Difendere per Attaccare


Ci stiamo avvicinando alle battute finali di tutte le competizioni calcistiche e, sono certo, emergeranno le qualità tecniche perché, inevitabilmente con il trascorrere delle gare, diminuiranno le scorte psico-fisiche che hanno permesso a certe squadre di fare risultati insperati. Chi riuscirà ad avere tutte e due le cose raggiungerà tranquillamente l’obiettivo prefissato. Ogni campionato è caratterizzato da questi andamenti. Basti confrontare le classifiche iniziali con quelle finali. Difficilmente all’ inizio si vedono le squadre, che poi emergeranno nel campionato, ai primi posti. E’ inevitabile che chi deve salvarsi debba partire il meglio possibile per, come si dice in gergo, mettere il fieno in cascina, proprio perché chi deve arrivare in fondo con benzina in corpo, parte più lentamente e quindi bisogna approfittarne. Detto questo come premessa, voglio parlare di quella che, secondo me, è la parte più importante da sviluppare nell’arco del campionato per raggiungere il più alto risultato in riferimento alle qualità dei giocatori che si hanno a disposizione. LA TATTICA DIFENSIVA. E’statistico che chi prende meno gol raggiunge l’obiettivo con maggiore sicurezza. Non vorrei essere frainteso, come mi è capitato spesso e sono stato tacciato come difensivista da molti, ma non intendo che bisogna mettersi tutti dietro, giocare in contropiede e sperare di fare gol, bensì di riuscire a realizzare al meglio la FASE DIFENSIVA con l’aiuto degli attaccanti. In ritiro parlo delle fasi di gioco cercando di fare capire il mio concetto di come si deve stare in campo e quando spiego la fase difensiva inizio con gli attaccanti e quella offensiva dai difensori. Il concetto è facilissimo da capire, un po’ meno da realizzare, perché le punte pensano di dovere correre troppo e perdere così le energie per la fase offensiva, ma se io conquisto la palla con gli attaccanti sono più lontano dalla mia porta e, di conseguenza, più vicino a quella avversaria (oltre alla possibilità di fare più gol). Questo si può fare con qualsiasi modulo perché quello che conta è avere la disponibilità MENTALE di tutti i giocatori. Vale anche per la fase offensiva, se i difensori si smarcano e vogliono la palla da dietro è molto più facile produrre un gioco offensivo e redditizio. Ma tornando alla cosa che più mi interessa, dico che questi principi che porto avanti da 20 anni e che ho sempre avuto difficoltà a fare comprendere, stanno avendo successo in tutte le competizioni. Tutti hanno parlato di grande prestazione dell’Inter con il Chelsea, ma se Pandev e Eto’o non avessero fatto le due fasi, soprattutto quella difensiva, con quella dedizione e continuità, non ci sarebbe stato questo risultato così importante. Il grande merito di Mourinho è che IN 2 ANNI è riuscito a fare capire alle sue punte (più a Sneijder), che sono determinanti nella fase difensiva senza dover rinunciare alle loro qualità offensive. Questo avviene soprattutto nelle partite importanti dove le tue qualità sono pari all’avversario, incontrando squadre inferiori puoi usare questa tattica in modo meno continuo specialmente se hai tanti impegni. Sviluppare la fase difensiva con le punte, comunque, comporta tattiche diverse in riferimento a come è disposto l’avversario e quindi APRO un interscambio di informazioni con voi perché sono tante le varianti che solo con delle domande precise si possono sviluppare. Voglio finire con una considerazione che mi viene dal profondo: perché quando io e qualche altro mio collega facevamo sacrificare le punte nella fase difensiva, con disprezzo, ci appellavano come DIFENSIVISTI e oggi invece chi lo fa è UN GRANDE STRATEGA?

Gigi Cagni


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62 Responses to Difendere per Attaccare

  1. mirko ha detto:

    Salve mister,
    Adottando un 4-4-2 per mettere in difficolta’ chi si schiera col 3-5-2 e’giusto puntare su sovrapposizioni catene laterali e cambi gioco repentini alla ricerca dell’esterno di centrocampo giocando di prima con l’interno o dopo scambio di quest’ultimo con la punta che viene fuori magari davanti al cc avversario?

  2. De Oliveira ha detto:

    Ciao Mister, vorrei farle una domanda, io spesso sento parlare di ” cultura sportiva ” e a tal proposito pongo la mia domanda; Che differenza c’è tra ” Cultura Sportiva ed Educazione ” ???????????
    Io personalmente non credo alla persona educata e generosa nella sua vita quotidiana che va allo stadio con le tasche piene di bombe ed altro e non credo nemmeno a quella persona che allo stadio ci va con le tasche piene di bombe e una volta uscito si trasformi in una persona educata e generosa nei confronti del prossimo. Allora mi può gentilmente spiegare in base alle sue esperienze calcistiche ed umane se esistono differenze ? Mi stupisce il fato che una partita di serie A ( Genoa – Milan – 2010 )venga giocata a porte chiuse e poi vedo il presidente Abete addirituta dispiaciuto perche L’italia non è stata scelta per ospitare gli europei 2016. Forse viviamo in un altro mondo??!! Che ne pensa ?

    Grazie

    De Oliveira !!!

    • gigi ha detto:

      Sono del tuo stesso avviso anche se Cultura vorrebbe dire conoscenza della materia e quindi anche dei regolamenti.Educazione è un termine che non è a conoscenza del nostro popolo visto che non abbiamo grandi esempi e la scuola è allo sfascio.Comunque la speranza è che avendo toccato il fondo,nel futuro non possiamo che risaslire.

  3. Ludovico ha detto:

    Lei ha perfettamente ragione, e secondome lei è stato etichettato come difensivista semplicemente perchè chi parla di calcio, i media, non conoscono il gioco del calcio.
    Poi ha ragione in pieno quando sostiene che è difficile farlo capire ai giocatori, soprattutto a quelli che vengono acquistati per far gol, ma nello stesso tempo se un allenatore riesce in questa missione allora il più è fatto.
    Non sono allenatore di calcio, spero di diventarlo, ma per adesso mi limito a pensare che non sia facile andare dal tuo attaccante che segna 20 gol a stagione e dirgli che quando il pallone ce l’anno i difensori lui deve inziiare una fase difensiva, perchè nella sua testa i difensori sono coloro che lo marcano e si trovano vicino la porta pertanto ci devono pensare i compagni del reparto difensivo.

    • gigi ha detto:

      E’una difficoltà che oggi ha l’allenatore ma con i giovani,e con l’esempio che hanno dato i giocatori dell’Inter,in futuro sarà più facile.Comunque quando io ho iniziato nel 90 era più facile e ci sono riuscito,poi si sono un pò guastati,ma ora si ritorna ai vecchi tempi altrimenti non vinci niente.

  4. GianPa ha detto:

    Buongiorno Mister, a proposito di difendere per attaccare… con la mia difesa a 4 (due centrali e due esterni)facciamo fatica ad affrontare squadre con il 4-4-1-1. Restiamo in troppi dietro per un solo uomo e il loro fantasista “balla” tra le linee. A volte preferisco passare al 3-5-2 con il vertice basso del centrocampo sul loro fantasista, ma volessi restare con il 4-4-2, che situazione tattica mi suggerirebbe?
    Grazie e buon week-end

    • gigi ha detto:

      Deve uscire uno dei centrali e ,conforme a dove è la palla,uno dei terzini stringe e il quarto del c.c. fa il terzino.

  5. zeronol ha detto:

    mister si dice che giocando con una squadra molto più forte la linea di pressing debba essere più bassa, ossia difensiva. Se però le scalature e l’abnegazione della squadra più debole porta a fare un gran volume di lavoro agli attaccanti potrebbe essere una buona strategia quella di attaccare alto in pressing ultra-offensivo?

    • gigi ha detto:

      Dipende dalle caratteristiche della tua squadra e dal periodo del campionato.Mi spiego meglio.Se tu hai attaccanti veloci,alleni una squadra diciamo provinciale e devi incontrare l’Inter questo periodo,la strategia migliore è mettere la partita sul piano dell’aggressività e dell’intensità,aspettarli un pò indietro,diciamo a metà campo,e giocare in contropiede.Bisogna sperare che loro siano stanchi e che perdano un pò di qualità.Queste squadre possono permettersi di giocare male perchè hanno sempre giocatori che fanno la differenza.Comunque una cosa la devi fare assolutamente CORRERE PIU’ DI LORO altrimenti è dura.

  6. Fet ha detto:

    Buonasera mister,
    Volevo chiederle la sua opinione in proposito del Vicenza, squadra che ultimamente sta offrendo uno spettacolo davvero deludente ai suoi tifosi. Secondo lei da dove e ricercare la causa di questa prolungata era di staticità con picchi negativi di crisi in qui si sfiora la serie C? Allenatori non all’altezza? Organico di basso livello? Dirigenza incapace di gestire una grande squadra (e che infatti vende tutti i prezzi pregiati)?

    Grazie dell’attenzione, spero conosca abbastanza la realtà vicentina da rispondere. Saluti e arrivederci.

    • gigi ha detto:

      Conosco la realtà vicentina perchè me ne parla sempre l’avvocato Pasqualin a 90°minuto e mi ha detto che la squadra è buona e anche la dirigenza ma l’allenatore è bravo ma con poco mordente.Speriamo che Sonetti gli dia il carattere giusto per togliersi dai guai.In bocca al lupo.

  7. gio ha detto:

    Mister è veramente un grande! Per le ultime giornate sarebbe bello leggere una sua analisi tattica di qualche big match, i suoi interventi evidenziano sempre elementi tattici che un non esperto non può vedere!
    Cosa ne pensa del 4-2-4? Per lei è una semplice versione offensiva del 4-4-2 oppure può essere un modulo completamente diverso, con una propria filosofia? Lei lo ha mai utilizzato? Mi pare che talvolta con l’Empoli ci sia andato vicino, esprimendo un gioco di altissimo livello. g.

    • gigi ha detto:

      Il modulo va sempre visto e giudicato nelle due fasi e il 4-2-4 lo è solo nella fase offensiva perchè difendere con lo stesso modulo sarebbe un suicidio quindi la cosa migliore è attaccare con il modulo che ti da più equilibrio nel momento in cui perdi la palla.Il fatto che possa scrivere un’analisi tattica di un big match è un’idea,vedremo.

  8. icol ha detto:

    Caro mister
    Mi piacerebbe che esprimesse un suo giudizio sul chievo di di carlo, una squadra dall’organico certo non eccezionale che, però, quasi sempre dà l’anima in campo, e spesso ci toglie anche qualche soddisfazione!
    (Tra l’altro, rifacendosi al suo intervento,la stessa mentalità si può ritrovare anche nel chievo, in cui le punte sono le prime a difendere. E i frutti si vedono in campionato, essendo la squadra fra le prime con minor numero di gol subiti)

    • gigi ha detto:

      Il Chievo è un buon organico guidato da un’allenatore che ha i piedi per terra e sa come raggiungere l’obbiettivo.Sicuramente l’esperienza di Sartori fa il resto.

  9. giosuè ha detto:

    Caro mister, anzitutto complimenti.
    Poi, volevo chiederle quali squadre secondo lei stanno giocando un buon calcio in serie a e b: secondo me veramente poche. in serie a bari e milan han fatto vedere grandi cose come gioco ma si sono spente dopo poco, il chievo ha fatto grandi partite all’inizio ma dopo la sconfitta col milan non si è più visto, poi qualche bella partita di siena e palermo, e poco altro. in serie b mi è piaciuto il piacenza di ficcadenti, 433 compatto squadra corta con ali che rientrano proprio come suggeriva lei, e l’ancona.
    però, per guardare il grande calcio, troppo spesso bisogna guardare i canali stranieri.

    • gigi ha detto:

      In serie b oltre a quelle che hai nominato hanno giocato a sprazzi bene il Lecce,il Cesena,il Sassuolo e ultimamente anche il Cittadella.Il Grosseto e il Brescia hanno avuto un bel periodo ma non lungo.Ora,essendo alla fine,vedere un bel calcio sarà difficile.In A mi è piaciuto il Cagliari,la Fiorentina,il Genoa,a sprazzi la Samp e il Napoli.

      • Cristian ha detto:

        Mister la Fiorentina a mio parere, da quello che si è visto, poteva tranquillamente essere al posto del Bayern in Champions…..la squadra gigliata ha giocato bene, penso davvero la miglior italiana a livello di gioco in Europa quest’anno….ha pagato anche l’assenza di Mutu forse? Anche se Jovetic ha fatto molto bene……mi dispiace che forse non si qualificheranno…..io sono della Samp quindi lo direi contro me stesso, ma la Fiorentina in prospettiva potrebbe proporsi come squadra in grado di arrivare addirittura fino in fondo (prendendo un alternativa a Gilardino e un difensore di “spessore”)rispetto alle pur rispettabili Palermo o Sampdoria.

  10. germano ha detto:

    ho visto il brescia perdere in casa con il cesena e leggendo il suo articolo sulla fase difensiva mi sono ancor di piu’ convinto che il cesena quest’anno centrera’ la promozione diretta,(fino ad ora incassati solo 18 gol),il brescia in 90 minuti non ha avuto lo spazio per creare nulla,e il cesena ha condotto la partita come voleva dall’inizio alla fine.preciso che sono tifoso del brescia ,e mi piacerebbe avere una sua opinione su un giocatore del brescia molto controverso,simone dallamano,criticato dalla maggioranza dei tifosi ma sempre schierato e molto considerato da tutti gli allenatori che il brescia ha avuto(troppi)negli ultimi anni.un saluto bresciano

    • gigi ha detto:

      Purtroppo vedo poco il Brescia e quindi Dallamano ma per il poco che ho visto ha le caratteristiche che piacciono a me di un’esterno.Sbaglio se dico che magari spreca troppo e pecca di qualità nella fase finale?

  11. luca ha detto:

    SALVE MISTER SONO UN TIFOSO SAMPDORIANO.
    HO 22 ANNI,MI SONO VISSUTO TUTTI GLI ANNI BUI DEL DORIA IN GRADINATA E ADESSO ME LA GODO UN ATTIMINO..
    IL PRIMO ANNO CON LEI RICORDO DI AVER VISTO UN BEL CALCIO,CON VASARI ED ESPOSITO O POSSANZINI SULLE FASCE E IL DUO VERGASSOLA MARCOLIN IN MEZZO.

    MA QUELLO CHE LE VOGLIO CHIEDERE PIU’ O MENO DA 9 ANNI E’ PERCHE’ DECISE DI SOSTITUIRE A LIVELLO TATTICO VERGASSOLA CON LOMBARDO CHE TUTTO ERA MENO CHE UN CENTRALE..

    RICORDO CHE VERGA LO VENDEMMO AL TORINO X SALVARE I CONTI DELLA SOCIETA'(INSIEME A SERENI),QUINDI LEI SI DOVETTE UN PO’ ARRANGIARE CON QUELLO CHE AVEVA..MA PERCHE’ NON PUNTO’ SU SANNA CHE ERA MOLTO PIU’ INCONTRISTA DI LOMBARDO??

    IN OGNI CASO CMQ SIA ANDATA, LA RINGRAZIERO’ SEMPRE PER AVER CREDUTO IN FRANCESCO FLACHI E AVERMELO COSI’ FATTO GODERE PER PARECCHI ANNI,SIA COME CALCIATORE CHE COME PERSONA(E’ DAL 2007 CHE NON INDOSSA PIU LA MIA MAGLIA MA NON HO ANCORA AVUTO IL CORAGGIO DI TOGLIERE I SUOI POSTER DALLA CAMERA)…
    PECCATO CHE ABBIA DECISO DI FINIRE LA CARRIERA CON COSI’ LARGO ANTICIPO.

    UNO DELLA SUD

    • gigi ha detto:

      Ti racconto una cosa che pochi sanno e non è mai stata divulgata.Un giorno Sanna nello spogliatoio mi disse,ed eravamo in difficolta di formazione,che non avrebbe più messo quella maglia(aveva richieste da una squadra blasonata).L’affare poi sfumò e io quella maglia non glielo più fatta metterere.Mi ricoedo che in un’amichevole in cui,per regolamento,dovevo farlo giocare,ho fatto mettere a tutti la casacca.

  12. Marcello ha detto:

    Forse sbaglio ma credo che in Italia abbiamo avuto uno dei più grandi esempi di gioco a tutto campo: il Milan di Arrigo Sacchi. Forse portato all’estremo ma i risultati si vedevano!

    • gigi ha detto:

      E’ vero ma quel gioco lo avevano fatto altri allenatori prima di lui,io l’avevo sperimentato con Sonetti 10 anni prima,solo che lo avevano fatto non con una squadra non blasonata.

      • Marcello ha detto:

        Sono d’accordo con lei. Io non volevo assolutamente sminuire la bravura e la competenza di altri allenatori. Come non volevo dire che Arrigo Sacchi sia stato il messia. Volevo solo evidenzxiare che, secondo me, è stato il primo a far capire il concetto di calcio totale o come lei preferisce definirlo, a giocatori di una certa importanza in un club blasonato. Certe partite di quel Milan rimarrano nella storia del calcio per l’insieme del gioco espresso. Lo stesso gioco lo faceva anche Zeman al Foggia e per certi versi anche Liedholm alla Roma. Il Milan di Sacchi fece da apiripista a quanti volevano esprimere un gioco diverso ma probabilmente erano intimoriti dalla eventuale mancanza di risultati.

        • Cristian ha detto:

          Se Berlusconi non si fosse fermato a Parma ma scendeva fino a Pescara forse avrebbe preso Galeone….è quello che ho sentito dire dal grande Giovanni…..

  13. Mirco Scanu ha detto:

    Buongiorno Mister,
    quello che infatti non capisco è il perchè Mourinho passi per un grande stratega quando credo che non lo sia affatto, lo vorrei tanto vedere all’ opera in campi e province diverse dalla forte Milano (soprattutto a livello mediatico ed economico), per come intendo io, il mestiere di allenatore è un altro, non è il fare le battute in conferenza stampa e lo sparare a zero sui colleghi, ma il lavorare sodo e duro in settimana e il tirar fuori il massimo dal materiale umano a disposizione, io ricordo il suo Piacenza convincente e bello, la Reggina di Mazzarri salvarsi partendo da una pesante penalizzazione, per arrivare all’ attualità con il Siena di Malesani che a Milano contro l’ Inter ha sfiorato il colpaccio con un lavoro studiato a puntino in settimana, questi sono i veri strateghi, non i ciarlatani che sanno spostare l’ attenzione su problemi secondari, scusi lo sfogo e grazie per quello che ci offre in questo blog.

    • gigi ha detto:

      Sono d’accordo con te che Mou non è un grande stratega ma non gli si può disconoscere la grande personalità e la bravura nel gestire grandi giocatori.Ha la grande furbizia di muoversi in ambienti diversi adattandosi alle culture con grande intelligenza sfruttandone le debolezze.

  14. maurizio ha detto:

    come dici, GRANDI STRATEGHI, caro gigi, ti ricordo la m ossa di fergusson in mancester-milan, con park a uomo su pirlo……..se l’avesse fatto in italia sarebbe stato tacciato di ANTICALCIO mentre invece è passato come GRANDE STRATEGA………..

  15. massimo ha detto:

    turrini e piovani nel mitico piace di cagni erano veramente fantastici nel coniugare quantità e qualità senza contare i cross fantastici cha arrivavano in area per de vitis o ferrante. Le due fasi di gioco permettevano di coprire molto bene gli spazi e il gioco,soprattutto in casa, era molto redditizio e spettacolare.Un grosso saluto al mister e spero trovi presto un nuovo incarico;spero di rivederla al garilli quanto prima ciao massimo da piacenza

  16. Nerone ha detto:

    “perché quando io e qualche altro mio collega facevamo sacrificare le punte nella fase difensiva, con disprezzo, ci appellavano come DIFENSIVISTI e oggi invece chi lo fa è UN GRANDE STRATEGA?”
    Purtroppo esistono troppi pecoroni (anche ad alti livelli) che non usano la testa, e che preferiscono fare affermazioni che emozionalmente sono probabilmente più condivise.
    Condizioni essenziali per pensare con il proprio cervello, comunque, sono:
    – di averlo
    – che sia funzionante
    🙂

  17. cesare ha detto:

    come si dice: il miglior attacco è la difesa!
    ha ragione il mister, le squadre champagne con gioco offensivo (nel senso di 2 punte e un regista che non coprono o coprono poco) magari partono bene ma alla fine del campionato perdono pezzi..
    guardate il ManUn che ha battuto il Milan 4 a 0, giocava con una sola punta che pure rientrava bene
    lo stesso Barca contro lo Stoccarda ha vinto 4 a 0 senza un vero centravanti (Ibra è entrato a 15 dalla fine).
    le partite si vincono nei 20 metri di centrocampo; da li riparti veloce in avanti (anche con partenze delle ali) e se serve copri fino alla tua area. Tanto facile a dirsi quanto difficile a farsi però…

    • Cristian ha detto:

      Beh il Barcellona vince le partite perchè non ti fa mai vedere la palla….a partire dalla difesa fino ad arrivare in area….pratica un possesso palla che ha anche l’obiettivo di non darti la possibilità di essere pericoloso….ricordo solo l’Ajax di metà anni ’90 avere un gioco molto simile……non si è offensivi per quanti attaccanti schieri, ma a mio modo di vedere per la mentalità con cui giochi, se cerchi i passaggi e non butti avanti la palla sperando che l’avversario sbagli, come giocano molte squadre italiane….Mazzone diceva: “palla lunga su, Gesù pensaci tu”…”palla bassa a noi, si gioca noi”………chiedetelo a Guardiola….e confermerà che Mazzone gli diceva queste cose…..Ha anche ammesso che i suoi maestri e punti di riferimento sono Cruijff e Mazzone…..il nostro caro Carletto non ha mai avuto la possibilità di allenare una squadra piena di ottimi giocatori, a parte la Roma….così come Galeone e Ventura, altri allenatori che ritengo avere una mentalità internazionale per quanto riguarda la concezione del gioco….

      • cesare ha detto:

        penso stiamo dicendo le stesse cose in modo diverso…
        forse dico una “cattiveria” ma una squadra che abusa della palla lunga è la Roma; in Italia va bene (direi benissimo) ma poi in Europa è finita come sappiamo contro una squadra medio-scarsa (chiaramente senza offendere) come il Pan…

        • Cristian ha detto:

          L’aiutarsi in campo è una questione di mentalità…..alcuni giocatori poi magari non sono predisposti per farlo a tutto campo (vedi Balotelli), ma in Italia non è molto sviluppato il calcio d’insieme, non prevale il collettivo considerando entrambe le fasi…..c’è differenza tra la Roma di Spalletti e quella di adesso…..

      • gigi ha detto:

        Sono d’accordo con te ma anche i giocatori del Barcellona rientrano altrimenti li lascia fuori.

    • gigi ha detto:

      Meno al giorno d’oggi se trovi la societa che ti difende e fa stare zitti i giocatori

      • Cristian ha detto:

        Parole sante! Se lo dice lei Mister vuol dire che anche ai vostri livelli è dura trovare dirigenze veramente valide e forti…….

  18. Marco ha detto:

    cosa dire ad un attaccante per convincerlo a fare fase difensiva?
    E quale impegno chiedergli??

  19. Emanuele ha detto:

    Ciao mister
    non o visto quel gran aiuto degli attaccanti ke a fine partita dopo il risultato positivo tutti han detto!
    o visto invece nell’unico periodo in cui è stata giocata veramente là partita cioè negli ultimi 20M del primo tempo errori tattici elementari ke solo là non concessione di un rigore(abbraccio di samuel)al chelsea,forse due,a permesso all’inter di continuare l’avventura.
    nel 2o tempo le assenze han fatto il resto,xkè era lampante ke con il passare del tempo il chelsea si serebbe allungato perdendo sincronia nel gioco.
    MOURINHO non è,e non sarà mai al tuo livello o di lippi..l’ha dimostrato in tanti anni di chelsea,(non dando mai un gioco)mentre io come tanti abbiamo visto giorno dopo giorno cosa sà fare nel lungo tempo gigigagni in una squadra!
    Senza allenatore nessuna squadra vince…mà un allenatore si vede se vale quando là squadra è armonica..nessun spazio vuoto,tutti al posto giusto,poi..si puo anche perdere!
    A piacenza Là sua squadra era cosi..i movimenti di DE VITIS…BEH non mi dilungo.
    Ciò ke volevo dire è ke gigicagni con il tempo sà come far giocare una squadra e non si confondi con altri x favore! ciao gigi saluti dà Emanuele.

    • gigi ha detto:

      Ti ringrazio ma nell’articolo dicevo proprio questo che Mou ha imparato molto in Italia ed è stato bravo a vendere cose che noi conoscevamo da anni.

      • Emanuele ha detto:

        Mister dicà…
        Sono pienamente daccordo quando dice ke mou è bravo solo a vendere cose non sue mà dicci un pò….è xkè qualcuno paga ke i giornalisti ne parlano e scrivono vero?…se non paghi,o ne parlan male o x nulla vero?..

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