Si riparte

6 settembre 2011

Scusate il ritardo ma, fra vacanze, mercato e scioperi, non c’era molto di cui parlare. Devo dire che siamo veramente un Paese unico, in senso positivo e senza ironia, in Europa e forse nel Mondo. Con la fame di calcio che c’è sempre, i nostri media riescono, nel periodo della sosta estiva, a tenere vivo il nostro sport nazionale  facendo trasmissioni televisive per ore e ore ogni giorno e riempiendo 4 quotidiani sportivi senza che ci sia una partita da analizzare, ma solo con notizie di mercato e allenamenti nelle preparazioni…..COMPLIMENTI VERAMENTE, in questo sono dei fenomeni. Detto questo veniamo a RIPARLARE di calcio. Non voglio entrare nel merito dello sciopero della A perché è un argomento molto più delicato di come è stato trattato pubblicamente. Vi basti pensare che non ci sono solo i 100 giocatori molto ben pagati della A ma centinaia di altri professionisti che hanno dei diritti pari a tutte le categorie di lavoratori italiani che naturalmente sono rappresentati dai loro colleghi più noti. Quindi, la B è partita a spron battuto con queste novità di molti allenatori giovani ma, soprattutto, di tanti giovani talenti in campo nelle prime partite. Ho visto molte gare dal vivo e altre in tv. La prima impressione è la solita di tanti campionati di B, inizio scoppiettante non essendoci problemi di classifica in un campionato di 42 partite, tutti spregiudicati sia nei moduli che nelle componenti dei moduli stessi e intensità con ritmi alti di gioco. Sarebbe bello che tutto questo fosse mantenuto per tutto l’arco del campionato, ne guadagnerebbero il calcio e tutti gli appassionati. Ho l’impressione, per esperienze vissute, che tutto questo non accadrà. Fra tre mesi la classifica avrà il sopravvento e i timori di non raggiungere l’obiettivo finale prevarranno sulla spregiudicatezza e il volere rendere le partite emozionanti e divertenti. Purtroppo in Italia prevale il risultato sul gioco. Per iniziare a cambiare le cose sarà necessario che i Presidenti abbiano il coraggio delle loro scelte sostenendole soprattutto nei momenti difficili. Altrimenti bisognerà cambiare il sistema e cioè fare un campionato senza retrocessioni, costruire stadi nuovi e non avere l’assillo del bilancio che condiziona tutte le scelte. Da qualche parte bisognerà pure cominciare, non si può essere sempre in un limbo e galleggiare per non fare male a qualcuno e soddisfare le esigenze di tutti. L’unica esigenza da soddisfare è quella del tifoso che paga il biglietto allo stadio e le tessere tv. Diamo una svolta definitiva incentivando i settori giovanili mettendo a disposizione di allenatori ben pagati e professionali strutture adeguate. Non credo sia difficile realizzare tutto questo, basta averne la volontà e, magari, ascoltare chi di calcio ne sa qualche cosa. Devo fare un appello a tutti i miei colleghi, di tutte le categorie che in questo momento hanno il piacere di allenare: insegnate i principi di base ai difensori. Mi piacerebbe vedere meno frequentemente errori di posizione del corpo nell’uno contro uno, far conoscere la tecnica del contrasto e, soprattutto, avere la conoscenza di come posizionarsi tatticamente negli ultimi 20m nella fase difensiva. Anche questo aspetto fa parte della bellezza del calcio. E’ molto bello che ai difensori si insegni la costruzione del gioco ma lo è altrettanto se il difensore non incorre in errori banali nella fase di riconquista della palla. Un intervento estremo con una tecnica adeguata di un difensore è altrettanto spettacolare di quello di un attaccante. Bene, siamo ripartiti e spero di riuscire a soddisfare le vostre esigenze come, mi sembra, sia avvenuto il primo anno della nascita di questo blog. Io sono stato felice di interagire con molti di voi anche perché le vostre richieste mi hanno permesso di sviluppare argomenti che mi stanno a cuore. Buon inizio stagione a tutti.

Gigi Cagni