Il mio modulo preferito


Nel 1986 alla Sambenedettese arrivò come allenatore Giampiero Vitali (purtroppo morto qualche anno fa), lo conoscevo bene perché ero stato suo compagno di squadra nel ‘67 nel Brescia quando io, giocando nella primavera, partecipavo con la prima squadra alle partite amichevoli ed ero la sua riserva diretta essendo terzino sinistro come lui. Per questo a San Benedetto instaurammo immediatamente un ottimo rapporto di collaborazione sia in campo (ero il più vecchio e capitano) che nello spogliatoio. Mi piace ricordare che a quei tempi e in quel tipo di realtà succedeva spesso che tutti, compreso l’allenatore, si andasse a cena con le famiglie o che ci si ritrovasse sullo splendido lungomare a passeggiare, oppure a palleggiare in spiaggia. Queste divagazioni mi piacciono perché comunque, questi comportamenti influivano positivamente anche sul rendimento della squadra sul campo. Quell’anno fu per me determinante per quanto riguarda quello che avrei poi fatto come scelta tattica all’inizio della mia carriera da allenatore.
Quando per la prima volta giocai il 4-3-3, fu amore a prima vista, mai mi ero sentito così sicuro. Queste sensazioni si possono comprendere solo se si ha giocato a calcio e soprattutto da liberi, con delle responsabilità che vanno oltre a ciò che succede sul terreno di gioco.

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 Per capire meglio quello che intendo bisogna immedesimarsi nel ruolo e pensare alla visuale che si ha davanti. La cosa peggiore, e quella che mette più apprensione, è quando si vedono degli spazi vuoti in mezzo al campo, e si ha immediatamente una sensazione di ansia perché non si capisce da dove può venire il pericolo, quando, invece, è determinante nella fase difensiva intuirne l’origine, ma soprattutto la finalizzazione per anticipare con l’intervento più utile l’azione dell’avversario. In questo sono determinanti il centromediano metodista e le due ali, cioè coloro che hanno il compito in tutte e due le fasi di mantenere gli equilibri. Non si pensi che io abbia poi scelto questo metodo perché ci si difende bene, infatti in realtà, anche la fase offensiva è altrettanto proficua, sempre mantenendo tutto il campo coperto e riuscendo sempre, sia attaccando sulle ali o per vie centrali , ad avere 3  giocatori a finalizzare. Tutti i metodi sono buoni, l’importante è che l’allenatore, per dimostrare che è il modulo a vincere o magari per una moda, non faccia giocare la squadra senza capire le caratteristiche dei propri giocatori costringendoli così a fare cose non adatte. Un vecchio allenatore (Guido Mazzetti) diceva due principi per lui fondamentali prima della gara ponendo due domande, la prima: ”Fa più male uno schiaffo o un cazzotto?” lo diceva allargando o stringendo le dita della mano paragonando la squadra alla mano stessa. La seconda : ”Se fate un errore in meno a testa quanti errori in meno sono in una gara?….Sembrano stupidaggini ma queste due frasi dette così racchiudevano tutto il senso di quello che doveva essere il nostro comportamento in campo.

 Gigi Cagni

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30 Responses to Il mio modulo preferito

  1. Marco Giulio ha detto:

    gigi ma ti dobbiamo aspettare a vicenza o no?:)

  2. fabius ha detto:

    Grande mister!
    io nel mio piccolo credo che il 4-4-2 rimarrà per sempre un modulo,oltre che equilibrato,che permette di attaccare e difendere con più facilità.Spiego:essendo disposti in maniera equilibrata,la squadrà può spingere sulle fasce e farsi coprire dai centrali o attaccare centralmente facendosi coprire dalle fasce…in difesa i 4 in linea applicano bene l’off side e possono facilemnte tenere alta la squadra.infine gli attaccanti hanno più liberta di movimento e di iniziativa….cosa ne pensi???

    ciao
    Fabio

    • gigi ha detto:

      Quello che hai detto è giusto come sono giusti gli altri moduli basta avere i giocatori adatti ad interpretarli.La bravura dell’allenatore stà nel conoscere tutti i sistemi e fare applicare il più idoneo alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.Il massimo è avere la squadra adatta a cambiare modulo nella stessa gara,ti posso assicurare che,se ti danno il tempo,ci si riesce.Ciao.

      • fabius ha detto:

        è vero,purtroppo però esistono, a mio avviso,presidenti frettolosi e impulsivi (vedi Palermo calcio), i quali prima puntano tutto su allenatori giovani,e poi alla 13 esima giornata li cacciano manco fosse già finito il campionato.Tutto ciò per dire che,secondo me, iniziare con un modulo equilibrato come il 4-4-2 concede più possibilità di realizzare un progetto a lunga scadenza,dando la possibilità al mister di plasmare piano piano la squadra al modulo che più gli si addice.
        Partiresti con moduli offensivi anche ad inizio carriera?

  3. GERT ha detto:

    Ciao mister. sono un tuo ammiratore. mi sembra molto ridutivo parlare di moduli che “garantiscono” piu copertura, spetacolo, equilibrio o quantaltro.penso che alla base di tutto oltre alla qualita dei giocatori sia,
    la capacita di guadagniare profondita ed ampiezza in fase d’attacco vedi CAGLIARI,CHIEVO e PARMA e compatezza
    ed agresivita ma sopratutto distanze tra i giocatori, vedi INTER, BARI ect. mi puo fare un anlisi piu ampia sul argomento? grazie

    • gigi ha detto:

      Fare un’analisi ampia in riferimento alle squadre sopracitate non mi riesce perchè l’unica che fa le due fasi con personalità,sistema di gioco che rende e diverte nelle due fasi e che riesce ad ottenere risultati importanti è il Bari.Le altre sono aggressive compatte ma alla fine prediligono il contropiede perchè hanno giocatori adatti a questo modo e allenatori che hanno capito che in Italia la prima cosa da fare è non prenderle.Non è una critica,anzi,la maggior parte delle squadre fa questo ecco perchè se vedi una squadra come il Bari neopromossa e giovane che gioca con spensieratezza e personalità,diventa una nota diversa e appariscente.Non sò se ho risposto alla domanda ma penso che tramite le vostre osservazioni inizierò a parlare in dettaglio di tattica negli articoli.Comunque fammi sapere se ho esaudito alla tua domanda o no.Ciao

  4. Nuario ha detto:

    Caro Mister Cagni, concordo con lei sul fatto che non esistono moduli mperfetti o impostazioni di gioco preferibili aprioristicamente ad alti. Sono, a mio modesto avviso, gli uomini e l’applicazione che quest’ultimi mettono nell’esecuzioni di moduli e schemi a fare la differenza, rendendo eseguibili le varianti tattiche. Sta di fatto che il 4-4-2 resta, a mio parere, il miglior modulo per coprire il campo difensivamente, a condizione di tenere le linee strette e corte. Si ha una coppia per ogni corsia, i due centrali di centrocampo devono essere bravi a muoversi a “compasso”, le punte ad accorciare ed attaccare la profondità. Offensivamente può essere controproducente se non si hanno esterni bravi ad attaccare la profondità o a venire dentro il campo. Il 4-3-3 (di cui lei è stato un esecutore impeccabile e fantasioso) se si hanno gli uomini giusti, può diventare letale nella fase offensiva ma deleterio nella fase difensiva se almeno un attaccante esterno non rincula a centroampo. Tale modulo, credo, sia impraticabile se non si hanno in rosa degli interni (le vecchie mezz’ali) bravi a buttarsi dentro ed ad accorciare sui mediani avversari. Secondo me è una delle ragioni per cui Mourinho ha dovuto rinunciare al suo credo tattico all’Inter. L’Inter ha centrocampisti (fatta eccezione per Stankovic e per Cambiasso che però gioca da play basso) di posizione, bravi a giocare con la palla nei piedi (spesso a troppi tocchi). La variante del 4-3-3 che applica Leonardo al Milan (4-2-1-3) spacca, di fatto, la squadra in due tronconi, allungandola pericolosamente. Secondo me andrà fisiologicamente in netta difficoltà (come già successo con il Palermo) contro avversarie disposte con il centrocampo a “rombo”. Concorda con me?

    • gigi ha detto:

      Hai le idee chiare e hai spiegato tutto in modo esemplare ma su una cosa dissento e ti posso assicurare che è di facile attuazione e cioè il 4-3-3 è micidiale nella fase difensiva perchè hai 4 difensori e 5 centrocampisti,basta fare fare la diagonale interna alle due ali.Buon Anno

      • Nuario ha detto:

        Grazie per la risposta Mister Cagni. Io adoro il 4-3-3 e condivido l’esaltante valutazione delle sue implicazioni di carattere difensivo. Mi chiedo se convenga, a livello di dispendio energetico, chiedere sistematicamente la diagonale difensiva agli attaccanti esterni. Conviene farla fare sistematicamente ad entrambi gli esterni d’attacco o ad uno soltanto cercando di accorciare verso l’esterno basso della squadra avversaria e lasciando libero il lato cieco (poi magari coperto dall’interno opposto formando una linea a 4)?

  5. Gio ha detto:

    Mister, secondo lei il 4-2-4 puro è ancora applicabile? Quale dei vari 4-2-3-1 che vediamo nell’attuale serie A si avvicina di più ad un modulo con 4 punte?
    Volevo dirle che la stimo molto e che il blog è veramente interessante! gio

    • gigi ha detto:

      Parlare di moduli mi sembra utopistico perchè c’è troppa differenza nelle due fasi e cioè,nella maggior parte dei casi si attacca con i moduli di cui si parla tanto,ma in quella difensiva tutti applicano il 10-1.Ciao

  6. giovanni alicino ha detto:

    mister secondo me non esiste un mdulo perfetto di gioco,prova ne è il fatto che se cosi fosse tutti lo utilizzerebbero!qualunque sia il modulo ritengo sia fondamentale disporre di calciatori dotati di intelligenza tattica(vedi cambiasso) i quali sanno con qualche secondo di anticipo dove andrà a finire la palla…è questo il vero segreto di una buoa disposizione in campo!

    • gigi ha detto:

      Allora non hai letto bene i miei articoli, perchè in uno dico che l’allenatore bravo è quello che fa giocare il sistema adatto alle qualità tecnico-tattiche dei giocatori che ha a disposizione.Ciao

  7. giorgio ha detto:

    caro gigi sono un tuo estimatore da quando eri calciatore del brescia .mi piacerebbe vederti sulla panchina della squadra della tua città.come mai secondo te il brescia nonostante i giocatori di buon livello che ha in rosa non riesce a esprimersi su buon livelli. ha cambiato 4 allenatori senza buoni risultati .non è forse il caso di tentare con qualche ragazzo giovane della primavera tipo paghera e accantonare i senatori non motivati
    ciao9 gigi auguri spero di vederti presto in panchina

    • gigi ha detto:

      Ti ringrazio per la stima ma ho già detto che non dò giudizi su allenatori o squadre perchè,primo lo ritengo scorretto e secondo,in riferimento al Brescia,se non conosci profondamente la situazione non puoi giudicare con cognizione di causa.Spero anche io di trovare squadra presto e magari dialogare sulla MIA squadra.Ciao

  8. Max ha detto:

    Io mister invece sono un appassionato del 4-3-1-2. Mi sembra che il trequartista, coperto da tre centrocampisti di buone doti fisiche e tattiche, giocando tra le linee possa essere più decisivo dei due esterni alti del 4-3-3, in quanto oltre a mettere in azione gli attaccanti, può andare alla conclusione direttamente sfruttando i movimenti di queste ultime. Inoltre nel 4-3-3 mi sembra necessitino centrocampisti che si inseriscono per dar manforte all’ unica punta centrale e che rientrano per coprire con grande dispendio di energia. Nel 4-3-1-2 invece il centrocampo può tenere più la posizione assicurando maggiore copertura alla squadra. Se poi il trequartista avesse le caratteristiche di un Bresciano o di un Simplicio il 4-3-1-2 potrebbe trasformarsi durante la partita, nei momenti di difficoltà, in un + prudente 4-4-2. Poi le vorrei fare una domanda: Tavano secondo me sarebbe stato un 10 strordinario, lei cosa ne pensa? o addirittura un attaccante stile il Totti della Roma di Spalletti?

    Un saluto e Buon Natale

    • gigi ha detto:

      Ogni sistema di gioco può avere vantaggi e svantaggi e quindi dipende dalle qualità dell’allenatore di scoprire il più adatto ai giocatori che ha a disposizione.Detto questo secondo me con il 4-3-1-2 hai le fasce scoperte nelle due fasi e sono costretti i 3 c.c. a un lavoro superiore a meno che tu abbia le punte disposte a sacrificarsi.Che sia più spettacolare, se hai i giocatori adatti, sono d’accordo.Per quanto riguarda Tavano ti posso assicurare che il suo ruolo è l’esterno sinistro alto ha bisogno di avere la fascia per avere un avversario solo da saltare e la possibilità di rientrare all’interno per il tiro preciso e forte che ha.Se marcato stretto perde la serenità e la convinzione.

  9. ANTONIO79 ha detto:

    salve mister sono 1 tifoso della samp volevo kiederle 1 cosa riguardo al modulo 442…secondo me x fare la differenza ed essere, non dico vincente ma almeno convincente, devi avere i 2 esterni bassi ke spingono ,ke si sovrappongono agli esterni di centrocampo e non ke pensino solamente a difendere in modo ke gli esterni alti avversari siano loro stessi a “occuparsi” di loro.Nella samp sia stankevicius (secondo me improponibile proprio nel ruolo in sè )ke ziegler(mai fatto con continuità e nn è nato kome marcatore) nn possono essere adatti a fare gli esterni bassi di un 442 ke “sfonda”.La ringrazio in anticipo e le auguro 1 buon natale

    • gigi ha detto:

      L’ideale sarebbe avere le coppie di esterni di dx e sx adatti a fare le due fasi così quando uno spinge l’altro copre senza perdere gli equilibri che sono determinanti per ottenere i risultati.Ma questa è teoria poi in pratica tutto cmabia perchè difficilmente trovi socetà che fanno la squadra con giocatori che vuoi tu e quindi devi essere bravo ad adattarti alle caratteristiche dei giocatori a disposizione,e per fare questo ci vuole tempo(che oggi non ti da nessuno).Per ultimo, e non ultimo,tutti stanno cercando esterni di valore tecnico e tattico(sopratutto sx)perchè c’è carenza nel ruolo e per finire, visto che hai posto la questione difensiva,vedo un peggioramento nella conoscenza di come si difende da parte di tutti i difensori in generale perchè non esiste più chi insegna i fondamentali.Vedremo sempre più difensori tecnicamente più dotati ma scarsi nello specifico del ruolo.Buon Natale.

  10. Francesco ha detto:

    Buongiorno,
    Io vedendo il mio Genoa sotto la guida di Gasperini, me ne sono innamorato ancora di più del tempo passato con Serse Cosmi in Serie B o Vavassori in Serie C1, visti i loro modi di lavorare diversi.

    Anchio la penso come lei sulle tattiche e i movimenti (dei centrocampisti soprattutto), rimango dell’idea che una squadra possa fare la differenza solo se in campo rimane ben messa.

    • gigi ha detto:

      Il Genoa e Gasperini hanno dimostrato che con lo spirito di sacrificio di tutti i giocatori si possono ottenere grandi risultati e fare divertire il pubblico.

  11. Marchino27 ha detto:

    Buongiorno, mi chiamo Marco ho letto del suo blog su di un quotidiano e subito mi sono fiondato in internet. Per prima cosa vorrei fargli i complimenti per l’idea, seconda, per come ha strutturato il blog.
    Sono un appassionato di calcio, infatti ho giocato, anche a buoni livelli, ma purtroppo mi sono fatto male, e ho deciso di smettere, anche perchè mi sto per laureare e anche a causa dell’ infortunio ho scelto lo studio al calcio. Ma la passione era troppa, ed allora da 5 anni alleno in un settore giovanile, questo anno faccio i giovanissimi regionali, e sono sempre alla ricerca di materiale su cui aggiornarmi, e chi meglio di lei potrebbe darmi un consiglio?! Io sono un perfezionista e programmo il mio anno in ogni dettaglio, in più sono un accanito sostenitore del 4-3-3 e del bel gioco. Se potesse consigliarmi qualcosa, ne sarei felice. Gli invio un in bocca al lupo per la sua carriera e tanti auguri di Buon Natale!

  12. Stefano ha detto:

    Buongiorno Gigi,
    mi chiamo stefano e sono di torino, gioco a calcio in promozione adoro il calcio e sto iniziando a pensare da allenatore, volevo un tuo parere… si sente sempre dire questa squadra non ha gioco, non ha organizzazione, ipotizzando di partire da zero, la squadra viene da una gestione pessima ed è tutto da costruire, da cosa si parte, quali sono i principi cardine per dare gioco e organizzazione.
    E poi non crede che tecnici come Conte, Ventura Del Neri che prediligono un modulo e giocano sempre con quel modulo non si tirino un pò la zappa sui piedi, nel senso che vengono contattati solo se si ha intenzione di giocare con quel modulo… ti faccio un esempio, da tifoso della juve quest’estate auspicavo la chiamata di Conte ad allenare la juve ma visti gli acquisti fatti e la decisione inconfutabile di giocare col trequartista mi chiedevo se fosse stato in grado di far giocare così (e credo che gli stessi dubbi siano venuti a chi doveva decidere) o se la forza e i risultati ottenuti fino a quel punto non fossero solo frutto di questo 442 anomalo con i due esterni alti molto offensivi. che ne pensi?

    • gigi ha detto:

      La cosa principale è sapere l’obbiettivo della società e quindi conoscere il modo più adeguato per raggiungerlo.In secondo luogo,secondo il mio punto di vista,l’allenatore moderno deve conoscere tutti i sistemi di gioco e,come ho già scritto sul blog,sapere usare il migliore per le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione.Se poi ha la fortuna di averli adatti al suo modulo preferito si diverte come mi sono divertito io con il Piacenza.Aggiungo che, naturalmente,per arrivare a sapere cosa è meglio fare e come farlo bisogna fare quella famosa GAVETTA che più nessuno fa.

  13. gabriele ha detto:

    Sono sorpreso, molto sorpreso, vedendola lavorare (sia quando è arrivato a stagione in corso, durante la stagione o in fase di preparazione), mi ero fatto l’idea che il suo modulo preferito fosse un bel 442, poi partendo da esso, apportava le modifiche per adattarlo ai giocatori a disposizione o agli avversari, ma senza perderlo troppo di vista.

    Una domanda: “Il ripetere settimana dopo settimana un lavoro simile, può generare (secondo me) noia e disattenzione, far innescare il pilota automatico nei calciatori e fare le cose senza credere in esse, senza molta partecipazione o convinzione, è una mia impressione, idea, naturalmente, lei cosa mi ne pensa in proposito?

    Altra domanda: “la tecnica, questa sconosciuta! Perché voi allenatori (dal ‘90 ad oggi ho visto lavorare un po’ tutti gli allenatori passati da empoli e son passati di tutte le scuole di pensiero) lavorate poco sulla tecnica individuale di base, sui fondamentali, poche esercitazioni sui tiri in porta e spesso sempre in coda alla seduta di lavoro, questo perché date per scontato che dopo 22 anni non ci siano margini di miglioramento, oppure per la poca propensione dei giocatori a fare quel tipo di lavoro, oppure…?”
    Magari è così che va allenata una squadra,io parlo da profano, ma si vedono calciatori andare sulla palla in modo evidentemente e palesemente sbagliato, scoordinato,che è inutile guardare dove il pallone finirà, perché finirà ben lontano dalla porta.
    ciao

    • gigi ha detto:

      Sono della tua stessa idea per quanto riguarda il lavoro settimanale difatti ho sempre cercato varianti soprattutto nel riscaldamento. Questo,però, andava bene nelle generazioni diverse da quella attuale.Ti posso assicurare che oggi i giocatori vogliono più tattica che tecnica perchè non vogliono responsabilità e quindi preferiscono ripetere alla noia movimenti tattici perchè così la responsabilità è dell’allenatore.Per quanto riguarda gli allenamenti tecnici secondo il mio punto di vista è giusto che lo facciano nei settori giovanili proprio per quello che ti ho detto prima e cioè hai tante cose da fare tattiche che non hai il tempo di fare altro,anche perchè,purtroppo, non trovi giocatori che abbiano voglia di stare in campo per delle ore.Devi pensare che non è la passione la priorità di un calciatore oggi.

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