Siamo al giro di boa……


Siamo quasi alla fine del girone di andata di Campionati che non hanno
sicuramente brillato per qualità e spettacolarità,anzi.
Contrariamente alle previsioni di molti “ESPERTI” non c’è stata la solita falcidia di allenatori.
Premesso che questo è avvenuto, probabilmente, per mancanza di soldi e quindi i Presidenti hanno preferito pagarne uno solo, sperando che le cose potessero cambiare naturalmente, vedrete che appena si avvicinerà la fine e avranno il timore di non raggiungere l’obiettivo, ci saranno grossi cambiamenti.
Tutta questa premessa l’ho fatta per accentuare il problema più grave, secondo me, che non permette al nostro calcio di adeguarsi al livello Europeo, e cioè la mancanza di PROGRAMMAZIONE e RISTRUTTURAZIONE delle componenti essenziali del CARROZZONE CALCIO.
Non puoi pretendere di dare uno spettacolo degno di questo nome con degli stadi che non si vedono nemmeno più nei paesi dell’Est.
Non si capisce come mai ci siano un numero notevole di imprenditori che vorrebbero costruirne di moderni, con tutti i confort, e quindi investire anche sulla squadra, ma non gli viene permesso per motivi di cui è difficile capirne la ragione.
Verrà pure da noi il momento in cui qualcuno riuscirà a permettere l’attuazione di una ristrutturazione adeguata per il rilancio di un calcio moderno che possa fare tornare la gente allo stadio, comprese le famiglie.
 Abbiamo tutti gli strumenti e le potenzialità ma, come al solito, nessuno ha il coraggio di fare cose, anche impopolari, per lo sviluppo di questo settore che, oltretutto, è fra i primi 10 in Italia per produttività.
Il tutto non può non influire sulla qualità dello spettacolo calcistico.
I settori giovanili dovrebbero essere la nostra risorsa ma senza investimenti adeguati la cosa diventa difficile.
E’ chiaro che si preferisce andare a prendere giovani giocatori stranieri perché costano meno, e quindi, risparmiare sull’assunzione di allenatori professionisti che graverebbero in modo inadeguato sul bilancio.
Abbiamo l’ Università del calcio e gli allenatori più preparati ma non siamo capaci a sfruttarne le potenzialità.
Tornando ai nostri campionati, la mia impressione è stata che, già nel girone di andata, si sia pensato più al risultato che al gioco e quindi ne ha risentito lo spettacolo.
Troppa paura dell’esonero da parte degli allenatori,troppa importanza ECONOMICA la sconfitta sul campo.
Non può essere di importanza vitale una retrocessione o il non raggiungimento di un obiettivo.
Tatticamente c’è stata questa esplosione del rombo che, in molti casi, non aveva ragione di essere scelta perché non c’erano i giocatori adatti per attuarlo.
Ho visto cercare di trasformare giocatori che, di solito, o erano seconde punte o esterni offensivi,in ½ punte, con dei risultati improponibili.
Non so per quale motivo noi allenatori, alle volte, cerchiamo di emulare nostri colleghi che ottengono ottimi risultati con tattiche un po’ diverse dalla norma,senza avere giocatori adatti per praticarle.
Continua ad essere, per me e per certi miei lettori, inspiegabile il modo in cui vengono subite delle reti con errori che dimostrano la non conoscenza delle basi della specificità del ruolo.
Forse perché si sta esagerando nella maniacalità della parte tattica e fisica piuttosto di quella tecnica?
Come dico sempre, se tutto funzionasse come
dovrebbe, questo lavoro andrebbe fatto nei settori giovanili con allenatori preparati a farlo, e non da quelli della prima squadra.
Lo dico da anni, il mio sogno sarebbe fare come nel calcio americano e cioè: la preparazione fisica responsabilità individuale del giocatore (con quello che guadagnano), quella tecnica specifica dal trainer e, infine, quella tattica dall’allenatore in prima che  perciò diventerebbe come il COACH americano.
Non voglio fare come quelli che criticano e basta, senza proporre niente, solo per il gusto di criticare il sistema.
Quindi, siccome penso che la filosofia di un passo alla volta paghi, secondo me la costruzione di stadi di proprietà è la cosa necessaria e primaria per poi, di conseguenza, arrivare alla soluzione di tutte le altre problematiche. Buon anno a tutti.

Gigi Cagni

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15 Responses to Siamo al giro di boa……

  1. Stefano ha detto:

    Salve mister Cagni,
    viste le recenti ed “appassionanti” avventure che stanno coinvolgendo la mia squadra del cuore (la Roma) vorrei porre a Lei, che ho sempre seguito ed ammirato, questa domanda: Le sembra plausibile che un gruppo di giocatori decida volontariamente di gettare al vento una stagione FAVOREVOLISSIMA come questa per non meglio precisate beghe interne con compagni ed allenatore? Mi parrebbe la cosa più innaturale e controproducente del mondo, ma alcuni atteggiamenti mi hanno indotto a pensare questo. Lei come giudica il comportamento di questa squadra? La ringrazio in anticipo e Le auguro di tornare prestissimo sul campo.

    • gigi ha detto:

      Nessuno si getta la zappa sui piedi ma, inconsciamente,se ci sono incomprensioni e non si ha il coraggio di tirarle fuori a brutto muso,è facile che tutto vada a rotili senza accorgesene.Quando lo capisci è troppo tardi.

  2. Rudi ha detto:

    Salve mister volevo un suo parere da conoscitore di calcio sto preparando una partita, sono un allenatore dilettante , contro una squadra che gioca con il 4 2 3 1 e vorrei un suo consiglio su come mettere in difficolta tale modulo di gioco ! Grazie

  3. carlo ha detto:

    con un campionato in cui solo le ultime 3 retrocedono, pochi allenatori e sempre meno salteranno.. perché è fisiologico che in un campionato le ultime 3 siano giocoforza staccate sia sui punti che sul gioco dalle altre, che i presidenti preferiscono fare un anno di b e poi ripartire. Ad esempio, il Bari: è troppo inferiore rispetto alle altre. Così come il Cesena. Sarebbe più avvincente un campionato dove le ultime 2 retrocedono direttamente e la terza bocciata fosse decretata con playout a 4 squadre.

    • gigi ha detto:

      Certo sarebbe interessante ma la federazione ha fatto si che chi retrocede,anche se ha il famoso paracadute,subisce un grosso danno economico e quindi NON CONVIENE A NESSUNO RETROCEDERE.Il motivo per cui non stanno cambiando in tanti è esclusivamente economico perchè è vicino il momento del fair-play economico e quindi dovranno essere a posto con i conti altrimenti saltano.Vedrai che cambieranno ancora.

  4. giorgio pivotti ha detto:

    Quale differenze c’è tra il nostro calcio e quello delle più importanti e rappresentative nazioni europee?
    Trovo questa differenza principale ma potrei sbagliarmi nel fatto che il nostro calcio giocato è eccessivamente agonistico, talvolta gratuitamente falloso e rissoso, ciò non contribuisce certo a tenere alto il livello di spettacolarità, di coinvolgimento del pubblico sempre entusiasta a vedere i numeri di alta classe dei talentuosi causando nello stesso tempo come conseguenza infortuni anche seri e prolungati nella rosa delle squadre.
    Tale gioco inoltre finisce col trasmettere alle tifoserie un clima di tensione che spesso sfocia in atti di vandalismo, di scontri dentro e fuori dagli stadi.
    Un gioco scadente, spezzettato, spigoloso, acceso che ha determinato il progressivo allontanamento, disaffezioni del pubblico sempre meno propenso ad andare a vedere le partite con stadi desolatamente vuoti contrariamente a quanto avviene invece negli altri paesi calcisticamente avanzati dove durante la partita si respira un clima di divertimento, di famigliarità, di partecipazione autentica all’evento sportivo in un’atmosfera di tranquillità, anche di compostezza, di vicinanza fisica, di contatto con i propri beniamino a bordo campo.
    Quando mai succederà questo anche da noi e non si avrà più il ripiego della televisione per vedere le partite stando a casa senza il calore dell’ambiente sportivo?
    In proposito credo che una parte significativa di questo male nel nostro calcio giocato, sembra paradossale ma è così, sia dipeso e dipenda ancora dall’operato della classe arbitrale che, indubbiamente preparata, qualificata e sicuramente non inferiore agli altri colleghi stranieri, europei, non ha saputo gestire, tenere in pungo la situazione per calmare gli animi, il gioco maschio e l’irruenza sempre più spesso sopra le righe dei calciatori, mostrandosi troppo tollerante, permissiva, ritrosa ad estrarre quando serve i cartellini gialli, rossi pur riconoscendo che negli ultimi tempi le cose sono andate modificandosi nel senso di una maggiore rigorosità, severità nel rispetto delle regole del gioco e dell’incolumità dei giocatori.
    Il problema da risolvere è quello di cercare innanzitutto di riportare il pubblico, comprese le famiglie, negli stadi perché solo in questo modo, con questo presupposto di ritorno come spettatori sulla scena del calcio, si potrà avviare seriamente, concretamente un programma di ristrutturazione e di rinnovamento degli impianti di gioco anche sotto l’aspetto ricettivo.
    Per realizzare questa inversione di tendenza è necessario quindi cambiare prima mentalità, spirito agonistico nel calcio giocato riducendo il più possibile i falli brutti, tattici, intenzionali, ripeto con il concorso degli arbitri per quanto di loro competenza, poi gradatamente si potrà pensare agli stadi costruiti nuovi e a quelli vecchi ristrutturati, a fare da cornice moderna e funzionale degna dello spettacolo del calcio anche per recuperare il terreno perduto in termini di popolarità.
    L’avvicendamento dell’allenatore per avere più probabilità di successo, di risultati è opportuno avvenga al più tardi non oltre la metà del girone di ritorno del campionato altrimenti si corre il rischio di andare incontro ad aspettative al buio, dall’esito molto incerto.
    Un altro elemento che non contribuisce a mettere in buona luce il nostro calcio riguarda la preparazione, la condizione, la forma, le capacità fisico atletiche dei nostri calciatori che spesso non sanno reggere sul campo il confronto con gli avversari apparsi quasi sempre superiori sul piano della resistenza, della fisicità, della corsa, della resistenza, della carica agonistica anche se talvolta tecnicamente inferiori. Anche gli stranieri che giocano da noi dopo un momento iniziale di esternazione agonistica elevata si adeguano e si perdono col tempo.
    I presidenti di società non scelgono sempre gli allenatori anche in corso del campionato secondo criteri meritori, di professionalità perché molto dipende anche dall’immagine, dal profilo caratteriale dei candidati nella loro persona.
    Gli errori tattici che sono causa dei gol evitabili come giustamente hai rilevato, risultano ancora una questione aperta, da risolvere.
    In conclusione per la rinascita del nostro calcio sulla base delle precedenti considerazioni vedrei meglio questa scaletta di “lavori”:
    1) Migliorare, aggiornare il nostro calcio giocato per adeguarlo almeno alla pari con quello delle maggiori nazioni europee;
    2) Riportare il pubblico agli stadi, a vedere le partite attraverso una politica che miri appunto al livello di crescita del nostro calcio giocato dai professionisti ai dilettanti potenziando con risorse finanziare adeguate il settore giovanile;
    3) Se questa politica pagherà, darà risultati concreti allora si procederà senza esitazione o intralci burocratici ad un piano di ammodernamento delle strutture sportive e ricettive per restare al passo con i tempi, con le esigenza del calcio moderno.
    Buon Anno 2011.

    • gigi ha detto:

      Tutto giusto ed il motivo per cui ribadisco il concetto che trovare degli imprenditori che investono può avvenire solo se hanno la prospettiva di guadagnare e non c’è come fare uno stadio pulifunzionale per attirare investimenti.Da li tutto il resto è una conseguenza.Poi bisognerebbe sapere veramente se il pubblico vuole trasmissioni urlate e piene di polemiche perchè se così fosse la maturità calcistica non la raggiungeremo mai.

  5. gigi ha detto:

    La risposta a te è andata sopra.

  6. gigi ha detto:

    Spero che questo argomento possa essere ripreso da qualche media e quindi anche i vostri interventi sono importanti.Ribadisco il concetto che BISOGNA INIZIARE DA STADI DI PROPRIETA’.

  7. Marcello ha detto:

    Carissimo Mister, concordo in pieno con lei su tutto il fronte. Bisogna comunque ammettere che questi ritardi, ingisutificati, ingiustificabili e sulla pelle dei comuni cittadini, sono una prassi del nostro caro paese. Basta vedere quello che succede con i beni culturali: ci riempiamo, anzi i nostri politici si riempiono la bocca, sbandierando che possidiamo il 50% del patrimonio mondiale di opere d’arte e capolavori ma abbiamo musei pessimi e gestione degli stessi veramente da incapaci cronici. Basta solo guardare qualche servizio giornalistico. Ma purtroppo è così in ogni campo. E’ un problema di chi ci governa ma anche di molti di noi che nulla fanno nel loro piccolo, pensando che tanto poi qualcuno…
    Buon Anno a Tutti e che sia un 2011 un po’ diverso…

    • gigi ha detto:

      Questo blog è solo calcistico cerchiamo di non entrare nella sfera politica altrimenti non ne usciamo più.A me interessa che noi si riesca a fare qualche cosa,con interventi vostri a riguardo,per vedere di smuovere qualche cosa nel nostro campo specifico.

      • Marcello ha detto:

        Nessuno voleva entrare in mondi che esulano temi di discussione di questo blog. La mia voleva essere solo un’amara constatazione che quanto succede al calcio non è una problematica legata solo al calcio, ma è legata anche all’industria e ad altri campi della vita sociale e lavorativa dell’Italia. La programmazione, la preparazione e la professionalità di cui tanto si parla manca ovunque, il concetto espresso era solo questo. E non si può far finta che non sia così. D’altra parte poi il calcio non è un mondo a sè stante, che vive al di fuori della realtà: anche lei nel suo post, ha evidenziato come sia tra le prime dieci industrie per fatturato. Questo vuol dire posti di lavoro, ricchezza e indotto. Quello che possiamo fare noi da questo blog è dimostrare che ci sono ancora persone che usano il cervello, che affrontano i problemi da vari punti di vista accettando la discussione senza preconcetti verso nessuno. Che ci sono persone che hanno il coraggio di ammettere che un’idea è giusta anche quando non è la loro. Ma noi non credo potremo mai decidere nulla. Potremo solo dare il buon esempio e vivere le nostre idee.

        • gigi ha detto:

          Non mi sono spiegato bene,forse anche perchè non sei un professionista,altrimenti avresti capito che nella mia posizione tutto può essere strumentalizzato.Magari potessimo dire tutto quello che pensiamo senza problemi.Non era una critica.

  8. Cristian ha detto:

    Buongiorno Mister, la questione stadi è un vero problema….abbiamo perso l’organizzazione degli europei…..a vantaggio di paesi dell’Est…..a proposito di Est, per scelte impopolari in questo settore ci vedo solo una riduzione degli stipendi e una ridistribuzione della ricchezza migliore che arrivi fino ai dilettanti……in Giappone ad esempio, paese lontano storicamente da logiche socialiste, i manager non guadagnano cifre esorbitanti e vedono la loro opera come una missione……tecnicamente il campionato di A è stato insufficiente, un livellamento verso il basso….e la questione Benitez all’Inter credo che sia la “cornice” della mancanza di programmazione e competenza del nostro calcio.

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