Le vostre prime domande


Iniziano ad arrivare le prime domande e subito il Mister ha trovato lo spunto per svilupparle in un nuovo articolo. Qui sotto riporto testualmente le domande poste da Gabriele di Empoli.

Mi stima in percentuale, secondo la sua esperienza, l’importanza della coesione, affiatamento di un gruppo? Insomma tra un grande gruppo unito, un gruppo mediamente unito e un gruppo in guerra, a fine stagione quanti punti ci sono di differenza?
Potrebbe pubblicare Tesi presentata al termine del Corso Master per l’abilitazione ad allenatore professionista di prima categoria? Oggi scriverebbe le stesse cose?
Se cambierebbe qualcosa è perché è cambiato lei o perché è cambiato il calcio?

Negli anni antecedenti la legge Bosman c’era un modo completamente diverso di gestire lo spogliatoio e cioè, all’allenatore bastava essere gestore della parte tecnico tattica e dare un minimo di regole, per il resto ci pensavano i giocatori con la loro qualità e personalità. Non c’erano contratti lunghi (quasi tutti annuali) e perciò era interesse di ogni elemento della squadra dare il massimo per la causa comune. Quindi poteva succedere che nello spogliatoio si odiassero, ma quando andavano in campo lottavano tutti per la stessa causa. Oltretutto in ogni squadra c’erano uno o più leaders che aiutavano l’allenatore sia in campo che fuori. Oggi è molto più difficile perchè le componenti esterne che influiscono sul singolo (che è diventato una piccola impresa in una impresa più grande che muove capitali enormi) sono così tante che se l’allenatore non riesce, sostenuto da una società forte, a mantenere l’ affiatamento del cosiddetto GRUPPO unito,difficilmente si possono ottenere risultati importanti. La cosa che più manca nella maggior parte delle squadre sono proprio i leaders sia tecnici che morali; i giocatori sono molto più professionali ma difficilmente escono da questa sfera per prendersi responsabilità nei confronti di chiunque.

Per quanto riguarda la seconda parte delle domande mi hai portato a rivivere tempi splendidi (non per i risultati ottenuti ma perché era l’inizio della mia avventura come allenatore di squadre professionistiche) e ad andare a rivedere la mia tesi di Coverciano fatta nel ‘ 90. L’argomento era: DIARIO DI LAVORO SVOLTO DAL PIACENZA Serie C1 girone A dal 21/7 al 15/9 del 1990. Quindi, parlava della preparazione precampionato. Con orgoglio e presunzione devo dire che, della parte atletica ho cambiato poco, allora ad adottare certi tipi di mezzi eravamo davvero in pochi (più avanti pubblicherò alcune pagine dei miei diari e così potrete giudicare) e in seguito ho solo modificato le quantità ma non i mezzi. Invece, della parte tecnico tattica,fortunatamente, ho modificato continuamente (mantenendo certi principi basilari in cui credo)attraverso le esperienze personali o i confronti con persone amanti del calcio come me, anche se non necessariamente allenatori. Questa è la parte che mi è piaciuta di più, il mio accrescere, giorno per giorno, la conoscenza dello sviluppo del gioco del calcio sapendo che non sarei mai arrivato alla fine. Perché è così vario e imprevedibile, ed il numero  delle  situazioni che ne influiscono lo svolgimento così alto, che alla fine non ci arrivi mai. Non cambierei niente di quello che ho fatto sul campo perché è attraverso tutte quelle decisioni, giuste o sbagliate,che ho maturato esperienze in grado di arricchirmi e darmi soddisfazioni, ma anche amarezze(che se prese bene arricchiscono di più e fortificano).Oggi è di moda e molto giornalistico parlare di numeri, e va benissimo, ma alla fine che determinano i risultati sono sempre gli equilibri delle due fasi di gioco, la condizione psicofisica, le qualità dei singoli e lo spirito di squadra che l’allenatore deve riuscire ad imprimere. Il calcio è cambiato solo nella rappresentazione ma non nella sua natura.

Gigi Cagni

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4 Responses to Le vostre prime domande

  1. gigi ha detto:

    Promesso!!! la prossima cosa che scriverò sarà inerente,in linea generale,a questa tua richiesta.A presto.

  2. gabriele ha detto:

    Perfetto, magari in un articolo futuro (così approfondisce bene :)) ma leggere/conoscere i suoi 10 comandamenti, le fondamenta del suo pensiero tattico mi intriga follemente!
    grazie

  3. gigi ha detto:

    Bisogna vedere cosa vuoi sapere,nella risposta mi riferivo solo a quelli tecnico tattici.

  4. Gabriele ha detto:

    Grazie della celere e esaustiva risposta!

    P.s.
    La risposta che mi ha dato mi istiga ha farle un’altra domanda:
    “Quali sono i principi basilari in cui crede?”

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