“PUNTO DI PARTENZA”

22 aprile 2013
i bianchi dello Spezia festeggiano la vittoria  Spezia-Empoli 3-0

i bianchi dello Spezia festeggiano la vittoria
Spezia-Empoli 3-0

Ringrazio tutti i tifosi dello Spezia per i complimenti che mi hanno fatto per la gara contro l’Empoli. Sono d’accordo sul fatto che sia stata la più bella da quando sono arrivato e ne sono molto orgoglioso. Ma il motivo di grande orgoglio deriva dal fatto che, tutto quello che è accaduto a Spezia e in altre circostanze analoghe, è il frutto di tutte quelle esperienze tecnico-tattiche, psico-fisiche e gestionali che ho descritto in tutti questi anni del blog. Essere coerenti con le proprie idee dopo averle rese pubbliche e dimostrare con i fatti che portano a dei risultati concreti, è motivo di grande soddisfazione. Troppe volte nella mia vita ho letto o visto in televisione soloni che parlando di argomenti non necessariamente calcistici, quando poi,venivano messi alla prova praticamente, facevano dei flop clamorosi. Posso essere criticato per tante cose perché, chiaramente, non sono il depositario della verità ma so per certo che quello che faccio è il frutto di tante sperimentazioni che mi permettono di avere qualche certezza. È chiaro che tutto quello che riesci a fare e realizzare in pratica non potrebbe avvenire senza la disponibilità completa di TUTTI gli elementi a disposizione. La difficoltà più grossa, e chi mi ha letto sa di cosa parlo, perché l’ho detto in molti articoli, è avere, nel più breve tempo possibile, la stima da parte dei giocatori e della dirigenza. Quella la puoi costruire, con grande pazienza, solo con i fatti. Volevo esprimere questi miei concetti oggi perché penso di avere raggiunto il mio obiettivo primario proprio nella gara di sabato. Con la disponibilità dei ragazzi, ho praticamente sperimentato tutte le teorie che vi avevo descritto negli articoli e, per l’ennesima volta, hanno dato grandi soddisfazioni a me, ma anche a tutti quelli che hanno collaborato con il loro apporto alla realizzazione dei miei convincimenti. Con tutto questo non voglio dire che siamo arrivati e dobbiamo mollare, anzi, adesso viene il bello. Con la serenità che ci da la classifica, da oggi si deve fare di più e cercare di realizzare un obiettivo sempre più avanti. Adesso diventa anche divertente questo lavoro. In qualsiasi sport, ma anche nella vita, spostare sempre l’asticella più avanti deve essere un dovere, anche perché lo dobbiamo nei confronti sia di chi ci paga ma anche di chi, come i tifosi, si aspettano da noi sempre il massimo dell’impegno. Posso dire, per concludere, che sono convinto che questi ragazzi per l’impegno non deluderanno ne me ne voi.

Gigi Cagni


Spezia: un’altra sfida stimolante

3 aprile 2013

Gigi Cagni - Lo SpeziaDopo molto tempo torno a relazionarmi con i miei lettori.
So che avete, chiaramente, capito il motivo per cui non ho più trattato argomenti calcistici sul mio blog e vi sono grato per la pazienza.
Oggi mi sento di potervi rendere partecipi delle grandi emozioni che questa esperienza spezzina mi sta dando.
Spero, e penso, di essere riuscito a dare una quadratura a questa squadra, che ha dei valori anche importanti, ma che non era mai riuscita ad esprimere il massimo delle proprie potenzialità.
Non so ancora bene se riuscirà mai a dare sul campo tutta la sua qualità ma, ora, sono certo che avrà sempre le migliori intenzioni di farlo.
Subentrare in corsa non è mai uguale alle volte precedenti, al limite ci possono essere delle similitudini.
Non è la stessa cosa prendere una squadra a ottobre, a novembre o a febbraio, soprattutto se arrivi come terzo allenatore della stagione.
La cosa più difficile da stabilire è la strategia da fare in riferimento al pregresso ma, soprattutto, al numero di gare da disputare.
Stabilito con chiarezza l’obiettivo primario e, forse unico, devi scegliere il modo più giusto per raggiungerlo con i metodi più adatti, dati dalla tua esperienza, tenendo conto di molti fattori e sapendo che, la pazienza, non è contemplata.
Invece bisogna averne tanta e credere nelle proprie capacità di gestione in una situazione dove, certamente, il fattore emotivo è predominante.
Fatta questa premessa posso assicurarvi che sto lavorando in un ambiente adatto al mio modo di essere e di concepire questo lavoro.
Dove c’è passione e partecipazione emotiva alle sorti della squadra, io mi sento a mio agio.
So per certo che in ambienti come questo, se tu dimostri di dare tutto te stesso e fai trasparire la tua professionalità e competenza, potrai essere criticato come tecnico ma apprezzato come uomo.
Raggiungere la stima come persona dall’ambiente ma, soprattutto, dalla squadra è un fattore da cui non puoi prescindere.
Oggi penso di esserci riuscito, lo sento, sono un animale da campo, percepisco le vibrazioni del gruppo e so che difficilmente sbaglieranno la partita sotto il profilo della carica agonistica e dell’intensità fisica.
Dovranno gestire meglio la parte tecnico tattica senza farsi prendere dalla frenesia, la fretta è sempre una cattiva consigliera, sapendo che giochi in un ambiente dove l’errore tecnico viene accettato ma non quello comportamentale.
Comunque vada sarà un successo, ne sono certo.

Gigi Cagni