Il Ruolo del Portiere


di Fabrizio Lorieri

Sin da quando ero bambino, appena terminata la giornata di scuola, il mio desiderio, come quello di quasi tutti i miei amici, era quello di ritrovarsi a giocare a pallone ovunque ci fosse uno spazio a disposizione (per strada, nei giardini, nei campi etc.), per fare una “partitina”. Partitina che poi sarebbe durata, il più delle volte, fino a sera inoltrata.
A differenza di tutti gli altri amici, però, che si accaparravano subito il pallone per fare scorribande con la sfera ai piedi, io ero quello che, per prima cosa, pensava a “costruire” la porta, con qualunque cosa fosse in quel momento disponibile: due pietre, due giubbotti, due rami d’albero, due scarpe, insomma qualunque oggetto che fosse a portata di mano. Successivamente, senza neanche discuterne, ero io quello che si piazzava in mezzo, diventando per tutti il PORTIERE.
Mi è sempre piaciuto tuffarmi di qua e di là  per abbrancare il pallone e sentirmi importanti per una parata. Mi inorgogliva il fatto che tutti mi cercavano, anche se forse lo facevano perché ero l’unico che voleva stare in porta.
Io non sono diventato portiere, come spesso accade, perché ero scarso a giocare negli altri ruoli, il ruolo di estremo difensore non è stata una soluzione di “ripiego”; io ho voluto stare in porta ed ho avuto la fortuna di riuscire a fare quello che ho sempre sognato, sin da bambino: il portiere in una squadra di serie A. Dopo 23 anni di professionismo come calciatore e le esperienze da tecnico, come collaboratore di un Mister bravo e preparato come Luigi Cagni, non posso esimermi dal parlare di questo ruolo così affascinante, in questo spazio a me dedicato.

La figura del portiere è resa così affascinante perché è quella di un individuo che, essendo l’ultimo baluardo difensivo, evoca l’eroe incurante del pericolo, che mette a repentaglio la propria incolumità ergendosi a difesa della propria squadra.
Il portiere si caratterizza subito rispetto ai suoi compagni come un qualche cosa di diverso, di speciale; innanzi tutto è l’unico giocatore che può toccare la palla con le mani, e questo lo rende completamente diverso dai suoi compagni di squadra. Proprio il fatto di poter usare le mani dà al portiere quell’unicità che invece non possono avere i suoi compagni; perfino nelle regole del gioco è scritto che ogni squadra deve scendere in campo con un portiere, mentre non si fa nessuna menzione riguardo ai compiti degli altri giocatori.
Da un punto di vista tecnico quindi le differenze tra il portiere ed il resto dei calciatori sono enormi, ma esistono anche sostanziali distinzioni su altri piani riguardanti il mondo del pallone.
Il numero 1, infatti, rispetto ai suoi compagni sviluppa abilità completamente differenti che richiedono allenamenti differenti e, quasi obbligatoriamente, un allenatore specializzato dedicato alla sua prestazione.
Questo suo isolamento, durante la settimana di allenamento, potrebbe far pensare al ruolo del portiere quasi ad una piccola disciplina interna in seno allo sport del calcio, ma la particolarità del ruolo è tale che questa condizione viene meno perché, durante la gara, pur essendo i suoi compiti e i suoi interventi completamente diversi dai compagni di squadra, le tempistiche e le modalità di tali interventi si devono sempre interfacciare con le esigenze di squadra, le situazioni particolari di gioco ed i movimenti di compagni ed avversari.
Il portiere si fa subito notare per il suo abbigliamento, diverso da tutti gli altri giocatori, perfino dagli stessi compagni di squadra, per la posizione che assume in campo, per le responsabilità ed i compiti enormemente differenti dai suoi compagni di squadra.
I suoi interventi devono essere eseguiti in tempi brevissimi, con una rapidità decisionale immediata e compiuti con la massima sicurezza. Il portiere, per riuscire ad essere un protagonista positivo, oltre a possedere una necessaria base tecnica ed una attitudine fisica al ruolo,  deve avere doti di rapidità analizzative e decisionali fuori dal comune deve quindi, per riuscire in questo intento, avere delle enormi capacità… MENTALI.
…alla prossima puntata…

LORIERI FABRIZIO

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9 Responses to Il Ruolo del Portiere

  1. armando ha detto:

    eri davvero un campione!ho 28anni,e ricordo benissimo la spettacolarità del tuo stile..xme una delle differenze fra un portiere forte,ed campione è ke il campione spesso ti regala il cosidetto”miracolo”..e tu ne facevi parecchi!in bocca al lupo per il tuo futuro

  2. Vittorio ha detto:

    Un saluto a Lorieri da un tifoso che nel giugno 85 era in curva a Firenze in uno spareggio “dannato” e “segnato” contro il Vicenza.
    Mi sarebbe piaciuto che fosse rimasto a Piacenza, ma la serie A è la serie A e allora per il Piacenza era già tanto arrivare in B.
    Vittorio

  3. Felix ha detto:

    Ciao a tutti. Ho scoperto questo bel blog ascoltando una intervista al mister nel corso del programma sportivo su radio24. Anche io ho giocato per anni in serie minori e poi nei tornei amatoriali. Il ruolo del portiere non solo per gli aspetti tattici ma anche per quelli diciamo così comunicazionali ha sempre avuto un certo ascendente sui centrali della difesa (il vecchio libero del calcio di 20 anni fa e oltre) sino ai centrali dei giorni nostri. Per la vicinanza e la diretta incidenza nel campo visivo quante volte i preziosi suggerimenti dell’ultimo uomo hanno aiutato i centrali di difesa a comandare la retroguardia.
    Un saluto al grande Lorieri paratutto.

    P.S.
    Pero’ poteva anche mettere una sua bella foto delle sue numerose parate spettacolo piuttosto che una “spizzata” su rigore al Manuzzi 🙂

  4. Rudi ha detto:

    Salve, ho letto con estremo interesse quanto scritto e condivido tutto, ho giocato 20 anni tra i pali in campionati dilettantistici e non cambierei questa esperienza con nessuna altra, penso che il ruolo del portiere è qualcosa che ti devi sentire dentro che devi sposare è quasi poesia spesso solo contro tutto e tutti a volte anche contro i tuoi compagni che devi essere bravo a ” comandare “. Un saluto di cuore a tutti i portieri Rudi

  5. filippo ha detto:

    ha ragione mister, il ruolo del portiere è sicuramente il più affascinante , forse è anche il più difficile. condivido in pieno quello che dice lei,poi le capacità mentali sono fondamentali per un portiere. in questo senso la tranquillità che aveva peruzzi nel dirigere era qualcosa di incredibile!per me è stato uno dei più grandi di tutti,e nel 2006 lo avrei fatto giocare al posto di buffon! vabbè è andata bene lo stesso…

  6. pivotti giorgio ha detto:

    Ho visto Lorieri arrabbiarsi più volte con i compagni per un gol subito a causa loro per non aver rispettato la PFA girandosi in barriera o su palla attiva. Non trovavo poi giusto leggere nei commenti che la colpa del gol era sua e non invece di chi in difesa non aveva fatto regolare opposizione fisica. L’espressione del suo viso, un misto di amarezza e sconforto, la diceva lunga quando prendeva dei gol evitabili come questo o per mancanza del CVA con i compagni che giocando a zona prediligevano guardare la palla da intercettare a scapito della marcatura.
    Il ruolo del portiere è anche quello di saper comunicare con la difesa dando dei precisi comandi ai compagni; mi piacerebbe cortesemente sapere da Lorieri se nel suo repertorio, oltre ai classici “uomo”, “mia”, “solo”, “sali”, “numero uomini in barriera”, usava anche quelli specifici per prevenire i gol evitabili come “non voltarti”e “gira la testa, marca”.

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