Finale Coppa italia 2010 di calci

6 maggio 2010

Come sempre mi sono messo comodo sul divano a guardare la finale di Coppa Italia.
Come sempre senza tifare per nessuno.
Ho questa fortuna di riuscire a essere neutrale e quindi rimanere obiettivo nel giudizio e valutare chi gioca meglio al di là del risultato. L´Inter ha meritato la vittoria ma, purtroppo,non è stato il gioco delle due squadre a farmi avere delle emozioni e godere di uno spettacolo calcistico. Le sensazioni che ho avuto, penso, raramente di averle provate.
Ero esterrefatto e allibito per quello che era il comportamento da parte di tutti i giocatori. Chiaramente non mi riferisco a gesti tecnico-tattici ma alle loro continue intemperanze e proteste nei confronti dell´arbitro o dell´avversario, alle  simulazioni, a falli senza senso e all´essere,costantemente pronti alla rissa.
Non parliamo dell´invasione finale, sarò curioso di vedere se l´invasore farà un giorno di galera.
Certamente non è stato uno spettacolo degno di una finale di Coppa. Alla fine della gara ho avuto una sensazione di disgusto, non riuscivo a pensare e a valutare quello che avevo visto sotto il profilo prettamente calcistico. Mi sembrava tutto irreale, non era possibile che non riuscissi a valutare la partita per l´aspetto del gioco perché prevalevano tutti quei comportamenti, secondo me antisportivi, che avevo visto in campo. Ho pensato anche all´insegnamento, che una partita così,potesse trasmettere ai giovani. Possibile che non si riesca a vedere gare di pallone anche agonisticamente accese ma senza comportamenti che esasperino e accendano gli animi sia in campo che fuori? Ma cosa è diventato il calcio in Italia, una battaglia?
Un modo di sfogare i propri istinti più repressi? La spettacolarizzazione di gesti inconsulti che non hanno niente a che vedere con la tecnica?
Non è possibile che ad ogni fine gara si debba parlare solo di episodi da moviola per valutare la gravità dei falli o delle reazioni da parte dei giocatori e non di azioni belle che possono migliorare la nostra conoscenza.
Che ci permetta di iniziare discussioni di carattere unicamente tecnico-tattico dell´incontro. Non credo di avere mai somatizzato in modo così disgustato una partita di calcio.
Mi chiedo se sono solo io che ho avuto questa reazione, magari perché è tanto tempo che non alleno e sono un po´ arrabbiato e quindi condizionato emotivamente. Sta di fatto che ho delle sensazioni istintive di qualche cosa che non mi sta piacendo e che se non ci saranno cambiamenti ci porterà a un punto di non ritorno. L´esasperazione degli eventi non può certamente portare al piacere di viverli per quello che sono.
Una partita di calcio deve rimanere UNA PARTITA DI CALCIO, il campanilismo e gli sfottò vanno bene, le risse e le invasioni NO.
Ogni componente deve farsi un esame di coscienza e porre rimedio cambiando i propri comportamenti.
L´unico deve essere di valorizzare lo spettacolo per fare tornare le partite di calcio degli eventi sportivi e non campi di battaglia dove ognuno si crea le regole per i propri scopi.

GIGI CAGNI

 

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