“PUNTO DI PARTENZA”


i bianchi dello Spezia festeggiano la vittoria  Spezia-Empoli 3-0

i bianchi dello Spezia festeggiano la vittoria
Spezia-Empoli 3-0

Ringrazio tutti i tifosi dello Spezia per i complimenti che mi hanno fatto per la gara contro l’Empoli. Sono d’accordo sul fatto che sia stata la più bella da quando sono arrivato e ne sono molto orgoglioso. Ma il motivo di grande orgoglio deriva dal fatto che, tutto quello che è accaduto a Spezia e in altre circostanze analoghe, è il frutto di tutte quelle esperienze tecnico-tattiche, psico-fisiche e gestionali che ho descritto in tutti questi anni del blog. Essere coerenti con le proprie idee dopo averle rese pubbliche e dimostrare con i fatti che portano a dei risultati concreti, è motivo di grande soddisfazione. Troppe volte nella mia vita ho letto o visto in televisione soloni che parlando di argomenti non necessariamente calcistici, quando poi,venivano messi alla prova praticamente, facevano dei flop clamorosi. Posso essere criticato per tante cose perché, chiaramente, non sono il depositario della verità ma so per certo che quello che faccio è il frutto di tante sperimentazioni che mi permettono di avere qualche certezza. È chiaro che tutto quello che riesci a fare e realizzare in pratica non potrebbe avvenire senza la disponibilità completa di TUTTI gli elementi a disposizione. La difficoltà più grossa, e chi mi ha letto sa di cosa parlo, perché l’ho detto in molti articoli, è avere, nel più breve tempo possibile, la stima da parte dei giocatori e della dirigenza. Quella la puoi costruire, con grande pazienza, solo con i fatti. Volevo esprimere questi miei concetti oggi perché penso di avere raggiunto il mio obiettivo primario proprio nella gara di sabato. Con la disponibilità dei ragazzi, ho praticamente sperimentato tutte le teorie che vi avevo descritto negli articoli e, per l’ennesima volta, hanno dato grandi soddisfazioni a me, ma anche a tutti quelli che hanno collaborato con il loro apporto alla realizzazione dei miei convincimenti. Con tutto questo non voglio dire che siamo arrivati e dobbiamo mollare, anzi, adesso viene il bello. Con la serenità che ci da la classifica, da oggi si deve fare di più e cercare di realizzare un obiettivo sempre più avanti. Adesso diventa anche divertente questo lavoro. In qualsiasi sport, ma anche nella vita, spostare sempre l’asticella più avanti deve essere un dovere, anche perché lo dobbiamo nei confronti sia di chi ci paga ma anche di chi, come i tifosi, si aspettano da noi sempre il massimo dell’impegno. Posso dire, per concludere, che sono convinto che questi ragazzi per l’impegno non deluderanno ne me ne voi.

Gigi Cagni

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23 Responses to “PUNTO DI PARTENZA”

  1. Mattia ha detto:

    Buonasera mister, volevo ringraziarla per tutto quello che ha fatto in questi mesi; dall’aria che tira mi pare di capire che lei non verrà riconfermato, che si preannuncia l’ennesimo ribaltone: questa è Spezia, purtroppo, negli ultimi anni! Un Presidente con grandi disponibilità, forse circondato dalle persone sbagliate…Ma lei queste dinamiche le conosce certamente meglio di me, essendo nel calco da una vita! Che dire? io un Gigi Cagni, con la sua professionalità e la sua personalità, me lo sarei tenuto stretto e gli avrei consentito di costruire una squadra secondo i suoi dettami tecnico-tattici, ma probabilmente così non sarà. Sappia però che Spezia e la sua gente non dimenticano chi ha saputo capirli e dare loro qualcosa di concreto, perciò lei al Picco sarà sempre il benvenuto, anche eventualmente da aversario. In bocca al lupo Maestro!

  2. giorgio pivotti ha detto:

    Padova vs Spezia 1 1
    Il gol di Di Gennaro che ha dato l’aritmetica salvezza in B dello Spezia ha un valore calcistico meritevole di essere portato a conoscenza per le sue implicazioni tecnico tattico visto come è venuto; nel mio studio a proposito dei gol evitabili, sostenevo che stante la più che probabile riduzione anche rilevante di questi gol per effetto della marcatura a uomo al posto della zona e del non girarsi sui tiri contro, si rendevano necessarie nuove proposte tattiche di conclusioni a rete in modo da compensare tale diminuzione.
    Nel merito per favorire il compito degli attaccanti di segnare con altre soluzioni avevo indicato alcuni suggerimenti tattici come la mobilità e la sorpresa, i colpi di testa con rincorsa e il dribbling in area di rigore.
    In particolare per quest’ultimo aspetto avevo proposto anche qui di utilizzare un attaccante bravo nel dribbling e quindi nel possesso palla dentro l’area di rigore per sfruttare intenzionalmente e sistematicamente le sue doti-qualità andando direttamente a rete, servendo il compagno con un passaggio smarcante o procurandosi un regolare, non simulato, calcio di rigore.
    E’ quanto successo ieri contro il Padova con l’inserimento di Di Gennaro che appena entrato ha messo in mostra le sue qualità di dribblatore, ha puntato subito l’area e l’avversario procurandosi così un regolare calcio di rigore poi da lui stesso trasformato.
    Considerato che fino allora era risultato difficile per varie ragioni fare gol al Padova, quella di cercare volutamente il dribbling in area è risultata la mossa giusta, vincente.
    Di Gennaro ha fatto tutto da solo nel mettere a frutto le sue qualità di dribblatore in area oppure ha ricevuto da mister Cagni le istruzioni opportune mirate a tale scopo o scelta tattica?

  3. giorgio pivotti ha detto:

    Spezia vs Lanciano 1 1
    Non si può buttare al vento due punti e una vittoria meritata solo perché un difensore si gira ancora sui tiri contro diretti in porta o tra avversari come è successo oggi sul gol evitabile del Lanciano propiziato da un calcio di punizione, da palla ferma.
    Questa volta ad essere chiamata in causa è la barriera non posizionata male ma con uomini che reagiscono e si atteggiano sulla palla in arrivo in modo diverso, opposto, due regolarmente rispettando la posizione frontale attiva il secondo ed il quarto partendo da destra mentre Okaka ed il terzo che poi è il responsabile del gol di Mammarella, si scansano posizionandosi di fianco erroneamente.
    La palla calciata da Mammarella passa in mezzo ai due centrali della barriera, quello di destra resta frontale guardandola, quella a sinistra sbaglia opposizione fisica schivandosi, con la palla che filtra sfiorandogli la spalla sinistra.
    Lasciando perdere tutte queste precisazioni così dettagliate il discorso, il problema rimane sempre lo stesso, invariato più volte analizzato e affrontato ma mai risolto almeno ai livelli alti, quello di aggredire la palla in arrivo senza che giunga al destinatario o a destinazione come sul gol di Mammarella.
    Quello che mi chiedo sempre in questi casi, ormai da molto tempo, è se la colpa è sempre del difensore o anche dell’allenatore.
    Il gol di Sansovini era imparabile, papera del portiere.

  4. oldfan ha detto:

    con la sconfitta di bari, dovuta ad un errore di un difensore, il suo score e’ sempre migliore a quello di serena, di poco pero’. con una vittoria con il lanciano lo supererebbe alla grande, e sarebbe anche un suo vantaggio, per dimostrare ancora di piu’ le sue indubbie qualita’ di eccellente condottiero. faccia ripetere ai ragazzi la prestazione fatta con l’empoli. almeno 7 punti in 3 partite 55 punti sono alla nostra portata. siccome sono un suo tifoso , le auguro tante vittorie, e la sua riconferma ( si parla di sannino o iachini), io preferisco lei. lo stadio e’ con lei

    • gigi ha detto:

      Ti ringrazio per l’apprezzamento e farò di tutto perchè succeda quello che tutti ci auspichiamo. Il problema è che questi ragazzi hanno qualità tecniche ma non riescono ad avere una continuità di prestazioni. In due mesi è difficile capirne il motivo reale. Comunque sabato DOVRANNO fare una grande prestazione per loro stessi ma anche per la passine che avete dimostrato voi tifosi.

      • giorgio pivotti ha detto:

        Per me i giocatori dovrebbero mettere in campo la stessa passione che dimostrano di avere i tifosi sugli spalti tanti o pochi che siano, nei loro confronti; purtroppo questo spesso non avviene perché li considerano semplicemente una “cornice” non sempre tanto sentita, corrisposta considerando quello che fanno e spendono per vederli; quindi non una componente essenziale di sostegno anche economico quando ne hanno bisogno come dovrebbe tale legame.
        Non so quanto un allenatore inquadri bene questo aspetto importante del rapporto giocatori-tifosi anche nell’ottica di riuscire a dare continuità alla loro prestazione oppure venga del tutto trascurato per lasciare spazio solo alla tattica e alla tecnica.
        Non basta segnare e andare a raccogliere l’applauso degli spettatori tifosi spesso senza aver fatto niente di particolare per mandare la palla in rete.

        • gigi ha detto:

          Io parlo spesso dei “doveri”che dovrebbero avere i giocatori nei confronto sia di chi li paga sia per quelli,come i tifosi.che ti permettono di essere pagati. Non ne sono consapevoli perchè nessuno gli ha dato questa cultura del rispetto in qualsiasi espressione,tutto gli è dovuto.

          • giorgio pivotti ha detto:

            Grazie per la risposta, però anche un allenatore che prende diretto la via dello spogliatoio a fine partita non curante del pubblico amico mi sembra non vada bene; anche questa è cultura da non trasmettere.

            • roby ha detto:

              Peccato dover parlare sempre con il condizionale…”dovrebbero” Ma questo fa parte della scarsa cultura sportiva che esiste nel mondo calcistico e che è la madre dei vari episodi di cronaca che succedono nei nostri stadi ciclicamente ogni domenica. E non occorre elencarli. Per fortuna nel calcio esistono ancora persone che asaltano ancora i veri valori dello sport.

  5. giorgio pivotti ha detto:

    Bari vs Spezia 2 1
    Vedendo la sintesi della partita il pareggio ci poteva stare nel senso che come Fedato ha segnato di testa a fil di palo altrettanto poteva fare Goian che aveva a disposizione uno specchio di porta maggiore.
    Si sa spesso sono gli episodi a determinare il risultato specie quando non c’è una chiara superiorità di una squadra sull’altra.
    Nello Spezia però c’è ancora la predisposizione a concedere troppo spazio agli avversari in fase difensiva sia negli spazi larghi come pure in quelli stretti per una causa semplice da individuare e ricorrente, quella di voler andare sulla palla dimenticandosi di coprire o di aspettarla in arrivo trascurando di marcare a uomo il diretto avversario.
    E’ successo in occasione del gol evitabile di Sciaudone con Porcari che sbaglia andare in raddoppio verticale su Ghezzal portatore di palla mentre avrebbe dovuto stringere subito, portarsi in diagonale su di lui per coprire lo spazio intercettando da quella posizione e non inutilmente da dietro, il suo tocco laterale; come pure poco prima sul corner di Bellomo con Sciaudone che tutto solo, smarcato appoggia debolmente a Guarna.
    In bocca al lupo con il Lanciano.

  6. Domenico ha detto:

    Mister come descriverebbe in pochi concetti chiave il gioco del dortmund?

  7. giorgio pivotti ha detto:

    Borussia Dortmund vs Real Madrid 4 1
    Bayern vs Barcellona 4 0
    L’attrazione della palla, verso il suo portatore trascurando tutto il resto delle incombenze e la zona con le sue soluzioni tattiche per fermare virtualmente l’attaccante rappresentano i due aspetti che più condizionano in negativo ora ma anche in passato la fase difensiva nel calcio procurando tutta una serie di gol evitabili. Il primo aspetto con l’attrazione esercitata dalla palla, dalla sua circolazione cui fa seguito quando arriva l’aggressione e l’attacco alla stessa, si è sempre visto nel gioco del calcio, dai più piccini dove tutti vanno verso la palla, la guardano costantemente per rubarla o conquistarla divertendosi e nello stesso tempo imparando i movimenti di base di questo sport; ai più grandi a tutti i livelli seppure tenendo conto della posizione, del ruolo, del modulo e del controllo del gioco d’insieme senza però mai desistere dal farsi condizionare dal potere attrattivo della palla per aggredirla e attaccarla in maniera esclusiva a scapito della marcatura a uomo, del diretto avversario perso o dimenticato.
    Del secondo aspetto riferito alla zona che in termini temporali ha interessato e caratterizzato il calcio degli ultimi venti, trent’anni, non ho molto da aggiungere se non ribadire che la sua introduzione ha finito per incrementare un eccessivo tatticismo difensivo spesso sistematico con meccanismi più da esteriorità che di sostanza come la linea, il fuorigioco, rischiosi e incerti.
    E’ quanto si è visto anche nelle due ultime importanti partite di Champions League; qualche riferimento veloce.
    Sul gol del pareggio il Lukasz Piszczek (n.26) guarda solo la palla, arretra in verticale non taglia in diagonale previo movimento laterale della testa per portarsi subito su Ronaldo impedendogli di ricevere il passaggio e di appoggiare in rete comodamente (primo aspetto).
    Lewandowski segna il raddoppio ma come si può lasciare solo un uomo davanti alla porta per colpa di Varane che va su e giù, lo vede e lo lascia libero senza fare nulla per ostacolarlo con marcatura a uomo mettendosi tra lui e la porta se non alzare il braccio sinistro per invocare inutilmente il fuorigioco (secondo aspetto)?
    Quanto al Barcellona analizzare i gol e i relativi errori vuol dire ripetermi; quello che ci terrei a evidenziare conformante a quanto già espresso in precedenza è come gli uomini blaugrana siano stati fermati e ridimensionati fino all’inverosimile dal pressing asfissiante di centrocampo e dalla marcatura a uomo non ancora perfetta per la persistente, parziale influenza della zona specie nel movimento della linea difensiva: merito non solo del valore del Bayern sul piano del gioco ma soprattutto della capacità di resistere, di vincere nei contrasti sul piano della fisicità ciò che ha finito per tagliare le gambe agli avversari soprattutto a Messi.
    Scusate se mi sono un po’ dilungato.

  8. oldfan ha detto:

    avendo visto la partita, mi ha colpito una cosa , difendersi in 11 e attaccare in 11, altro che calcio antico, questo e’ calcio avveniristico apllicato in modo perfetto, complimenti mister

    • gigi ha detto:

      E’un calcio chiamato “moderno”ma che molti allenatori, che ho avuto da giocatore,facevano negli anni 70. Quello che è cambiata è solo la preparazione atletica. Oggi la difficoltà è avere qualità nell’intensità.

  9. Cristian ha detto:

    Complimenti per il lavoro svolto Mister!

  10. giorgio pivotti ha detto:

    Dopo aver letto questo articolo torna spontaneo rifare o aprire una discussione sulla domanda: Esiste la rottamazione anche nel calcio? Quel “anche” non ha bisogno di essere specificato, spiegato perché da quanto si sente parlare in vari settori o ambienti, la sua correlazione è intuibile da tutti.
    No secondo me, nel calcio questa ipotesi o affermazione non regge, specialmente se ci si tiene aggiornati e disponibile al rinnovamento pur tenendo sempre presenti i valori di base di questo sport fondati sull’esperienza, sul lavoro svolto, sulla passione, sulla maturità, altrimenti si va incontro a rischi d’avventura che spesso non portano da nessuna parte come si è riscontrato da tanti esempi anche in corso a ogni livello di categoria.
    Per quanto mi riguarda pur avanti con gli anni anche se di poco rispetto a mister Cagni, mi sento di dire che con riferimento agli allenatori, ai tecnici, quelli giovani non possono sostituire i vecchi in maniera così tout court talvolta per le ragioni anche qui chiarite chiamando in causa i presidenti delle società di calcio; meno male che fortunatamente ciò non avviene nella formazione delle squadre dove un Totti con la sua esperienza ultraventennale di calciatore continuando a giocare lascia ancora il segno e non solo lui.
    Spostare l’asticella sempre più in alto non conosce età come dice mister Cagni.

  11. giorgio pivotti ha detto:

    Il tabellino conta per la statistica e anche per il giudizio finale della partita ma se incontro una squadra come l’Empoli che fa della zona la tattica sistematica della fase difensiva rinunciando o meglio non sapendo marcare a uomo, gli episodi e i gol evitabili segnati dallo Spezia ci stanno tutti.
    Oltre ad aver ritrovato l’ambiente, ovvero il calore, l’attaccamento dei tifosi ed il gioco di squadra grazie alla mano dell’allenatore, come ho già detto lo Spezia ha vinto soprattutto perché la zona praticata dall’Empoli ha facilitato, favorito le conclusioni a rete degli attaccanti per la troppa libertà loro concessa.

    • marco rigoni ha detto:

      mister sono un tifoso del vicenza che nonostante il finale amaro dell’anno scorso voleva augurarle i migliori auguri per il la sua avventura con lo spezia…mi auguro che gli addetti ai lavori capiscano che lei non é un semplice traghettatore ma invece un maestro di calcio a cui bisogna dare fiducia con un progetto serio a medio lungo termine….forza mister…..e chissà un giorno di rivederla ad allenare il mio vicenza!

  12. roberto30 ha detto:

    Complimenti al mister, da un empolese, che lo ricorda con grande affetto. Ho rivisto una squadra di Cagni, si vede che finalmente la compagine si rispecchia nel carattere dell’allenatore.
    Certo, una punta di discussione la voglio lanciare, uno Spezia che ha vinto commettendo il doppio di falli, un terzo meno di supremazia territoriale, un terzo meno nei tiri, meno possesso di palla, meno passaggi riusciti, 1 angolo a 5….
    Dimostrazione che per vincere sono importanti gli episodi.
    Un altro spunto.. complimenti al mister per aver lasciato in panchina Musacci.
    Un grande Saluto
    Roberto

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