come fermare l’avversario per ripartire


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Il motivo per cui ho trattato l’argomento dell’ 1 contro 1, per la fase difensiva, prima di quello tattico è perché, e lo dimostrano i fatti ogni partita dei vari campionati, senza avere quelle qualità singole la parte di tattica specifica non può essere fatta al meglio.
Se venisse applicata nel modo giusto non vedremmo difensori che indietreggiano sino dentro l’area, o che permettono il tiro da fuori (vedi Strootman con il Napoli in Coppa) o che si girano quando l’avversario sta per tirare.
Non vedremmo, in modo così facile, attaccanti in area soli e indisturbati al tiro, di testa o di piede.
Detto questo e supponendo che i giocatori sappiano e siano in grado di applicare gli insegnamenti dell’1 contro 1, vi illustro come, secondo il mio credo nella fase difensiva, faccio applicare la tattica di squadra.
Chi ha visto l’esposizione degli schemi di gioco all’inizio del mio Blog e del modo di interpretarli, saprà quello che sono i miei principi di squadra nella fase difensiva.
Comunque farò un’esposizione completa e quindi un ripasso.
Partiamo dal principio che fin che l’avversario è nella sua metà campo la squadra si muove in riferimento alla palla.
Quindi, sempre ,con diagonali e coperture di c.c. e difensori con gli attaccanti che devono indirizzare l’avversario verso l’esterno, ecco cosa intendo quando parlo di attaccanti come primi difensori (anche loro dovrebbero stare sempre in piedi, non girarsi sulle finte di calcio e imparare il contrasto, è solo un vantaggio loro perché prima conquisto la palla più vicino sono alla porta avversaria).
Quando la metà campo viene superata , voglio la pressione sul portatore di palla (contro 1 dei c.c.) con i difensori mai in linea se non quando la palla è coperta e siamo sicuri che l’avversario non ha possibilità di visione del gioco, altrimenti se gli attaccanti sono 2 , due difensori marcano e uno si stacca (a zona naturalmente) se sono tre , tre marcano e uno si stacca.
Come ho già detto la mia filosofia è che, se ho la squadra più debole o se vedo che ho problemi nei singoli difensori, gioco con un sistema che mi da sempre un uomo in più nella linea difensiva in riferimento al numero di attaccanti.
Solo se i miei due centrali sono bravi marcatori e uno dei due è veloce, accetto la parità numerica.
Il fuorigioco lo voglio solo in tre casi.
Il primo se faccio il pressing sull’esterno (pressing è quando c’è più di un giocatore ad aggredire l’avversario con le spalle girate alla porta) e quindi la linea difensiva viene in avanti e accorcia velocemente fino alla conquista della palla o di avere fatto un fallo tattico.
Il secondo quando si è in inferiorità numerica e solo negli ultimi 30m. (prima non ha senso perché ci dovrebbe essere il tempo per qualche giocatore di recuperare la posizione e quindi non avere l’inferiorità).
Il terzo in uscita dopo la respinta sulle palle inattive in area.
Altrimenti non voglio, anzi, come ho detto sopra voglio sempre la copertura che vuol dire un “uomo” che si stacca a protezione della linea di chi, in quel momento, sta marcando.
Detto questo l’uomo, invece della palla, viene ad essere l’obiettivo primario quando si è negli ultimi 20m perché non c’è più il tempo di fare coperture o scalare.
Ho fatto il difensore centrale per tanti anni e la sensazione primaria che dovevo avere era di non vedere il buco in mezzo davanti a me e quindi, quello spazio, deve essere sempre coperto.
Altra cosa che dico ai miei giocatori è “ l’impressione cromatica” che vuol dire che devo sempre avere l’immediata sensazione di vedere più spiccato il colore della mia maglia che non dell’avversario.
Se ci provate capirete cosa voglio dire.
In un centesimo di secondo vedi se sei in superiorità o inferiorità e, poi, capisci di quanto ma, intanto, ti allerti e sei costretto a velocizzare il ragionamento di come distribuire la parte tattica di difesa (è un concetto non facile da spiegare ma semplicissimo da applicare).
Finisco dicendo che è determinante avere il portiere e, almeno, un difensore centrale che “comandino” parlando continuamente.
Quando mi danno del difensivista mi viene da ridere perché non capiscono, certamente non vedono le mie squadre sul campo, che tengo la fase difensiva in grande considerazione per il fatto che cerco di rimanere più corto possibile e il più lontano possibile dalla mia porta.
Difficilmente si vedono le mie squadre che indietreggiano in area, a meno che costrette dalla bravura dell’avversario (allora subentra l’allenamento specifico dell’ 1 contro 1 in area).
Mi rivolgo ai miei colleghi: “volete difensori ottimi nella costruzione, ma fate più bella figura se siete organizzati in fase difensiva e prendete pochi gol, piuttosto che bravi a fare partire l’azione da dietro”.
Finisco dicendo che, come in tutte le situazioni di gioco, se non sei concentrato e non hai la carica agonistica giusta compresa la condizione fisica, ogni applicazione singola o di tattica generale non può avere successo.
Certo che il massimo è avere difensori bravi a fare tutti e due le cose ma è meglio iniziare dal difendere bene e poi imparare a costruire che il contrario, anche perché altrimenti il contrario è quasi impossibile da realizzare al meglio.

Gigi Cagni

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39 Responses to come fermare l’avversario per ripartire

  1. cosimo de matteis ha detto:

    Articolo interessante per calciatori ma anche (e soprattutto) per allenatori.
    E penso subito a Rosario Campana.
    Caro mister Cagni, non so se lo conosce ma
    -differenze personali a parte-
    come lei il tecnico partenopeo è un allenatore amatissimo.
    Qui un piccolissimo profilo su lui:

    http://tuttoseried.wordpress.com/2014/08/10/i-protagonisti-della-serie-d-mister-rosario-campana-arzanese/

  2. giorgio pivotti ha detto:

    Udinese vs Catania 1 0 – Evitabile il gol di Di Natale.
    Non è possibile continuare a prendere, a vedere gol evitabili – sono quelli derivanti dai tiri contro diretti in porta con il difensore che si gira alle palle in arrivo invece di fare opposizione fisica frontale, attiva e dalla mancanza di marcatura a uomo moderna, elastica per effetto dell’applicazione della zona e sue rischiose componenti tattiche quali linea, fuorigioco, posizione, attacco alla palla, palla coperta, scoperta e via dicendo – come quello segnato ieri nel posticipo da Di Natale contro un buon Catania; Pereira appoggia al centro dove ci sono ben tre difensori con Di Natale lasciato libero alle spalle di tutti, condizionati dal potere attrattivo della palla da attaccare come richiede la zona senza considerare che, come succede sempre in questi casi, la palla da sola non va in rete, l’unico capace di trasformarla in gol è l’avversario nella fattispecie Di Natale; per me la zona ha ormai fatto il suo tempo, ha causato troppi gol evitabili e di riflesso fatto sparire i difensori che una volta sapevano marcare a uomo; l’evoluzione del calcio moderno richiede la difesa elastica con il controllo visivo attivo.

  3. Domenico ha detto:

    Salve Mister una domanda: Lei ha scritto che nella propria metà campo quando si trova contro 2 punte, due difensori marcano e uno si stacca. Questo concetto lo utilizza con la difesa a 3?E quindi 2 dei 3 centrali marcano e uno si stacca. oppure lo applica anche con la difesa a 4?Se si in che modo, dal momento che i centrali sarebbero solamente 2?

    • gigi ha detto:

      Non solo a 3, che presuppone che “sempre” i tre si scambiano le due punte, ma anche a 4 con la differenza che le due punte vengono marcate nella zona dove si posizionano da due dei 4 difensori della linea e gli altri due, in riferimento alla palla, uno si stacca e l’altro usa le diagonali per essere più utile.

  4. mattia ha detto:

    mister ma e’ vero che va a Cremona…..

    mattia
    http://www.soccerpower.it

  5. Ti vogliamo come nuovo allenatore del Brescia !

  6. robi ha detto:

    Salve mister volevo chiederle se si sente ancora in gioco o apprezzato dal mondo del calcio attuale. Le ultime sue esperienze sono stati dei subentri a stagione iniziata. Ritiene che per lei ci sia ancora posto e quindi fiducia per iniziare un progetto o si sente escluso dal calcio attuale..?

    • gigi ha detto:

      Bella domanda. Sicuramente sono fuori dal sistema calcio inteso come rapporti con procuratori e direttori sportivi della nuova generazione. Il mio più grosso errore è sicuramente stato quello di non curare le pubbliche relazioni quando ho fatto risultati importanti. Il mio carattere non mi ha sicuramente aiutato. Vedi che non ho parlato di calcio! Ecco da quel mondo non sono fuori anzi. Saprei insegnare calcio ovunque e in tutte le situazioni. Solo che lo so solo io. Comunque non mi sento tagliato fuori perché alla prima occasione la saprò sfruttare.

      • robi ha detto:

        Anche nelle risposte non é mai banale anzi…a me piacciono gli allenatori che dicono quello che pensano. Forse é questo quello che sta pagando mi sembra di capire.Continui cosi e non molli anche perché abbiamo bisogno ancora di allenatori esperti come lei.. quello che mi fa incaz… é vedere presidenti che in una stagione cambiano anche tre volte l allenatore..roba da matti. Ma di chi é la colpa.? E chi compra certi giocatori scarsi.? Un ‘ultima cosa a proposito di quello che é successo a Latina. Io la maglia non me l’avrei mai tolta…di cosa mi dovrei vergognare? Il problema è che manca cultura sportiva, non si accettano certi verdetti. Salve

        • gigi ha detto:

          Quello di togliersi la maglia è veramente vergognoso. Vuole dire che hai la coscienza sporca o che hai timore di 4 deficenti, ma che cultura è. Se non si cambiano i rapporti società-tifosi e, soprattutto, la loro cultura calcistica non ne usciamo più. Ne hai voglia di parlare di tattica.

  7. Andrea ha detto:

    Buongiorno Mister, avrei una domanda sulla fase difensiva del 442, contro un 433. Il c.m. viene marcato da una delle punte che arretra e questo mi sta bene fin quando la palla è nella metà campo avversaria. Cosa succede se il c.m. partecipa alla fase offensiva fino alla mia area? Non posso costringere una mia punta a tornare così tanto. Se esce un mio c.c. lascio libero un centr interno.

    • gigi ha detto:

      Chi gioca con il cmm e le tre punte è molto difficile che questo superi la metà campo. Comunque se accadesse è perché o l’avversario sta perdendo e rischia o perché è superiore. In tutte e due i casi una delle punte si deve sacrificare e poi sfruttare al meglio il contropiede. Altrimenti devi accettare, scalando con un c.c., l’uno contro uno dietro.

      • Andrea ha detto:

        Chiarissimo mister! Il problema più grosso, parlo delle categorie dilettantistiche, è convincere una punta a sacrificarsi in copertura.

        • gigi ha detto:

          Se non lo fa,nel calcio moderno, non può fare parte di un gruppo che è unito e ne sarà esclusa ameno che non non faccia “sempre” un botto di gol.

  8. Yarno ha detto:

    Buonasera mister… non so se e quanto segue la sere B.
    Vorrei chiederle un parere su una squadra in particolare: il Varese.
    Hanno cambiato allenatore a dicembre ( Gautieri al posto di Sottili)
    ma si vedono risultati altalenanti. Dovrebbe essere un 4 3 3 ma si vedono spesso palle lunghe e pedalare. Non vedo aggredire ne il campo e nemmeno la palla, e poi troppi errori. Il povero Pavoletti deve tornare indietro a recuperare la palla e non segna piu come prima.

    • gigi ha detto:

      Quello che vedi tu lo vedo anche io però non posso esprimermi perché per farlo dovrei conoscerne i motivi. Non voglio sottrarmi alla domanda ma, ti assicuro, che se non conosci bene le dinamiche non si possono dare giudizi. L’unica cosa certa è che sia Sottili che Gautieri sono bravi allenatori ma un po’ inesperti nel riuscire a sostenere situazioni difficili in un campionato lungo ed estenuante come quello di B.

      • Cristian ha detto:

        …diaciamo che a Varese non è semplice…il pubblico è “particolare”….extra calcio soprattutto…vedi Ebagua…credo che queste situazioni si riflettano anche sull’umore e su come la squadra interpreti gli impegni.

        • gigi ha detto:

          Il problema è che sono tre anni che cercano di salire in A e hanno anche speso.

          • Cristian ha detto:

            Si questo è vero Mister, a parte che l’Ossola è mal concio, se salivano dove andavano a giocare? Per questioni extra calcio mi riferivo alla politicizzazione della tifoseria….ispirata al “ventennio”….

  9. Ale ha detto:

    Ma quale “controllo visivo attivo applicato blablabla…” Se Rami SENTIVA con il contatto fisico Diego Costa prima che partisse la palla il gol lo evitava. Una domanda per mister cagni: secondo lei nel modulo del napoli non servirebbe che uno dei due mediani impiegati sia di interdizione? Perché finora Benitez ha impiegato inler e dzemaili oppure jorginho-dzemaili che mi sembra che abbiano faticato un po’ troppo contro le squadre piu organizzate.

    • giorgio pivotti ha detto:

      Il contatto fisico è un concetto superato dai tempi in fase difensiva e secondo me non ha mai dato buoni risultati: avversario che si svincola lo stesso oppure difensore che, fuori tempo, lo strattona subendo fallo, calcio di rigore; il superamento del contatto fisico e della zona è il controllo visivo attivo nella difesa elastica, elemento innovativo finora mai praticato da difensori; se si conoscono bene queste due scuole di pensiero, volendo, se ne può discutere.

  10. giorgio pivotti ha detto:

    Milan vs Atletico Madrid 0 1 – Evitabile il gol di Diego Costa
    Siamo ai soliti errori che vado rimarcando da tempo riguardante la fase difensiva nella contrapposizione tra zona e marcare a uomo; come si può lasciare libero, solo davanti alla porta Diego Costa a colpire comodamente di testa in rete? Evidentemente Rami non sa cosa sia il controllo visivo attivo applicato nella difesa elastica che si basa sulla moderna marcatura a uomo; non è la palla il pericolo numero 1 ma l’attaccante destinato a riceverla, l’unico capace di trasformarla in gol, in questo caso in gol partita facendo perdere al Milan un incontro che non meritava; bisogna marcare a uomo e considerare superata la zona.

    • robi ha detto:

      A mio modo di vedere prima di Rami l’errore è stato commesso da Abate, che salta fuori tempo e scoordinato colpendo la palla in maniera goffa…e poi Abbiati che secondo me poco reattivo sul colpo di testa di Diego Costa, tenendo conto che il pallone dentro l’area piccola sarebbe del portiere…. Ma la vera pecca del Milan di ieri sera è stata la stanchezza. Quando vai in debito d’ossigeno arrivano a mancare gambe e sopratutto lucidità.!!!

      • giorgio pivotti ha detto:

        Robi non nego che quello da te rilevato a proposito di Abate, Abbiati, calo di concentrazione, stanchezza, debito d’ossigeno, sia fondato ma in questi casi, come altre volte ho precisato, è l’errore ultimo, determinante che bisogna valutare e tenere in considerazione perché, nello specifico, senza questo errore di Rami che attacca la palla tenendo alle spalle Costa invece di stargli di fianco interno tra lui e la porta in marcatura a uomo, si sarebbero ottenuti due risultati, primo quello di non subire il gol evitabile, secondo quello di aver rimediato, sanato gli errori precedenti commessi dai suoi compagni da te messi in evidenza e che sappiamo.

        • robi ha detto:

          Non sono d’accordo perché é tutto il reparto che va in difficolta e non un singolo. Infatti il Milan quest anno commette parecchi errori difensivi di reparto…non a caso Rami è uno degli ultimi arrivati…Testimonianza che anche cambiando gli interpreti il risultato non cambia.!!

          • giorgio pivotti ha detto:

            Robi può andare in confusione anche tutto il reparto nel senso che a centrocampo lasciano sfilare la palla o Abate sbaglia spizzandola all’indietro e così via, come ho convenuto con te, PERO’, ripeto, nonostante questi errori pregressi chi poteva sanarli, rimediarli e nello stesso tempo evitare di prendere il gol di Costa era Rami che doveva seguirlo, continuare la marcatura a uomo standogli di fianco interno e non guardare fisso solo la palla fermandosi, aspettando di attaccarla mentre l’avversario gli gira dietro le spalle e se ne discosta tutto solo per andare a riceverla calcolando bene la sua traiettoria per poi ribatterla in rete di testa comodamente; il concetto è che con o senza errori commessi prima in fase difensiva, quello che conta per evitare il gol è non commettere l’errore immediatamente prima che la palla entri in rete ovvero non girarsi sul tiro a rete diretto in porta e anche non lasciare libero l’attaccante davanti alla porta (Costa) per applicare i canoni della zona, nello specifico l’attacco alla palla, quanto piuttosto marcarlo a uomo stando nella corretta presa di posizione ed applicando il controllo visivo attivo. Questa secondo me è la giusta chiave di lettura delle situazioni di gioco che portano ai gol evitabili.

  11. Adriano Meis ha detto:

    Complimenti per l’articolo mister.
    Ad inizio campionato le chiesi cosa pensasse della fase difensiva di Benitez e lei mi rispose che era necessario aspettare per dare un giudizio. Ora si è fatto un’idea più chiara?
    Grazie ed in bocca al lupo per il lavoro.

    • Gigi ha detto:

      Sono coerente con quel che ho detto all’inizio dell’anno e cioè che,secondo me,nella linea difensiva avrebbero sofferto perché avevano i due esterni offensivi e quindi i centrali avrebbero sofferto. Così è stato e così sarà fino alla fine. Spero che ponga rimedio per l’anno prossimo se vogliono vincere lo scudetto.

      • Cristian ha detto:

        Condivido! Forse ora Goulham (si scrive così?) da un po più sicurezza a sinistra. Maggio può andare, anche se da sampdoriano, ricordo un Christian Maggio esterno destro di centrocampo nel 4-4-2 di Novellino….un cambiamento alla Zambrotta.

        • gigi ha detto:

          Ma comunque non sono, per ora, dei marcatori e, secondo me, così come è oggi il Napoli non può controbattere la Juve, per lo scudetto naturalmente.

          • Cristian ha detto:

            Il ruolo del difensore moderno si è complicato, o meglio forse dire ampliato. Però appunto la prima cosa che deve saper fare è fermare l’avversario.

      • Adriano Meis ha detto:

        Grazie per la risposta.
        Della preparazione atletica di Benitez (alla “spagnola”, meno lavoro a secco rispetto alla tradizione italiana)?
        Alcuni sostengono che non sia adatta al nostro campionato e che il Napoli corra poco.
        Ed, in generale, per quale motivo lei preferisce un metodo all’altro?
        Le auguro di trovare una panchina al più presto, anche se poi avrà meno tempo per deliziarci con i suoi articoli!

        • gigi ha detto:

          Il metodo di usare più la palla e meno lavoro,come dite voi a secco, è anni che lo usiamo anche noi. Personalmente l’ho sempre usato, abinandolo alla parte atletica ma in percentuale più alta. La differenza la fa l’intensità della partitina o del lavoro con la palla.

  12. robi ha detto:

    Mister le volevo chiedere come mai in ogni articolo che lei scrive, trovo ricorrente la frase ” mi danno del difensivista..” Non riesco a capire se le da fastidio tutto cio, o piu semplicemente cerca di difendere il suo credo calcistico! Non vedo niente di strano essere giudicati difensivisti anche perchè vedendo il calcio odierno e gli errori dei difensori, sarebbe il caso di tornare al calcio del..primo non prenderle… salve

    • gigi ha detto:

      Mi offende questo termine perché serve solo a chi mi vuole denigrare per sponsorizzare propri pupilli. E siccome i Presidenti si fanno consigliare, nella maggior parte non conoscono bene il “mercato” allenatori, da persone che fanno i propri interessi e piazzano i propri assistiti, la cosa mi infastidisce. Io so di non esserlo, anzi, ma purtroppo questo è il marchio che conviene a qualcuno. Guarda caso si continuano a cambiare allenatori in modo anomalo.

  13. Cristian ha detto:

    Un’ esposizione diretta e senza fronzoli. Potrebbe far chiarezza nei settori giovanili ancor prima che nelle prime squadre.

    • gigi ha detto:

      Dovrebbero farlo assolutamente nei settori giovanili ma, come ripeto spesso, gli allenatori conoscono come? Quelli della generazione attuale, non credo e difatti…….

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