Il management


Sul finire della mia carriera di giocatore cominciai a prendere appunti e spunti da tutti gli allenatori, miei e di altre squadre, in grado di trasmettermi  insegnamenti che ritenevo mi sarebbero serviti  una volta diventato un loro collega. Li seguivo in tutto, da ciò che trasmettevano a livello mediatico al loro comportamento nel dirigere la squadra sul campo. Mi piaceva pensare e confrontare tutto quello che vedevo fatto da altri e riviverlo in prima persona, simulando mentalmente quali sarebbero potuti essere i miei comportamenti nella stessa situazione. La cosa che dovevo decidere come obiettivo primario era senz’altro il sistema di gioco e, come ho già detto in un’altra occasione, sapevo che se avessi avuto i giocatori adatti sicuramente avrei giocato con il 4-3-3. Devo anche precisare che occorre avere elasticità mentale per valutare le qualità dei giocatori messi a disposizione dalla società, prima di decidere il sistema di gioco più adatto da fare applicare. Fortunatamente avevo giocato quasi tutti i sistemi o comunque li avevo affrontati sul campo da avversario. Con orgoglio posso dire di avere giocato in due società soltanto(9 anni nel Brescia e 9 nella Sambenedettese), esserne stato il capitano e leader, perciò nel mio DNA calcistico avevo la mentalità aziendalista e la conoscenza dell’importanza di costruire un gruppo di giocatori compatto per il raggiungimento di un obbiettivo comune .Tutto questo ha fatto sì che, intrapresa la carriera di allenatore, il mio obbiettivo primario fosse sempre quello di applicare tutte queste mie esperienze con la convinzione che solo così avrei potuto raggiungere risultati importanti. Oggi, dopo 20 anni di carriera da allenatore, dove ho avuto la fortuna di vivere tutte le situazioni tattiche, in circostanze positive e negative di ogni tipo, posso affrontare ogni problema che mi si presenti con la competenza necessaria per trovarne la soluzione. Consapevole che c’è stata un’evoluzione nel ruolo dell’ allenatore, non solamente tattica ma soprattutto di un contesto economico sociale diverso e che quindi,  è necessario adeguare anche il proprio modo di interpretare questo ruolo. La mia convinzione è che, nel contesto attuale , sono pochi gli allenatori che possono costruire la squadra con i propri principi tattici ma al contrario devono essere sempre più bravi a fare rendere al meglio il materiale che gli viene messo a disposizione. Ecco perché è determinante sapere come insegnare tutti i sistemi di gioco ma soprattutto trovare la soluzione più adatta alle esigenze della società che ti ingaggia. Penso che ci stiamo avvicinando sempre più all’allenatore manager che, sia in base ai progetti economici che a quelli riguardanti i traguardi da raggiungere sul campo, sappia come soddisfare queste esigenze. In questo nuovo contesto, comunque, sono sempre più convinto che certi VALORI non debbano mai mancare per ottenere risultati importanti.

Gigi Cagni

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