Prime impressioni

8 novembre 2009


Dopo qualche settimana dall’ inizio dell’esperimento le cose sembra stiano prendendo la strada che vorrei per ottenere i risultati che mi ero prefisso. Anche se la fase di sperimentazione ma sopratutto di preparazione fatta dal ragazzo di mia figlia M.P., con l’aiuto dei miei figli Luisa e Fabio, non è ancora conclusa, mi sembra che il blog stia prendendo corpo. La cosa che mi sta a cuore però è che il tutto mi servirà esclusivamente per PARLARE DI CALCIO,di tutti gli argomenti che riguardano la sfera tecnico tattica,fisica,psicologica e di gestione visti e vissuti nella mia quarantennale esperienza di professionista prima da calciatore e poi da allenatore. Non sarò disponibile a giudicare azioni fatte da altri o inerenti ad argomenti diversi da quello che ho nominato prima. Ho accettato di aprire questo blog solamente per la voglia di parlare e interagire con persone che hanno il desiderio, come me, di aumentare la propria conoscenza sulla inesauribile e affascinante materia calcistica.

Spero proprio funzioni come io desidero, altrimenti sarà stata comunque una bella esperienza entrare nel mondo di internet.

 A presto.

Gigi Cagni


Prima panchina…primi ritiri

8 novembre 2009

Nel ’87, conclusasi la mia esperienza alla Sambenedettese dopo 9 anni,  tornai a Brescia pensando di appendere gli scarpini al chiodo. In attesa di iniziare il corso di seconda categoria per diventare allenatore professionista, sentendomi bene fisicamente, chiesi al responsabile del settore giovanile del Brescia di potermi allenare con loro. Mi fu concesso e quindi andai in ritiro con la Primavera e rimasi aggregato al gruppo per qualche mese fino a che venni chiamato a novembre dall’Ospitaletto in C1, squadra che cercava un giocatore esperto in difesa per dare una mano ad un gruppo giovane. Ma questa è un’altra storia che forse un giorno racconterò. La premessa era per fare capire il motivo per cui l’anno dopo mi venne proposto di allenare la Primavera del Brescia da Umberto Cervati, figlio del Cavaliere Cervati, il Presidente che mi aveva permesso di iniziare a fare il professionista a 17 anni. Accettai volentieri ed iniziai la mia unica esperienza da tecnico di un settore giovanile. Quando chiesi informazioni sul come ci saremmo spostati per andare in ritiro mi fu risposto: “con le macchine dei genitori”…“CON LE MACCHINE DEI GENITORI? MA STATE SCHERZANDO!!ritiro

Era inconcepibile che i genitori accompagnassero i figli in ritiro, parliamo di ragazzi di 17-18 anni. Proibii che i parenti facessero visita nella prima settimana di ritiro e diedi il premesso solo per la domenica  pomeriggio dopo l’ allenamento. Quando tornammo ad allenarci in città all’antistadio, iniziò la processione dei genitori al campo, addirittura qualcuno con tutta la famiglia, per esempio il papà del portiere si metteva dietro la rete per dispensare consigli al proprio figlio. Non potevo accettare una cosa di questo tipo quindi impedii ai genitori di venire al campo e feci chiudere le porte. La cosa più divertente e gratificante fu l’applauso di gioia che mi fecero i ragazzi nello spogliatoio, non ne potevano più nemmeno loro. Quindi, cari GENITORI di ragazzi dei settori giovanili, se non riuscite a comprendere l’ importanza di lasciare liberi i ragazzi di esprimersi ed essere guidati solo dall’ allenatore, il  mio consiglio spassionato è: “STATE A CASA!”

Gigi Cagni

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