Allenare…….non è uno scherzo


Venerdì 10 giugno sono andato a Vicenza chiamato dal direttore sportivo Cristallini, su richiesta del Presidente perché voleva conoscermi per valutare la mia candidatura.

E’stato un colloquio fra due persone della stessa generazione e che hanno parlato lo stesso linguaggio.

Mi ha detto subito che aveva incontrato, il giorno precedente, Silvio Baldini, che eravamo gli unici candidati per allenare la squadra e che, entro la domenica, mi avrebbero fatto sapere l’esito della scelta sia in un modo che nell’altro (così è avvenuto, dimostrando correttezza e rispetto delle regole).

Ho fatto questa premessa per introdurre un argomento molto attuale.

Una delle domande che mi ha posto il Presidente è stata: “Si è chiesto come mai sono 2 anni che non allena? Che risposta si è dato?”

Non ho avuto esitazioni perché questa domanda me la sono fatta centinaia di volte.

Ho probabilmente tanti difetti ma non quello di raccontarmi delle balle per giustificare i miei “insuccessi”.

Non l’ho mai fatto nella vita perché ho sempre ritenuto che essere intellettualmente onesti con se stessi, nella valutazione di quelle che sono le proprie azioni, anche se in certi momenti costa a livello psicologico, alla lunga paga e ti permette di crescere e sapere affrontare qualsiasi accadimento senza perdere l’autostima.

Comunque, tornando all’argomento, penso che siano cambiate tante cose in questi due anni.

Il numero di giovani allenatori, sicuramente di qualità e di buona prospettiva, è aumentato in modo preponderante.

Anche l’anno scorso se ne parlava, ed era venuta la moda, del GUARDIOLISMO ma nel campionato appena finito sono state cambiate tante panchine in A come non mai.

Quest’anno la cosa si sta ripetendo e mi piacerebbe sapere dai presidenti o da chi ne fa le veci i parametri delle scelte.

Lungi da me il fare questo discorso per invidia o per altri motivi se non per il fatto che la cosa, oltre che a riguardarmi, mi intriga per capire il motivo per cui nella società calcistica attuale non conti più il curriculum.

Sono per la modernità e per il progresso ma sono, anche, per la costruzione del proprio futuro passando attraverso le esperienze necessarie per raggiungere le competenze necessarie per affrontare qualsiasi difficoltà ti si presenti.

Mi hanno sempre detto di fare i GRADINI uno alla volta perché a ogni gradino consolidi quello precedente e se, all’inizio, cadi non sei tanto alto da farti male.

Se, invece, hai la frenesia di farne due alla volta e ti succede qualche cosa, cadi da molto più alto, ti fai più male e fai più fatica a rialzarti.

Così ho fatto e devo dire che mi è servito molto perché mi permette di avere, oggi, la sicurezza nell’affrontare qualsiasi situazione sia in campo che fuori.

E’una riflessione che faccio ad alta voce e mi rivolgo a tutti questi giovani allenatori.

Questo è un mestiere difficile, dove non c’è niente di scontato.

Non si finisce mai di imparare e la differenza tra le categorie è immensa, soprattutto dalla B alla A.

La preparazione della partita è la cosa più facile mentre la GESTIONE sia del gruppo che di tutto l’ambiente esterno (dirigenti, media e pubblico) è piena di insidie.

Per affrontare l’organizzazione del campionato nel modo più adeguato e costruire qualche cosa di solido e duraturo, devi avere tutte le conoscenze specifiche per risolvere tutti i problemi, non solo tecnici, che QUOTIDIANAMENTE ti si presentano.

Mi permetto di dare un consiglio a tutti questi giovani allenatori che vedremo nei nostri prossimi campionati: ”Ponderate bene le vostre scelte andando in Società che vi diano garanzie di credere in voi e quindi di difendervi nei momenti critici”.

Purtroppo ho il sospetto che i motivi per cui, molti Presidenti, affideranno le loro squadre ad allenatori meno esperti sarà solo perché costano meno e accettano qualsiasi organico gli venga messo a disposizione.

La speranza, invece, è che questa tendenza sia figlia di mentalità progressista e convinzioni solide di progetti lungimiranti (l’ho scritta di getto ma nel rileggerla mi sembra un po’ ironica, mah!)

In bocca al lupo.

Gigi Cagni

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49 Responses to Allenare…….non è uno scherzo

  1. Cristian ha detto:

    Credo che questo topic sia il più adatto per discutere della questione Ibrahimovic….quella legata al presunto diverbio con Allegri…io come molti altri tifosi milanisti ritengo che senza Ibrahimovic la squadra si esprima meglio, giochi un calcio migliore…è troppo palese che Ibra sia decisvo con i piccoli club e solo nel campionato italiano, che a ben vedere non è certo di buon livello….mi chiedo ma che messaggio si da a “coprire” certi atteggiamenti? Ma il sig. Ibra perchè certi gol (rispetto pieno del Lecce) perchè non li segna contro l’Arsenal, o comunque contro i top club? Basta rivedere le immagini della partita Milan-Lecce e notare in due azioni di egoismo di Ibrahimovic come ha reagito El Shaarawy….talento che dietro allo svedese rischia di bruciarsi….per concludere ritengo che l’Italia sia l’unico paese dove Ibra riesca ad avere questa popolarità…altrove dove conta molto di più la squadra e il gioco collettivo esaltato dalle abilità individuali, sarebbe fuori luogo come già dimostrato a Barcellona.

  2. Cristian ha detto:

    Buongiorno Mister, ho pensato che questo sia il topic più indicato per la mia domanda, le va di spiegarci che tipo di intervento, metodo, esercitazioni ha utilizzato per migliorare la condizione psico-fisica del Vicenza?

  3. Simone ha detto:

    Salve Mister voglio fare un pronostico sulla prima squadra che la contatterà………sono indeciso tra Bari e Varese…. anche se spero che venga in Toscana ad allenare così vengo a vedere un allenamento!!! Un vero allenamento di un grande mister!!! Le volevo fare anche una domanda chi e’ il più forte calciatore che ha allenato!!!??? Alla prossima grande Mister..

    • Cristian ha detto:

      Non per gufare a Carbone o per togliere la speranza a Simone, però se venisse a Varese per me sarebbe il massimo….mi trovo esattamente a metà strada tra Novara e Varese…..tra Tesser e magari Cagni…non sarebbe male!

      A seguire il suo blog e interagire con lei e osservare e ascoltare da bordo campo Tesser, ho imparato molte cose. Grazie!

      • gigi ha detto:

        Pensa che Benny è stato mio giocatore a Catanzaro e quindi gli auguro ogni bene . Mi è sembrato molto sicura nella direzione della squadra anche se è stato sconfitto.Comunque sono certo che da Tesser,che stimo molto,imparerai tanto.

    • gigi ha detto:

      Purtroppo,e la cosa non mi piace,devo aspettare che un mio collega venga esonerato per tornare a lavorare.Non credo ci saranno grossi cambiamenti nei primi mesi anche perchè sarebbe veramente avvilente.Ho avuto la fortuna di allenare tanti ottimi giocatori,altrimenti non avrei potuto vincere tre campionati,fare salvezze incredibili in A e andare in UEFA con ll’Empoli,quindi posso dire che mi ricordo di tanti giocatori di grande classe ma anche di OPERAI che mi hanno permesso di vincere.Non riesco a nominarne nessuno perchè,ti posso assicurare,mi sentirei in debito con gli altri.

  4. mara ha detto:

    ciao Gigi,mitico mister,sono sempre la tua fan mara,la tifosa del Chievo.
    Anche per l’inizio di quest’anno calcistico non ti vedo purtroppo protagonista su una panchina come allenatore. Non so se dire purtroppo o per fortuna vista la scarsa professionalita’ che si nota tra le societa’. io sono appassionata di calcio ma quello a cui assistiamo e’ veramente indecente. Lasciamo stare il balletto sulla panchina del palermo (povero Pioli!!!non sara’ il primo di quest’anno!!!). Ho letto che eri il candidato per la panchina del Vicenza. sarebbe stato bellissimo.La scelta di baldini non si sta dimostrando azzeccata,come volevasi dimostrare. Giovani allenatori piu’ sponsorizzati e senza grandi capacita’ e poi vediamo i risultati. Per questo ti dicevo che il campionato italiano e’ scaduto e non merita professionisti come te ,che sanno di calcio e di psicologia. No al verona nooo!!! Lo dico in risposta al tuo fan..senza polemiche ovviamente…In ogni caso spero di vederti allenare una squadra seria,una societa’ seria che ti meriti,il chievo sarebbe il mio sogno. Ma campedelli non ti ha mai chiamato? Trovo molto strano. Intanto continuero’ a seguirti sul blog e ad essere una tua fan.
    Con stima
    mara

    • gigi ha detto:

      Prendo te come spunto per ringraziare tutti quelli che mi stimano.La mia età mi permette di valutare le cose con un minimo di razionalità e di accettare il fatto che OGGI IL SISTEMA E’QUESTO e quindi bisogna adeguarsi.La scarsità di dirigenti di un certo valore,in tutti i campi,ha fatto si che ci si trovasse in una situazione sociale di questo tipo.Bisogna accettarla,non condividendola naturalmente,e aspettare che il ciclo finisca,perchè finirà sicuramente,continuare ad aggiornarsi e essere pronti nel momento in cui arriverà l’occasione.Al Chievo fa tutto Sartori,che conosco benissimo,ma se non ha pensato mai a me una ragione ci sarà ma,mi sembra,che abbia sbagliato poco fino ad ora.In bocca al lupo per il campionato.

  5. titta ha detto:

    Mi interessa un suo parere sullo sciopero dei calciatori. Forse mi e’ sfuggito, ma non ho letto niente sull’argomento. Grazie

    • gigi ha detto:

      Dico solo che è da settebre dell’anno scorso che stanno trattando e non trovare un’accordo a luglio vuol dire che,forse,abbiamo dirigenti non all’altezza.

  6. Simone ha detto:

    Salve signor cagni ho ormai 35 anni e dopo una vita da buon dilettante dalla d alla promozione ho fatto tutte le categorie vorrei allenare!! Chiedo consiglio a lei primo perché mi e’ sempre piaciuto come persona e come allenatore secondo me nel bagaglio di un allenatore non basta solo essere preparati tatticamente ma ci vogliono anche altre doti umane e tante altre!! A volte mi piace sognare visto che come lei non sono stato molto bravo a scuola sono sempre stato innamorato del calcio e mi ha dato tante soddisfazioni ma purtroppo finisce alla domenica sera visto che lavoro in fabbrica e vi assicuro che e’ dura, immagino che soddisfazione puo’ essere allenare certe squadre come quelle che ha allenato lei e vivere col calcio una passione che mi porto dentro da quando avevo 7 anni!! Le diro’ una cosa piu’ passa il tempo e più minpiace questo sport!! Spero che torni presto ad allenare così verro a vedere qualche allenamento!! Io sono toscano di lucca!! Grazie mister!!

    • gigi ha detto:

      Per prima cosa ti dico che sò cosa vuol dire lavorare in fabbrica perchè sono fresatore e torinotore specializzato nella scuola interna della vecchia “OM”oggi IVECO.Il mio sogno l’ho realizzato facendo grossi sacrifici perchè gli ingaggi non erano quelli di oggi.Però tutto questo mi ha permesso di godere di più dei successi che ho ottenuto ma,sopratutto,mi sono serviti per gestire meglio il rapporto umano con i miei giocatori.Le soddisfazioni si possono ottenere comunque facendo le cose con passione e mi sembra che a te questa non manchi.Spero anche io di tornare presto sui campi di calcio e magari,se sarò dalle tue parti,di incontrarci.Ciao.

      • Cristian ha detto:

        l’ Iveco….nata dall’unione della OM e della divisione Lancia mezzi pesanti di Bolzano….giusto??

        • gigi ha detto:

          Penso di si ma sono passati tanti anni che ho rimosso.Ogni tanto ho ancora l’incubo delle NOTTI che ho fatto in fabbrica,ma mi è servito per apprezzare tutto quello che ho ottenuto.

  7. paolo ha detto:

    Mister come vede Atzori alla Samp? Secondo lei è un tecnico valido? Io vorrei vedere lei sulla panchina della Samp!! grazie e in bocca al lupo paolo

  8. diego ha detto:

    per esperienza, posso solo dire che quasi mai le società appoggiano i mister nei tempi di crisi, tempi spesso fisiologici per la crescita corretta di un gruppo.

    • gigi ha detto:

      Ecco perchè sarebbe necessario valutare la scelta con più ponderatezza e non cambiare 20 allenatori all’anno. Anche se l’altra faccia della medaglia dice che così si lavora tutti!!!!!

  9. mister ha detto:

    Salve mister
    ha ragione quando afferma che fare il “MISTER ” non e’ uno scherzo.
    Dopo aver fatto x 20 anni l’allenatore tra i dilettanti (ricoprendo anche la carica di vicepresidente a.i.a.c. di una regione del nord) ho lasciato, sia la panchina che la carica di vicepresidente.Questo perche’ ho sempre sostenuto che saremmo arrivati al punto che i presidenti avrebbero messo i loro portinai ad allenare durante la settimana mentre alla domenica il mister lo avrebbero fatto loro.
    La mia fantasia non si discosta molto dalla realta’, infatti oggi i mister specialmente di categorie (serie D e LEGA PRO) sono veramente in difficolta’ e a loro voglio dare tutta la mia solidarieta’ visto che il concetto che esprime l’associazione allenatori mi e’ rimasta e mi rimarra’ sempre.
    Mister credo che la sua onesta’ intellettuale e comportamentale dia fastidio (paura) ai presidenti di oggi,gli stessi che nelle proprie aziende si circondano da direttori accomodanti e servizievoli.
    DOPO TUTTO QUESTO SPERO DI RIVEDERLA ALLA CONDUZIONE DI UNA SQUADRA ES. IL VERONA
    IN BOCCA AL LUPO
    MISTER !

    • gigi ha detto:

      Intanto CREPI IL LUPO.Poi penso che le qualità,la correttezza e la coerenza intelettuale,avranno la meglio su tutto il resto,bisogna avere solo un pò di pazienza.

      • Cristian ha detto:

        Mister, credo che proprio per il motivo esposto da “mister” sopra oggi giorno vengano scelti allenatori “giovani”……secondo me in tutte le categorie la competenza dei dirigenti è scarsa ed è stata soppiantata degli interessi personali…..avere allenatori giovani o poco preparati è comodo per i dirigenti di oggi…….armiamoci di pazienza!

  10. titta ha detto:

    Non sapersi vendere non e’ un difetto. Casomai il contrario. Questo almeno e’ il mio pensiero. La sua carriera dice che lei ha ottenuto quasi sempre risultati straordinari. Promozioni o salvezze, poco cambia. E l’Europa con l’Empoli e’ stata un prodigio. Se nel calcio di oggi non c’e’ spazio per un tecnico cosi’, il problema e’ serio. Ma non dipende certo dal suo sapersi vendere o meno. Le auguro una panchina e la societa’ giusta al piu’ presto.

    • gigi ha detto:

      I motivi sono tanti perchè si è instaurato un sistema malato ma,penso,che non passerà molto tempo che si tornerà ai valori e ai principi che porteranno la qualità e la professionalità al primo posto.Grazie per i complimenti.

  11. titta ha detto:

    Salve mister, ho letto che il Genoa ha adottato la “dieta a zona”. Sbaglio o e’ stato lei il primo ad introdurla nel mondo del calcio? E quali sono i vantaggi di questo regime alimentare?

    • Gigi ha detto:

      E’vero già nel 2000 la facevo. E’determinante perchè immetti BENZINA pulita (non mangiando nè pasta nè pane e loro derivati)che non crea scorie(grassi).L’ho fatta in 6 preparazioni con squadre diverse e in quel periodo non ho mai avuto infortuni muscolari. La consiglio a tutti.

      • Nuario ha detto:

        Gent. Mister Cagni,
        ma il poenziale energetico rappresentato soltanto dall’apporto proteico non viene smaltito troppo rapidamente?

        • gigi ha detto:

          Nell’alimentazione a Zona la quantità enrgetica adatta a ogni elemento viene personalizzata in base a test che misurano la proporzione tra massa grassa e magra.Poi nella quantità di cibo, adatta al soggetto,si fanno assumere contemporaneamente CARBOIDRATI-PROTEINE E GRASSI usndo sostanze che non producono scorie.

          • Alessio ha detto:

            Salve mister so che vado fuori argomento ma volevo chiederle un favore…..
            Sto facendo una tesi sulla “Tattica, dal pensiero creativo all’applicazione sul campo di calcio”
            Mi farebbe piacere se mi scrivesse 2 righe per poterla poi citare visto che la stimo molto anche tramite mail se preferisce
            grazie

  12. Salve Mister Cagni,volevo da lei un parere:Come mai Luis Enrique si allena al campo con L’IPAD?è il nuovo futuro?…..a me sembra che questo calcio stia diventando sempre più strumentalizzato da signori mister (!!!) che arrivano dalla Spagna con le loro nuove teorie….come se da noi i tecnici non capiscano una cippa.Ora si sente parlare dei metodi di LUIS tutta palla,possesso,basta lunghe corse…..ecc ecc…io ricordo lei invece che il lavoro aerobico lo sviluppava già dai tempi della Centese in maniera anche intensa….vorrei sapere cosa ne pensa di questa nuova frontiera del pallone che bandiscono le lunghe corse o ripetizioni,grazie ,Spero molto presto sui campi di vebire a stringere la mano,con orgoglio,come anni fa quando mi allenavo con lei( a Cento,ero un allievo/berretti)..e i suoi consigli li tengo ben custoditi tuttora.In bocca al lupo!!

    • Gigi ha detto:

      Non per vantarmi ma questo tipo di filosofia lo avevo 20 anni fa ma sono stato poco furbo a NON SAPERMI VENDERE. Oggi è più importante sfruttare l’immagine.Devo dire che 20 anni fa non c’era una TV così dirompente.Comunque,alla fine,sarà il campo a giudicare.

  13. marco pistilli ha detto:

    salve mister, la ricordo con grande piacere quando guidava la sampdoria in B. secondo lei i blucerchiati ce la faranno a salire subito e soprattutto in quanto tempo riusciranno a tornare a competere x le coppe europee.
    un’altra cosa: è vero che ha avuto alcune richieste in c1, tra queste una della carrarese del ds nelso ricci?

    in bocca al lupo gigi

  14. Marcello ha detto:

    Salve Mister, ogni volta che inserisce un post mi fermo molto volentieri a leggerlo e trovo sempre degli spunti di riflessione. Anche questa volta è così. Si dice molto spesso che il calcio è lo specchio della realtà ed effettivamente. se analizziamo quanto scritto da lei, ci rendiamo conto che questa frase porta con sé una forte dose di verità. In particolar modo la seconda parte del suo articolo mi ha invitato a riflettere su cosa vuol dire essere un professionista e svolgere il proprio lavoro in maniera professionale, da professionista. Prima di parlare di tattiche, moduli e quant’altro deve essere ben chiaro che tutto ciò va preparato, come va preparata la propria persona. Questa preparazione non vale solo per il settore in cui si decide di operare ma anche nella vita. per svolgere il proprio lavoro si deve prima essere Uomini, avere dei valori in cui credere, che siano delle solide fondamenta sulle quali costruire poi tutto il resto. E tutto ciò non si può improvvisare, non lo si può fare “facendo due gradini alla volta”. Ogni gradino è una tappa che deve essere consolidata. Questi sono tutti insegnamenti che vengono dai veci, hanno delle basi contadine e hanno più valore in quanto sono legati e verificati nella vita reale. Non ricordo chi, ma un personaggio storico disse che una civiltà comincia a decadere quando i cittadini abbandonano la terra. Questo modus operandi, dei due gradini alla volta o delle scorciatoie, non è solo nel calcio ma è presente in buona parte della società e può essere verificato da ognuno di noi, anche tutti i giorni. Nel calcio. come in certi ambiti televisivi e del gossip, è molto più evidente proprio perché la TV e i giornali sono pronti ad enfatizzare chi è arrivato, non importa come, non importa il curriculum che si ha alle spalle. L’importante è aver trovato la strada per arrivarci, non importa come, non importa a che compromessi si è dovuti scendere, non importa a discapito di chi. Forse lei con il suo articolo non voleva allargare così il discorso ma la cosa è naturale. E, forse, mi permetto, spiega anche come mai lei non alleni: chi la sceglie come allenatore deve sapere che sceglie anche un Uomo che ha delle convinzioni, ha una scala di valori che non è disposto a barattare per un posto in squadra. La vita è fatta di regole, di diritti e di doveri. Si può aggirare l’ostacolo, si possono prendere scorciatoie ma prima o poi qualcuno chiede il conto e si deve essere pronti a pagare.
    Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.

    • Gigi ha detto:

      L’unico problema che ho è che non ho troppo tempo ma sò che fra non molto tutto ritornerà nella normalità e quindi MERITOCRATICO.

  15. RC65 ha detto:

    Credo che oggigiorno vada più di moda l’imbonitore che non l’allenatore. C’è un vantaggio per l’imbonitore, va ad una squadra, prende i soldi e poi se va male che importa? Tanto i soldi li ha presi.
    Un volta era meglio, anche sulla panca della Nazionale andavano solo “prodotti” della Federazione.

  16. daniele ha detto:

    e quando gigi cagni in piedi si alzera’ allora vorra dire che saremo in serie A!!!

  17. giorgio pivotti ha detto:

    Vedo che il tema di calcio giocato sollevato sui gol evitabili continua ad essere emarginato, non riesce in pieno a formare oggetto di una discussione allargata, costruttiva.
    Un intervento diretto di mister Cagni come ha fatto così bene ed in maniera circostanziata parlando di schemi, di moduli ed altro, per puntare il dito sugli errori dei difensori che subiscono gol girandosi sulle palle in arrivo invece di rimanere in posizione frontale attiva, avrebbe un peso e un seguito concreto, reale nei confronti degli addetti ai lavori, degli allenatori che tale problematica calcistica finora non l’hanno affrontata adeguatamente, è stata lasciata in sospeso sia sui campi da gioco sia sotto l’aspetto didattico, letterale, metodologico.
    Sono convinto che un suo commento mirato in tal senso favorirebbe a smuovere la situazione di stallo vigente dando un segnale a mio avviso importante che oltre a non rimanere inascoltato, farebbe correre ai ripari adottando le opportune contromisure per non continuare a prendere gol simili spesso decisivi o molto di più come quello segnato da Calori nel campionato 1999/2000 in Perugia vs Juventus 1 0 che ha fatto perdere lo scudetto alla squadra bianconera a causa di Montero giratosi sulla palla diretta in porta con forza appena sufficiente per entrare in rete. Da allora la serie è continuata ininterrotta e presumo lo sarà anche per la prossima stagione calcistica.
    Stesso discorso vale anche per la difesa a Zona che proprio perché causa evidente ed incontestabile di gol derivanti dalla mancata marcatura dell’avversario di riferimento, dovrebbe essere ripensata come sistema difensivo sostituendola con un altro moderno ed innovativo dove prevalente sia la marcatura individuale, soggettiva, elastica basata sul CONTROLLO VISIVO ATTIVO che nel suo concetto di guardare uomo e palla per prendere posizione e marcare come si conviene il diretto avversario lo considero un gesto tattico fondamentale e irrinunciabile caratterizzante il calcio moderno nell’affrontare la fase difensiva.
    Mi fermo qui non vorrei annoiare; i gol evitabili più eclatanti e significativi prossimi a venire non mancherò di segnalarli.

  18. Nico ha detto:

    Caro Mister Cagni,
    è da poco che ho scoperto il Suo blog. L’ho letto per intero, con tutti i commenti degli appassionati che La seguono in questa avventura interattiva. Intanto Le scrivo che sono felicemente sorpreso che un professionista come Lei abbia deciso di condividere la Sua vita calcistica con gli appassionati. Solo la certezza di aver operato nel rispetto di se stessi e delle proprie idee da la forza per poter affrontare a testa alta la vita.
    Ho 30 anni, ed ho memoria del Suo Piacenza. Ricordo la sfida con l’Inter, ricordo il grande Pietro Vierchowood marcare il Fenomeno.
    Lei è una bandiera per me, al pari dei grandi saggi del calcio Sacchi e Zeman. Voi avete una idea di calcio indipendente e integralista.
    Lei ha insegnato il Suo calcio, così come loro (ovviamente con impianti di gioco diversi!) e credo che il vero motivo per cui i Presidenti hanno paura di offrirLe una panchina sta nel fatto che pochissimi di loro capiscono di calcio e temono il confronto con un guru come Lei.
    Ci sono Direttori Sportivi che lavorano sotto scacco dei procuratori, Presidenti che vedono il calcio come una macchina da soldi. Rabbrividisco all’idea che nei contratti dei calciatori ci siano clausole con numero di presenze minime.
    Ma scherziamo? Mister Cagni obbligato a schierare un giocatore che non convince perchè previsto dal contratto?
    Mister, ascolti un Suo giovane ammiratore. Resti libero non solo contrattualmente ma soprattutto mentalmente. Non si svenda. E aspetti la società giusta che voglia sviluppare con Lei un progetto serio. Anche in C. L’importante è che Lei torni ad insegnare il calcio a questi cialtroni.
    Spero un giorno di poterLe stringere la mano, così come finalmente sono riuscito con Mister Zeman quest’anno a Foggia.
    Tenga duro Mister… sempre in gamba. Ci conto!

    • Cristian ha detto:

      Sono d’accordo con te Nico….Zeman si è stufato..peccato!

    • Gigi ha detto:

      Lo stò già facendo e continuerò a farlo. Vi ringrazio tutti perchè ci riesco solo per il fatto che sò che nel mio mondo molti la pensano così e che il futuro tornerà ad essere figlio della MERITROCAZIA,e non solo nel calcio.

      • Cristian ha detto:

        Per quanto riguarda il calcio, spero che non si continui a giudicare un allenatore solo dalla classifica della squadra che ha allenato…almeno tra gli addetti ai lavori…il risultato è si importante ma non si può valutare un allenatore solo da quello…

      • Salvatore ha detto:

        Lo spero…
        Ma la stessa cosa succede anche nell’ambiente dilettantistico, con “mister” che fanno disastri ovunque vanno, che fan spendere soldi a palate (sì anche nei dilettanti) e retrocedono ogni anno. e per premio… una panchina in una società ancora più grande…
        E nel suo mondo succede lo stesso… troppo spesso.
        Qualcosa evidentemente non torna.

        • Cristian ha detto:

          Parlano molto….e danno ragione ai dirigenti sempre…..io sto facendo fatica a far comprendere che è il gruppo la cosa più importante…che non si può prendere qualsiasi giocatore…..che serve valutare bene i ruoli…ecc ecc…il confronto è scomodo, a volte obiettare ed essere d’ostacolo non è ben visto…

  19. giorgio pivotti ha detto:

    La realtà da constatare con amarezza e delusione è che a fronte di tanti allenatori nuovi, bravi e preparati, cui bisognerebbe dare affidamento, a fare la parte del leone sono sempre gli stessi, gira sempre più o meno la stessa rosa di tecnici, ristretta rispetto al numero di quelli disponibili, siano essi stati confermati anche per la prossima stagione oppure provenienti da un esonero recente o di uno, due anni al massimo cosa che lascia un po’ perplessi, fa riflettere se si pensa ai colleghi disoccupati.
    Il Padova ha chiamato Dal Canto, allenatore sconosciuto e per giunta delle giovanili che ha dimostrato, con sorpresa di tutti, di saperci fare portando la squadra a sfiorare la serie A nei playoff persi con il Novara. Invece di fossilizzarsi sempre con gli stessi nomi perché non allargare la panoramica, l’interesse anche su altri allenatori nuovi, forse di poca esperienza, che hanno frequentato il corso Master a Coverciano con profitto e competenza, non dimenticando mai gli allenatori di esperienza, non più giovanissimi ma aggiornati su tutto, che restano pur sempre una forma di garanzia consolidata in termini di gioco, di risultati e, importante per me, di gol evitabili non presi?

    • Gigi ha detto:

      Comunque sono sempre dell’idea che bisognerebbe fare la GAVETTA prima di arrivare a categorie che sono molto difficili da gestire. Come sono dell’idea che se uno è veramente bravo alla lunga si impone.

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