Auguri Di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

23 dicembre 2011


Siamo al secondo anno di questa bellissima avventura con Voi.
Mi avete tenuta viva la passione per il mio lavoro.
Per questo motivo il mio augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo, a Voi e alle Vostre famiglie, mi arriva dal profondo del cuore.

Gigi Cagni


I fattori di cui tenere conto quando si subentra

9 dicembre 2011

Nella mia ventennale carriera sono subentrato 4 volte e, vi posso assicurare, in nessuna ho fatto le stesse cose. Molto simili sì ma uguali no. Questo per dire che ogni esperienza di questo tipo ha bisogno di valutazioni diverse. La cosa essenziale è la conoscenza tecnica della squadra. Se non si ha la convinzione di raggiungere l’obiettivo che viene richiesto, anche se difficile, è meglio declinare la proposta. Perché avere la convinzione che si può fare bene e riuscire in quello che ti viene chiesto, è primario nel primo approccio con la società e la squadra. I tuoi convincimenti e il modo di raggiungere i risultati devono essere esplicitati in maniera credibile e razionale ma conditi dalla passione che devi assolutamente sentire per poi trasmetterla a un gruppo che, sicuramente, è depresso. In qualsiasi situazione l’allenatore deve acquisire la stima e il rispetto da parte di tutte le componenti, e mi riferisco non soltanto agli alti dirigenti e allo staff, ma a tutti i collaboratori compresi impiegati e magazzinieri. Per quanto mi riguarda, prima di avere il primo colloquio con la squadra, penso alle cose che dovrei dire valutandole una per una per cercare di riuscire ad essere comprensibile soprattutto all’inizio. Le cose sono tante e vorresti dirle tutte ma devi tenere presente che non puoi tenere i giocatori per tanto tempo seduti in una saletta e pensare che riescano a seguirti e comprenderti. Quindi, come sempre mi è accaduto, entro e mi faccio trasportare dall’istinto e, come sempre, non dico nemmeno una cosa di quelle che avevo cercato di preparare. Partendo dal presupposto che se sei lì è perché la squadra è in crisi e hai quasi certamente una partita ufficiale di lì a pochi giorni, devi concentrare tutto sui metodi che adotterai per uscire dalla crisi. Essenziale, quindi, la scelta sia del metodo di lavoro atletico che quello tecnico-tattico. Qui subentra la conoscenza dell’organico  e della situazione specifica del momento sia di classifica che di rendimento nelle gare precedenti. E’ chiaro che devi avere visto la squadra almeno tre quattro volte per fare la scelta più razionale possibile in riferimento alla gara da disputare usando, secondo le tue conoscenze, sia il sistema di gioco che i giocatori più opportuni per interpretarlo. Detto questo si devono focalizzare uno per uno tutti i temi principali che l’allenatore ritiene determinanti per la buona riuscita dell’impresa. Personalmente parto dalla conoscenza e dalla valutazione della condizione psico-fisica perché, come ho detto altre volte, è fondamentale per la migliore resa tecnico-tattica dei giocatori. Ho delle convinzioni da molti anni, e cioè, che è diventato determinante che una squadra abbia come condizione essenziale il riuscire ad essere aggressiva, rapida e veloce per tutto l’arco dell’incontro e, ambiziosamente, del campionato. Con presunzione ritengo di essere riuscito a trovare la formula giusta, con l’aiuto del mio preparatore Prof Ambrosio, in anni di sperimentazione, per il raggiungimento in un tempo relativamente breve della migliore condizione fisica, mantenendola sino alla fine. Da questa base costruisco l’aspetto tecnico-tattico senza dimenticare mai quello psicologico che è essenziale per fare rendere al meglio ogni elemento messomi a disposizione. Questo è il compito più difficile e il più delicato perché non hai molto tempo per la valutazione completa degli elementi e quindi diventa importante la tua esperienza. Altro elemento principale è la comprensione dei motivi per cui la squadra non ha ottenuto risultati (gol subiti, gol fatti, equilibrio tattico, sistemi di gioco usati ecc..) e da lì decidere uomini e sistema più adatti per fare la prima gara. Altro elemento destabilizzante e molto influente in tutto l’ambiente, e qui mi riferisco essenzialmente ai tifosi e ai media, è la classifica. Questo punto merita una precisazione perché, secondo me, è più o meno importante in riferimento alle partite mancanti. Mi spiego meglio. Se, come è capitato a me quest’anno a Vicenza, arrivi e  hai soltanto 3 punti ma in 8 gare e ne mancano 34, non te ne devi preoccupare troppo perché hai il tempo per costruire. Tutto cambia in proporzione alle gare mancanti e al calendario. Fatto questo devi avere la pazienza e la capacità di costruire il futuro partita per partita riuscendo a modificare al meglio i difetti trovando volta per volta le soluzioni giuste. Ritengo che la parte finale sia la più difficile: riuscire a combinare i risultati con la conoscenza e la crescita costante della squadra, sono obiettivi primari e assoluti. Non va dimenticata LA FORTUNA, anche se sono sempre convinto che arriva SE LA MERITI.

Gigi cagni


Cogli l’attimo

1 dicembre 2011

Capire il motivo per cui vieni esonerato è sempre difficile. Per quanto mi riguarda, oggettivamente, solo una volta è stato giustificato e mi riferisco all’anno 97-98 a Verona con presidente Pastorello. A Parma nel 2008 con un contratto biennale e dopo sole sei gare, ho ancora più difficoltà a comprenderne le ragioni. Se poi il Presidente Ghirardi lo fa per telefono dicendoti che sei un bravo allenatore e una brava persona e che lui ha troppe pressioni, la cosa diventa ancora più incomprensibile. Stai fermo 2 anni in cui vai molto vicino a essere scelto da molte squadre che poi, però, fanno una scelta diversa a favore di colleghi con curriculum meno prestigiosi, la risposta alla domanda diventa ulteriormente incomprensibile. Ma in questo lungo periodo di inattività ho cercato, comunque, di essere pronto a un’eventuale chiamata per non trovarmi impreparato per chi avesse ancora fiducia in un “VECCHIO” allenatore. Più avanti spiegherò il motivo di questa sottolineatura. Faccio una premessa e mi rivolgo ai miei assidui lettori. Vi ricordate quando vi ho detto che la fortuna capita a tutti ma bisogna essere pronti a coglierla? Eccovi la dimostrazione. La sera del 5 ottobre ero a Mediaste Premium a fare il commentatore, altra bella esperienza, della B serale. Finita la trasmissione alle 23 e 45 ho accompagnato il conduttore a casa: determinanti quei 10’persi. Arrivato in camera dell’albergo stavo spegnendo il telefonino attaccandolo alla batteria quando mi arriva un messaggio “Mi scusi l’ora sono Cassingena è sveglio?” Rispondo sì. Immediatamente squilla il telefono e dall’altra parte il Presidente mi dice che vorrebbe incontrarmi la mattina a Vicenza. Mi è venuta spontanea una domanda, capendo benissimo il motivo della richiesta senza dire altro: “E’sicuro di volere me?” Risposta: “Venga domani”. Il desiderio di tornare ad allenare si realizzava. Già da giugno, dopo il primo colloquio con il Presidente, la squadra mi intrigava, sono un “animale” molto istintivo in queste cose. Conoscevo i giocatori, avevo visto le strutture dove la squadra si allenava e avevo avuto sensazioni positive. Quindi la mattina, in macchina, ho chiamato immediatamente il mio preparatore, Prof. Alberto Ambrosio, dicendogli di trovarsi al casello di Brescia che saremmo andati a Vicenza “SICURO CHE AVREMMO FATTO ALLENAMENTO IL POMERIGGIO” perché lo volevo. L’incontro con tutto lo staff dirigenziale, compreso il Presidente, è stata una formalità perché io VOLEVO allenare il Vicenza ma, soprattutto,TORNARE SU UN CAMPO DA CALCIO. Quindi le scaramucce contrattuali sono state un proforma, l’importante era che tutti e due volessimo la stessa cosa. Da quel giorno sono rinato, gli anni di inattività sono scomparsi, l’adrenalina ha ricominciato a scorrere e tutto mi è sembrato naturale. Riprendo il discorso del VECCHIO perché la cosa è interessante. Già in altre occasioni e con uomini di calcio avevo chiesto come mai ero sempre in procinto di essere scelto ma poi venivo scartato. Nessuno, in apparenza, sapeva dare una spiegazione logica. Qualche settimana fa, parlando con un dirigente del Vicenza, ho fatto la stessa domanda e la risposta è stata “..Sai nel parlare di te nell’ambiente, tutti a dire che eri VECCHIO con metodi antichi, con un calcio non moderno, che vuoi giocatori esperti e non fai giocare i giovani ecc..” ma la cosa più bella è che ha aggiunto.. “quando li risento gli dico che, sorprendentemente, sei moderno con un’arma in più L’ESPERIENZA. Poi, un giorno, qualche solone del calcio mi spiegherà cosa vuol dire essere MODERNI in questo mestiere in una Nazione dove il RISULTATO è più importante del gioco. Nel prossimo articolo vi racconterò cosa vuol dire subentrare cercando di intuire, il più presto possibile, quali mezzi usare per fare rendere al meglio l’organico a disposizione. A presto.  

Gigi cagni