Finale Coppa italia 2010 di calci


Come sempre mi sono messo comodo sul divano a guardare la finale di Coppa Italia.
Come sempre senza tifare per nessuno.
Ho questa fortuna di riuscire a essere neutrale e quindi rimanere obiettivo nel giudizio e valutare chi gioca meglio al di là del risultato. L´Inter ha meritato la vittoria ma, purtroppo,non è stato il gioco delle due squadre a farmi avere delle emozioni e godere di uno spettacolo calcistico. Le sensazioni che ho avuto, penso, raramente di averle provate.
Ero esterrefatto e allibito per quello che era il comportamento da parte di tutti i giocatori. Chiaramente non mi riferisco a gesti tecnico-tattici ma alle loro continue intemperanze e proteste nei confronti dell´arbitro o dell´avversario, alle  simulazioni, a falli senza senso e all´essere,costantemente pronti alla rissa.
Non parliamo dell´invasione finale, sarò curioso di vedere se l´invasore farà un giorno di galera.
Certamente non è stato uno spettacolo degno di una finale di Coppa. Alla fine della gara ho avuto una sensazione di disgusto, non riuscivo a pensare e a valutare quello che avevo visto sotto il profilo prettamente calcistico. Mi sembrava tutto irreale, non era possibile che non riuscissi a valutare la partita per l´aspetto del gioco perché prevalevano tutti quei comportamenti, secondo me antisportivi, che avevo visto in campo. Ho pensato anche all´insegnamento, che una partita così,potesse trasmettere ai giovani. Possibile che non si riesca a vedere gare di pallone anche agonisticamente accese ma senza comportamenti che esasperino e accendano gli animi sia in campo che fuori? Ma cosa è diventato il calcio in Italia, una battaglia?
Un modo di sfogare i propri istinti più repressi? La spettacolarizzazione di gesti inconsulti che non hanno niente a che vedere con la tecnica?
Non è possibile che ad ogni fine gara si debba parlare solo di episodi da moviola per valutare la gravità dei falli o delle reazioni da parte dei giocatori e non di azioni belle che possono migliorare la nostra conoscenza.
Che ci permetta di iniziare discussioni di carattere unicamente tecnico-tattico dell´incontro. Non credo di avere mai somatizzato in modo così disgustato una partita di calcio.
Mi chiedo se sono solo io che ho avuto questa reazione, magari perché è tanto tempo che non alleno e sono un po´ arrabbiato e quindi condizionato emotivamente. Sta di fatto che ho delle sensazioni istintive di qualche cosa che non mi sta piacendo e che se non ci saranno cambiamenti ci porterà a un punto di non ritorno. L´esasperazione degli eventi non può certamente portare al piacere di viverli per quello che sono.
Una partita di calcio deve rimanere UNA PARTITA DI CALCIO, il campanilismo e gli sfottò vanno bene, le risse e le invasioni NO.
Ogni componente deve farsi un esame di coscienza e porre rimedio cambiando i propri comportamenti.
L´unico deve essere di valorizzare lo spettacolo per fare tornare le partite di calcio degli eventi sportivi e non campi di battaglia dove ognuno si crea le regole per i propri scopi.

GIGI CAGNI

 

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52 Responses to Finale Coppa italia 2010 di calci

  1. […] Finale Coppa Italia 2010 di calci […]

  2. gio ha detto:

    Caro Mister, tatticamente secondo lei quali saranno le squadre più interessanti in questi mondiali? Quali giocheranno meglio?
    E lei che ne pensa di Domenech? Criticatissimo – su molte cose giustamente – in Francia, ma alla fine è uno che ha perso il mondiale 2006 in finale, ai rigori, con una squadra che veniva considerata perdente dall’inizio.

    • gigi ha detto:

      Non posso dare il giudizio sulle squadre perchè non le conosco tutte quindi devo aspettare di vederle all’opera.Per quanto riguarda Domenech non mi piace e penso non sia adatto ad allenare una Nazionale.

  3. Ludovico ha detto:

    Buongiorno Mister,
    sono un tifoso, non riesco ad essere neutrale come lei, ma nello stesso tempo amo il calcio nella sua essenza e pertanto anche io quando vedo uno spettacolo, in realtà non spettacolo, come la finale di Coppa Italia mi rimane l’amaro in bocca. Lei è stato, e forse lo è ancora, nel mondo calcio italia, e sa benissimo che le partite in Italia, a differenza degli altri paesi non durano 90′ ma semplicemente una settimana, pertanto quando poi si concludono qui 90′, sembra ceh quasi a nessuno freghi niente di cosno sono stati perchè è più importante andare a cercare lo scoop, la notizia a sensazione ed esaltare cose che con il calcio centranod avvero poco. Dopo la la finale a me piacerebbe sapere l’allenatore come l’ha preparata la partita, cosa ha cambiato in corsa, perchè la linea difensiva della Roma in quel frangente era fuori posizione, come mai l’allenatore non è riuscito a far capire che era meglio giocare a calcio anzichè fare la caccia all’uomo, quali sono le motivazioni per cui anzichè gicoare sulle fasce per mettere in difficoltà l’Inter ha giocato solo per vie centrali rimbalzando contro il muto dell’Inter. Insomma questo sarebbe il calcio prima e dopo il resto è non calcio.

    • gigi ha detto:

      E’ quello che vorremmo noi e chi ama il calcio ma,sembra a detta dei dirigenti dei media,che la gente vuole la polemica e la rissa.Sarà vero?Mha…

  4. Alberto ha detto:

    Carissimo mister, e mi rivolgo anche a tutti gli amici che passano di qui anche solo per leggere e non commentare, il campionato è appena terminato e già si inizia il toto-allenatori…
    Io la candido ufficialmente alla panchina del Chievo, cosa ne pensa?
    Lei ha tutte le qualità, tecnico-tattiche, morali ed umane per poter lavorare in una piazza come quella di Verona.
    Non lo dico tanto per dire, ma lei la merita davvero una panchina e la possibilità di rimettersi in gioco.
    Il Chievo poi possiede secondo me i giocatori giusti, tra cui Granoche che seguo da quando 3 anni fa fece uno strepitoso campionato con la Triestina e se poi l’annata successiva non si infortunava, a quest’ora l’avrei già visto in qualche squadra di rango superiore. Per movenze in campo mi ricorda Stefan Schwoch, altro grande giocatore che si è fatto rispettare in tutte le serie. Uno di quelli che nelle sue squadre avrebbe reso alla grande.
    Spero davvero di rivederla nuovamente in gioco, e nei campi della massima serie!

    • gigi ha detto:

      Magari,ma credo che Sartori punti più su un giovane.Certo che i direttori sportivi e i presidenti sono strani.Fanno delle scelte azzardate all’inizio poi,quando sono in difficoltà,vanno a prendere allenatori esperti.Non sarebbe più logico dare subito certe situazioni agli esperti e fare crescere i giovani in dimensioni piano piano più difficili e vedere la loro crescita?Il problema oggi è che la gavetta non la fa più nessuno e,oltretutto,costano meno.

      • Alberto ha detto:

        Già, la gavetta!
        A volte si è “predestinati”, vedi Guardiola, altre volte le situazioni fanno si che nonostante la gran mole di lavoro fatta partendo dalle serie inferiori alla fine si traduca con un pessimismo delle società a dar fiducia ad un allenatore, magari “giovane”, di poter esprimere le proprie potenzialità. Anche se poi oltre al fatto che “costino” poco, spesso si accompagnano alle esigenze della società, poco disponibile a far spese folli, come il caso di Leonardo, ma che con il fallimento degli obiettivi, manda tutti i progetti a farsi benedire. Il presidente è sempre l’ago del bilancio e della bilancia, tutto il resto conta poco o nulla. E non tutti si chiamano Guardiola, che per inciso quest’anno ha fallito tutto, perchè è indicativo che in spagna rispetto all’italia, il campionato se lo siano giocate solo 2 squadre con 30 punti di distacco dalla terza, rispetto al nostro dove se il Palermo, per assurdo fosse stato più continuo, avrebbe potuto lottare realmente per lo scudetto! Vincere in spagna adesso, è come piazzarsi in uefa da noi, vedendo la qualità del gioco espressa da molte delle nostre squadre.
        E’ un vero piacere scambiare quattro chiacchiere con lei, Mister!
        Alla prossima!

        • gigi ha detto:

          Il nostro è senza ombra di dubbio il campionato più difficile ma,sicuramente,anche quelo dove c’è più confusione e poca programmazione e quindi è difficile parlare di progetti e di giovani quando conta solo il risultat.Però,d’altro canto,possiamo lavorare tutti….

          • Alberto ha detto:

            Anche questo è vero. Con tanta varietà sulla scelta, spesso a decidere sono i dettagli.
            E poi come in tutti i campi, spesso molti fattori influiscono sui risultati. Fra tutti, sicuramente la fortuna, che molti sostengono non essere importante, invece secondo me occupa una posizione di rilievo. Potremmo elencare mille e più casi, ma basti pensare alle opportunità con cui certi allenatori siano riusciti ad emergere rispetto ad altri, o alle occasioni che certi giocatori hanno avuto per capire che la programmazione e l’attenzione per il lavoro svolto, non vanno proprio d’accordo con queste situazioni. Ovvio, io parlo da semplice tifoso. Però credo che se 24 anni fa circa, il Parma di un’emergente allenatore emiliano, non avesse vinto contro il milan, forse non si sarebbe seduto poi sulla panchina rossonera, diventando quel che fu.
            Ma con i se e con i ma non si è mai andati da nessuna parte. E di presidenti audaci, capaci di assegnare una panchina ad un allenatore emergente, rischiando un’annata storta, non ce ne sono più. Il business economico che circola nel calcio, ha ucciso anche questi azzardi. Come detto nel commento precedente, la pur non disastrosa annata di Leonardo non è bastata per mantenere la panchina. ma il Milan ha lacune peggiori di un allenatore emergente. Forse la provincia è il nuovo mondo… Meno prssioni e più programmazione, magari anche per allenatori che vogliono rilanciarsi. Partire da una tranquilla salvezza e graduatamente crescere fino alle posizioni di alta classifica possono essere stimoli interessanti, dal momento che come detto prima, si potrebbe lavorare con maggior tranquillità.

            • Cristian ha detto:

              Credo che in provincia sono diventati più attenti alla programmazione proprio perchè le risorse non sono molte. Ora con la crisi anche i grandi club impareranno cosa vuol dire programmare….purtroppo in Italia ci arriviamo solo per necessità e non prima per convinzione….in tutto è così…

  5. Rudi ha detto:

    Salve Mister ho letto solo ora il suo articolo sulla finale di coppa Italia e devo dire che non solo non ho visto la partita ma nemmeno letto i commenti sui quotidiani del giorno dopo, ero impegnato quella sera ha giocare con la squadra che alleno un recupero di uno dei tanti campionati di terza categoria e finita la partita tutti a mangiare ridendo e scherzando e devo dire che mi sono veramente divertito, sicuramente meno tecnica meno tattica meno professionalità meno tante altre cose ma molta voglia e cuore per rincorrere un pallone dopo 8 ore di lavoro, famiglia e problemi vari in uno squallido campo di provincia, il calcio secondo me si deve specchiare in questi valori e non in quelli che tutti i giorni ci fanno vedere i mass-media che portano inesorabilmente a quello che è successo.

  6. MisteRio ha detto:

    Buongiorno Mister,
    pur non piacendomi le definizioni “numeriche”attribuite alle squadre di calcio, le dico che quest’anno ho impostato la mia squadra con 4-2-3-1: dove giocavo con gli esterni alti invertiti (il mancino a destra e il destro a sinistra), dove uno dei due era molto offensivo e dove l’altro mi assicurava dei rientri molto profondi. Il mio trequartista è risultato abile in fase di inserimento, ottimo in fase di copertura (difficilmente abbiamo lasciato l’avversario libero di impostare l’azione senza pressione), ma poco produttivo sotto porta. Una punta discreta (15 gol), due buoni centrocampisti, piede non eccelso ma buona corsa, ed una difesa a 4 ben integrata, ma rivelatasi fragile mentalmente. Durante tutto l’anno abbiamo dimostrato una buona attitudine allo sviluppo di manovra e una buona media di gol (50 in 30 partite), ma abbiamo incredibilmente peccato in fase difensiva: fatti salvo gli errori individuali o di impostazione che a volte possono capitare, troppo spesso abbiamo preso gol per errori ripetuti più volte. La squadra era partita per vincere il campionato e alla fine ci siamo ritrovati quinti. Dal primo giorno di ritiro ho caricato i ragazzi cercando di inculcargli una mentalità vincente, parlandogli di vittoria e di umiltà, rispetto e spirito di abnegazione…ma poi mi sono reso conto che forse non hanno “retto la pressione”.
    Ora quello che le chiedo è questo: come si può capire dov’è il limite tra cercare una mentalità vincente ed invece passare ad avere giocatori troppo carichi e quindi non sereni anche nelle giocate più semplici?
    Come si può proteggere una difesa a 4 che stenta ad applicare anche le basi dei movimenti perché troppo fragile mentalmente?
    Capisco che molto è legato alla sensibilità del singolo (allenatore) però spero comunque in qualche consiglio valido…

    Grazie

    • gigi ha detto:

      Ti posso dire quelle che sono le mie esperienze.Ho iniziato la mia carriera dando pressione costante ai giocatori e ho vinto.Poi in questi ultimi anni ho capito che con le nuove generazioni bisogna usare sistemi diversi.Dare la carica e essere esigenti va bene ma poi bisogna avere la sensibilità di capire quando la pressione è troppa e bisogna mollare.Qui subentra la propria esperienza e la conoscenza della propria squadra.

  7. andrea ha detto:

    Buongiorno Mister. 2 brevissime domande sul Mondiale. Non crede che nella nostra squadra ci sia poca qualità?
    Di natale, che non ha mai giocato in un top team e non ha grande esperienza internazionale, può essere un giocatore chiave o è più probabile (come credo io) che venga frenato dalla pressione e dall’importanza dell’evento? Grazie

    • gigi ha detto:

      i giocatori sono qualittivi non ci sono dubbi e Di Natale è sicuramente uno dei migliori attaccanti italiani e non credo subirà le pressioni non è più un ragazzino e la squadra è abbastanza datata.

  8. Marcello ha detto:

    Salve Mister, questa mattina, le scrivo domenica, sono rimasto senza parole, a bocca aperta per la decisione presa dal prefetto di Genova di far disputare la partita Genoa Milan a porte chiuse. Noi siamo qui a parlare di calcio giocato, di tattica, di gesti atletici. Ma questa decisione mi ha lasciato l’amaro in bocca, mi è passata la voglia di guardare le partite. L’avevo detto anche in un mio precedente post della situazione che si stava creando a Genova. E la decisione è ancora più grave perchè è stata presa dal prefetto di Genova: colui che è la massima espressione della presenza dello Stato in una città. Quindi stavolta, come altre per la verità, chi ha perso non è il calcio ma tutto lo Stato. Abbiamo perso tutti. E, al di là delle considerazioni calcistiche, ha ben detto il presidente Zamparini citando un grande statista nel suo intervento a Sky. Mi trovo a dovermi ripetere: ha sempre più ragione Capello quando dice che in Italia comandano gli ultrà. Ma più in generale in Italia ha ragione la minoranza che riesce a fare casino, che urla, che non rispetta niente e nessuno. E non parlarne non serve a risolvere il problema. Vanno prese delle decisioni al più presto. Buona partita a tutti.

    • gigi ha detto:

      Fare stadi nuovi e metterli in galera forse è troppo semplice!!!!!

      • Marcello ha detto:

        Forse ci siamo Mister. Leggevo proprio oggi che è in approvazione presso il governo la cosidetta legge Crimi che dovrebbe sbloccare la veniìdita degli stadi, in particolare San Siro. Un’idea per iniziare potrebbe essere stadi di proprietà delle società, sorveglianaìza all’interno degli stessi affidata alle società, tessera del<tifoso.

  9. Alberto ha detto:

    Carissimo Mister, è la prima volta che scrivo nel tuo blog, anche se già da un pezzo seguo le tue avventure!
    Apprezzo da anni il lavoro che svolgi, anche se adesso la fortuna non è stata benevola nell’assegnarti una degna panchina, ma sono certo che la classe e l’eleganza che ti hanno contraddistinto, ti porteranno ancora molte soddisfazioni. Sono un grande appassionato di calcio, sono nato da un padre tifoso incallito interista, ma sin da piccolo, la passione per la squadra della mia città natale(Palermo) ha preso il sopravvento su tutte. Ieri sera lavoravo, quindi non ho potuto vedere nulla, se non qualche immagine ripresa dalla rete, ma a prescindere dall’atteggiamento e dagli incidenti avvenuti in campo, mi deprime maggiormente quest’ambiente in cui la “violenza” venga giustificata sempre e comunque.
    Totti ha avuto lo stesso identico atteggiamento di Zidane, e qualsiasi cosa abbia detto Balotelli, non giustifica il gesto che solo i bambini dell’asilo riescono a compiere quando vengono presi in giro. Come non è più possibile tollerare che in campo ci sia una mancanza di rispetto totale per l’avversario, un nemico, un elemento da distruggere prima psicologicamente e poi fisicamente. La partita, l’evento in se più importante, scende in secondo piano, solo per lasciar spazio alla polemica gratuita e agli sfottò. Ci sono giocatori più intelligenti, che certe cose le lasciano scivolare, altri che invece preferiscono farsi giustizia da se solo perchè famosi ed “intoccabili”.
    Il gesto tecnico, la grande giocata, l’organizzazione, lo spirito di gruppo, lasciano spazio solo al gossip, ai procuratori vampiri e agli atteggiamenti prepotenti e prevaricatori. l’utrà stesso, assume un connotato da non sottovalutare, poichè in certe società non è poi così lontano come sembra. Influisce e non poco sulla squadra, e quello che è successo domenica scorsa ne è la riprova. Mi vergogno a pensare che rappresentiamo il Mondo a livello calcistico.
    Chiudo lasciando l’ultima osservazione su un calciatore che 2 anni fa mi fece sobbalzare, vedendolo giocare e muoversi in campo: Balotelli.
    Di giovani 18enni come lui che giocavano con la stessa naturalezza in campo me ne ricordo pochi, l’ultimo in ordine di tempo forse è stato Del Piero, che il Trap faceva giocare poco ma che già allora (1993/94) si intravedeva che cosa sarebbe diventato. Ecco, balotelli si perderà per strada perchè non avrà le stesse basi che ebbe Del Piero.
    Spero di sbagliarmi, me lo auguro per il calcio italiano, ma ahimè di esempi simili se ne potrebbero contare a migliaia…
    Spero tanto che Balotelli riesca a superare le sue paure e si circondi di persone serie, solo così anche noi avremo un campione del livello di Messi e Ronaldo.
    Sono stato davvero prolisso, ma spero di essere stato chiaro!
    Arrivederci a presto Mister!

    • Cristian ha detto:

      Ciao Alberto, secondo me non rappresentiamo affatto il Mondo a livello calcistico, abbiamo vinto il Mondiale nel 2006 senza entusiasmare, è stato uno specchio per le allodole e trovo patetici ogni volta quelli che “ricordano” che siamo campioni del Mondo…..sinceramente nella mia mente ricordo di più la nazionale del 1990 anche rispetto a quella del 1994 che è arrivata in finale…..come disse Cruijff, a volte la leggenda trae linfa anche dalle sconfitte….ho letto che sei del Palermo, io della Samp….che la migliore vada in Champions, ciao.

      • Alberto ha detto:

        Ciao Cristian, in bocca al lupo per domenica e vinca il migliore!
        Meriterebbero entrambe di andare in champions, ma purtroppo il calcio è così!
        Se il Palermo dovesse vincere, io che abito a milano domenica prossima andrei di corsa filato a Bergamo a tifare la mia squadra del cuore per l’ultima di campionato!
        Lo so che è esagerato dire che rappresentiamo il mondo calcistico, perchè a volte le vittorie nel mondiale arrivano per dei casi e non per della preparazione alle spalle(tipo il brasile). Forse non vinceremo più il mondiale per altri 24 anni, (avevo 6 anni quando l’italia nell’82 vinse, e ricordo ancora i festeggiamenti in casa! 😀 )e probabilmente giocheremo nell’unico modo che sappiamo fare, e cioè senza imporre il gioco.
        ma la storia ci insegna anche che squadre importanti come l’olanda non hanno mai vinto il mondiale pur esprimendo il gioco migliore.
        L’italia del ’90 è stata una delle più belle, per intensità e volontà nell’esprimere appunto un gioco corale, da Giannini a Berti, passando per Maldini e i vari ex under di Vicini, con la sorpresa Schillaci che stupì tutti.
        Ecco, allora era ancora possibile convocare un giocatore che mesi prima era stato in Serie B e subito dopo a furor di popolo divenne l’idolo delle notti magiche.
        Miccoli come Cassano hanno dietro di se strascichi con Lippi e a prescindere dal gran campionato che hanno fatto, guarderanno i mondiali dall’esterno, è un peccato. Ma è questo calcio che comanda oggi.
        A presto!

    • gigi ha detto:

      Ho letto oggi quello che avrebbe detto a Totti e le sue dichiarazioni e di Raiola ai giornali.Sarà un fuoriclasse ma non diventerà mai un campione perchè il CAMPIONE è l’insieme del fuoriclasse con l’UOMO.

  10. marco ha detto:

    Buon giorno Gigi.. concordo con te su quella specie di partita di ieri sera.. ho visto il primo tempo poi schifato…ma veramente schifato ho lasciato perdere! purtroppo è tutto il calcio italiano che sta perdendo i valori della sportivita in nome della vittoria! è probabile che sia lo specchio di questa società.. non voglio essere retorico ma a me fa schifo! la fortuna che qualcuno si salva e fortunatamente chi ancora ama lo sport calcio, come voi, mi spinge a tentare di amarlo come ho fatto da quando sono nato!!! scusa lo sfogo e accetta ancora una volta i miei complimenti!

  11. Marcello ha detto:

    Credo che la finale di Coppa Italia abbia mostrato a tutti a che livello siamo arrivati in Italia quando parliamo di calcio. Sarebbe doveroso farsi un esame tutti un esame di coscienza.
    Per molti saranno luoghi comuni o accostamenti sbagliati, ma questo sport , se ancora lo si può definire tale, interagisce in maniera profonda con la società e molte volte ne è lo specchio. Molti a cui il calcio non piace si chiamano fuori, dicono che non è un problema loro e, in maniera molto semplicistica propongono di eliminare il calcio. Ma eliminare il calcio non vuol dire eliminare il problema, semplicemente vuol dire ignorarlo, vuol dire spostare i pochi o tanti pseudo tifosi con i loro problemi a sfogare la loro rabbia da un’altra parte. Ha ben detto lei Mister, in risposta ad un ragazzo in merito alla sua esperienza di allenatore a Salerno, che in queste zone il calcio è visto come momento di riscatto dalla propria realtà, con tutto quello che ne consegue: i giocatori e la squadra vengono visti come degli eroi, la squadra è considerata sacra e inviolabile e chiunque le fa un torto è come se lo facesse a lui. Questo fatto però non è solo legato a questi territori ma coinvolge tutte le squadre di calcio. Non possiamo nasconderci ed ignorare la cosa. Quello che è successo ieri sera non può essere addossato unicamente all’arbitro che non ha saputo tenere in mano la partita. Se guardiamo nel breve e vediamo cosa è successo da domenica a mercoledì notiamo che di calcio giocato si è parlato ben poco. Tutta l’Italia ed in particolare Roma non parlava d’altro se non della partita Lazio Inter e la finale di Coppa Italia avrebbe dovuto diventare quasi un regolamento di conti. In Italia abbiamo almeno tre quotidiani che ogni giorno riempiono pagine con lo sport, il 90% è calcio, solo a Roma mi sembra ci siano circa trenta radio locali che parlano tutto il giorno di calcio. TRENTA. E tutti, da domenica a gettare benzina sul fuoco,nessuno che abbia ricondotto sui giusti binari la questione. Ognuno di noi si aspettava una partita diversa ieri sera ma con le premesse che c’erano, quella vista, è stata la logica conseguenza di tutto ciò; non da ultimo la partita è stata giocata a Roma e non in campo neutro, e lasciamo stare la storia della partita nella capitale d’Italia e l’esempio di altri stati perché questo dimostra che noi non siamo maturi per una cosa del genere; prima della partita è stato suonato l’inno della Roma (!).
    Guardate cosa sta succedendo a Genova per la partita di domenica dove è stato permesso ai tifosi del Milan di tornare a Genova dopo anni dalla morte di quel ragazzo. Non si parla di altro. Ci sono comunicati stampa di tutti: dal Genoa, al prefetto, ci sono comunicati stampa delle tifoserie organizzate.
    Io credo che tutto questo sia sintomatico di un qualcosa che non va non nel mondo del calcio, o non solo nel calcio, ma nella società in genere, dove il livello di tolleranza si è innalzato e il rispetto verso gli altri si è abbassato. Dove ormai vige la legge del più forte e non la meritocrazia. Tutto è dovuto e non si tollerano i sacrifici per arrivare ai risultati, non si tollerano sacrifici per realizzare i propri sogni. Forse stiamo camminando sul filo di un punto di non ritorno e possiamo cadere di qua o di là.

  12. giorgio pivotti ha detto:

    Parlando di calcio giocato per prima cosa farei vedere anche il gol di Milito in modo da insegnare ai giovani come non si deve fare opposizione fisica sui tiri contro, sulle palle in arrivo tipo quella messa in atto da Mexes che indietreggia correndo di fianco in zona centrale e quando va a chiudere sulla conclusione a rete cerca vanamente d’intercettare la palla con la parte destra del corpo, gamba compresa, invece di arretrare stando di faccia a Milito nel rispetto della posizione frontale attiva.
    Per tutto il resto mostrato nel video che con il calcio non ha niente a che fare non basta provare sensazioni e sentimenti di vario genere, rigetto, disgusto, incredulità quasi a testimoniare la propria impotenza di fronte a simili indecorosi comportamenti, perché invece non dire che gran parte della responsabilità va addebitate all’arbitro Rizzoli che non ha saputo tenere in pugno la partita, apparsa dura, spigolosa e nevrotica fin dai primi minuti, espellendo senza esitazione quei giocatori che si sono resi colpevoli dei falli più gravi?
    Sono dell’avviso che l’unico modo in casi come questi per non lasciarsi scappare la situazione di mano e far tornare il gioco sui binari della regolarità e correttezza anche forzata sia quello di usare l’arma dei cartellini gialli e rossi sopratutto, arma che è in possesso solo dell’arbitro e dei suoi assistenti. Se le acque ancora non si calmano, contrariamente a quanto avviene in Europa che al primo rosso tutti sembrano diventare improvvisamente trasformati nel comportamento, dei pulcini, allora ognuno deve assumersi le proprie responsabilità verso società, pubblico, tifosi, sponsor e non ultimo verso se stesso.

    • gigi ha detto:

      Non sò se la soluzione del cartellino rosso sia la più giusta sopratutto perchè ,con meno giocatori in campo,non credo si migliori lo spettacolo.Quello che bisognerebbe fare è minacciare prima ma non solo da parte dell’arbitro ma anche tutti gli organi competenti con sanzioni anche alle società oltre che all’allenatore e ai giocatori toccandoli sui soldi.Per quanto riguarda l’aspetto tattico sono d’accordo con te ma è tanto tempo che parliamo di come ci sono pochi difensori che conoscono come si difende.Dobbiamo avere pazienza e aspettare le nuove generazioni sperando che gli allenatori dei settori giovanili capiscano.

      • giorgio pivotti ha detto:

        Non è solo pazienza, se gli allenatori compresi quelli del settore giovanile non hanno finora compreso il concetto di opposizione fisica applicando la regola della posizione frontale attiva sulle palle in arrivo e quello del controllo visivo attivo nella presa di posizione per la marcatura senza ricorrere al fuorigioco sistematico, una ragione c’è ed è quella che a mio avviso non vengono loro spiegati questi aspetti tattici importanti riguardanti la fase difensiva.
        Un modo di accorciare i tempi per ottenere dei risultati in tal senso, anche immediati soprattutto a livello giovanile, è quello di mostrare i filmati, i video dei gol evitabili causati dal mancato rispetto delle due regole citate perché da subito ci si rende conto del tipo di errore tattico, individuale e collettivo, che viene commesso dai difensori.
        Negli ultimi dieci anni di questi gol evitabili segnati ai massimi livelli ne ho registrati complessivamente almeno 300, ripeto basta farli vedere utilizzando YouTube attraverso i blog sportivi dove c’è competenza tecnica ed il problema verrebbe risolto a breve senza rinviare sempre alle future generazioni di allenatori.
        Una selezione ristretta di questi gol, accompagnata da articoli, l’ho trasmessa, al sito del calcio dilettante della Campania, http://www.calciodilettante.org dove dal 16.10.2008 sono visibili in prima pagina della Newsletter con un indice di presenze pari a 5.485 visitatori ad oggi.

      • marco ha detto:

        Gigi a proposito di espulsioni… non pensi che si dovrebbe essere piu severi anche per gli atteggiamenti a finepartita? ho visto radu dare un calcio a perrotta e nemmeno venire squalificato… lui se la ride e i ragazzini della scuola calcio imparano! ho visto il labbiale di balotelli durante la partita con la roma insultare avversari ad ogni piccolo contatto! totti, chivu e mourinho con gesti plateali insultare tifosi avversari non sarebbe il caso di mettere un freno con pene severe? è complicato andare contro certe società ma il degrado mi sembra irreversibile! Grazie Gigi!

    • marco ha detto:

      Giorgio concordo con la tua spiegazione del movimento completamente errato di mexes e mi sembra incredibile che un giocatore di tale livello abbia consegnato una situazione cosi favorevole al killer milito, ma tutti possono sbagliare e ci sta! un po meno l’arbitro che ha permesso veramente troppo comprese parole ed offese che dovrebbero non essere tollerate per lo spirito comunque sportivo di una partita di calcio( alla fine è solo calcio non è lo sciopero diun operaio che sta perdendo il lavoro) quello pero che non capisco è il sistema calcio che legifera in maniera piuttosto ambigua, un solo esempio: hanno deciso che il fallo da ultimo uomo si espelle per evitare che qualcuno blocchi dei possibili goal fuori dall’area volontariamente, ma se il fallo è in area e si ha a favore un rigore che cazzo centra espollere anche il giocatore??? mi sembra una regola indecente!

      • giorgio pivotti ha detto:

        Marco se condividi la mia versione dei fatti sull’errore di Mexes che ha favorito lo splendido ma evitabile gol di Milito presumo tu abbia rivisto il filmato dell’azione. Vedi la questione è che in episodi di gioco del genere viene normalmente a mancare il commento competente e sufficiente a rilevare esattamente le cause reali, dirette dei gol, di quelli evitabili in particolare, ci si sofferma solo sulla prodezza, sul gesto tecnico dell’autore come hanno fatto in diretta Cerqueti e lo stesso Collovati che da ex difensore anche della nazionale piuttosto di esaltare in via esclusiva Milito avrebbe dovuto altresì mettere in evidenza lo sbaglio di Mexes di cui mi sembra nessun altro addetto ai lavori abbia parlato.
        Ti posso confermare che Mexes non è nuovo a tale impostazione tattica difensiva sulla sua fascia esterna, lo fa correntemente, arretra di fianco accavallando alternativamente le gambe, accompagna l’attaccante con il risultato che spesso si fa saltare, commette fallo oppure si oppone fisicamente in modo irregolare girandosi alla palla in arrivo come sul tiro di Milito.
        Ti segnalo ma ce ne sono tanti altri in serie A, un altro difensore che mostra di avere le stesse caratteristiche di Mexes quando affronta il portatore di palla in fase difensiva. Si tratta di Fabio Cannavaro difensore di lungo corso, campione del mondo 2006 e nazionale convocato per andare in Sud Africa; anche lui difende stando di fianco, cercando di portare verso l’esterno l’avversario, vedi il gol della Francia contro l’Italia nella partita amichevole giocata subito dopo l’ultimo mondiale con Cannavaro che sul traversone si gira e con Grosso che sulla conclusione a rete francese ripete lo stesso movimento di rotazione, avvitamento del corpo.
        Quello d’indirizzare, invitare l’attaccante a dribblare verso l’esterno è una tattica individuale relativamente recente, ai tempi miei e di mister Cagni non esisteva, è venuta dopo, una modernità difensiva che non mi convince, la ritengo più rischiosa, meno sicura, meno efficace di quella classica basata sulla posizione frontale, gambe leggermente piegate sulle ginocchia, busto in avanti, occhi fissi sulla palla e massima reattività nei movimenti.
        Quanto all’uso dei cartellini gialli e rossi questi vanno mostrati a dovere, senza esitazione quando la partita si incattivisce, per mandare un segnale forte e deciso, non quando si capisce che nonostante qualche fallo di troppo il gioco un po’ per volta rientra sul piano della normale rivalità agonistica; sta in questa capacità di discernere, d’intuire il grado di animosità dei giocatori (psicologia) che si vede, si dimostra e si giudica la bravura, la competenza professionale dell’arbitro.

        • marco ha detto:

          anche su cannavaro non posso che essere daccordo, anche se credo che le doti singole di ogni calciatore lo portino a utilizare delle metodologia di difesa diverse ed anche in base al tipo di avversario… cio non toglie che spesso le scelte di mexes lo trovino non pronto a capire la situazione in maniera corretta! milito ha fatto un bel goal ma rientra pienamente nel suo repertorio e di conseguenza non è accettabile la scelta di mexes, purtroppo i commentatori credo che a volte omettendo dei commenti critici cerchino di evitare le reazioni degli addetti ai lavori mentre altre volte non riescano proprio ad arrivarci senza togliere che commentare una partita in diretta non debba essere facile!
          parlando da difensore credo che sia molto importante la posizione del giocatore difensivo prima ancora che arrivi la palla, capire dove bisogna mettersi per far si che l’azione offensiva venga limitata… spesso durante le partite non si nota nemmeno e nemmeno lo notano i commentatori! burdisso con i suoi limiti lo trovo discretamente intelligente! che ne dici?

          • giorgio pivotti ha detto:

            Bene, Marco, visto che sei difensore cadi a proposito perché le due domande sui gol evitabili che vorrei porre ti riguardano più direttamente e sono certo le inquadri nel suo esatto contesto proprio per ricoprire tale ruolo.
            La prima, sui tiri contro diretti in porta o sull’ultimo passaggio al centro avversario, più in generale sempre, ti giri, ti sei voltato alla palla in arrivo oppure hai sempre rispettato la posizione frontale attiva, PFA?
            La seconda, ti è mai capitato di aver perso il diretto avversario per aver guardato solo la circolazione della palla, il suo portatore o perché stando il linea con la difesa a zona, anche se lo vedi, questo avversario lo trascuri, lo lasci fare tanto andrà a finire in fuorigioco e per tale scopo resti fermo e non ti preoccupi di marcarlo? Suppongo che tu non abbia mai marcato muovendo la testa con rapidi movimenti laterali per tenere d’occhio portatore di palla e diretto avversario e leggendo in tal modo la situazione di gioco lo hai seguito più o meno da vicino (concetto di elasticità) cercando di mantenere sempre la giusta, corretta presa di posizione, mai di lato a sempre fra avversario e porta. Questo sistema difensivo che ho chiamato Difesa Elastica attuata con il controllo visivo attivo,CVA, si differenzia dalla Difesa a Zona – vedi ultimo mio articolo sulla rivista L’Allenatore dell’Aiac n. 1/2010.
            Inoltre, per restare in argomento, ti chiederei di segnalarmi i gol più importanti che nelle due prossime giornate di campionato di A verranno segnati a causa del mancato rispetto della PFA e del CVA nella difesa elastica.
            Quanto a Burdisso per quello che lo conosco, occorre dire prima di tutto che ha delle non comuni doti e qualità fisico-atletiche e tecniche che però non mette pienamente a frutto per ottenere maggior valore aggiunto rispetto al già bravo difensore che è; nell’uno contro uno è troppo irruente e precipitoso nelle entrate, dovrebbe accompagnare e temporeggiare l’avversario nel suo interesse per intervenire con tempismo senza commettere fallo; inoltre giocando a zona, in linea con il fuorigioco, lascia spazio, libertà al diretto avversario recuperando spesso all’ultimo momento in maniera fallosa da una posizione svantaggiata.

      • giorgio pivotti ha detto:

        In attesa di quelli della Serie A, ecco Marco alcuni gol evitabili importanti e didatticamente significativi della serie B di ieri causati dal mancato rispetto della PFA e del CVA nella difesa elastica.
        – In Cittadella vs Frosinone si parlato d’altro come l’appannamento della squadra veneta ma non dell’errore tattico individuale nell’unico gol di Stellone sul tiro vincente Nocerino che rimasto fermo, si gira, si scansa lasciandosi sfiorare la palla in arrivo con Pierobon incolpevole;
        – In Vicenza vs Empoli, vedi analogamente il momentaneo pareggio dell’Empoli;
        – In Crotone vs Gallipoli, nel primo, secondo e specialmente nel terzo gol del Crotone tutti i linea a guardare la palla, avversario alle spalle, marcatura inesistente, effetto della difesa a zona;
        – In Brescia vs Ancona, vedi il secondo gol della squadra di casa con la difesa in linea e l’esterno incantato dalla palla che non gira la testa per marcare e poi va a lamentarsi con il guardialinee per un fuorigioco inesistente;
        – In Ascoli vs Lecce, il primo gol del Lecce con il difensore che non si cura dell’attaccante alle sue spalle;
        – In Sassuolo vs. Torino, osserva il primo gol del Sassuolo con due difensori del Toro che si oppongono erroneamente al tiro a rete.
        Ed ora sotto con la Serie A.

        • giorgio pivotti ha detto:

          Questi, Marco, sono i gol evitabili segnati ieri in serie A causati da errori tattici individuali (assenza di PFA) e di reparto (assenza di CVA nella difesa elastica), ben individuabili ad un occhio attento che però a quanto mi risulta non sono stati evidenziati né analizzati a dovere nei servizi filmati, nelle cronache in diretta, nelle trasmissioni radiotelevisive, nella stampa sportiva.
          UDINESE vs BARI 3 a 3: sul primo gol di Di Natale il difensore si gira, si avvita (PFA), su quello di Koman la difesa è schierata a zona, in linea e non c’è fuorigioco (CVA nella difesa elastica).
          FIORENTINA vs SIENA 1 a 1: gol di Vergassola che riceve palla al centro da Calaiò non marcato per il gioco a zona (CVA nella difesa elastica).
          JUVENTUS vs PARMA 2 a 3: sul gol di Del Piero di piatto due difensori si sono opposti girandosi (PFA); il gol di Biabiany è stato propiziato dal’errore di Cannavaro oppostosi in maniera sbagliata, di fianco, al cross di Antonelli (PFA).
          GENOA vs MILAN 1 a 0: sul gol di Sculli, Boriello guarda fisso solo la palla, non gira preventivamente la testa per chiudere lo spazio sull’attaccante, per marcarlo (CVA nella difesa elastica).
          NAPOLI vs ATALANTA 2 a 0: gol di Quagliarella lasciato andare solo dal difensore di riferimento che ha preferito stringere sulla palla piuttosto di seguirlo e marcarlo (CVA nella difesa elastica); secondo gol di Quagliarella con Bellini che non lo marca per andare incautamente ad intercettare la palla sul cross (CVA nella difesa elastica).
          LIVORNO vs LAZIO 1 a 2: Gol di Rocchi lasciato avanzare incustodito dal difensore di riferimento, Miglionico, che nel tentativo maldestro di mandarlo in fuorigioco sale di un passo sbagliando tutto (CVA nella difesa elastica).
          ROMA vs CAGLIARI 2 a 1: sul gol di Conti su punizione due difensori giallorossi si girano entrambi (PFA).
          INTER vs CHIEVO 4 a 3: autorete di Mantovani che si vede arrivare d’improvviso la palla calciata da Eto’o sul cui appoggio nel mezzo Scardina si fa scudo con la schiena voltandosi (PFA).
          Tutto questo è verificabile meglio andando a rivedere i gol in questione salvo altre osservazioni utili per avviare uno scambio d’idee.

          • Cristian ha detto:

            Che dite della posizione di Astori su Totti nel gol dell’1-1? Secondo me è era sbagliata, non era tra Totti e la porta, era troppo di lato….

            • giorgio pivotti ha detto:

              Cristian, la difesa a zona come comparto specifico nel contesto del gioco a zona si caratterizza per la disposizione a pettine, in linea tra attaccanti e difensori anche perché ciò facilita il fuorigioco di cui è parte integrante e sostanziale o per andare ad intercettare la palla, interrompere il passaggio, solo in subordine, mai preliminarmente, per chiudere, tagliare, marcare. Il concetto di presa di posizione corretta tra attaccante e porta del difensore non rientra nella prerogativa della difesa a zona, anche se c’è chi dice che si dovrebbe marcare l’uomo nella zona ma spesso non fornisce, non da le spiegazioni di come deve essere effettuata praticamente questa marcatura dove, ripeto, forte è il condizionamento, la dipendenza dal ricorso sistematico al fuorigioco. La difesa elastica con il controllo visivo attivo non prevede né il fuorigioco ripetitivo, esasperato, né la linea, né di norma la priorità della palla rispetto alla marcatura che va eseguita mediante movimento laterale del capo per tenere d’occhio la circolazione della stessa e lo spazio che più di tanto non può essere concesso all’attaccante nella fase di marcatura. La posizione del difensore è sempre tra il diretto avversario e la porta e varia a seconda del punto di gioco della palla.
              La tua è un’osservazione pertinente, rivedendo l’azione Astori prima del passaggio era in posizione corretta rispetto a Totti, tra lui e la porta, solo che ha fatto un movimento in avanti interpretando male la giocata abile di Totti per cui si è trovato in ritardo nel recupero ma non tanto da poter lo stesso neutralizzare il suo tiro, cosa che non è avvenuta perché Astori è andato a chiudere sulla palla in maniera sbagliata, girandosi, alzando la gamba destra, gesto istintivo non controllato, con la palla che gli passa sotto invece di opporsi rimanendo in PFA.
              Questo episodio è marginale rispetto ai gol evitabili di ieri in Serie A sopra segnalati.

  13. Cristian ha detto:

    Mister non è l’unico ad avere avuto sensazioni strane per la partita di ieri….mi dispiace che lei non abbia visto la semifinale di Udine che è stata una gran partita di calcio e spero che l’abbiano vista anche all’estero….detto questo, il calcio in Italia deve darsi una regolata, il gioco e gli aspetti tecnici devono tornare a essere i protagonisti, ci vorrebbe tolleranza zero e invece non è così. Le confido che con alcuni giovani della squadra che alleno a volte faccio fatica a imporre fair play e cercare di spostare l’attenzione agli aspetti del gioco durante la partita anzi che lasciare spazio alle polemiche, alle proteste alle lamentele…….ieri mi veniva voglia di cambiare canale…..se su un altro canale ci fosse stato un film di Totò o Bud Spencer e Terence Hill lo avrei forse fatto……voglio andare anche controcorrente….la vittoria dei mondiali del 2006 ha fatto mettere una pietra sopra a molti problemi, secondo me è stato un grave errore, gli scarsi risultati nelle competizioni europee per club non ha portato a migliorare il nostro gioco e i settori giovanili per cercare negli anni di cambiare tendenza……cosa serve per far capire a tutti che così non va? Se usciremo dai mondiali sicuramente sarà per colpa di un arbitro……se L’inter non vince la Champions e perdiamo la posizione raking Uefa chissà con cosa ce la prenderemo…in quel caso fare un esame di coscienza e vedere come ha fatto la Germania a crescere sarà utile, ma non lo faremo…….parlo con il noi perchè vorrei tanto che tutto il calcio in Italia cambiasse…..per vedere più partite come Udinese-Roma semifinale di Coppa Italia e meno Inter-Roma finale di Coppa Italia……..nel mio piccolo cerco di lottare dal di dentro per migliorare…è dura…e lei Mister con i suoi interventi ci da un grande sostegno………..in ultimo aggiungo che i telegiornali di oggi hanno parlato di guerriglie all’esterno dello stadio Olimpico….tanto per cambiare……certo che tra domenica e ieri….uff!

    • gigi ha detto:

      Il blog mi ha dato la forza di non mollare perchè sia voi che scrivete che quelli che si collegano senza fare domande,siete la molla che mi fa lottare.Spero di trovare squadra per farlo dall’interno.

  14. cesare ha detto:

    Anche io ho già lasciato un commento sull’altro post.. qui però aggiungo: l’esasperazione della moviola di certo non aiuta il bel gioco del calcio, anzi non fa che peggiorare le cose.
    nell’arco della stagione Mister tu sai che gli episodi si compensano (se prima hai, poi paghi e viceversa… funziona così, così deve funzionare se c’è buonafede nell’errore)
    la stagione è lunga, una volta vinco per un fuorigioco non dato ed una volta perdo per un rigore dubbio; un anno “rubo” una semifinale di champions con il Chelsea, l’anno dopo attacco con il cuore per 90 minuti ma non segno… amen, la palla è rotonda e come diceva il grande Boskov n° 1 para, n° 9 segna… tutto il resto sono parole!
    P.S. se la Roma mostra un pò di serietà (ma ne dubito) domenica lascia Totti fuori rosa..

    • gigi ha detto:

      Ma se stanno esaltando Balottelli che ha buttato la maglia per terra!!!!!Il risultato viene prima di tutto e così ha inizio la fine.

      • cesare ha detto:

        nel senso che tutto il mondo è paese? la stessa Inter una settimana mette al rogo Balotelli e la settimana dopo lo osanna come salvatore della patria all’Olimpico
        interpreto così la risposta: se la politica delle società è sempre e comunque il risultato allora la AS Roma non avrà mai le palle di sospendere Totti fino a fine stagione.

  15. asntelio ha detto:

    Inter-Roma Fight Club

    Un bel video sulla serata di sport di ieri!

  16. Nuario ha detto:

    Mister Cagni,
    riporto qui il commento che avevo lasciato a margine dell’altro post.
    Caro Mister Cagni,
    in settimana mi era giunta la “soffiata” che i giocatori della Roma, spinti da un irrefrenabile e, a tratti, immotivato frustrato ardore, avrebbero cercato di “rompere” qualche giocatore interista. Lì per lì mi è sembrata una buttata, nulla più. Ho giocato un pò a calcio, collaboro con una Scuola calcio e so benissimo che chi ne ha intenzione sa bene come far male ad un avversario. La Roma ha cominciato a menare dal primo minuto. I vari Burdisso, Mexes, Perrotta, Taddei, non avrebbero meritato di terminare la partita. Mi sembra meschino addossare la paternità della ferocia agonistica di Totti ad un ragazzo (Balotelli) additandolo come provocatore sistematico. Rizzoli doveva tirarlo fuori da subito a Totti, da quando è entrato proditoriamente su Milito a palla lontana. Milito non mi sembra un provocatore, no?!
    Cosa devo dire ai ragazzi della Scuola calcio? Di non guardare più le partite in Tv?

    • gigi ha detto:

      Al contrario devono essere da monito e tu devi fargli capire che quello non è il calcio che vogliamo.Basta farli giocare senza interruzzioni e sopportando le decisioni anche se sembrano sbagliate.Si accorgeranno da soli che è più divertente,chiaramente se gli piace giocare a pallone e non spinti dai genitori.

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