FACCIAMOLO!


Titolo della Gazzetta “Gioielli anticrisi, la serie A deve puntare sui giovani”.

Anche quest’anno si inizia con i buoni propositi, poi???

Negli anni passati stessi discorsi sia per i giocatori che per gli allenatori con la solita conclusione, un numero imprecisato di bluff di stranieri e più di 40 allenatori cambiati fra A e B (senza quelli della Lega Pro).

Sono curioso di vedere cosa succederà quest’anno.

Perché devo essere così pessimista?

Sarà perché siamo un paese che ha mille risorse di tutti i tipi ma non siamo capaci di sfruttarle?

Sarà perché conosciamo perfettamente le soluzioni ma nessuno inizia a metterle in pratica perché si aspetta sempre che lo faccia l’altro?

A me non interessa quali siano stati i veri motivi per cui il Milan ha venduto due prezzi pregiatissimi, mi piace pensare che sia vero che lo ha fatto per il Fair Play Economico e che abbia aperto la strada per un futuro di serietà del nostro calcio sia economica che di tipo organizzativo-strutturale.

Se non prendiamo al volo questa occasione rimarremo ultimi in questa Europa che sta cercando la soluzione giusta a tutti i problemi.

Lo so che non siamo abituati a PROGRAMMARE a lungo termine perché abbiamo la cultura del tutto e subito, ma le culture si possono cambiare, anzi, questa è l’occasione giusta per farlo.

Se perdiamo questo treno diventeremo come il terzo mondo.

E’ da molto tempo che dico che bisognerebbe fare un anno senza retrocessioni e promozioni  trovando un meccanismo per non pesare economicamente sulle società virtuose e, nel contempo, eliminare quelle che non possono mantenere la categoria.

Già entro il 2014 si dovrà, comunque, arrivare al pareggio per rimanere nelle regole del fair play, quindi è l’occasione giusta per tornare ad essere il campionato più bello del mondo con una base strutturale solida per il futuro dei nostri giovani allenatori e calciatori.

Da quanti anni si dice “Investiamo sui settori giovanili”? Facciamolo!

“Nelle società professionistiche non RISPARMIAMO sugli allenatori che devono crescere questi giovani con tutti i criteri adatti a fare i professionisti”. Facciamolo!

“Costruiamo stadi adatti a un calcio spettacolare”. Facciamolo!

“Programmiamo le stagioni future senza fibrillazioni e isterismi” (mi riferisco ai presidenti e alle Federazioni)”. Facciamolo!

“Impariamo ad essere leali nei principi della sportività e dell’etica con comportamenti che siano consoni a questi principi (il riferimento non è soltanto ai professionisti ma anche ai tifosi a cui non interessa tanto COME si vince ma VINCERE)” Facciamolo!

“Insegniamo ai nostri calciatori il vero valore della maglia e quanto siano importanti i loro comportamenti per l’esempio che danno ai giovani”. Facciamolo!

“Stampa e televisione ISTRUISCANO al calcio giocato e non alla polemica non costruttiva che esaspera gli animi.

Facciamo che siano i giornalisti PROFESSIONISTI  a divulgare tutte le notizie specifiche”. Facciamolo!

“Iniziamo dalle scuole primarie a incentivare ogni tipo di sport e insegnare la cultura della lealtà sportiva”. Facciamolo!

Chissà quante altre idee e proposte possono essere inserite in questo contesto.

Fatele!

L’importante è che abbiano lo scopo di salvaguardare lo sport più amato in Italia ma anche la cultura di tutti gli sport nazionali.

Gigi Cagni

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55 Responses to FACCIAMOLO!

  1. Cristian ha detto:

    Buonasera Mister….El Shaarawy sta andando bene, Destro in doppietta, Faraoni ha fatto un ottima prestazione…..volevo però chiederle, che cosa ne pensa di Icardi?
    Sta facendo reparto da solo, sul cross perfetto e preciso di un altro talento quale è Obiang, credo che se non veniva anticipato dal difensore della Fiorentina che ha fatto autorete, faceva gol lui…..nel movimento del gol di Krsticic (altro giovane di grande interesse), Icardi mi è piaciuto molto, ha aperto la corsa in diagonale dettando il lancio di Rossini che è mancino e servito di testa Krsticic appunto, alla grande….Icardi mi ha ricordato un po Klose in questa azione …ha 19 anni…

    Infine di Fabbrini che idea ha?

    • gigi ha detto:

      E’ sicuramente un buon attaccante e lo stesso vale per quelli che hai nominato. Speriamo che nel girone di ritorno non si cambi la mentalità nei nostri campionati. Tu sai che poi il risultato conterà più di tutto e anche la paura la farà da padrona. Vedremo.

      • Cristian ha detto:

        E si vedremo….la Samp ha una squadra giovane, nelle ultime partite da una necessità è nata forse una certezza…un sistema che sembra riesca a far rendere la qualità dei ragazzi blucerchiati.

  2. Cristian ha detto:

    Domande per Mister Cagni, ma anche per chi voglia dire la sua.

    E’ giusto o sbagliato che Prandelli lascierà all’Under 21 El Shaarawy, Verratti, Destro e Florenzi? I giovani si fanno crescere puntando a una vittoria di un Europeo Under 21 oppure facendoli giocare oltre che nei gradi club anche in Nazionale maggiore? L’Under 21 deve essere usata come vetrina intesa la vittoria finale fine a se stessa oppure come trampolino di lancio nel calcio internazionale dei giovani?

    Infine una riflessione, è triste sentire dire in Italia dai dirigenti che si punta sui giovani perchè costano meno e si risparmia…che tristezza!

    • gigi ha detto:

      Prandelli ha iniziato un lavoro e lo porterà a termine. Toccherà ai giocatori dimostrare in questi anni a venire di valere la Nazionale. Il come toccherà sempre a Prandelli decidere. O ci si fida o altrimenti è inutile parlarne.

    • Richi ha detto:

      Penso che dal punto di vista tecnico questa under 21 sia la migliore degli ultimi anni, e che forse finalmente la nazionale maggiore potrà attingere dei giocatori pronti e preparati, anche a livello di personalità. I vari giocatori che tu hai nominato secondo me non hanno più bisogno di vetrine, sono ormai già affermati, ma se veramente vogliamo intraprendere un percorso di rinnovamento puntando sui giovani, è giusto che Prandelli continui il suo lavoro, inserendo i giovani dell’under che riterrà più opportuni per il suo progetto. Viceversa questo discorso si potrà attuare con l’under 21 che al momento giusto potrà rifornirsi da quelle minori. I nosti dirigenti hanno capito che non si può più spendere come poteva essere gli anni passati, vuoi per il farplay finanziario vuoi per la crisi economica, adesso i soldi vengono centillinati. Ma forse per il calcio italiano sarà una riscossa, perchè mai come adesso non potendo più permettersi i top player…inizieranno a scommettere sui giovani. Il problema casomai secondo me è un altro, riuscire a dire di no a certe offerte del sceicco di turno, e farci soffiare il talentino, vedi Verratti.

      • Cristian ha detto:

        Ok..largo ai giovani l’ho sempre sostenuto…anche in Nazionale (bene l’Olanda Van Gaal ha fatto “piazza pulita di senatori rompiscatole) …..ma non accetto le affermazioni che si punta sui giovani per risparmiare, bisogna crederci…per me deve essere logico….Verratti?? In Italia dove avrebbe giocato?? Titolare da nessuna parte…..El Shaarawy?? Lo adoro!! Ma gioca perchè non c’è più Ibrahimovic….

        • gigi ha detto:

          State facendo un pò di confusione. I giovani vanno bene ma vanno fatti crescere e per farlo al meglio ci vogliono i “vecchi”. Poi si deve vedere l’obbiettivo che si ha. Se vuoi vincere devi avere Ibrahimovic ma non solo per sul campo ma per quello che,come lui Inzaghi e altri;davano nei periodi difficili. Parli con uno che ha vissuto una vita a fare crescere giovani,con la Sambenedettese,ma per salvarci i giovani dovevamo gestirli bene.

          • Cristian ha detto:

            Il discorso che faccio io Mister è un po più ampio, non certo possiamo definirci in Italia in tutti i settori come lungimiranti sui giovani….sono d’accordo con lei che vanno gestiti bene e quindi serve una programmazione, serve competenza per gestirli, perchè ritengo che i giovani vanno apprezzati quando sbagliano perchè significa che stanno crescendo…..quello su cui insisto che se pensiamo di utilizzare i giovani solo perchè si risparmia vuol dire che non si è capito nulla.
            Secondo me Verratti se stava in Italia non avrebbe giocato in un grande club con continuità….El Shaarawy ritengo che abbiam avuto fiducia perchè il Milan non ha preso il così detto top player…forse mi sbaglio, ma di strada per puntare ai giovani credendoci per davvero ne dobbiamo fare ancora molta….a proposito di giovani, felicissimo che il derby per la mia Samp lo abbiano risolto Poli e Icardi…..

        • Richi ha detto:

          Verratti a Pescara in serie A secondo te non poteva giocare? Secondo me ci stava benissimo! Il problema come ti ripeto è , che se arriva l’offera irrinunciabile qualsiasi giocatore attualmente di QUALSIASI squadra italiana viene ceduto, se lo fa il Pescara figurarsi le grandi…Vedrai a gennaio De Rossi quale strada prenderà o Snejieder tanto per fare un esempio. El Shaarawy è un giovane di sicuro avvenire, ma guarda che il Milan l’ha pagato anche bene, quindi la teoria di puntare sui giovani per risparmiare vale poco. La juve per riportarsi a casa Giovinco a speso i suoi soldini… Destro alla roma non gli è stato mica regalato…

          • Cristian ha detto:

            Verratti ha fatto bene ad andare la PSG…fa la Champions….è una grande esperienza…fin che un talento rimane nei club medio piccoli non maturerà mai abbastanza….questo intendo…in Italia definiamo giovani i 25enni….da altre parti sono già vecchi….De Rossi ha ormai 30 anni….a me è già da due-tre stagioni che non piace più….e se non gioca con Zeman c’è un motivo…..Sneijder uno dei senatori rompi palle che Van Gaal ha tagliato in nazionale….pagare i giovani per prenderli da altri club non è il modo che intendo io nell’investimento sui giovani….io intendo investire sul proprio settore giovanile…avere uno stile di gioco da perseguire….avere allenatori che non devono essere gli ex giocatori professionisti, a parte qualche raro caso, lavoreranno con l’intento di andare nelle prime squadre, nel settore giovanile serve passione, è una missione deve essere la massima aspirazione di un allenatore dei giovani….saper scegliere i ragazzi, accettare quando sbagliano 9 volte su 10, perchè il decimo tentativo sarà quello sacrosanto e defintivo! Se voglio mettere in piedi un settore giovanile e come prima motivazione ci metto l’esigenza di risparmiare, beh scusate la franchezza, è meglio cambiare mestiere….non so se rendo l’idea.

  3. Cristian ha detto:

    Volevo fare una riflessione sui giovani calciatori….sono contento che El Shaarawy stia giocando bene, credo che finalmente ci sia un buon esempio per i giovani. Un giovane talento (20 anni appena compiuti che Dio lo benedica), che gioca in uno dei club più importanti al mondo, capocannoniere, prestazioni tecniche e di strapotere fisico abbastanza continue (deve migliorare in champions) e soprattutto come esempio per i giovani, atteggiamenti e comportamenti buoni….spero possa “spazzare” via l’esempio negativo che Balotelli ha mostrato ai giovani in questi ultimi anni….auguro a Insigne, Destro e altri di riuscire a seguire la scia di El Shaarawy….
    Detto questo, i giovani in tutte le categorie non mancano, ci sono, serve cambiare mentalità, bisogna conquistare i giovani, farli lavorare bene perchè vogliono farlo, chi ha talento e voglia se non si allena bene si “stufa”, oggi ci sono molte altre cose che possono conquistare i ragazzi, quindi serve rivedere il modo di lavorare con loro e di proporsi, troppo facile poi rifugiarsi nel luogo comune che “i giovani di oggi sono diversi, sono presuntuosi e non hanno voglia” solo perchè non si è in grado di lavorare con loro.

    • gigi ha detto:

      Sono daccordo su tutto a parte Destro che ieri sera l’ha combinata grossa. Questi atteggiamenti isterici non fanno bene come esempio da seguire.

      • Cristian ha detto:

        E’ vero Mister…ma aveva tanta voglia di giocare…inoltre ha fatto un bel movimento per farsi servire e un bel gol! Credo sia la prima “cavolata” che fa…è passeggera….

        • gigi ha detto:

          Non bisogna giustificare altrimenti non si cresce mai,questi errori vanno fatti pagare a caro prezzo. Oltretutto,secondo me,ha avuto un atteggiamento polemico nei confronti di Zeman.

  4. Cristian ha detto:

    Sono molto contento dei successi del Borussia Dortmund e dell’Ajax….idee chiare di gioco, intensi, continui, giocatori giovani in campo cresciuti nel proprio vivaio…in olanda nelle giovanili si fanno i passaggi anche nell’area piccola, si punta a far crescere i giovani non a badare ai risultati…che me ne faccio delle vittorie della primavera dell’Inter se poi addirittura nella stessa società a livello giovanile solo 3 ragazzi facevano parte dei giovanissimi…..anche a livello dilettantistico in Olanda si punta al gioco e si accettano gli errori per crescere a livello giovanile…e i genitori non rompono come in Italia….ho fatto diverse esperienze in Olanda…..e spesso ho dovuto digerire il rospo, i genitori italiani a sbraitare in tribuna e gli olandesi a seguire le partite…..commenti dei genitori italiani?? “Ma agli olandesi non importa nulla, guardano e stanno zitti senza dire niente, ma come si fa a fregarsene così”….cioè capito?? Non avevano capito un tubo!!! Non hanno imparato niente!! Risultato, nella società che ci ospitava per i tornei il 90% dei giocatori della prima squadra sono del settore giovanile….e fanno l’equivalente dell’eccellenza italiana…..in Germania hanno cambiato tutto dopo un europeo perso…non 10 anni fa!! Incredibile! E noi?? Dormiamo!!

    Scusate lo sfogo…ma me lo sentivo!

  5. Cristian ha detto:

    Nel fare la riflessione che seguirà, ho scelto questo post perchè è recente, spero sia un po azzeccato.

    Prima di affrontare l’ultimo probabile esonero, volevo segnalare i due episodi gravi successi in questo week-end di gare….quanto siamo lontani da una cultura sportiva appena decente?? Tantissimo, mi riferisco a Livorno e ai cori vergognosi su Morosini e al servizio del Tg Piemonte con i cori di insulti ai napoletani….la strada è lunga, molto lunga.

    Capitolo esoneri, De Canio a quanto pare non sarà più l’allenatore del Genoa….pare che un giocatore abbia espresso un parere, ma i giocatori non devono pensare solo ad allenarsi e dare il meglio di se?? Non sono in terza categoria dove ti può capitare un allenatore che faccia l’anti-calcio, tutti sanno lavorare…..detto questo, ma che razza di capacità di programmare e gestire hanno certi presidenti?? Rivoluzionano tutto e poi pretendono i miracoli…ormai si sa che l’obiettivo di certi personaggi è fare cassa….ora sembra che al posto di De Canio arriverà Del Neri, ma la squadra che dovrà allenare ha le caratteristiche adatte? Mah…mi piacerebbe capire i criteri di scelta…

  6. Giuseppe ha detto:

    È incredibile come il calcio si sia trasformato in un’industria su stampo commerciale della globalizzazione, ed altrettanto incredibile sarebbe se le squadre si stupissero del fatto che sempre più tifosi si disinnamorano del calcio e della squadra per la quale tenevano, visto che è solo merce e nient’altro. Bisogna far ripartire il calcio dai quartieri delle città e dai collegi delle giovanili, con una cultura sportiva ed un back ground localizzato, ben vengano gli acquisti che possono cambiare la vita di un ragazzo che so di un paese difficile e strapparlo al suo destino, ma quello che fanno le squadre di oggi non è esattamente inteso in questo senso…

    • gigi ha detto:

      Anche nel calcio,come nella vita sociale,siamo un popolo che non programma niente perchè si cerca il consenso immediato pensando al proprio interesse. Siamo in caduta libera e nessuno ci mette un freno.

  7. giorgio pivotti ha detto:

    Cristian facendo riferimento a quei giocatori che hai richiamato è insito un discorso, una disamina, che vorrei mettere in evidenza perché mi è sempre interessata tra il calcio europeo e quello ispano-portoghese che allargato anche per ragioni storiche comprende naturalmente quello sudamericano.
    Un confronto e una manifestazione che c’è sempre stata nel passato con l’arrivo di fuoriclasse a completare le nostre squadre per la facilità con la quale essi andavano a segno in proprio o agevolando i compagni ma che come avrai notato da qualche anno a questa parte con l’invasione di elementi stranieri poi anche naturalizzati, sta facendo la parte del leone nel senso che la loro presenza sempre più numerosa apporta alle squadre del nostro continente quel valore aggiunto che spesso è significato di vittoria, di gol segnati facendo la differenza e soffrire le squadre avversarie.
    Si tratta di due scuole di calcio che hanno un approccio, una mentalità, un modo di giocare diverso nel praticare, nell’interpretare, nel concepire il calcio del passato e quello moderno laddove la scuola europea basa le sue caratteristiche di gioco principalmente sulla forza fisica e atletica, su schemi rigidi e ripetitivi, dalle forme e dall’esecuzione classica quindi spesso prevedibile, accompagnati da lanci lunghi e cosi via come sappiamo; mentre la scuola sudamericana e spagnola da sempre si è distinta per il grande possesso tecnico della palla, per estro e fantasia, per fraseggio, per capacità superiore nei dribbling, nell’uno contro uno, nel gioco stretto, nelle finte, nell’inganno con movimenti di gambe e corpo con palla al piede che lasciano sul posto l’avversario tutto ciò accompagnato ultimamente da un miglioramento sul piano della fisicità.
    E’ quanto si vede giocare ultimante in quasi tutte le squadre dei nostri campionati dai dilettanti alla C.L., all’Europe League.
    D’altra parte il flusso di calciatori che provenivano da oltre oceano chiamati dalle nostre società, a parte il fatto che qualcuno si è poi rivelato un bidone ma questo capita anche da noi, e non viceversa sta a testimoniare come la necessità di fare un salto di qualità sotto il profilo del gioco abbia avuto spesso esiti soddisfacenti, secondo le aspettative.
    Detto ciò c’è da aggiungere che se abbiamo avuto pure noi dei campioni sotto questo aspetto, cito ad esempio Baggio e Cassano anch’essi però pur considerando la loro classe, inventiva personale e gran controllo di palla non hanno espresso in pieno quelle che sono le caratteristiche dell’altra scuola forse perché penalizzati da un modo di giocare dei loro compagni troppo schematico, lineare che mal si conciliava con la loro creatività per cui spesso l’incomprensione regnava sovrana.
    Il trattenere la palla per affrontare l’avversario nell’uno contro uno era fuori dalla nostra mentalità corrente dove ha contato principalmente la tattica, il passaggio di scarico o in avanti, trovando in questo ed in altri aspetti di gioco fuori dagli schemi consolidati, bisogna dirlo, la preclusione mentale e professionale dei nostri allenatori.
    I quali per questo motivo, con la loro visione ristretta e classica del calcio da non lasciare spazio sufficiente all’individualità del singolo dotato di tecnica calcistica, hanno avuto la loro responsabilità nel limitarne il talento impedendo loro di sviluppare crescita e fantasia di gioco.
    Tenuto conto di quanto sopra, per formazione calcistica e per mentalità di gioco El Shaarawy non sarà mai Messi.

    • Cristian ha detto:

      Non mi sono espresso bene forse, ho scritto che El Sharaawy non è Messi per caratteristiche diverse….ma secondo me ha tutto per essere un fuoriclasse del nostro calcio….il significato è che gli stranieri basta che facciano un dribbling e sono fuoriclasse….i nostri dopo ottime gare e ottime cose fatte in campo in più partite, si sta a discutere e forse l’avversario non era il massimo, e bisogna vedere cosa farà più avanti, e bisogna vedere se si monta la testa, e bisogna qua e bisogna la….i buoni giocatori li abbiamo ci sono è il sistema che non c’è….e il gioco europeo si sa che è diverso, ma non per questo meno godibile…vedi Olanda su tutti.

    • giorgio pivotti ha detto:

      PS – Ho dimenticato di dire in conclusione al post precedente una cosa per me importante riguardante quello che le due scuole di calcio europea e sudamericana hanno in comune senza differenziarsi ovvero la tattica adottata, praticata nelle due fasi di gioco soprattutto la fase difensiva con il fuorigioco e l’attacco con attenzione esclusiva alla palla rappresentata dalla ZONA a scapito della marcatura individuale a uomo spesso trascurata e causa di gol evitabili; anche se in tutto il mondo si gioca a zona questo non è un buon motivo per continuare a farlo, per non ritornare a valorizzare la marcatura a uomo in senso moderno e flessibile meglio ricorrendo alla DIFESA ELASTICA perfezionata con il controllo visivo attivo.
      Grazie per l’attenzione.

  8. Cristian ha detto:

    In questo inizio della stagione El Sharaawy sta giocando molto bene….non è Messi, ma non perchè non è bravo, ma perchè ha caratteristiche diverse e qualche anno in meno…tanti di meno, 5 anni…e in 5 anni chissà quanti miglioramenti potrò fare…..ha tecnica, gol, corre tanto, classe importante….e un margine di miglioramento ancora ampio…..secondo me siamo di fronte a un potenziale fuoriclasse italiano del livello di Baggio….non bruciamolo!! Speriamo potranno imporsi altri giocatori da Insigne, Verratti, Ogbonna, Destro….un po in tutti i ruoli dai…

  9. giorgio pivotti ha detto:

    In attesa di sentire la voce di mister Cagni sull’argomento “ALLENATORI” vorrei precisare meglio il mio pensiero a proposito dell’età, dell’esperienza, della maturità, del temperamento caratteriale, della capacità d’insegnare e di relazionarsi, di mettersi in discussione e quant’altro di simile che qualsiasi allenatore dovrebbe avere in tutto od in parte per guidare una squadra di alto livello; in una squadra di livello inferiore il discorso è un po’ diverso ma non di molto.
    Fermo restando ciò per me un tecnico chiamato ad allenare squadre di serie A e B dovrebbe aver giocato a livelli alti in queste categorie, possedere i necessari requisiti dal punto di vista dell’abilitazione attestata dal patentino, avere un’età superiore ai 40/45 anni, essersi tenuto costantemente aggiornato sull’evoluzione tecnico tattica del calcio giocato, moderno, aver accumulato prima un’esperienza professionale nei settori giovanili e in squadre dilettanti, semiprofessionistiche e Lega Pro.
    Alcuni affermano che il Barcellona sta giocando bene, alla pari forse meglio di quando alla guida c’era Guardiola per sostenere in qualche modo che l’attuale allenatore Vilanova come il suo predecessore, entrambi giovani di età come tecnici, si sono trovati alla guida di una squadra che al limite poteva fare a meno anche di loro visto come gioca in maniera cosi collaudata e abbastanza scontata ma valorizzata dall’estro, fantasia, talento, classe, eccellente possesso palla dei suoi campioni e non da ultimo da un’intesa tra loro tanto perfezionata da sbagliare poco e trovarsi sempre; insomma il Barcellona avrebbe continuato a giocare come fa adesso ottenendo gli stessi risultati anche con altri allenatori.
    Qui si apre una questione inedita vale a dire quando un allenatore a questi livelli è veramente necessario per far sentire la sua presenza, per migliorare la sua squadra; quando insegna e continua ad insegnare calcio forte della sua lunga esperienza maturata o invece quando il suo lavoro si limita a scegliere il modulo, la tattica, l’assetto difensivo e la formazione da far scendere in campo tanto poi la squadra gioca da sola come avviene con il Barcellona e non solo, per cui in questi casi si può pensare di chiamare anche allenatori giovani?

  10. giorgio pivotti ha detto:

    Ma è sufficiente aver finito da poco di giocare a calcio nelle massime categorie dopo aver superato il corso Master a Coverciano per essere chiamati a sedere su panchine importanti della serie a o B ad inizio stagione o per sostituire colleghi esonerati come è capitato per Di Carlo in queste ore?
    Specialmente quando si tratta si risollevare le sorti di una squadra che sta andando male per vari motivi non sarebbe saggio e avveduto affidarsi meglio ad allenatori di lungo corso la cui esperienza accumulata negli anni è sinonimo di maggior garanzia e competenza per risolvere i problemi contingenti e dare quello scossone all’ambiente necessario ed efficace per ripartire con il piede giusto?
    O gli allenatori devono essere giovani perché anche la categoria degli arbitri è formata da giovani come loro e perché anche i presidenti per motivi economici scelgono questo cambiamento generazionale senza sapere bene dove vanno a parare.

    • giorgio pivotti ha detto:

      Dimenticavo un’altra considerazione emersa dopo il cambio di guardia sulla panchina del Cagliari vale a dire che vengono chiamati sempre più spesso allenatori ex calciatori che già in passato hanno giocato nella stessa squadra magari sprovvisti di titolo adeguato rilasciato da Coverciano per la serie A; una nuova porta chiusa per chi ambisce con la sua esperienza a ritornare nel giro per rimettersi in gioco.

    • Rosario Ligato ha detto:

      Villas Boas, Montella, Stramaccioni sono tutti giovani, non mi sembra che hanno qualcosa in meno rispetto ai vecchi, anzi, hanno in testa gli aggiornamenti giusti che servono per il calcio moderno.

      • Cristian ha detto:

        Secondo me non è questione di età….ma di personalità e carattere….l’importante poi è che non siano presuntuosi e arroganti, perchè ad esempio è inutile che Mourinho si vanti che fa le partitine a pressione in allenamento, io le facevo già nel 2002 con gli allievi e la juniores invece di fare le ripetute…..inoltre se un allenatore è anziano sulla carta d’identità spesso non lo è nello spirito e nelle idee….vi ricordate il belga Guy Thys?? Rinus Michels? In questo blog poi abbiamo l’esempio di mister Cagni….e secondo me Galeone forse è più moderno di tanti giovani…..ok i giovani ma ponderando le scelte, non solo perchè costa meno.

        • Cristian ha detto:

          Dimenticavo l’esempio di Ventura….che oltre alla salvezza del Toro, secondo me ha il compito di rilanciare un talento come Alessio Cerci….

      • gigi ha detto:

        Appena torno da Manchester,dove sono da 3gg per aggiornamento visionando sia gli allenamenti che le partite del City,vi rispondero’ sull’argomento.

        • Cristian ha detto:

          Mi saluti Il Mancio!! Da doriano….:-) Perchè lui ok, Lazio, Inter, poi allenatore alla Fiorentina, poi Inter ora il City…ma è “nostro” Il Mancio è doriano!

  11. giorgio pivotti ha detto:

    Una mia proposta innovativa perché mi sembra non sia stata finora attuata o presa in considerazione compiutamente riguarda l’introduzione nelle sedute di allenamento e di preparazione al campionato dell’utilizzo della piscina, meglio sarebbe il mare laddove e fin che è possibile, come metodo sistematico cui ricorrere almeno una volta alla settimana per effettuare esercizi di vario genere e fattura che solo in assenza di gravità è possibile effettuare interessando direttamente legamenti, articolazione e muscolatura che diversamente, stando con i piedi per terra fuori dall’acqua, è difficile per non dire quasi impossibile ottenere, stimolare, andare a coinvolgere.
    Il risultato che si avrebbe è quello di migliorare l’elasticità, la vigoria fisica, la prontezza nei movimenti, oltre che lo sviluppo armonico della muscolatura corporea che nei giocatori di calcio è spesso un po’ forzata dai soliti esercizi pesanti di palestra e quindi non ben distribuita nell’apparato muscolare.
    Chi gioca a calcio anche a livello amatoriale come il sottoscritto ed ha trascorso due settimane al mare facendo due bagni al giorno con esercizi vari e nuotando immerso in tutto od in parte nell’acqua, quando ritorna e riprende a giocare al pallone si sente rigenerato, a suo agio anche senza aver fatto o seguito la solita trafila che caratterizza il contenuto delle tradizionali sedute di allenamento.
    Chi ha provato ciò credo non possa smentirmi; si dirà, mancano le piscine ma questo è un altro problema.

    • Cristian ha detto:

      Giorgio la piscina, il nuoto è il Re degli sport per il beneficio fisico.

      • giorgio pivotti ha detto:

        E allora, se è il Re degli sport, perché fino adesso a nessuno tra i preparatori atletici più esperti e rinomati non è venuto in mente di utilizzare in maniera programmatica e abituale, laddove è possibile, il nuoto e gli esercizi acquatici mirati e di particolare efficacia per l’allenamento fisico dei calciatori?
        Come primo passo in questa direzione alternativa e complementare per la preparazione fisica degli atleti calciatori farei in modo che durante le ferie al mare, la maggioranza, o in montagna nelle piscine degli alberghi, tutti imparassero almeno a nuotare abbinando agli esercizi singoli con movimenti che solo in acqua si può fare, giochi collettivi con la palla.

        • gigi ha detto:

          In vacanza vanno fatti anche altri sport per mantenersi ma,durante il campionato,si devono usare i mezzi più adatti per lo specifico e,in tutti gli sport,sono adatte le esercitazioni più vicine ai movimenti della gara. La piscina o altre discipline(non il tennis o altre pericolose per il calciatore)possono essere usate per il recupero degli infortunati,ma solo all’inizio.

          • giorgio pivotti ha detto:

            A parte il recupero da infortunio, di solito quelli gravi, sono convinto che l’utilizzo della piscina come strumento di potenziamento fisico muscolare distribuito in tutto il corpo sia più efficace del ricorso agli esercizi in palestra con i pesi o quant’altro spesso noiosi e fortemente ripetitivi e quindi poco graditi ai calciatori nell’effettuarli.
            Inoltre in palestra non si fanno esercizi che hanno a che vedere con i movimenti tipici eseguiti praticando il calcio mentre in acqua con il nuoto si possono fare delle evoluzioni che aiutano molto l’elasticità e scioltezza dei movimenti nella corsa, nell’uno contro uno, nel contrasto fisico, basta guardare i giocatori della palla a nuoto.
            Insomma potendo li farei fare nel calcio almeno una volta alla settimana; su questo aspetto innovativo ed integrativo di allenare la squadra sarebbe interessante sentire qui il parere di un esperto di nuoto, di esercizi acquatici, un suo giudizio qualificante in grado di avvalorare o meno questa mia personale idea.

  12. Paolo ha detto:

    Quanti bei propositi, da quanti anni sento sempre il solito disco, investiamo sui giovani, puntiamo sui giovani,largo ai giovani..ecc. Sembra sempre che l’anno seguente sia quello buono ed invece subito ad inizio campionato svanisce tutto. Perchè? Perchè in Italia conta solo vincere e basta. E’ la cultura che manca sui giovani. Faccio l’esempio Verratti, se si chiamava Verrathino siete sicuri che ce lo avremmo fatto scappare dalla serie A? Un ultima cosa mister Cagni, nella sua disamina sui giovani vorrei aggiungere io un facciomolo se permette. Genitori della domenica mattina quando andate a vedere i vostri figli nei campetti, insegnate loro che si deve anche perdere nello sport! O forse sono propio i genitori che vanno educati..? Salve

    • Cristian ha detto:

      Corsi anche per i genitori….”Che cosa significa attività sportiva per i ragazzi”…..oppure invitarli a stare a casa…..in Italia non si ha il coraggio di schierare i giovani..è vero…i presidenti sono incompetenti, gli allenatori magari hanno poco coraggio…i tifosi mormorano e anche troppo….

    • gigi ha detto:

      Nella cultura, a cui accennavo nell’articolo,c’è tutto il variegato mondo dell’animale genitore che vede nel figlio IL GUADAGNO E LA NOTORIETA’. E’avvilente.

  13. Nuario ha detto:

    Si dovrebbe cominciare a ridisegnare il Campionato Primavera, mutuando il modello spagnolo e, in parte, tedesco. Le squadre giovanili diventerebbero, in tal modo, delle squadre riserve (B, Amateur, etc.) da iscrivere nei campionati inferiori (Serie Bwin, Lega Pro o formare un’unica Lega..)! Dopo 2 anni di militanza, il giovane calciatore potrebbe ricevere la promozione in prima squadra o la cessione ad altra società.

    • Cristian ha detto:

      Qualcosa del genere Albertini, Baggio, Sacchi e Viscidi l’hanno già in mente….ma bisogna secondo me andare alla base…scuole, bambini, tifosi…è una questione di mentalità….fino a quando il come si cerca il risultato va in secondo piano non miglioreremo più….purtroppo sta prendendo piede l’idea che vincere non è importante ma l’unica cosa che conta…ecco perchè non mi piace Mourinho, Lippi, Capello….loro parlano, i tifosi, chi pratica a livello dilettante, chi allena alla base..recepisce male….purtroppo non esiste solo il Barcellona, il Real Madrid ecc….il calcio va molto oltre…e meno male…..siamo al punto dove ci sono un soddisfatto e 19 delusi….così non regge più.

    • gigi ha detto:

      Sono daccordo anche perchè ai miei tempi c’era il campionato Demartino o delle riserve che veniva giocato il mercoledi. Venivano usati i giocatori della prima squadra che non giocavano o che venivano da infortuni con ragazzi della primavera. E’stato soppresso per i costi. Tutto gira intorno al danaro. Con amministratori oculati e preparati si potrebbero realizzare tante cose. Gli interessi personali sovrastano quelli collettivi non sapendo che così non guadagna nessuno. Questo è un’altro punto a sfavore della situazione

  14. marco ha detto:

    Nella speranza di fare cosa gradita a tutti:

    ho scoperto questo “manuale operativo” per imparare ad osservare nel dettaglio una partita di calcio e catalogarne i vari aspetti, credo sia indispensabile per tutti gli allenatori, Ds, Osservatori, Procuratori e tutti quelli che lavorano nel mondo del calcio con una visione interessata dell’aspetto “miglioramento personale e di squadra”.
    Contiene anche le schede calciatori per crearsi un vero e proprio archivio completo sulle caratteristiche degli atleti osservati. Credo sia un ottimo compagno di lavoro che possa dettare le linee guida anche all’interno di uno staff.
    se andate su http://www.soccerpower.it si può effettuare il download immediato.
    saluti.

  15. Giovanni ha detto:

    La mia domanda sui settori giovanili a lei che ne saprà più di me.
    So che esistono 3 scuole calcio in italia gestite dalla federazione,domanda:
    non sono poche?
    Non dovremmo forse coordinare le squadre giovanili gestite da privati(intendo quindi i settori giovanili delle varie squadre di A e B)e quelle gestite dalla federazione?
    So che in germania hanno 20 centri federali con non so bene quante scuole calcio,noi solo un centro e 3 scuole..non dovremmo anche gestire meglio questo tipo di sistuzione?

    • Cristian ha detto:

      In Germania hanno cambiato “direzione” solo nel 2002….e dopo una sconfitta in finale al mondiale….noi neanche dopo la figuraccia nel 2010….speriamo che essere arrivati in finale all’europeo non sia ingannevole come è stata la vittoria del mondiale del 2006….

    • gigi ha detto:

      Non so se sia determinante avere più federazioni ma so,per certo,che dobbiamo cambiare le cose e in fretta anche.Comunque spero che sia l’articolo che le vostre proposte STIMOLINO chi di dovere.

  16. Cristian ha detto:

    Mister, ottimo pezzo!

    Una volta che ci si trova in mezzo alle difficoltà è sicuramente il momento migliore per rivedere alcune cose e convinzioni.
    E’ innegabile che nei confronti degli altri paesi europei siamo indietro, non solo nel calcio..qui però parliamo di calcio…iniziare dalle scuole per migliorare la cultura sportiva è il primo passo secondo me…poi per raccogliere risultati nell’immediato, intendo il cambio culturale, i giornalisti potrebbero esercitare un ruolo fondamentale….servono però regole nuove, esempi per far si che i giornalisti cambino “rotta” e non siano solo al servizio della polemica che tanto piace ai tifosi medi.
    Anche a me piace pensare che il Milan abbia ceduto Thiago Silva per “indirizzarsi” verso il fair play finanziario, la cessione di Ibrahimovic per me è cosa normale, non impazzisco per questo giocatore, era fattibile anche se non c’erano necessità finanziarie…
    Anche i giocatori dovrebbero imparare a stare zitti, perchè Totti deve permettersi di dire che servono rinforzi?? Che pensi a correre e ad allenarsi, il suo allenatore non chiede il cosiddetto top player, crede di più nel lavoro, anche perchè i giocatori di valore non mancano.
    Infine la strada per migliorare i settori giovanili è ancora lunga….servirebbe meno pretesa di ricercare una “scienza” nel calcio ed essere più pratici a dimostrare, far giocare e lasciar giocare i bambini.

  17. giorgio pivotti ha detto:

    Rientro da due settimane di ferie dove ho visto la finale vinta dalla Spagna sull’Italia per 4 a 0 con quattro gol tutti evitabili causati dal mancato rispetto del controllo visivo attivo nella difesa elastica per effetto della zona e della sua compromettente linea difensiva con i difensori azzurri a guardare in via privilegiata, esclusiva solo la palla attaccata a scapito della marcatura, come si è visto con gli errori di Chiellini e Barzagli sul primo gol, di Barzagli e Bonucci sul secondo ricorrendo al fuorigioco mancato, di Abate sul terzo che invece di marcare Torres trascura il suo inserimento per far scattare, da fermo, un altro improbabile fuorigioco ed infine di tutta la linea difensiva azzurra sul quarto gol che sembra non saper, non voler marcare stretto l’uomo ma fermarlo solo virtualmente alzando ingenuamente il braccio per invocare il fuorigioco. Si dirà, è acqua passata, sì però attenzione che tutto il nostro calcio, nazionale compresa, affronta la fase difensiva in questo modo lasciandosi andare a comportamenti, atteggiamenti tattici in fase di non possesso palla che escludono la marcatura a uomo moderna, flessibile per causa della zona e dei suoi noti principi tattici. Se poi l’avversario di turno è la Spagna e non marchi a uomo in maniera intelligente, elastica allora sono guai e di conseguenza si fanno brutte figure.
    Fatta questa premessa per me doverosa se vogliamo comprendere che certi gol importanti come questi si possono evitare, anche se nei commenti degli addetti ai lavori di ciò non se ne è parlato, vengo al nuovo articolo che condivido di mister Cagni solo per avanzare una proposta o meglio fare un considerazione, quella di trovare un meccanismo o una soluzione accettabile per dare l’opportunità ad un maggior numero di allenatori possibile, professionisti o dilettanti, di trovare un posto in panchina non solo come occasione di lavoro ma soprattutto per dar modo di esprimere tutto il loro potenziale creativo e culturale a beneficio e crescita del nostro calcio aggiungendo valore alle nostre squadre. Non esoneri per ripicca o altro di simile ma una normale rotazione tra chi è capace di migliorare il nostro calcio anche a livello internazionale.
    Capisco che non è una proposta di facile soluzione, occorre tuttavia tentare almeno di trovare un via d’uscita allo status quo per non vedere quasi sempre le solite facce sedute in panchine quando Coverciano dall’altra parte continua a sfornare soprattutto con il Master tecnici preparati che avendo giocato a calcio, lo conoscono, ne capiscono qualcosa, anche se non hanno ancora maturato la dovuta esperienza professionale.

    • Cristian ha detto:

      Dal punto di vista degli allenatori, io rivedrei a livello dilettantistico il numero chiuso per accedere ai corsi, mi sembra una discriminazione non più tollerabile nel 2012…..potrebbero emergere tante persone con molte capacità.

      • gigi ha detto:

        Non ho bene presente il mondo dilettantistico ma lo ritengo importante come i settori giovanili professionistici,quindi,se desse un apporto di crescita bisognerebbe farlo.

        • Cristian ha detto:

          Mister a proposito di questo argomento, finalmente qualcosa si è mosso, almeno in Piemonte, non so in altre regioni, ma credo di si, pare anche in Lombardia….ho appena terminato il nuovo corso che abilita gli allenatori per la terza, seconda, prima categoria e juniores regionale….il corso si è svolto tra mille difficoltà, ma grazie alla passione di noi corsisti e alla disponibilità di Mister Di Guida si è arrivati in fondo….trovo utile proseguire su questa strada è dal basso che deve partire il cambiamento culturale.

          Ps: abbiamo avuto il Prof. Ferretti come docente di metodologia dell’allenamento….siamo stati fortunati direi.

          • gigi ha detto:

            Ci sono dei buoni docenti fortunatamente. Il problema sta nel fatto che chi comanda non ha grandi intuizioni. Comunque è da quando c’è il calcio che le innovazioni arrivano dalla passione che viene dal “basso”.

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