrontano l’avversario con la posizione del corpo sbagliata e quante volte perdono il contrasto?
Conoscere i principi fondamentali del contrasto vuol dire vincerlo e se lo vinci a centrocampo vuol dire, nella maggior parte dei casi, contropiede.
Perché non si deve insegnare anche all’attaccante ad affrontare il difensore avversario senza farsi scavalcare che vorrebbe dire trovarsi immediatamente nei pressi della porta avversaria?
Detto questo poi uno sviluppa il gioco come meglio crede ma, tralasciare per la tattica i principi fondamentali è stato l’errore più eclatante di questi ultimi 20 anni.
Guarda caso siamo andati sempre peggio.

Gigi Cagni