A CASA DEL “MANCIO”


Come si fa a non invidiare l’ambiente e il sistema calcistico inglese. Ho visto due gare del City, una di Champions e l’altra di campionato. Nella prima 50.000 persone nella seconda 45000. Entrati e usciti dallo stadio in pochi minuti. Non ho visto un poliziotto e nemmeno situazioni di difficoltà fra tifoserie, anzi. Stadio confortevole, terreno di gioco splendido.

Le partite non sono state di grande livello tecnico, forse in quella di Champions si sono viste delle individualità di livello superiore ma il gioco non alla pari delle aspettative. Eppure tutto è sembrato bello ed entusiasmante. E’ stato come vedere un quadro mediocre ma in una cornice di grande qualità e fascino. Mancini mi ha detto che non sono soltanto le grandi squadre ad avere strutture di questo tipo ma tutte quelle della Premier sono allo stesso livello, magari un po’ più piccole ma con la stessa qualità e organizzazione.

Finita la gara l’allenatore di casa ospita, in un’apposita saletta, l’allenatore avversario, qualsiasi sia il risultato, e gli offre un buffet di cortesia.

La domanda è: “perché tutto questo non possiamo averlo anche noi?”

Eppure anche gli inglesi hanno avuto gli hooligans che hanno fatto disastri. Perché non andiamo a vedere come hanno fatto in 20 anni ad eliminare questi pseudo tifosi e a fare stadi confortevoli, sicuri e di grande qualità per ospitare ogni tipo di manifestazione rendendola accessibile a ogni tipo di categoria sociale?

Ho visto 3 allenamenti in cui ogni giocatore ha sempre eseguito le esercitazioni a grande intensità rispettando i dettami sia dell’allenatore che dei suoi collaboratori.

Si vede che hanno rispetto e stima di chi li comanda.

E’ sicuramente un grosso vantaggio essere il MANAGER della società, sei l’unico riferimento tecnico senza intromissioni e pressioni. Hai a disposizione mezzi tecnologici all’avanguardia per qualsiasi tipo di valutazione sia fisica che tecnico-tattica con collaboratori altamente qualificati nello specifico. Ogni fine allenamento fanno un briefing per raccogliere tutti i dati che servono sia per la valutazione dell’allenamento appena svolto che per l’organizzazione dell’allenamento del giorno dopo. La preparazione didattica tecnico-tattica è sopportata dal lavoro di 3 informatici che costruiscono filmati a secondo delle esigenze dell’allenatore. Durante il primo tempo Mancini, tramite Platt o Salsano, fa sapere ai tecnici quali sono le immagini più importanti da estrapolare per poi mandarle direttamente in onda sui monitor nello spogliatoio. Così in breve tempo e con più precisione può fare vedere sia le cose giuste fatte che gli errori commessi.

Comunque, siamo della stessa idea io e lui, questi mezzi devono essere da supporto e non primari, non potranno mai  eguagliare quelle che sono le valutazioni visive ed empatiche che si hanno direttamente sul campo.

La mia gioia per quello che ho vissuto è stata sovrastata dalla rabbia di vedere da noi il realizzabile non realizzato per interessi personali non adatti a un futuro di un calcio che ritrovi i propri valori.

L’unico aspetto negativo che mi sono trovato a fronteggiare nella trasferta inglese è stato il proverbiale clima inglese, ma Parigi, pardon Manchester, val bene una messa..

Gigi Cagni

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13 Responses to A CASA DEL “MANCIO”

  1. Riki ha detto:

    Secondo me Maggio ha calcolato di diventare papà questa settimana per poter riposare in vista di sabato!! Eh si mi sa propio che l’abbia fatto apposta… Naturalmente è una provocazione, ma il sospetto nel calcio italiano è un malcostume che non ce lo stacchiamo di dosso. C’è la nazionale ma tutti sono già proiettati a juve napoli, avvilente. Ecco la nostra cultura sportiva!!

    • Cristian ha detto:

      Juve-Napoli…..sempre quando c’è la Juve le chiacchiere…basta!! In America insieme alla Fiat! Scusate lo sfogo! Mister scusi lo sfogo!

  2. Riki ha detto:

    Faccio una domanda a tutti voi. Visto che parliamo di cultura e valori, siamo sicuri che i ragazzini della domenica mattina siano allenati da persone competenti..?? E sopratutto i genitori che li seguono siano altrettanto sportivi e educatori?? Io penso che il problema sia alla base di tutto ciò, quindi se vogliamo avere giocatori leali in campo iniziamo già dai pulcini ad educarli sportivamente… Sul discorso ultras ho un altra domanda. Ma secondo voi un teppista, lo fa solo allo stadio o anche nella vita privata? Il problema non è nel calcio italiano, ma in questa nostra società dove il più furbo è il più bravo, non mischiamo le due cose. Non è che uno entra allo stadio e si trasformi. E in inghilterra il problema holligans è stato portato via dagli stadi , ma a pochi km di distanza prima delle partite ci sono ancora scontri fra tifosi!!!

    • Cristian ha detto:

      Secondo me ci sono persone competenti ad allenare i giovani della base alla quale viene fatta passare la voglia, lasciando spazio agli incompetenti e ai montati…risultato tra i pulcini e gli allievi si ha in Italia un abbandono pari al 45%……serve cambiare, rinnovarsi e puntare a formare sportivi, atleti e uomini…

  3. Cristian ha detto:

    L’Italia è bloccata in tutti i settori da 20 anni…..la vittoria è l’unica cosa inseguita…il che è legittimo…però vince solo uno, quindi si avranno un soddisfatto e 15-17-19 delusi…c’è qualcosa che non va….e pur di vincere credo che molti siano disposti a tutto…anche per assurdo a non giocare e tirare la monetina…una volta ho “pungolato” i miei giocatori dicendogli questo….

  4. renato ha detto:

    grande mister Cagni, torna a Vicenza!! FORZA LANE!!

  5. Davide Solenghi ha detto:

    Lo scorso febbraio, con alcuni amici, mi sono concesso un weekend di follia per assistere a Wolverhampton-WBA, derby locale molto sentito ma pur sempre partita di bassa classifica di Premier. Ebbene, ho avuto le sue stesse impressioni, pur in veste di tifoso e non di tecnico in “viaggio di istruzione”. E dai 3 giorni in Inghilterra ne ho ricavato l’impressione, dolorosa, che sia tutta e solo questione di cultura, non solo sportiva, che lei ha riassunto efficacemente in “Si vede che hanno rispetto e stima di chi li comanda”. Tanto per dirne una, al pub dopo il sonante 1-5 casalingo subito i tifosi dei Wolves cantavano con autoironia “abbiamo perso solo 5-1” (qua a Piacenza, per molto meno, giocatori senza stipendio ma con palle d’acciaio sono stati minacciati dagli ultras)

  6. Antonio Verardi ha detto:

    Grazie mister per la preziosa testimonianza, quello che ci hai descritto è un sogno per noi allenatori e amanti del calcio, Ne abbiamo di strada da fare in ITALIA.

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